L'isola che non c'è (prima parte)

Scritto da , il 2020-10-26, genere sentimentali

Riconosco questo rumore… è il motore di "quella" Gabbianella. Fra pochi istanti un'ombra nasconderà il sole che sta dorando e riscaldando il mio corpo nudo. Eccola! La sento vicino a me. Resto immobile con gli occhi chiusi. Un sorriso mi tradisce ed ecco che le sue labbra si accostano alle mie; riconoscerei quelle labbra anche fra cento anni. Impossibile dimenticare quel suo sapore dolce misto a salmastro e quel suo modo unico di baciare, fatto di piccoli morsi e di carezze in punta di lingua che sono un esigente invito ad aprire le tue labbra. A tale invito le mie si dischiudono sempre ubbidienti…

Sono Maria, 42 anni, scrittrice di romanzi con più o meno successo, da diversi anni a questa parte vengo in ferie ogni settembre su questo splendido paradiso.
Un'isola con un minuscolo paesino, una decina di case, una chiesetta senza prete, un bar/taverna, un porticciolo, che di fatto è solo un moletto in un'insenatura naturale dove riposano tre o quattro piccole barche.
I rifornimenti arrivano una volta ogni quindici giorni insieme a posta, e a quanto necessario. In estate si aggiungono al trasporto viveri una manciata di turisti; io fra quelli!
Io passo le mie vacanze standomene spesso a prendere il sole, nuda, in una delle numerose spiaggette nascoste tra gli scogli o facendo lunghe camminate lungo i percorsi che attraversano l'isola, che negli anni mi hanno fatto scoprire scorci inaspettati e che spesso sono stati di spunto per certe ambientazioni dei miei romanzi. Di giorno un pranzo al sacco, la sera una cena alla taverna o, con qualche buona amicizia, sotto il portico della casetta dove abito.
Quest'anno, in una delle mie prime escursioni nell'interno, salii lungo la pendici di una collinetta e camminando lungo un viottolo fiancheggiai un laghetto di cui fino ad allora non ne conoscevo neppure l'esistenza. Un vero angolo di paradiso: le nuances autunnali si mescolavano con il suo naturale color smeraldo… gli alberi e la fitta vegetazione che lo circondavano sembravano volerlo proteggere da occhi indiscreti… i vari profumi del bosco completavano il quadro.
Ma nel paradiso non poteva mancare un angelo: sull'altra sponda una ragazza dai lunghi capelli neri, lisci, di una morbidezza inaspettata, si muovevano delicati al primo sbuffare della brezza marina che saliva fin lassù, con un fisico slanciato e un viso fine, delicato nei lineamenti, completamente nuda lentamente ma senza esitazione si immergeva in quelle acque cristalline. Mi soffermai ad ammirarla… era bellissima! Turista? Abitante? Non avevo mai avuto occasione di vederla in paese… me ne sarei ricordata: davvero lei aveva quel quid che non poteva sfuggire sicuramente a nessuno, maschi o femmine…
Non volli apparire indiscreta, anch'io amo prendere il sole senza costume e non è sempre piacevole essere spiata, per cui, un po' a malincuore, continuai la mia camminata e tornai verso casa ma… quella immagine non svaniva dalla mia mente.
Rientrata in paese provai a chiedere con molta circospezione chi fosse quella ragazza ma non volendo apparire molto curiosa ebbi poche indicazioni tra cui quella che forse poteva trattarsi di una certa Chiara, tornata sull'isola dopo gli studi universitari, sorella di un giovane pescatore che avevo avuto già occasione di conoscere gli anni precedenti. Ovviamente non dissi a nessuno dove e in quale situazione avessi visto quell'angelo. La sera come accadeva spesso andai a cena alla taverna della mia amica e padrona di casa Giulia ma quella volta rimasi più del solito, ormai mi conoscevano tutti e tutti si preoccuparono di darmi il loro "bentornata". Ebbi occasione anche di avvicinare Marco, molto impegnato a corteggiare due giovani turiste, Erica e Alessia, sua attività preferita in estate, per indagare se fosse lui il pescatore fratello di quella misteriosa fanciulla, Ninfa dei boschi. Ormai ero quasi sicura che si trattasse proprio di lei, Chiara…
e tutta la notte pensai a lei, a quello stagno, e a quanto qualcuno velatamente voleva insinuarmi sul suo carattere schivo, distante, un po' altero, e sui suoi comportamenti un po' troppo mascolini…
"Impossibile! Una ninfa è dolcissima! La devo conoscere, oltretutto mi potrebbe aiutare a scovare angoli ancora a me sconosciuti…" pensai, mentendo a me stessa, addormentandomi.

La mattina dopo era brutto tempo, tirava vento, era nuvoloso e il mare era agitato… normalmente me ne sarei rimasta al PC a provare a scrivere qualcosa ma quel giorno no! Scesi sulla piccola piazza del paese dove incontrai le due ragazze della sera prima; decidemmo di fare colazione assieme e tra una battuta e una risata in assoluta sana allegria facemmo una lunga e particolareggiata radiografia del pescatore che convenimmo avesse "le mani un po' troppo lunghe" ma questo non fu un particolare che sembrò disturbare le mie nuove amichette. Come spesso capita l'argomento si faceva sempre più intimo e seppure ci fosse un certo divario d'età le ragazze non me lo fecero pesare e parlammo senza pudore. Io dei miei gusti: un po' esibizionista, un po' voyeurs, non so se bisessuale o meno ma non ebbi problemi a confessare che in gioventù avevo avuto rapporti saffici mentre al momento avevo un comportamento etero… e anche che amavo prendere il sole senza veli pur non essendo una vera nudista.
Loro mi esposero le loro fantasie e misero entrambe Marco come simbolo maschile dei loro sogni… ma l'idea del sole nude le aveva colpite e mi proposero di farlo insieme.
"Magari… sulla barca di Marco... " proposi io ridendo
"Magariiii" sottolinearono in coro scoppiammo tutte e tre a ridere…
"Perché no?!" Aggiunsi…
Mi guardarono tra lo stupito e il divertito…
Prima di pranzo scesi al porticciolo e mi avvicinai alla barca del tanto bramato Marco dove lui stava sistemando le reti con la classica attenzione e abilità di un bravo pescatore.
Quando gli proposi, tempo permettendo e ovviamente pagando, di farci fare un giro intorno a l'isola parve essere titubante ma quando nominai Alessia ed Erica sembrò prendere in considerazione la cosa per poi arrendersi alle mie parole:
"Magari poi ci scappa qualche extra a cui non potresti dire di no!" Dissi facendogli l'occhiolino.
Fissammo di incontrarci tre giorni dopo per la partenza del tour in battello.
A cena detti la notizia alle ragazze diventando la loro eroina per una sera; mi festeggiarono nemmeno avessi compiuto gli anni! Mangiammo e bevemmo in allegria per poi finire la serata da Giulia dove loro si mescolarono agli altri avventori mentre io mi soffermai a stuzzicare la mia amica che continuava a non volermi dire per chi battesse il suo cuore e…
"Dai… su dimmelo per chi si bagnano le tue mutandine…"
"Maria!" Esclamò diventando rossa in viso… "Ma come parli?"
"Tu dimmelo ed io modero le parole… su su, per chi sbattono le ali della tua farfallina?"
Si allontanò, con la scusa di dover servire un avventore, ridendo
"Dolce notte Maria… a domani!"

Il giorno successivo il tempo era migliorato ma non ancora per godersi il mare e allora presi la decisione di tornare a farmi una bella passeggiata tra i boschi. Mentre camminavo tornò in me il desiderio di tornare a visitare quello stagno nella speranza di incontrare di nuovo quella ragazza. Quando vi arrivai non c'era nessuno. Feci tutto il giro lungo la costa attraversando arbusti e boscaglia per raggiungere il punto preciso dove l'avevo vista due giorni prima.
Mi sedetti su di un tronco caduto a guardare quel laghetto sperduto e mi godetti quella vista per almeno un'ora perdendosi in quel continuo mutare di colori, in quella pace, in quello che io vivevo come un quadro vivente; nel momento in cui stavo per riprendere, un po' delusa, la strada del ritorno…
"Ciao…" mi sentii salutare
Mi voltai di scatto… Era lei.
"Ciao " risposi sorridendo
"Disturbo?" Continuò seria
"No! Assolutamente no! Anzi, sono io che forse ti disturbo"
Mi rispose guardandomi, con i suoi occhioni neri, in modo interrogativo…
"Perché? "
"Perché sono io che ho invaso il tuo piccolo angolo…" risposi aggiungendo poi "se vuoi io vado…"
"Eri tu allora! Eri tu l'altro giorno che sei passata di qua. Ti avevo intravista ma sei andata subito via. Scandalizzata? E… " continuò "Sei sempre tu ad aver chiesto di me in paese, vero?"
"Tutto sì e un no!"
"Come parli strano…"
"Si ero io e si volevo capire chi tu fossi e un NO grande come una casa sul fatto di essermi Scandalizzata! Così va meglio? Dissi quasi ridendo
"Allora perché te ne sei andata?"
"Pensavo ti desse fastidio essere osservata. Anch'io prendo il sole 'nature' ma gli scocciatori restano scocciatori"
Non cambiò espressione…
"Allora non ti da fastidio se mi spogliò e faccio il bagno?"
"Fai pure…" le sorrisi
"Ti va di fare il bagno con me?"
"Per me va bene ma… non ti disturba la mia presenza? Voglio dire" continuai " non ti da fastidio condividere con me questa tua attività? "
Lei si era già tolta maglietta e pantaloni e stava armeggiando per togliersi il reggiseno… sfilatolo si tolse con disinvoltura le mutandine per poi posizionarsi davanti a me
"Ah…" sembrò ricordarsi qualcosa a cui teneva dirmi " io sono lesbica!"
Mi guardò molto seria guardandomi dritta negli occhi
"Ah, dimenticavo di dirti" risposi "Io ho un neo sotto un'ascella!"
"Che vuoi dire?"
"Nulla… come te!"
Per un buon minuto ci guardammo in silenzio fino a quando lei si mise a ridere…
"Dai, spogliati! Oggi tira vento si sta meglio dentro l'acqua che fuori. Dai? sbrigati!"
Mi spogliai di corsa poi una volta denudata lei mi prese per mano e lentamente entrammo in acqua
"Cazzo! È gelata!" Dissi
Scoppiò a ridere e tornando a prendermi per mano letteralmente mi trascinò in acqua
"Ho freddo… un freddo cane!"
Lei, in acqua, allora si avvicinò e mi abbracciò stretta cominciando a massaggiarmi la schiena con vigore mentre i nostri seni si schiacciarono gli uni con gli altri… avvertii la sua gamba muoversi fra le mie… ed infine le sue labbra avvicinarsi fino a sfiorarmi;
Mi soffiò un dolcissimo bacio… poi
"Vedi? Ora non hai più freddo…" si scostò ridendo…
Per qualche minuto giocammo come due bambine con l'acqua ora schizzandoci, ora facendo piccole immersioni, ora nuotando assieme senza più nemmeno sfiorarci.
Una volta uscite dall'acqua ci asciugammo rapide… quando lei
"Io sono Chiara, la sorella di Marco che tu credo conosca..."
"Io Maria… piacere di conoscerti!"
"Avete scopato?"
"Chi?"
"Tu e mio fratello. Vi conoscete da anni, mi ha detto, e lui si scopa tutte le belle turiste!"
"Ahahahah…" Non riuscii a non ridere " No mai! Vuol dire che non sarò stata così bella ai suoi occhi"
Poi continuai…
"Quanti anni hai? Io 42 e tu?"
"30… troppo giovane?"
"Per cosa?"
".... per niente, dicevo per dire"
"Ed io troppo vecchia per… per quello che volevi dire tu?"
Rise di gusto…
Parlammo a lungo, mi disse che si era finalmente laureata in medicina e che usciva poco di casa perché si stava preparando per una specializzazione ma che quando usciva preferiva isolarsi o facendo un giro in barca, aveva una piccola "gabbianella", o, come me, rintanarsi in qualche piccola insenatura o quassù. Non amava restare molto in paese perché sapeva di essere vista con sospetto e di non essere molto amata per le sue preferenze sessuali e per il suo carattere fin troppo schietto come se questo non derivasse dalle continue insinuazioni maschili e dall'atteggiamento critico delle donne. Venni a sapere che Giulia, quella del bar, era follemente innamorata di lei… c'era stata una brevissima relazione fisica tra di loro ma, a detta sua, non le aveva fatto scattare la scintilla giusta ed aveva chiuso ogni rapporto con lei. Purtroppo Giulia continuava a voler far parte della sua vita… motivo di più per evitare incontri.
"Ora sai tutto di me" disse sorridendo "Non hai più ragione di chiedere in giro."
"Perdonami… ma dovevo pur conoscere la 'Ninfa dei boschi'…la prima che avessi mai visto"
Rise di nuovo di gusto.
"Dai rientriamo con il mio scooter… se torni a piedi fai mattina"
Non sapevo neppure che vi fosse una strada carrabile che passasse lì vicino…; tornare abbracciata a lei mi fece lo stesso strano effetto di quando lei mi aveva abbracciata in acqua per scaldarmi… una strana eccitazione più mentale che fisica per cui istintivamente mi limitavo a stare seduta dietro di lei con le mani appena appoggiate ai suoi fianchi.
"Tranquilla… " prendendo le mie mani, portandole davanti stringendomi ancor più a lei " Non urlo se tocchi!" E di nuovo rise di cuore… "Se non ti stringi a me rischi di cadere… è una strada piena di buche!"
Meno male che mi voltava le spalle: mi sentivo avvampare da l'imbarazzo.

Quella sera e il giorno successiva rimasi in casa a lavorare alle bozze che avrei mandato al mio editore e a pensare... Chiara a modo suo mi aveva turbata e affascinata ma la cosa era davvero poco realistica… 12 anni più piccola di me e in più ci sarebbe stata la questione Giulia, si ex ma sempre innamorata e oltretutto mia padrona di casa e mia amica! Mmmm la cosa puzzava di casini! Però, nonostante da anni avessi abbandonato certe pulsioni, quella ragazza mi stava entrando dentro, anzi c'era entrata dal primo momento 'scarpe e tutto'... "oops! No, le scarpe non le aveva" sorridevo tra me ricordando quella immagine.

Come convenuto alle 9,30 eravamo tutte e tre al moletto davanti alla barca di Marco che non trovammo solo… insieme a lui c'era Chiara! Imbarazzo fra le mie amichette e dolce sorpresa per me. Marco fece le dovute presentazioni e lei mentre si limitò ad un semplice cortese 'ciao' in risposta ad Alessia ed Erika a me rivolse un bacio 'vero', se pur breve, dove le sue labbra si appropriarono delle mie… Alla naturalezza del gesto fatto da Chiara si contrappose il mio sorriso e l'espressione esterrefatta delle ragazze.
Dopo i preparativi e fatte le dovute manovre ci portammo al largo in un mare splendido e con la visione incantevole della nostra isola sullo sfondo quando decidemmo per fermarci a fare un bagno.
Le ragazze mi guardavano desiderose e toccò a me proporre…
"Ragazze, Marco, io adoro prendere il sole integrale… posso? Disturbo se…"
Chiara rideva sotto i baffi seduta sul bordo.
"Lo chiedi a me?" rispose Marco… "Ho sempre maledetto chi ha vestito le donne…" ridemmo
"Bene… su, allora tutte come mamma ci ha fatte!" Dissi cominciando a togliermi il costume… "Ma… non pensare di farla franca, anche tu maschietto devi toglierti pantaloncini e costume"
"Cosa??? Vuoi conoscere il mio pitone? In privato volentieri ma… qui…"
"Su ragazze, pensateci voi…" incitai
Loro già mezze nude non aspettavano altro e si avvicinarono al comandante e tra i suoi dinieghi, le sue minacce, i suoi tentativi di scappare, lo denudarono.
Mi avvicinai a Chiara dicendole:
"E tu? Cosa ci fai ancora vestita?"
"Volevi vederlo nudo?"
"NO! Non mi interessa tuo fratello!"
"E cosa ti interessa?"
"Spogliati e sdraiamoci a prendere il sole… credo che loro tre saranno impegnati per un po' "
"Ti eccita guardarli?"
Iniziai a sbottonarle la camicetta, lei mi lasciava fare
"raramente ma a volte capita che mi ecciti guardare certe situazioni erotiche ma oggi non credo nemmeno sarei capace di vedere…" era senza reggiseno e ora mostrava il suo petto perfetto con due capezzoli che sembravano urlare "Succhiami!!"...
"Cosa te lo impedisce?"
Mi chinai, le sbottonai i pantaloncini e l'aiutai a sfilarli… si sollevò sulle braccia per aiutarmi nella manovra; indossava un tanga nero semitrasparente…
"Ho altro da ammirare…"
"Cosa?"
Misi due dita sui lacci laterali di quelle mutandine… Lei mi bloccò!
"Cosa?" Ripeté
Mi sollevai, accostai le mie labbra alle sue e con la lingua ne disegnai la forma…
"Tu!" sussurrai…
Tolse le sue mani dai miei polsi permettendomi di sfilare quel delizioso minuscolo orpello che ancora la copriva…
Per farlo mi chinai di nuovo e lei posando le sue mani sulla mia testa la indirizzò verso il suo ventre; un gesto questo che, seppur desiderato, mi suscitò sorpresa e un attimo di resistenza che fu letto come rifiuto. Lei si alzò di colpo facendomi cadere a sedere, salì sul bordo e si tuffò in mare.
Mi voltai verso le ragazze… il cazzo di Marco spariva nella bocca di Erica mentre Alessia a cavalcioni sul viso di lui si strofinava oscenamente sulla sua bocca.
Interdetta sul da farsi con Chiara mi soffermai davanti a quello spettacolo; Alessia già rideva, mugolava, si gustava quella lingua fra le labbra del suo sesso mentre Erica iniziava un lento e incredibilmente profondo su e giù sopra quell'asta che dovevo ammettere di notevoli dimensioni…
Mi voltai verso Chiara mentre si immergeva per poi riapparire con il classico movimento della testa per scostare i capelli dal viso… Dio… quanto era bella!
Alessia scese a contendere quel cannolo a Erica… insieme presero a leccarlo dai testicoli fino alla cappella dove una alla volta si soffermava ad avvolgerlo con le labbra e succhiare voraci … le loro guance tradivano i loro movimenti orali.
Sorrisi incontrando lo sguardo beato di Marco che con le mani posate sulle teste delle ragazze dettava i tempi giusti per il suo godimento.
Mi alzai e mi tuffai… mi immersi in quel mare limpido e individuando il corpo di Chiara riemersi proprio davanti a lei…
Cinsi la sua vita con le gambe, mi aggrappai a lei con le braccia e la baciai con passione premendo, penetrando con la lingua fra le sue labbra cercando e trovando la sua lingua con cui innescai una dolce lotta…
Lentamente affondavamo… il che mi costrinse a sciogliermi da lei con le gambe ma che non interruppe il mio bacio sempre più voglioso e profondo…
Mi scostai dicendo…
"C'è una cosa che ho scoperto di te…"
"Cosa?"
"Che non capisci un cazzo!"
"Per forza… sono lesbica! Il cazzo non lo capisco"
E scoppiò a ridere… per poi aggiungere
"Ma le tue amiche lo capiscono bene… guarda lassù!"
Avvicinandomi alla scaletta per risalire vedevo Marco e Alessia in piedi, appoggiati alla parete della cabina dell'imbarcazione; lui con una mano le teneva i polsi sopra la testa e mentre chino le leccava, succhiava, mordeva, tirandoli, i capezzoli la scopava con forza alternando la velocità ma non modificando il vigore delle sue spinte. Alessia ad ogni spinta sussultava...Urlava ora di piacere ora di dolore… ma comunque in piena estasi orgasmica;
Erica che sdraiata fra le gambe del maschio con la testa all'altezza dei suoi testicoli, che baciava e succhiava, ogni volta che il movimento di lui lo permetteva andava a leccare l'asta di quel totem ripulendolo dagli umori che l'amica riversava abbondanti…
Stavo salendo la scaletta quando mi sentii fermare dalle mani di Chiara che salendo subito dietro di me mi schiacciò contro gli scalini; da dietro portò le sue dita sui miei seni; li prese con il palmo e stringendoli dalla base ritmicamente ebbe l'effetto di una mungitura che esposero oltre misura i miei capezzoli; proprio questi furono l'obiettivo di quelle mani, le dita si soffermano sulle aureole con movimenti esperti e sconvolgenti per poi concentrarsi sui capezzoli carezzandoli, strofinandoli, per poi torturarli stringendoli per esporli ancor più ai pollici. I miei gemiti ormai impossibili a trattenersi si mescolavano all'orgasmo urlato prima di Alessia e dopo al piacere di Erica che riversa sulla panca veniva scopata da dietro da quello che sembrava essere diventato un toro di notevole resistenza. Lui la teneva ferma appoggiandosi sulle sue spalle mentre con una forza animale la sbatteva con sempre maggior intensità.
Ferma sulla scaletta vedevo tutta la scena: loro che scopavano, Alessia che si avvicinava, inginocchiandosi, al viso dell'amica e alzandole il viso si faceva leccare… riversandole il suo piacere sul viso; Chiara trattenendomi per i fianchi e lasciandosi scivolare raggiunse con la bocca i miei glutei che prima riempì di baci e piccoli morsi, strappandomi risa e urletti, poi bruscamente con le gambe divaricò le mie esponendomi oscenamente alla sua bocca che immediatamente si avventò sul mio culo penetrandolo con la lingua togliendomi il fiato e quando una sua mano scese sulle mia vulva un'ondata di piacere mi avvolse…
Sentii il rumoroso ansimare dell'orgasmo di Erica, soffocato a stento dalle cosce dell'amica, che a fatica distinguevo dalle mie esternazioni.
Chiara mi lasciò con un piccolo sculaccione invitandomi a salire a bordo…
Marco indicò alle sue due nuove prede come avrebbero dovuto ricambiare… di nuovo le pose entrambe ad occuparsi del suo alter-ego e… loro non si lasciarono pregare. Una vera danza di lingue, un vero massaggio fatto da quattro labbra, bocche voraci che alternativamente succhiavano fino a farsi scopare fino in gola…
Chiara tornò a sedersi sul bordo della barca, mi tirò a sé, mi abbracciò baciandomi con piccoli morsi sulle labbra e carezze in punta di lingua invitandomi ad accogliere la sua lingua che succhiai in modo lascivo come facessi un pompino…
Mi scostai, ci guardammo negli occhi sorridendo e, senza che lei mi dicesse nulla, con le mani aprii quelle splendide cosce meravigliosamente tornite…
Sentii il rantolare di un orgasmo maschile; istintivamente mi voltai e vidi i visi delle ragazze intrisi da una notevole quantità di sperma che vicendevolmente iniziarono a ripulire leccandosi come due dolci gattine di fronte ad una ciotola di latte…
Sorridendo mi immersi tra quelle cosce… con la bocca, soffiando delicatamente, ne carezzai la vulva, ne presi le labbra, piene, che baciai e succhiai ad una ad una facendomele scivolare sulla lingua…
Con la punta di questa le aprii trovandomi un lago di umori che subito bevvi con ardore…
Non mi trattenni e scavai aprendo un mondo che dolcemente fremeva continuando a riversare ad ogni piccola contrazione, che massaggiava la mia lingua, gocce di miele femminile.
Spostai il mio interesse scoprendo la sua clito che senza indugio presi a trattare con vigore con lingua, labbra, denti… mentre con due dita iniziai a penetrare Chiara masturbandola fino a sentire i suoi gemiti prima, i suoi singulti poi, ed infine il suo respiro farsi corto, il suo ventre contrarsi rapidamente…
Tolsi le dita dal suo sesso e mentre accostavo le mie labbra alle sue intimità offrii le mie dita intrise del suo piacere alla sua bocca che prese e succhiò avida prima e morse dopo mentre si abbandonava ad un orgasmo che saziò per il momento la mia sete di piacere femminile…
Marco, Alessia ed Erica si erano tuffati ed ora stavano risalendo a bordo; Sorrisero vedendoci abbracciate.
Le ragazze presero posto vicino al capitano… io e Chiara invece ci sdraiammo a prendere il sole a prua… il tour intorno all'isola riprese…

Continua…



P.S. per un commento o un suggerimento, entrambi graditi, : pl631801@gmail.com
































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