Krauti, Cipolla e Aringhe . L'anti-erotico.

Scritto da , il 2020-09-27, genere comici


Le tette ad orecchio di Cocker
Le braccia con la pelle flaccida
La palese scarsa igiene.

Le tre cose che proprio non mi fanno drizzare il cazzo ( non in ordine d’importanza ), per il resto se parliamo di una semplice “scopata” raramente mi sono mai tirato indietro.
Fin da adolescente ho maturato la convizione che ogni donna ha un lato primordiale e selvaggio che ,se stimolato, sveglia i miei ormoni .

Ovviamente parlo solo di scopate fini a se stesse, perché se parliamo di attrazione mentale o affettiva li i miei gusti di affinano ed ho sempre avuto un sesto senso nell’individuare la donna che avrebbe potuto fottermi il cervello. La individuo subito , quasi non mi serve nemmeno parlarci ( la cosa strana è che a livello oggettivo ed in totale onestà intelletuLale posso dire che nessuna di loro è fra le mie partner sessuali migliori, intendo in evoluzioni o fantasia, ma credo non per colpa loro forse più dal fatto che con le sopracitate abbia sempre fatto l’amore e non sesso. Magari è colpa mia. Chi lo sa!)

So che in molte mi definirebbero uno stronzo se venisse loro chiesto cosa pensano di me, ma so anche con altrettanta certezza che nessuna potrà mai dire che sono un bugiardo o un disonesto.
Ho sempre detto loro le cose come stavano, nel bene o nel male.
Ed odio i traditori, odio chi con dolo o colpa calpesta la fiducia che qualcuno ha riposto in lui ( o lei ) .

Data la presentazione un po’ “arrogante” a dimostrazione che non mi ritengo un Padre Eterno che vive di Baccanali vi racconterò di una delle mie esperienze sessuali più “imbarazzanti” e fallimentari .
( Comprendo che sia in contrasto con lo scopo di questo sito , ma sfogliando ho notato che è già pieno di racconti di maschi alfa ed in quanto nuovo arrivato non voglio certo buttarmi nella mischia )

GENNAIO 2000 .
I gloriosi tempi dell’università . Con alcuni amici decidiamo di andare qualche giorno in montagna , un po’ per sciare ed un po’ per la transumanza di turiste straniere ancora in modalità “bagordi di capodanno”.

In realtà emotivamente ero piuttosto provato. Avevo incrociato da poco una di quelle ragazze in grado di fottermi il cervello di cui vi parlavo poc’anzi , ma questa è una storia di cui ,forse, vi parlerò un’altra volta, ciò che è importante focalizzare ora è che il malessere per questa tipa mi aveva portato a schemi mentali e comportamentali piuttosto deprecabili .

Ora, chi c’è stato lo sa bene :la vita turistica in montagna si concentra più che altro durante il giorno , la sera vanno quasi tutti a letto presto . Quindi quei pochi a cui non frega niente di svegliarsi alle otto per essere già in seggiovia alle nove in punto, si concentrano in quei pochi locali aperti fino a tardi che in genere sono o piccoli pub in cui la birra scorre a fiumi ma i cocktail fanno pena, baite che organizzano feste in pieno stile Fantozziano o sedicenti discoclub con arredamenti che riportano agli anni 80 e musica che potremmo definire imbarazzante.

Noi, essendo 25enni che si erano già portati avanti con il tasso alcolemico fin dall’aperitivo , non siamo stati molto a sottilizzare . In quella località turistica il cameriere a cui avevamo chiesto dove poter andare per concludere la serata ci aveva indicato un discoclub .
Arrivati sul posto , l’ingresso ci sembrava già promettente. Al guardaroba un gruppo di turiste tedesche ci ha deliziato subito la vista . Una di loro era già così ubriaca da non essersi accorta d’avere la minigonna completamente alzata sul sedere, usando la logica ho dedotto che era andata a fare pipì e si era tirata su solo i collant scordandosi di abbassare la gonna.
Non era una brutta ragazza, ma era visibilmente troppo ubriaca . Mi piace la caccia , come segno zodiacale sono pure Leone, ma in quel caso avrei dovuto ricorrere una gazzella ferita e ciò mi toglieva il gusto . A catturare di più la mia attenzione era una delle sue amiche , aveva quel fare da primadonna snob che mi ha fatto subito scattare la voglia di castigare. Ubriaca, ma non troppo. Capelli perfettamente in ordine, trucco da modella, tacco 12 nonostante fuori ci fosse neve e ghiaccio, quel genere di ragazza che hai voglia di mettere un po’ “in disordine”.
Conoscerle è stato piuttosto facile. Capire dopo le prime 3 frasi che “tacco 12” non aveva molti argomenti di conversazione ancora più facile, ma a chi importa cosa dice se mentre lo dice mi fa vedere quelle tette ? E fidatevi sulla parola quelle erano davvero due gran belle tette! Non troppo grandi ma belle sode ad occhio e croce una terza scarsa.
Lei mi parlava in inglese con quell’accento tedesco ed io a fantasticare sulla forma del suo capezzolo. Perché può sembrare un dettaglio ma non lo è !
Per non perdermi troppo in dettagli vi posso riassumere il tutto nel fatto che “tacco 12/belle tette” era una ragazza molto socievole, parecchio predisposta a indagare su usi e costumi italici e non appena abbiamo avuto modo di rimanere soli abbiamo socializzato parecchio iniziando a fare uno scambio di lingue, nel vero senso della parola.
Mi era già capitato di trovarmi davanti ad una femmina arrapata, non perché io sia un Adone, sia chiaro, sono molteplici le cause che possono portare una donna ad essere più aggressiva , ma in quel caso davvero mi sembrava una candid camera.
Quando ha iniziato a toccarmi il cazzo fregandosene completamente del fatto che eravamo comunque circodanti da altre persone ho anche sospettato fosse una battona che i miei amici avevano pagato per farmi uno scherzo goliardico. Era seriamente troppo pornodiva. Però , quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare e io di duro avevo sicuramente qualcosa da proporle.
Non potendo lasciare i miei amici a piedi , sebbene io abbia sempre avuto una repulsione al sesso in macchina , le ho proposto l’idea di continuare sul sedile posteriore.

Fuori faceva davvero un gran freddo e probabilmente anche grazie a quell’ondata di gelo mi si è subito abbassato il tasso alcolemico saliti in macchina ho immediatamente avvertito un’odore famigliare . “Tacco 12” mi ha aperto i pantaloni riprendendo a baciarmi . Le mie mani in totale autonomia hanno immediatamente scoperto quelle tette su cui avevo fantasticato da ore ed erano davvero perfette, il classico seno che sta in una coppa di champagne .
Mentre lei si occupava con sapienza delle mie parti basse io mi sono catapultato su quei capezzoli rosa , turgidi per il freddo e l’eccitazione , succhiandone uno come se fosse la fonte della vita eterna .
Improvviso quell’odore però tornò a riempirmi le narici. Soffritto. Assomigliava all’odore del soffritto . Escludendo che qualcuno si fosse messo a cuocere il ragù alle 3 di notte in quel piazzale ho subito trovato l’origine nelle ascelle di “tacco 12” .
Adoro l’aroma del soffritto , ma lo preferisco quando viene da una pentola sul fornello della cucina , quando proviene da un'ascella mi fa un po’ schifo e non è più un aroma ma più che altro un fetore.
Però proprio durante la mia epifania “tacco 12” si era piegata e mi stava prendendo in bocca il cazzo e sebbene non fosse il miglior pompino mai ricevuto , era comunque un discreto lavoro di bocca al quale sottrarmi mi sembrava, quantomeno maleducato.
Ho tentato di eliminare dall’ equazione il mio olfatto, credetemi mi sono davvero impegnato e ci stavo anche riuscendo .

“Può capitare di emanare cattivi odori , magari un tessuto acrilico , un problema di ghiandole “ mi son detto cercando di convincermi .
Ammetto però che sebbene ila mia erezione sia riuscita a resistere la mia voglia di ricambiare il favore fosse decisamente morta .
Perfino quelle tette mi sembravano meno attraenti , ora più che coppe di champagne mi sembravano più due cipolle .
Ho chiuso gli occhi deciso nel fare il classico maschio egoista che si gode passivo il suo bel bocchino e poi "tanti saluti" , cosa che generalmente non faccio ,ma lei mi prende la mano e se la mette sotto la gonna .
Terrore!

Se da un lato apprezzo una donna che fa capire ciò che vuole , dall’altro , in quel caso specifico temevo di scoprire che le ascelle non erano la sola parte del corpo che non si era lavata.
Starete pensando : che schifo ! Lo so vi comprendo e mi scuso .
La fortuna aiuta gli audaci ! Ho pensato . Ed ho infilato la mano dentro i suoi collant , dentro le sue mutande ed anche dentro di lei .
Lei lascia il mio cazzo , si alza quanto basta per abbassarsi gli indumenti e ... non entrò nei dettagli vi dico solo : pescheria e spero basti per rendere l’idea !

Forse non sono audace , forse non sono fortunato , di certo a “tacco 12” piaceva parecchio agghindarsi senza lavarsi !

La mia erezione ? Un ricordo .
Istanti lunghissimi in cui ho pensato a come uscirne . Diviso fra un :
“Sarai anche figa , Però porco biiiiiiip lavati !!”
Ed un :
“Piuttosto che mettertelo lì dentro mi do alla vita monastica “

Alla fine mi sono inventato qualcosa senza senso sul fatto che dall’ingresso potevamo vederci e ho suggerito di tornare dentro .
“Tacco 12” era palesemente contrariata , credo mi abbia anche insultato nella sua lingua .

Io avevo già bollato quell’incontro come uno dei peggiori ma cercando di trarne degli insegnamenti :
1. hanno ragione i cani che si annusano le parti intime prima di procedere al corteggiamento
2. Le apparenze ingannano davvero !!

In conclusione una sera che sembrava essere iniziata in stile “cicciolina e le sue amiche “ è finita con una canna sul balcone della camera d’albergo in compagnia del solo compagno di viaggio a cui con le tedesche non era andata bene , e con le palle che mi imploravano di svuotarle ( cosa che per la cronaca ho fatto prima di andare a dormire con la cara vecchia procedura di “Federica”).


Inserirò questo ricordo nel genere “comici” ( anche se avrebbe potuto tranquillamente rientrare nel “pulp” ) solo perché quando poi ho raccontato l’aneddoto ai miei amici si son fatti grosse risate.



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