M'inventai un "rinforza-pensione"

Scritto da , il 2021-02-21, genere etero

Al mio ultimo giorno di lavoro, ero infermiere professionale, diedi l'addio ai ed alle colleghe e loro, di comune accordo, mi regalarono una borsa contenente l'apparecchio per misurare la pressione ed altra strumentazione utilissima per intervenire a soccorrere gente bisognosa di cure o altro. Dopo abbracci ed occhi assai lucidi dall'emozione, presi l'apprezzatissima borsa ed uscii dall'Ospedale che mi aveva visto in azione per poco più di vent'anni. Arrivai a casa e, dopo una doccia per togliere "l'odore di Ospedale", mi misi a pensare che avrei potuto fare per rafforzare la vergognosa e misera pensione. Giravo per casa come una belva in gabbia, senza avere una meta da raggiungere. Giravo stanza per stanza e, solo quando mi cadde l'occhio sulla graditissima borsa, ebbi la soluzione in mano: avrei fatto dei biglietti da visita, con la qualifica di infermiere professionale e sul lato dietro avrei specificato le prestazioni che potevo eseguire a domicilio. Feci quindi i biglietti col Computer che poi andai a lasciarne in giro per il quartiere. Tornato a casa mi misi a calcolare quanto avrei chiesto per le varie prestazioni e scrissi una lista. Proprio quando stavo per prepararmi la cena, squillò il telefono: era la mia prima cliente e, dopo le presentazioni ed il motivo del servizio chiesto e l'indirizzo, concordammo la mia prima prestazione al mattino dopo. Alle dieci precise ero a suonare il campanello della signora. Salgo al suo piano e mi riceve molto elegante; mi spiega che sua figlia è in sovrappeso e deve fare iniezioni per riprendere il suo peso normale. Andiamo da sua figlia e, quando mi vede comincia a fare mille storie per una puntura affatto dolorosa e con me le garantii che non avrebbe sentito dolore. Dopo mezz'ora di convinzione a farsi bucare il culo, finalmente riesco a farla tenere ferma da sua madre e...zac...il buco è fatto e, quando terminando l'iniezione, le massaggio la natica col cotone ed alcool, lei mi prega di strofinare a lungo per non sentire, l'ago. Quella fu la prova che non si era minimamente accorta dell'ago che le aveva bucato il culone, infatti fu sua madre a dirle che io avevo già fatto la puntura ed a quel punto la ragazza mi disse mille volte grazie. Io rimisi a posto l'attrezzatura e poi, ricevuti i dieci euro, salutai e me ne andai via. Salito in auto squilla il telefono ed una nuova richiedente del mio intervento, m'invita ad andare da lei per iniezioni endovena. La raggiungo subito e, dopo mezz'ora sono di nuovo nella mia auto ma sento di nuovo il vibro del telefono e lì una voce di donna giovanissima, mi chiede se posso andare da lei e lo faccio subito: mi fa accomodare in casa e, dietro quella voce giovanile, trovo una signora rimasta poi vedova di recente, che aveva, mi disse lei, settantadue anni ma le avrei dato si e no sessanta o meno addirittura, sia per il viso senza una ruga ed un corpo da modella taglia grossa o giù di lì. Mi disse di dovere fare venti punture e passammo subito in camera da letto dove si scoprì un culo veramente bello, giovanile, sodo...insomma...un gran bel culo. Preparai la siringa e le dissi di non muoversi ma invece lei iniziò una lunga discussione perchè la sua pelle era delicatissima e non voleva sfregiare la sua natica. Io le rispondevo sempre gentilmente, pazientemente e, ad un certo punto le dissi, ridendo, che se non faceva la brava la avrei sculacciata come si fa con le bambine capricciose. Allora lei mi rispose che suo marito la sculacciava speeso per giocarci sopra ed il solo parlarne provocò in lei una certa eccitazione, infatti, al mio occhio clinico, non sfuggì che il coproletto si era bagnato dove appoggiava il bacino della signora. Lei se ne accorse e, dopo che riuscii a farle l'iniezione per la quale lei si complimentò" per la mia mano leggera come una foglia d'albero!", allora mi disse chiaramente che oltre i dieci euro per l'iniezione, avrebbe aggiunto altri cinquanta se io la avessi sculacciata fino a farle diventare rosso violaceo. Rimasi un attimo sconcertato, impreparato...tutto avevo visto ed inteso nel mio lavoro ma...sculacciare...mai! Dato che qualche euro mi fa sempre comodo, subito iniziai a darle sculacciate sonore e decise a tal punto che in poco tempo aveva il culetto rosso come un gambero. Dopo venti minuti circa mi chiese di fermarmi e, rivestitasi corse a prendere sessanta euro e ci accordammo al domani stessa ora. Da lì tornai a casa ed al mattino dopo tornai dalla generosa signora. Mi aprì la porta e mi fece accomodare in salotto, poco dopo tornò con in mano cento euro ma le feci presente che non avevo da darle il resto. Mi rispose sorridendo che se volevo potevo tenermi i cento euro ma le avrei dovuto fare la cortesia di farla godere prima con le consuete sculacciate e dopo avrebbe gradito una bella leccata di figa e dell'ano. Rimasi di ghiaccio ma mi ripresi subito dopo e, fattale l'iniezione, passai a sculacciarla ma quando mi disse di smettere, allora le leccai la figa facendola in poco tempo sborrare un fiume di umori. Slinguai anche il bel culo ed infine le dissi se voleva essere scopata anche più volte. Rispose subito di sì ed allora le feci aprire le cosce e, dopo che le appoggiai il cazzo alla bocca che lei slinguò un poco, dopo, appunto, la scopai per tre volte facendola godere gemendo pazzamente. Dopo che mi rivestii, mi mise in mano altri trenta euro e mi baciò sulla guancia, ringraziandomi ancora sull'averla fatta godere tanto. Me ne andai via per andare d una signora che doveva fare un clistere al suo bambino che faceva tanti capricci. Andai subito da lei e, dopo un'intera ora di lotta e sculacciate punitive, riuscìì a riempirle il culetto di camomilla. Quando poi alla signora chiesi dieci euro, mi mise in mano trenta euro e mi ringraziò per la mia sconfinata pazienza. Tornando a casa passai davanti ad un venditore di auto usate e, considerando che la mia era proprio finita dopo quindici anni di strada, considerando poi che tra pensione ed extra potevo cambiarla, allora girai entrando nel piazzale delle auto usate. Dopo una trattativa ben sudata, salii su una bellissima fuoristrada e, invece di chiudermi in casa, telefonai ad una mia ex collega, una figona mora che aveva quarant'anni, alta, formosa, con gli occhi azzurri, un seno da quarta e le cosce ed i fianchi erano da sogno, per non tralasciare il culo che era stupendo e sopratutto ben sodo...quante volte ci eravamo chiusi nella stanza dei ricambi dei letti... e quante scopate ci eravamo gustate! Quindi Emanuela era la persona più adatta a festeggiare la mia nuova auto. Le telefonai e dopo mezz'ora ero sotto casa sua ad attenderla scendere in strada.

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