Nuova me - quarto atto

Scritto da , il 2021-01-27, genere sentimentali

Le elementari sono andate e con esse le maestre, anche qualche amicizia, ma soprattutto è finito quell' amore speciale che per 5 anni mi ha riempito il cuore, e che continuerà nei miei pensieri.
È successo a casa sua, non avevo alcun sospetto, in quella piscina che fece costruire per me tre anni prima, quella piscina che ha visto i nostri corpi nudi concedersi, che ha visto i nostri baci e il nostro amore, quella piscina assolata, invasa dai canti della campagna.
Quel giorno, per sfuggire alla canicola, col nostro gruppetto di amici puntammo casa di Lorenzo: obbiettivo l'acqua limpida, ma davanti il cancello Lory ci da una brutta notizia:
"dobbiamo scavalcare, cicci, ho lasciato le chiavi in casa!",
"le ho io, niente paura!",
avevo le chiavi di casa di Edoardo e non di casa mia, curioso.
Aperto! lo sciame invade il cortile, qualcuno si spoglia in corsa, qualcuno già in mutande, qualcuno vestito, scarpe che volano, tutti a tuffarsi!! dal bordo, dal trampolino, rincorrendo e scivolando sulle pietre bagnate come matti. Oggi direi incoscienti, allora era solo gioco e gioia di vivere.
Sono aggrappata al bordo cercando di non farmi affogare da Lapo e vedo al cancello aperto un'ombra:
"posso??!!" grida,
è lui? ho gli occhi abbagliati, mah! è un ragazzo, mi sembra lui, la voce poi... si è lui,
"vieni!" gli riurlo "hai il costume?",
"no!",
"fa niente c'è, vieni in casa",
ero circondata da mutande e pantaloncini ancora oggi non ho capito perché lo chiesi.
emergendo dall'acqua la maglietta è trasparente un coro di meraviglia mi accompagna mentre gocciolante entro in casa, mi giro, sulla porta c'è lui:
"heilà, rossina!! sei ancora meglio di quanto pensassi!",
"ancora! Ricky tieni questo ti sta, io mi metto questo",
"mi spoglio qui?",
"furbetto, c'è lo spogliatoio li a destra, io mi cambio in bagno",
"e dov'è il bagno?",
"te lo dico dopo..." civettuola,
lui: "un pelino largo, ma c'hai occhio....",
"dai non fare il difficile!",
sulla soglia mi prende per i fianchi: "aspetta!",
voltandomi "che c'è?",
spalle sullo stipite intrappolata dalle sue braccia, le labbra a un niente le une dalle altre:
"mettiamo le cose in chiaro tu mi garbi parecchio e io piaccio a te, e non dire di no!"
"Ric, però così non vale... smetti...",
premeva il suo corpo sul mio e l'eccitazione stava salendo, facevo fatica a reggere quello sguardo, gli occhi miei scendevano sulle sue labbra e pulsavano le mie, confusa non resisto: "Ric lasciami, ti prego, così non riesco... ", una mano stringe e l'altra s'addentra curiosa, le bocche si uniscono, occhi sgranati, cerco di sottrarmi a quella passione, tento a spingerlo via ma non ho energie, braccia molli, gambe molli, sono cotta.
Poi decisa prendo forza e mi sfilo, perde l'equilibrio e finisce a far coccole alla porta, ci viene da ridere. È divertente.
"se ti prendo!!!",
"non ce la faiii!!",
"presa! nagg....", splash, splash!!
in acqua mi avvicino e lo stuzzico sottovoce:
"ok",
"ok cosa?",
"ok, è vero, sei simpatico",
"evvaii!!",
mentre mi allontano nell'acqua "e un po' mi piaci",
fa in tempo ad afferrarmi un piede e mi trascina a sé,
"ripeti",
"sei simpatico",
"maliziosa! ripeti",
"naa...",
"guarda che ti affogo",
"ok, ok, ma manine a posto...",
"guarda, le tengo dietro",
appoggio la testa alla sua spalla, gli mordicchio il lobo e sorridendo gli sussurro:
"non mi avrai",
"buugiiaarda!!",
mi solleva per i fianchi e mi lancia via, mi riavvicino sott'acqua e riemergo toccandolo dalle caviglie al petto, fuori dall'acqua prende la mia faccia fra le mani e li, circondati dagli amici, il primo bacio davanti a tutti, senza paure senza timori senza fine.
Persa com'ero ad amoreggiare non avevo visto Edo rientrare che da sotto il portico a voce alta:
"chi resta a cena stasera?",
voci sovrapposte risposero:
"io", "no, grazie, devo tornare", "volentieri", "posso chiamare mamma?",
"Riccardo, resti anche tu? Bea, non te lo chiedo nemmeno",
"non vorrei disturbarla" rispose allontanandosi da me,
"ma che disturbo! e poi niente lei, qui siamo tutti amici. Oh! lo sapete, io non so, ma per l'hamburger ce la faccio. Lorenzo, mi prendi le patatine in macchina?"
Cenammo sotto le foglie di vite nella lunga luce di fine giugno. Il cavaliere della mia vita e il nuovo intraprendente eroe, parlavano come se si conoscessero da sempre, non capivo se vederci cosa bella o brutta. oggi mi verrebbe un pensiero molto sconcio ma è un'altra storia.
Lory: "babbo!",
"oh!?",
"andiamo a prendere un gelato e ci fermiamo ai giardini",
"vi raggiungo dopo, non vi sparpagliate",
Lapo a noi: "Bea, Ricky, anche voi venite dopo?",
"si" dissi "aiuto a rassettare un po' e poi arrivo, andate", e poi non mi ero ancora rivestita restando coperta solo dall'accappatoio,
Ricky invece disse di no e tutti corsero via:
"Edo grazie della cena ma devo andare anche io" e a me: "resterei bellezza, ma ahimè...",
"quando vuoi Riccardo, mi casa es tu casa",
"ciao" l'abbracciai e sottovoce "ti rivedo domani?", "certo".
Si allontanò, special in moto, via.
Era anche casa mia e cominciai a raccogliere piatti, bicchieri e tovaglioli gentilmente finiti nel sacco nero, tovaglia mai usata e anche stavolta lasciata nel cassetto,
"direi si è fatto presto",
"pulitissimo" disse Edo "mi farei un bagno in piscina",
"è casa tua",
"di entrambi, direi, ti va insieme?",
"certo, perché me lo domandi?",
"così. Aspetta fatti guardare" l'accappatoio scivolò lungo i fianchi, nuda di fronte a lui, completamente, "quanto sei bella, di una dolcezza rara, ho avuto una fortuna sfacciata a incrociare il tuo cammino",
"se non era per me non ci sarebbe stato nemmeno un primo bacio, vieni in acqua vestito?"
si levò camicia e pantaloni, è sempre un bel vedere,
"io sono nuda, così non entri in acqua!"
"bacarozzo?"
"si, amore, siamo tu ed io"
in acqua, la luce soffusa delle lampade illumina i nostri visi e i nostri corpi liberi d'ogni impaccio, li in mezzo alla piscina solo fruscio leggero del vento, qualche grillo canta la sua serenata, labbra a pelo d'acqua. Pugili allo studio, danza nell'acqua, affondo, tocco, preso, presa; libero; sguardo; mani intrecciate palmi a palmi, vicini, bacio, lontani, danza, vicini, bacio, lontani; libera; sguardo; sott'acqua, corpi avvolti seno a petto, nudi, tocco preso, gode, dita voglia, gemo; bolle; perdo l'aria, emergo, respiro, ancora, giù sotto, duro, lo stringo cosce e gambe, voglio, lo sento, preme, spinge, ah! mani tiene, fianchi, vita, cosce; esce, preme, esce, spinge, forte, piano, forte, dentro; aspetta, ancora; fermo, duro, stringo; ancora, turbini d'acqua, spinge; non vedo, non sento, sua; mio.
Bordo vasca, stretta fra l'orlo e lui, mi sostiene aggrappato al porfido, uniti un corpo solo. Amorevole come sempre, specie in acqua, ma ho un presentimento non buono, forse il senso di colpa per aver amoreggiato un po' troppo con Richy.
"è così bello stare con te, amore mio, tanto piccola e tanto capace di farmi perdere la testa, ma così sbagliato, com'è difficile! quanto mi fa male doverti dire che mi devo mettere da parte",
"mi stai spaventando" con voce rotta e lacrime che già rigano il volto "che vuol dire mettere da parte?!",
"non devi spaventarti Beatrice, mai nome sarebbe più adatto a descriverti, ci sarò sempre per te e il mio cuore sarà sempre tuo, come tuo tutto ciò che è mio",
"non dire scemenze",
"devi vivere la tua età, godere della libera felicità, odiare, amare, ridere, piangere, senza paure o timori; io non posso darti quello che meriti",
"ma..." il pianto si fa grosso "non mi dai scelta? non conta quello che provo?
"certo che conta, ma è già doloroso così" e poi
"Riccardo mi sembra un bravo ragazzo e ho visto che vi piacete, sono felice se lo sei tu",
"ma io sono felice con te!",
"non è vero, ti ho rubato l'infanzia, mi odierai per questo, ma non ti priverò dell'adolescenza",
"non mi hai rubato proprio niente! sono io che ti ho cercato, e sono io che ti amo che sogno di diventare adulta per urlare finalmente questo sentimento",
"è giusto così, purtroppo".
non sono mai riuscita a dirgli 'ti odio'.

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