La Professoressa D'Arte

Scritto da , il 2020-11-16, genere etero

Grazia era una professoressa di Accademia di Belle Arti, 47 anni, ma biologicamente non più di 30, atletica ma dalla curve mediterranee, i capelli neri come la pece ed una pelle turgida ed olivastra. Una bellezza fuori dal comune per l'età che aveva.
Manteneva un rapporto di amicizia assiduo con un suo ex studente, Gianni, laureato da pochi anni col quale si vedevano sporadicamente la sera dopo le 22 per ascoltare un pò di musica e per bersi un amaro della staffa.
Ultimamente Gianni la vedeva giù di tono e spesso leggeva su whatsapp dei messaggi chilometrici di lei in cui si lamentava delle carenze del compagno, fino a quando, una sera la sentì piangere al telefono e corse da lei per cercare di capire cosa le stesse succedendo.
Arrivato a casa di Grazia la trovò ancora con gli occhi lucidi, tranquillizzata perchè aveva trovato rifugio in una tazza di cioccolata calda.
A quel punto si sedettero sul tavolo della cucina e lei riprese a lamentarsi delle controversie con il suo compagno:"Io non ce la faccio più, non riesco a vivere con questa insoddisfazione addosso, ormai non cerca più il mio corpo, rifiuta certe mie pratiche, non sopporta di sentire più la mia bocca addosso e soprattutto tra le sue gambe, ma cosa peggiore, non sa più come prendermi, non mette più dinamica e non alterna più dolcezza a irruenza, ho bisogno di sentirmi sbattere, ho bisogno della forza che percuote il mio bacino, ho bisogno della sua essenza sulla mia pelle e sulle mie papille...".
Nel mentre lei raccontava le sue mancanze a Gianni iniziarono a tremare le gambe ed un piccolo ricagnolo di sudore iniziò a scivolare lungo la tempia fino alla valle del collo, le pulsioni stavano prendendo piede insieme alla sua tachicardia nel mentre gli occhi si soffermavano a fissare le la labbra di lei mentre raccontavano i suoi bisogni primordiali, desideri, passioni e perversioni... Gianni ha resistito il più possibile fino a quando, come un automatismo, ha allungato la mano sul collo di grazia, avventando poi le sue labbra sulla bocca totalmente impreparata di lei.
Lei si staccò e l'unica cosa che riuscì a dire fu "Gianni...", a quel punto gli zigomi si rilassarono e gli aggrottamenti del volto si tramutarono in un'espressione armonica e benevolente. Il bacio successivo sembrò una congiunzione astrale nel mentre le mani cercavano di allargare i colletti delle maglie e delle camicie per dare maggior accesso ad ulteriori porzioni di pelle.
I capelli di Grazia scorrevano tra le dita di Gianni neanche fossero fili di rame che scaricavano elettricità a profusione.
Gianni avverte i denti di grazia affondare nel collo fino al punto di iniziare a sperare di sentirsi succhiare anche il sangue per quanto sia sublime quella sensazione.
I vestiti vengono sfilati a sufficienza da poter permettere il contatto primordiale, il pavimento diventa un tappeto di stracci, collane, bracciali e maglie... a malapena i due riescono a sfilarsi i pantaloni da una sola gamba... quanto basta per poter avere l'estremo contatto. Il calore dei loro corpi raggiunge temperature tropicali, mostrando pozzanghere di piacere lì dove serve. Gianni sprofonda il viso nel seno di grazia cercando di spegnere con la lingua l'incendio sui suoi capezzoli, mentre Lei già sente tra le sue dita le prime tracce del seme di Gianni, già pronto a varcare la soglia del paradiso.
E' in quel momento che grazia afferra il suo allievo per le natiche e, fissando i soffito lo implora:"Ti prego, piccolo, adesso... Ti voglio adesso". Ma Gianni non vuole accorciare i tempi, inizia lentamente con uno sfregamento con la punta sugli stipiti di quell'ingresso che ormai è un fiume in procinto di straripare, Grazia si morde le labbra con violenza per quanto è cresente il piacere che sale lungo la shiena fino alla gola... Spalanca gli occhi e con uno spintone getta Gianni sul divano. Si dirige carponi verso di lui come una predatrice che sa quale attacco utilizzare... divarica le gambe del suo allievo e inizia a morderlo, degustarlo, assaggiarlo, berlo, ingoiarlo fino a quando, con un balzo felino, non si mette su di lui e inizia ad averlo dentro... I movimenti sono molteplici, oscillatori, basculanti, roteanti, sismici... infiniti...
La bocca e le mani di Gianni non perdono nemmeno un millimetro di pelle dove possono avere sbocco dipingendo il corpo di Grazia con tinte di sudore a saliva... Ma manca un ultimo schizzo per completare la tela, come il tocco di bianco servito per ultimare le nuvole della cappella sistina. Un attimo prima del piacere estremo Grazia è pronta a togliersi ed obbliga Gianni a stare in piedi mentre lei resta in ginocchio davanti a lui che legge nel suo sguardo "Dammelo ora... lo voglio tutto"... E in un boato forte come il vento dell'est ecco che arriva l'ultimo schizzo pronto a tuffarsi sul viso della dea che, da vera opera d'arte qual'è, lo raccoglie dalle guance per portarlo in bocca ed assaporare quell'ultima portata al gusto di piacere.
Una volta ripresi, i loro occhi parlano chiaro, sanno che non può finire lì ma che è giunto il momento di far decollare un piacere ciclico e continuo che deve durare tutta la notte... e ancora... e ancora... fino a varcare i confini di ciò che è etreno.

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