Gloria, Haank e “L'uomo con una gamba sola”

Scritto da , il 2020-11-12, genere pulp

Il seguito di Haank Lindsay pubblicato il 30.9


Gloria pur non sapendolo aveva un limite, oh... ricchissima oltre l'immaginazione, bellissima, intelligente, cinica e crudele, razionale all'eccesso, eppure lo aveva, riteneva che ognuno degli altri esseri che popolano questo mondo ragionasse nel suo stesso modo. 
Ecco perché dette inizio al collegamento.
Assolutamente protetto da ogni forma di interferenza e inserimento di estranei, era impossibile decifrarlo o registrarlo.
Si mise in contatto con Atlantic City, con l'uomo che le avevano consigliato di “usare”, il migliore per quel lavoro. "L'uomo con una gamba sola”. Di certo un personaggio di mafia, ma con funzioni particolari, si interessava di ricerca e rintraccio di persone e la sua organizzazione, operava in tutto il mondo.
Lui l'aveva persa la gamba e per una sua speciale forma di presunzione e ostentazione, esponeva questo handicap con l'intento di mettere in soggezione i suoi interlocutori. Non aveva mai preso in considerazione l'uso di una gamba bionica che al momento, erano quasi funzionali quanto quelle vere perdute.
Quasi.
Vestiva abiti costosissimi ma larghi all'eccesso, era alto e magro come uno scheletro, un uomo veramente brutto e mostrava sempre la gamba del pantalone vuota, insomma la voleva ostentare, debolezza sua? O punto di forza? Chi poteva sapere qual era il suo vero intendimento.
-Buona sera... o buongiorno, non so da dove chiama... ho sentito che ha bisogno dei miei servizi, ma dovrebbe spiegarmi in cosa consistono... e in base a ciò stabilirò il compenso che dovrà anticipare. Mi dica qualcosa...-
La voce di Gloria veniva contraffatta dal sistema di difesa del collegamento.
-Voglio che trovi una persona, un uomo. Nessun nome qui... le farò pervenire ciò che so in un secondo momento, le dirò cosa faceva e come operava. Voglio che lo tenga sotto controllo una volta trovato, poi... in base al comportamento di questa persona potrebbe esserci un altro tipo di intervento... più drastico...-
-Eliminazione?-
-Si... possibile. Probabile.-
-Va bene, allora attendo il dossier, sa dove si trovava l'ultima volta che ha avuto sue notizie?-
-No. Viaggia con diversi nomi. Ma ho un presentimento e io non sbaglio mai, quindi mi voglio sentire sicura.-
-Ok. Allora resto in attesa del dossier, una volta compreso il lavoro da fare, le dirò la cifra che dovrà girarmi e la banca con cui prendere contatti. Eventuali comunicazioni tra noi avverranno solo tramite questo canale.
Gloria chiuse il collegamento.
Cosa davvero l'impensieriva? Non era preoccupata, no! Ma aveva un presentimento e a lei i presentimenti davano fastidio, molto. Voleva essere lei a gestire gli avvenimenti, non subirli.
Insomma... il mercato dei diamanti, il loro valore era crollato. Come capita con l'oro e altri beni rifugio, la situazione economica internazionale unita alle nuove miniere scoperte in Siberia avevano fatto scendere il valore a un minimo storico. Dai diecimila dollari al carato per i diamanti puri e grezzi, il valore era arrivato a settemila cinquecento, ottomila al massimo e questo sarebbe diventato un problema per Lindsay, un problema che Gloria pensava di dover subire. Insomma... Credeva che presto Haank sarebbe tornato per ricattarla. Era da tener conto il fatto che lei fosse sempre rintracciabile, una personalità pubblica e molto nota, mentre lui era nascosto chissà dove. Lindsay era un professionista nel trasformarsi, ex agente segreto della Repubblica Sudafricana, insomma sentiva che doveva agire per prima, eliminare il pericolo prima che si presentasse a bussare alla sua porta.
Sapeva che ogni tanto vendeva qualcosa del suo tesoro. Sapere dove era il punto. Le piazze erano molteplici, le più importanti sicuramente Londra o l'Olanda, a cui forse aggiungere l'Oriente. Doveva dirlo all'Uomo senza una gamba di far controllare gli eventuali compratori? No, se era competente come si diceva, lo avrebbe fatto di sua iniziativa, l'importante era che una volta rintracciato, non cessasse mai di sorvegliarlo.

Intanto Haank... 
-Mi spiace... Mister Foreman, ma al momento attuale e nonostante i suoi diamanti siano perfetti, non posso darle che... allora dodici diamanti grezzi, carati tredici e cinquantotto per settemila e seicentotrenta al carato... fanno... centotremilaseicentoquindici dollari, contanti ovviamente, non credo Onestamente che potrà recuperare di più al momento...-
Haank sapeva della caduta del valore dei diamanti e per lui era un problema di sopravvivenza.
Oh si...! 
Perché al momento dell'acquisizione sperava, lo riteneva quasi naturale e certo, in eventuali aumenti del valore e non in catastrofiche riduzioni del prezzo. Ma che fare? Il denaro gli serviva anche se ogni volta che si separava da un “suo” diamante, provava un senso di privazione.
Lui amava i diamanti, amava molto i suoi diamanti. 
Vero che esisteva anche un altro mercato, quello dei diamanti definiti “insanguinati” perché estratti illegalmente nei paesi dell'Africa meridionale e usati per finanziare terrorismo e guerriglia e si potevano avere a un prezzo inferiore, forse anche sui quattromila a carato e rivenderli a settemila. Poteva risultare un'alternativa visti i tempi magri. Ma poi? Come acquirente e venditore sarebbe stato radiato da quanto prevedeva il “Processo di Kimberley”, promosso dalla De Beers che regolamentava tutto ciò che riguardava il settore, nessuno degli appartenenti gli avrebbe più dato ascolto. Poi ancora esistevano i diamanti russi, provenienti dalla Siberia e gestiti dalla statale Alrosa, altrettanto validi come purezza e luce, ma riconoscibili da una leggerissima dose di radioattività e perciò di valore inferiore, i veri appassionati di conseguenza, li rifiutavano.
Niente! Doveva accettare la situazione, voleva rivedere il suo paese, il Sudafrica e lì aspettare. Si sarebbe riparato in una piccola città alla quale era, a modo suo, attaccato... Richards Bay, nell'Kwazulù Natal e lì, avrebbe atteso tempi migliori. Denaro ne aveva e le donne bastava pagarle, certamente non ne mancavano di disponibili.
Poteva immaginare Gloria che il ricatto non era e non sarebbe mai stato nei piani di Haank? No... lei temeva i presentimenti e questo comprometteva la sua razionalità.

"L'uomo con una gamba sola” ricevette il dossier, glielo portò una giovanissima ragazza, bellina... ma niente di più, eppure stimolò l'uomo, o meglio, stimolò il suo innato sadismo, le chiese...
-Per chi lavori?-
-Agenzia... mi hanno pagato per portare questo incartamento, e detto che lei mi avrebbe dato cento dollari di mancia...-
-Ahah... forse potrei dartene di più...-
-Possiamo ragionarci sopra, lei vive in un posto bellissimo! La vista sull'oceano... farei pazzie per viverci.-
-Pazzie tipo?-
-Pazzie... pazzie!-
-Spogliati!-
Poco dopo la ragazza era legata nuda sul piano del tavolo di vetro e lui... altrettanto nudo cercava di penetrarla con quello che restava dell'arto inferiore mancante! Era talmente magro che ci riuscì e prese a scoparla ferocemente mentre con le dita altrettanto ossute delle mani le triturava violento i capezzoli! Il suo piacere? Infliggere dolore e desolazione... incrementare il senso di insicurezza di chi possedeva. Alla ragazza non importava se non era un cazzo a fotterla ma invece una coscia scheletrica! Voleva solo i soldi della scopata e andare a farsi un buco. Una bella dose di MPPP da iniettarsi fra le dita dei piedi!

Haank era sopravvissuto varie volte grazie a questa sensazione, la paura. La sentiva... c'era qualcosa che lo minacciava, ma non sapeva cosa. Il periodo passato a Richards Bay trascorse tranquillo, con giornate passate sulla spiaggia a guardare i giovani leoni sudafricani cavalcare le onde, ma... ad un tratto tutti i suoi sensi si attivarono, e comprese da dove veniva la paura... Sentì che qualcuno si stava interessando a lui.
Ma dove, lì? No... forse in luoghi dove sapevano che prima o poi si sarebbe recato? Dai commercianti di diamanti? In città come Kimberly, Londra o Anversa? Probabile. 
Pensò di sparire per un po', sarebbe andato nel “bushweld”, nella pianura erbosa e per lo più deserta, sapeva dove rifugiarsi, c'erano vecchie farm ormai disabitate dove dormire, conosceva anche da chi poteva comprare viveri e in quali resort poter sostare per ritemprarsi e altre necessità. Da lì poteva sorvegliare, nella solitudine del posto, tutto ciò che accadeva e nel frattempo lasciar trascorrere il tempo, quanto? Venti o trenta giorni gli sembravano sufficienti. Prese a noleggio il necessario, tenda, sacco a pelo e una carabina Winchester SRX poi, lasciò la cittadina verso la sua nuova meta.

L'Uomo senza una gamba intanto si era rivestito e seduto alla sua scrivania, iniziò a sfogliare il dossier, non che contenesse molto, alcune foto datate, dei nomi usati in passato e nulla più che fosse d'interesse, l'unica cosa che poteva essere valida? L'attaccamento dell'uomo ai diamanti grezzi, a quelli sudafricani in particolare. Sembrava che ne comprasse e rivendesse su vari mercati, sembrava...
La ragazza invece era ancora nuda, in ginocchio in un angolo della grande stanza, aveva perso tutta la sua sicurezza iniziale, ora aveva paura.
-La prego signore... mi lasci andare...-
-Ma hai detto tu che faresti pazzie per viverci qui, guarda la vista. L'oceano... come hai detto che ti chiami?-
-Susanne... signore...-
Cosa aspettava L'uomo senza una gamba? Che la ragazza andasse in crisi di astinenza, sapeva che si drogava e anche pesantemente, voleva godersi la sua crisi sadicamente, voleva portarla davvero alla disperazione.
-Di cosa hai detto che ti fai?-
-MPPP, signore...-
-E che cazzo di porcheria è? Mai sentita...-
-Eroina sintetica... signore...-
-E quando ti sei fatta l'ultima volta?-
-Stamattina... ne ho davvero bisogno, signore... la prego...-
-Vedremo, ora zitta e lasciami leggere...-
L'unica possibilità che vedeva l'uomo per sapere se aveva ragione, era attivare un servizio di sorveglianza presso i commercianti di diamanti di varie piazze. Avrebbe dato le disposizioni, al momento non pensò al mercato indiano dove erano posizionati il maggior gruppo di tagliatori di diamanti, né a quello dell'estremo oriente, ma alle piazze classiche, a cominciare dalla più antica e rispettata: Anversa, dove erano gli ebrei a dirigere. Poi non rimaneva che aspettare... e aspettare.
Susanne tremava tutta, presa a volte da convulsioni. Il suo aspetto ora era disastrato, il poco trucco degli occhi portato via dalle lacrime che le rigavano di scuro le guance, le mancava la droga, le mancava da morire ed aveva paura! Una paura folle, ma ciò contribuiva solo a soddisfare il sadismo dell'Uomo senza una gamba! La guardava e ne godeva! Aspettava di portare la cosa all'estrema conseguenza, della ragazza non gli importava nulla, se ne sarebbe liberato appena stanco di tormentarla, in verità già lo stava annoiando.
-Sai, Susanne...? Potrei farti portare una bella dose forte della porcheria che prendi, ma ho pensato che forse faresti prima ad arrivarci tu, perché non ti vesti e andiamo sul terrazzo? Potresti arrivare dal tuo pusher in un attimo... volando! Ci pensi? Su vieni... monta sulla balaustra e apri le braccia, non sai volare? Ma è facile, si impara in un attimo.-
E la spinse nel vuoto.
Pochi attimi dopo il corpo era spiaccicato sulla strada e l'Uomo senza una gamba, riprese le sue attività. 

Haank prese una decisione, non sarebbe rimasto ad aspettare, sarebbe stato lui a mettersi a caccia. Lui a scoprire il pericolo e lui a debellarlo, ma come? Iniziando con una sua particolare forma di contro sorveglianza, partendo dal sentore che l'avrebbero cercato attendendolo nelle vicinanze di un commerciante di diamanti. Ma dove? Quale? Questo era da indovinare, lui decise per Anversa, la piazza principale. Sarebbe andato lì e avrebbe atteso... giorno dopo giorno, quel qualcuno che lo cercava, così da sapere il motivo ed eliminarlo. Avrebbe risolto il problema alla base e alla sua maniera. Si, era quello che avrebbe fatto.
Prese alloggio in un residence nella prima fascia della periferia di Anversa, iniziò trasformandosi in una persona dall'aspetto quasi anonimo, vestiti sobri e scuri, camicia bianca, cravatta, a volte un soprabito anch'esso scuro, i capelli tinti di nero e un cappello. Ogni mattina prendeva il bus e si recava in centro come se ci lavorasse e si disponeva ad aspettare, si sedeva in un bar con la vista sull'entrata dell'ufficio di un commerciante di diamanti e guardava la gente. Di solito cambiava luogo ogni due o tre giorni, poi tornava. Era sicuro che se qualcuno stesse facendo la medesima cosa nei suoi riguardi e cioè aspettarlo, lui lo avrebbe riconosciuto, dando inizio alla caccia. Il suo ragionamento si rivelò corretto! Notò un uomo già la prima volta, ma naturalmente attese una conferma che arrivò... l'uomo c'era anche la mattina seguente, aveva circa quarant'anni ed era di media statura.
Haank si mise in caccia, lasciò il locale e si dispose a pedinarlo appena questi lasciò a sua volta il suo luogo di osservazione. Raggiunse un modesto ristorante dove pranzò, poi tornò in attesa, alla chiusura dell'ufficio sempre a piedi, raggiunse un hotel di discreto livello e vi entrò. Haank lo seguì ogni mattina per qualche giorno, attendeva l'occasione per portarlo in un posto sicuro e farlo parlare. Dopo alcune ipotesi che scartò, decise per lo stesso albergo dove l'uomo alloggiava. Una sera lo anticipò prendendo lo stesso ascensore, scese volutamente ad un altro piano... ma quando l'uomo si approssimò alla porta della sua camera, Haank comparve dietro di lui e lo colpì forte alla nuca con la mano armata da un tirapugni. L'uomo crollò senza un gemito e Haank usando la sua scheda magnetica lo trascinò dentro e li... iniziò il suo compito. Voleva nomi e motivi e li avrebbe avuti in un modo o nell'altro. 
La sua violenza era completamente diversa dalla forma sadica dell'uomo senza una gamba, perché questi ne godeva, mentre Haank la utilizzava come mezzo per raggiungere uno scopo, non provava piacere nell'usarla, era come un lavoro per lui.
Iniziò con poco, ma con metodo.
Quando l'uomo riprese conoscenza, era legato, la bocca tappata e con solo le mutande indosso, guardava spaventato il volto di Haank. 
-Ciao... amico, ora cominciamo, ma io non ho fretta sai? Inizierò fratturandoti le dita delle mani, tutte e dieci, non è che hai ambizioni di fare il pianista, vero? Poi... man mano ti romperò tutto il resto, alla fine non avrai un osso integro. A meno che tu non mi dica subito chi sei e chi ti ha mandato... Voglio nomi e luoghi e voglio anche sapere se hai colleghi qui, insomma... sei solo o ci sono altri?-
Nella rapida perquisizione della stanza aveva trovato una pistola, una Glock che intendeva portarsi via. Gliela teneva puntata contro e poi si mise all'opera. Prese il mignolo dell'uomo e lo tirò fino a romperlo, vide la muta smorfia di sofferenza.
-Possiamo smettere quando vuoi... fammi un cenno di assenso nel caso...-
Poi fu la volta dell'anulare e del medio, sapeva che il dolore era forte, ma tutto dipendeva dal limite di sopportazione di chi stava subendo la tortura. Arrivò a fratturargli tutte le dita, ma ancora si decideva a parlare, così passò a cose più resistenti...
-Ora faremo sul serio, ti metterò l'avambraccio qui... guarda! Posato sul piano della sedia e te lo romperò. Poi sarà la volta dell'omero... e dell'altro braccio! Ma il più bello? Sarà quando affronteremo cose robuste, come la tua coscia... vedrai che ci divertiremo... voglio rompertela con il tirapugni...-
Non resistette ancora molto il tipo e iniziò a parlare...
Gli raccontò che gli avevano ordinato di controllare i commercianti di diamanti e aspettare un uomo. L'ordine era arrivato direttamente dal Capo Cellula che viveva a Londra. Haank si fece dire il nome e l'indirizzo, poi volle sapere perché lo stavano pedinando. 
L'uomo, dolorante, gli disse che facevano parte dell'organizzazione de "l'uomo senza una gamba", persone di Mafia. Loro hanno il compito di cercare e trovare persone per poi eliminarle.
-Hai compagni qui ad Anversa?-
-Si, un altro...-
-Dammi il nome... Dimmi dove lo trovo, hotel, numero di stanza, descrivilo...-
L'uomo ubbidì, poi, quando Haank lasciò la stanza, egli giaceva riverso, morto naturalmente, stavolta era stato il suo collo a rompersi.
Portò via tutto quello che lo riguardava, documenti e ogni cosa, tenne solo il denaro contante, il resto lo buttò nei cassonetti. Perché rendere facile la vita alla polizia olandese? Che si rompessero la testa.
Non voleva certo che il compagno del morto si insospettisse non avendo notizie, intendeva finire questa sessione il prima possibile. Raggiunse quindi l'albergo dove risiedeva e dall'atrio stesso provò a telefonargli in stanza, non trovandolo. Si mise ad aspettare, poteva essere che fosse uno che voleva godersi un po' la vita, andare a donne... bere un drink. Lo attese fuori e appena lo riconobbe, gli si accodò, come fossero assieme, entrarono... raggiunsero l'ascensore e sempre assieme salirono, l'uomo sembrava alquanto stranito, forse bevuto.
Haank discese un quarto d'ora dopo. Ora nessuno poteva più avvertire Londra. Tornò al suo albergo e fece il poco bagaglio, voleva prendere il primo treno per Londra che partiva alla sette e qualcosa.
E in tarda mattinata era a Londra.

L'Uomo senza una gamba aveva qualcuno che temeva. Ma non era la sua organizzazione, lui era assolutamente autonomo, certo, faceva  gli interessi della "Società", passava a questa parte dei compensi che riceveva, effettuava ricerche di ex mafiosi ora viventi sotto falsa identità e si occupava della loro eliminazione se richiesto, ma non la temeva.
Chi temeva, in realtà, era una donna. Lei sapeva portarlo all'esasperazione volendo, il suo modo di trattarlo lo destabilizzava, il dileggio continuo, il disprezzo, lo scherniva per la sua debolezza, per il suo sadismo  incontrollato che a volte diventava un punto vulnerabile.
La donna viveva con lui. Faceva parte del suo gruppo di lavoro, si chiamava Alesha, e nel preciso momento in cui lui pensava a come stava evolvendo il suo ultimo incarico, lei entrò nella stanza.
-Brutto sgorbio umano! Cazzo! Oggi sei talmente brutto che mi fai vomitare! E puzzi!-
-Piantala Alesha... non è giornata!-
-Non è mai giornata, coglione. Hai preso quell'incarico di ricerca alla leggera, non abbiamo in mano nulla. Perdiamo solo del tempo e denaro.-
-Diamogli ancora un po' di tempo...-
-Tempo? Quanto? Sai che pensano che stai invecchiando? E poi... dovevi proprio buttare giù quella ragazza? Ci costa caro far star calma la polizia, che credi? Cazzo! E vedere quel pantalone vuoto, come lo ostenti? Vuoi che faccia girare la verità di come hai perso la gamba, caccia balle? Altro che in uno scontro a fuoco... lo hai perso da bambino con la bicicletta! Povero storpio!-
-Prima o poi... Alesha, ti ucciderò ma prima ti farò soffrire un'eternità! Ti odio maledetta femmina infame!-
-Ucciderai chi? Chi ti riporta nella realtà, brutto schifoso? Tu hai bisogno di me e poi... chi ti leva dai guai dove ti cacci?-

Haank aveva operato talmente spesso a Londra durante il suo passato di spia, che ne conosceva intimamente la vita, tanto da passare facilmente per un londinese. Conosceva la gente giusta, sapeva come comportarsi. Iniziò una sorveglianza continua a colui che gli avevano indicato come Capo Cellula dell'organizzazione. L'uomo era sui sessant'anni, sempre seguito da una scorta, ed era probabile che ora fosse sull'avviso, dopo aver saputo ciò che era successo ai suoi collaboratori di Anversa. Intendeva quindi lasciar scorrere un po' di tempo. Prese alloggio in un residence e si mise ad aspettare. Dalla cassetta di sicurezza che aveva da sempre a Londra presso una grande banca, prese una pistola Springfield HD 38 special con silenziatore e continuò la sorveglianza. Aspettava di trovare un punto debole nella vita dell'uomo e lo trovò. Come sempre ognuno ha le sue debolezze, solo che chi è “preda”, deve evitare le abitudini, mai fare sempre le medesime cose. 
Il Capo Cellula aveva una una debolezza, ogni venerdì sera andava in una sala da gioco più o meno clandestina a giocare d'azzardo. La sua scorta, l'autista e una guardia del corpo, lo aspettavano in strada. Haank doveva solo organizzarsi, aveva finalmente modo di averlo! Soddisfatto decise di farsi una donna, oh... nessuna di quelle che aveva già frequentato in passato, una... da pagare, scopare e dimenticare, una che servisse come sfogo! Pur senza volere scelse una che assomigliava lontanamente a Gloria, bionda pur senza il suo fascino. Il sesso lo fece in maniera violenta, più volte durante la notte e sentì la mente svuotarsi da ogni forma di costrizione, era pronto, era lui... ora! Lui... il predatore, lui che non avrebbe avuto nessuna esitazione a uccidere chiunque volesse minacciare la sua esistenza. Decise di svolgere l'operazione il venerdì seguente. In parte aveva già costruito il piano nella sua mente, l'altra parte, avrebbe dovuto improvvisare, ma questo non era un problema.

Alesha entrò come una furia nella stanza dell'Uomo senza una gamba e prese e a gridare.
-Hai visto, sciancato? Pensavi di essere tu a gestire le cose? Abbiamo perso due uomini ad Anversa e ora è... È lui che che è in caccia! Sai cosa ha fatto a uno dei nostri? Gli ha rotto tutte le ossa! Tutte! Anche dopo che era morto ha continuato e continuato! Probabilmente nonostante abbia rivelato tutto quello che sapeva, non ha smesso di romperle... e sai perché? Un avvertimento... a te! Ti troverà e ti romperà osso dopo osso...-
-Maledetta! Ho avvisato Grandi a Londra... starà in guardia e troveremo modo di onorare il contratto, ma tu? Tu devi star zitta, oppure giuro che ti uccido...-
Alzò su di lei la stampella e prese a colpirla e continuò fino a quando non la vide svenuta a terra, decise che l'avrebbe mandata a Londra questa puttana a sorvegliare la situazione da vicino. Timori? No, non ne aveva... ma anche lui, come Gloria, odiava i presentimenti. E uno ne aveva... Presagiva di aver messo le mani nel nido dello scorpione.

Quel venerdì Haank rubò una macchina e la parcheggiò vicino al locale dove Grandi andava a giocare d'azzardo. Lo vide arrivare, scendere ed entrare, aspettò. Le due guardie del corpo stavano in macchina, salvo uno dei due... che ogni tanto scendeva per fumarsi una sigaretta, era quello il momento che aspettava, l'uomo uscì lasciando la portiera aperta. Haank si avvicinò senza essere notato e da cinque sei passi estrasse la pistola e colpì l'uomo varie volte al torace e alla testa, poi la rivolse all'autista e anche a lui indirizzò vari colpi, tutti a segno. I due uomini erano morti. Caricò i corpi in macchina e si mise ad attendere Grandi. Questi uscì molto più tardi, con un atteggiamento allegro, forse aveva vinto... Ma la notte non gli sarebbe certo stata favorevole! Haank lo fermò e minacciandolo con la pistola lo fece salire sul sedile dietro della sulla sua macchina, estrasse una siringa dalla tasca del soprabito e immerse l'ago nella coscia dell'uomo, pochi attimi e questi perse i sensi. Aveva rispettato il programma, ora però iniziava il vero lavoro... farlo parlare.
Raggiunse un posto isolato fuori città e attese il risveglio del suo prigioniero, che nel frattempo aveva legato mani e piedi sul sedile posteriore.
-Ho notato... Grandi che sei un fumatore di sigari e di quelli costosi! Ah... di certo non rinunci al meglio! E ora... io ti farò provare il meglio del meglio del dolore. E sai cosa puoi fare per evitarlo? Parlare e... non smettere finché non sarò soddisfatto...-
-Va fanculo!-
-Va bene... capito! Vuoi una dimostrazione, guarda... accendo uno dei tuoi sigari... oh...! Un Montecristo! Lo accendo con il tuo accendino! Dimmi quando pensi che sia pronto da fumare... ora dici?-
E glielo piantò nella guancia... rigirandolo fino a spegnerlo del tutto, mentre l'uomo gridava dal dolore!
-Adesso lo riaccendo... non temere, non è mica finita la festa! La prossima volta lo spengnerò sull'altra guancia, poi sarà la volta di un occhio... poi dell'altro. Resterai cieco, lo sai? Un povero non-vedente! E passeremo ad entrambe le orecchie... Così sarai sordo. E via così... sui coglioni, sul corpo... insomma abbiamo un mucchio di tempo... se ti diverti tu... a me va bene!-
Durante le torture venne a sapere dell'Uomo senza una gamba, di un qualcuno che che lo sta cercando per eliminarlo, dove ha sede l'organizzazione di cui fa parte, e viene anche a sapere che "l'uomo senza una gamba", visto l'accaduto ad Anversa, ha inviato a Londra il suo braccio destro... una certa Alesha che dovrebbe coordinare le operazioni da qui. Si fece dire dove ha preso alloggio, il nome dell'hotel e il numero della stanza.
Alla fine del l'interrogatorio, Haank tirò fuori dal portabagagli una tanica di benzina e dette fuoco alla macchina, per poi allontanarsi a piedi. Una bella passeggiata di alcuni chilometri fino alla Metro. Tutta salute. Il suo obiettivo adesso è Alesha. La deve avere. E subito.
I grandi hotel londinesi hanno un servizio sorveglianza molto stretto, ma senza essere notato Haank riesce ad arrivare alla stanza di questa Alesha e bussare...
-Una lettera lasciata in portineria, Miss... con la richiesta di essere consegnata con urgenza...-
Non si sa se per ingenuità o fiduciosa, fatto sta che lei apre la porta tranquillamente ed Haank è dentro. 
Poco dopo Alesha è distesa sul suo letto, legata ed imbavagliata per non permetterle di gridare. 
Haank chiama con tranquillità il servizio in camera.
-Colazione per due... uova con bacon abbondante, pane tostato, burro marmellata e caffè... tanto caffè! Anche succo d'arancia... Bussate e poi lasciate il vassoio fuori dalla porta, la mancia la troverete al ritiro.-
Poi rivolto... alla ragazza...
-Mentre mangio ti racconterò una storia, sai? Può essere che ti lascerò vivere... può essere, dipende da te naturalmente... stanotte ho ucciso Grandi e le sue guardie del corpo, oh... ha sofferto un po', non è piacevole farsi spegnere un sigaro negli occhi! E nelle orecchie? Deve far davvero male... cazzo! Urlava come un suino sgozzato! Ma naturalmente mi ha detto tutto quello che sa della vostra organizzazione, membri e scopo, Dove risiedete e come contattarvi. Se ti allento lo straccio che hai sulla bocca, prometti di non urlare? Se lo fai... sarai punita. Potrai solo parlare, sia pur malamente... prometti?-
La ragazza fece un segno affermativo con la testa e Haank rilasciò brevemente il bavaglio.
-Mi ha detto Grandi che tu sei la numero due. Corretto? Di cosa ti occupi esattamente?-
-Gestione del denaro, computer... sicurezza, sono una esperta. So gestire una rete e anche hackerare qualsiasi dispositivo... spostare capitali da un posto del mondo all'altro senza che rimanga traccia...-
-Ma va? Interessante! Sai.. Ho bisogno dei numeri dei dispositivi di sicurezza del tuo capo e naturalmente, me li dirai... ma continua, a quanto consiste il patrimonio di questo... "Uomo senza una gamba" ?-
-Al momento... fra capitale liquido, che è l'ottanta per cento, e l'investito... sui centocinquanta milioni di dollari direi...-
-Sarebbe un giusto risarcimento nei miei confronti, non credi? Oltre alla sua vita... dico, perché lui morirà e ti assicuro che lo farò soffrire... e tu? Che parte hai nella sua vita? Sei la sua donna? La sua amante, cosa sei?-
-Di lui? No! Mi fa schifo! Lavoro per loro... e sono pagata bene, collaboro nelle operazioni, cerco in rete notizie e magari intervengo, ma scoparlo? Quell'essere orrendo? No! E neanche lui vorrebbe, ha timore di me... lo derido, lo insulto e lui ne soffre di questo ma... non potrebbe farne a meno!-
Haank la guardò con maggiore attenzione, magra... poco seno, il viso bellino ma duro, spigoloso, le cosce che si intravvedono dall'orlo del vestito invece, sono piacevoli, ben formate.
-Eppure... sei carina, diciamo... scopabile? Dimmi di più... non ha donne? E' gay?-
-No... è un sadico, gode a far del male, a tormentare... ma di me ha paura, anche se l'ultima volta mi ha fatta svenire a forza di colpi con la sua stampella! Ma questa cosa la pagherà...-
-Se rimarrai viva... Descrivimi bene dove vive, dammi i codici dei dispositivi di sicurezza, dimmi come disattivare le telecamere e ogni cosa che possa impedirmi di arrivare a lui, ah... altra cosa! Sai chi lo ha ingaggiato per eliminarmi?-
-No. So solo che è una donna e anche molto ricca a quanto pare... se ha potuto versare quanto ha versato...-
Perché il pensiero di Haank corre subito a Gloria? Dietro a una storia finita e senza conseguenze? Pura logica.
Poi è Alesha a stupirlo...
-Una proposta... seria-
-Sentiamola...-
-Un accordo... fra te e me, valido il tempo per realizzare quanto vogliamo fare. Io ti faccio arrivare a lui, tu farai quanto devi, io ho bisogno di qualche ora, prendermi i miei programmi, i miei files dal computer, spostare i soldi dell'Uomo senza una gamba su due conti non rintracciabili, metà a me e metà a te... sono circa settanta milioni a testa... e naturalmente mi lasci vivere...-
-Non hai il timore che la mafia voglia trovare chi ha preso i soldi?-
-Che centra la mafia? E' un capitale privato non dell'organizzazione. No... no! Lasceranno perdere. Conosco almeno altre dieci persone alle quali posso fare lo stesso trattamento! Fargli sparire sotto il naso tutto il loro denaro, ma non credo tu sia interessato a questo tipo di attività...-
-Vero! E poi? Non so quanto fidarmi di te... a parte che ti troverei in ogni caso. Va bene... ora ti slego. Raggiungeremo Atlantic City separatamente, ci troveremo lì e agiremo. Ma... fino a quando non avrò il denaro mi farai compagnia, saremo... una coppia in perfetto accordo... come due innamorati.-
-A me non dispiace...-
-Neanche a me...-
Vero quanto affermava Haank, la ragazza, il suo spirito, la sua intraprendenza e quelle cosce scoperte... Il tratto poco prima della congiunzione con linguine... Lo avevano eccitato, aveva voglia di scoparla, che importava cosa era o era stata? Il momento da vivere era quello.
Poco dopo erano nudi sul letto e lui la possedeva, con tutta la sua foga godendo quel corpo magro e sinuoso e della voglia di lei! Non c'era finzione in nessuno dei due, era attrazione si... era evidente! E tutto questo servì a far sparire quel senso di sfiducia reciproca iniziale. Ora erano... amanti, per quanto non lo sapevano, ed erano di sicuro soci in un'operazione che avrebbe reso loro settanta milioni di dollari a testa.
Tutto andò come previsto.
Arrivarono ad Atlantic City, Haank disattivò i dispositivi di protezione, eluse la sorveglianza ed entrò in casa... Finalmente "l'Uomo senza una gamba" ebbe il piacere di conoscere Haank di persona. Un piacere relativo se vogliamo visto che nelle ore in cui  Alesha portò a compimento i suoi propositi, lui doveva necessariamente tenere in vita l'uomo. Ma questo non significava risparmiarsi dalle torture. Fosse stato per Haank, lo avrebbe eliminato e basta, ma tanto valeva farlo soffrire un po', in fondo "l'uomo senza una gamba" amava il sadismo...
Gliene diede una dimostrazione...
-Ho sentito che hai insegnato a una ragazza a volare, ma siamo sicuri che tu sia un bravo istruttore di volo? Dai che proviamo...-
Lo sollevò di peso sopra di sé e poi lo catapultò con tutta la sua forza contro la parete distante tre o quattro metri! Lo schianto fu terribile e di certo l'urlo emesso era la valida dimostrazione.
-No... no! Non hai agitato bene le braccia! Povera ragazza... lo sai che è morta per la tua incompetenza? Ora riproviamo! Ricorda... agita le braccia come fossero ali!-
Lo risollevò di peso e lo rilanciò nuovamente contro la parete! Anche questa volta il corpo sbatté violentemente per poi ricadere a terra!
-Non vuoi capirla, eh? Ah... testone di uomo! E allora lo rifacciamo!-
Arrivò a pregare Haank di ucciderlo, di finirlo, ed è esattamente quello che fece, con un colpo dritto in mezzo agli occhi, ma solo dopo che Alesha ebbe terminato i suoi compiti. Anche "l'uomo senza una gamba" era diventato un problema risolto. 
Lui e la ragazza fecero coppia ancora per qualche tempo, lei cercava di convincerlo a continuare la loro unione, la società era valida... c'erano un mucchio di criminali ai quali prendere i soldi attraverso operazioni da hacker, e lui avrebbe potuto soddisfare la sua smania di possesso dei diamanti, ma Haank? No... le promise solo che non si sarebbero persi del tutto, e che in caso di bisogno, poteva contare sul suo aiuto per sparire o nascondersi. Presero degli accordi per restare in contatto, ma lo fecero molto... molto prudentemente.

…Conclusione.
Quando Gloria scese nel suo garage personale, con il suo ascensore personale, si meravigliò che George, l'autista che guidava la sua Rolls Phantom color crema, non fosse  sceso dall'auto per aprirle la portiera! Quell'uomo meritava una severa reprimenda! Troppo anziano? Oppure si era addormentato nella lunga attesa?
Salì in macchina stizzita, e fu allora che l'uomo al volante si girò.
-Buona sera... Gloria...-
Stupore!
E poi quel senso, fino ad allora per lei inesistente e ignorato della paura!
-Haank...!-
-Oh si... Haank! Alla fine ti sei rivelata una sciocca, incapace di giudicare le persone, ti avevo detto che non ci saremmo mai più né rivisti e né sentiti, ma tu? Hai pagato un'organizzazione per uccidermi e sai cosa è successo? Io ho ucciso loro... tutti! E hanno sofferto! Anche di questo sei responsabile ma è il meno, il fatto è che mi hai creato disagio, spese, disturbato nella mia vita... e per questo devi pagare...-
-Mi ucciderai?-
-Certamente si, non lascio mai qualcosa o qualcuno dietro di me che possa essere un pericolo, tu ne sei la dimostrazione, sarai un grosso caso poliziesco ma non credo che arriveranno mai a me...-
-Potremmo parlare di un indennizzo... Haank. Molto consistente...-
-Cioè? In cifre?-
-Quanto vuoi, senza limiti... parto con duecento milioni...-
-Il guaio è che non mi fido più di te... Gloria, davvero non c'è cifra che cambierebbe le cose. E... se vuoi, questa è la tua ultima contraddizione, pensavo mi proponessi almeno la metà del tuo capitale. Miliardi. Mi spiace.-
Le mostrò la pistola con silenziatore.
-George è morto, porraccio, senza colpa. E' nel bagagliaio...-
E le sparò diversi colpi nella testa.

Ora la vicenda era davvero conclusa, Haank era di nuovo libero, di nuovo se stesso, e poteva occuparsi dei suoi adorati diamanti grezzi senza limiti, a suo piacimento, alla fine i diamanti... erano l'unica cosa che gli dava emozione.

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