L'iniziazione di Francesco Cap.: II

Scritto da , il 2020-09-16, genere prime esperienze


Alessandro invitò Francesco a seguirlo verso il suo studio per vedere un’acquaforte, presa da un disegno di Leonardo, rappresentante il pene con il pensiero del sommo Maestro, che lui stesso lesse in gergo attuale: “-Il pene. Esso colloquia con la mente dell’uomo, ma alcune volte ha un pensiero assolutamente autonomo; e anche nel caso in cui la volontà dell’uomo sia lì a istigarlo o a provocarlo, lui si ostina e fa quello che vuole, a modo suo, alcune volte muovendosi da solo, senza aver l’autorizzazione o senza aver ricevuto alcun impulso dal proprio padrone. E molte volte capita che l’uomo dorma e che lui sia sveglio. Così come capita che l’uomo sia sveglio e sia lui a dormire. Molte volte l’uomo vorrebbe usarlo, ma lui non vuole. Molte volte lui vuole e l’uomo glielo vieta. Quindi pare che questo animale abbia spesso un’anima e una mente separati, rispetto a quelli dell’uomo. E sembra che, sbagliando, il maschio si vergogni di nominarlo. Anzi: lo copre e lo nasconde, anziché onorarlo e mostrarlo con solennità, considerando il fatto che è il ministro della specie umana. -, mentre dei testicoli il Maestro li chiama: -testimoni del coito, poiché sono aumentatori dell’animosità e della bestialità.-. ho voluto iniziare il percorso conoscitivo della collezione da un lavoro del grande Leonardo Da Vinci per farti comprendere, novello Antinoo, che il governo del mondo è appartenenza dell’aggeggio che sta fra le nostre gambe. Non c’è vulva che tenga: è lui il re del mondo. Le femmine diventano incontrollabili, stupide, sceme, … se non ne hanno uno a disposizione e anche noi uomini, se ne veniamo a conoscenza, non ne facciamo più a meno: abbandoniamo tutto per lui. Questo concetto lo notiamo nel ratto del bellissimo Ganimede da parte di Giove, tramutatosi in aquila. In questa immagine, Francesco carissimo, notiamo appagamento e beatitudine di entrambi, come in quest’altra del Cipriani o in queste sculture in cui il giovane Ganimede, detto Catamite ossia recipiente, accetta la sodomizzazione sia da prono che da seduto sull’addome del Dio. In quest’altre opere si rileva il piacere ad essere sfiorato, palpeggiato sino a giungere a desiderare rapporti con più persone tanto da bramare di stare allo spiedo o persino con animali. Accetti Francesco di essere il mio Ganimede, … di essere il mio coppiere; di soddisfare i miei bisogni e le mie richieste?” … e, afferratolo, iniziò con una mano a stringergli, vellicargli, accarezzargli, strusciargli, strofinargli il membro sino a strapparli un …
“Sì! Lo voglio. Sapevo, quando ho accettato di venire con te, a cosa sarei andato incontro. Bramo quel momento, anche se non l’ho mai fatto; e …”
“Sei disposto a seguire l’istinto che verrà solleticato, assecondato senza riserve, preconcetti, tabù? In quello che ti ho fatto conoscere ci sono scene di giovinetti, come te, felici di concedersi, di venerare il fallo, di stringerlo fra le proprie cosce, di mungerlo con il proprio sfintere o con la bocca: sei pronto, propenso ad accettare consigli, suggerimenti, pratiche che la conoscenza della carne desidera, brama, richiede?”
“Sì.”
“Andiamo a raggiungere Massimo e Federico, che avranno già improntato la tavola e ora ci stanno attendendo.”
Francesco, seduto su uno sgabello tra Alessandro e Placido, con parte del sederino costretto in fuori, fissava sorridendo quel piatto attraente dalla forma fallica, il cui contenuto, oltre che paglierino era un po’ ombrato con macchie bianche gialline e qualche spruzzo rosso, … e i bicchieri, uno grande con vino dorato e uno piccolo con latte, … sembravano membri in piena erezione. Non c’era argenteria.
“Il cazzo necessita dell’uso delle mani, poiché con esse lo puoi indirizzare, condurre e alloggiare dove vuoi. In bocca, in culo … sempre nello stretto, morbido e caldo sta … ed esce, solamente, dopo averti lasciato quello per cui era entrato.” … “Mi guardi a bocca aperta. … Forse non ho detto la verità? … Questo – indicando ciò che stava recintato e prigioniero nei pantaloni – quando lo vedrai, … lo prenderai con le mani per sentirne la trasformazione e osservandolo bene con la vista per coccolarlo con le guance; lo condurrai al naso per percepirne l’afrore, lo alloggerai tra le labbra per gustarne il sapore, lo prenderai nel culo per godere. La bocca devi saperla mantenere aperta per gustare le sue grandi lacrime e, se vuoi, … perché ti dia quello, per cui l’hai afferrato e pompato. Ti stiamo insegnando vocaboli e modi di fare nuovi: sappi che sono i più poetici che una lingua conosca e usi.
È stato invertito, volutamente, l’uso dei bicchieri. Facciamo un brindisi di augurio con un vino speciale che Federico ha preso per festeggiare l’iniziazione sessuale di Francesco. Mangiamo … e in fretta, se non vogliamo che Placido termini tanto prima di noi, … e poi, ognuno leggerà le scritte del suo piatto, mentre quelle del nostro molosso le reciterà il nostro ospite.
A Francesco, con questo cazzo pieno di vino, che questo incontro non sia l’ultimo; … che il suo volto sia spesso irrorato del nostro sperma, … che la sua bocca sia più volte riempita per mantenere viva la conoscenza del nostro sapore, … che il suo foro nascosto, meglio conosciuto come ano, sia spesso farcito del nostro cremoso opalescente liquido e … che sia tanto abbondante, … in modo che, erompendo, gli scivoli lascivamente giù per le cosce; … e che diventi un amante radioso e mai sazio di prendere cazzi, di bere e apprezzare il nostro sperma.”
“Che io, Federico, amante di Massimo, possa servirlo e prepararlo sempre, anche con sculaccioni o altro, per un vostro maggior godimento.”
“Grrrrrrrrrrrrr!” Il ringhiare di Placido lo tradusse Massimo: “Che tu faccia e sottostai sempre a quello che ti verrà richiesto. … e Francesco che cosa si augura?”
“Che voi possiate prendere da me tutto l’appagamento che vorrete e che io, tramite voi, mi conosca attraverso il piacere che voi mi elargirete e offrirete.”
Come preannunciato, il molosso aveva terminato il suo pasto, seguito a ruota da Federico. Francesco leggeva le scritte del piatto di Placido, come gli era stato richiesto mentre un dito cercava di muoversi nello stretto suo buchino. … - “L’amore è prosa, il sesso è poesia.
“Ahhhhhhh, … uhmmm,” e “L’erezione è un fenomeno verticale per un desiderio orizzontale.” e inoltre “Fallo: l’agricoltore della natura.”
“Ahhhhh, … ohhgggg… siiiiiiii, …bbbbbbbbbbbbbbbbbb …. Ooooh”, erano i versi musicali di origine sessuale-erotica di sottofondo alle letture, provocati dalle stimolazioni allo sfintere dal medio sinistro di Alessandro, che uscivano dalle labbra o dai polmoni del giovinetto, osservato speciale dai presenti.
Il domestico: “Non so perché agli uomini piaccia tanto l’ingoio, ma a me piace perché poi non devo pulire il divano!” e “Nella vita non importa con chi vai, ma con chi vieni.” - “Quest’ultima è per te nostro carissimo amico, Francesco.” Fece seguito l’altro detto: “La maggior parte dei miei amici maschi sono gay e a me sembra del tutto naturale. Dico, a chi non piacerebbe un cazzo?” accompagnato da un pensiero del familiare: “Io con loro o con Placido faccio spesso sesso iniziando nel migliore dei modi la giornata: ossia svuotandomi le palle o testicoli che dir si voglia, e riempendomi con i loro clisteri.
Massimo, l’uomo di cultura, si trovò un sonetto del Belli: “- Er cazzo se pò ddí rradica, uscello, / ciscio, nerbo, tortore, pennarolo, / pezzo-de-carne, manico, scetrolo, / asperge, cucuzzola e stennarello. / Cavicchio, canaletto e cchiavistello, / er gionco, er guercio, er mio, nerchia, pirolo, / attaccapanni, moccolo, bbruggnolo, / inguilla, torciorecchio, e mmanganello. / Zeppa e bbatocco, cavola e tturaccio, / e mmaritozzo, e ccannella, e ppipino, / e ssalame, e ssarciccia, e ssanguinaccio. / Poi scafa, canocchiale, arma, bbambino: / poi torzo, crescimmano, catenaccio, / mànnola, e mmi’-fratello-piccinino. / E tte lascio perzino / ch’er mi’ dottore lo chiama cotale, / fallo, asta, verga, e mmembro naturale. / Cuer vecchio de spezziale / disce Priàpo, e la su’ mojje pene, / seggno per dio che nun je torna bbene. – Hai appena ascoltato come descrive in gergo romanesco un poeta il gingillo che abbiamo tra le gambe. Tanti, uomini e donne lo usano per amare, altri lo vogliono per giocare e far sesso, compresi i bambini; taluni spesso pisciano e fanno sesso chiamandoti e urlandoti: porco, … troia, … rottoinculo, … spaccaventri, … puttana, … ti rompo, … ti sventro, … bevi e bevi ‘questo sperma o nettare che dir si voglia o ambrosia del creato, … ti spacco, … prendi ‘sto campanaccio de’ frati o aspersorio di acqua benedetta, … ecco te lo do tutto … è tutto tuo … mignotta!”
Ora toccava alle sue: “Il sesso è sporco solo quando non ti lavi.” … “Acqua fresca, vino puro; culo stretto, e cazzo duro” … “Tra tutte le aberrazioni sessuali, forse la più bizzarra è la castità.” … “Non grosso che turi, non lungo che tocchi, ma duro che duri è un cazzo da gran signori.”
… e a quelle di Alessandro:
“Io ne ho due. La prima: - Una cosa è certa: il peggiore dei pompini sarà sempre meglio, per dire, della più profumata delle rose… del più fantastico dei tramonti … delle risate dei bambini. Io non credo che leggerò mai una poesia bella quanto uno di quegli orgasmi che ti mandano a fuoco, ti fanno venire i crampi al culo, ti inondano le budella. Dipingere un quadro, comporre un’opera, sono tutte cose che fai per riempire il tempo tra una scopata e l’altra.” … e la seconda: - L’orgasmo è il coinvolgimento totale del corpo: mente, corpo, anima, tutti insieme. Tu vibri, l’intero essere vibra, dalle dita dei piedi alla testa. Non sei più in controllo; l’esistenza ha preso possesso di te e tu non sai chi sei, è una follia, è un sonno, è la meditazione, … entri in un altro spazio.
Prima di proseguire con la spiegazione dei detti trovati sui fondi dei piatti è onesto e garbato far bere anche al nostro cane. Visto che non sono state preparate per lui delle ciotole, la tua bocca, Francesco sarà utilizzata come scodella. Tienila ben aperta. Io verserò del latte ogni qualvolta te l’avrà svuotata e lo farò sino a che sarà sazio. Non temere: Placido è ammaestrato a godere e a far gioire chiunque gli presentiamo e offriamo. … Girati e offri il dorso al tavolo e posa la testa. Così … bravo!”
La bestia, ad un commando, si posizionò sopra il ragazzino per slinguare dalla sua cavità orale il poco latte che questa poteva contenere. A volte quella bavosa lingua si muoveva da destra a sinistra per sorbire e da sinistra a destra per prendere quello che fuoriusciva. Alessandro ne versava in continuazione, anche sul volto e sul corpo del giovinetto, perché lo raspasse con lunghe e larghe slinguate in modo da provocargli una repentina e rigida erezione.
Federico, spogliatosi, posizionatosi a fianco del molosso con una coppa accanto, eccitandolo manualmente lo condusse all’orgasmo. Lunghi fiotti un po’ opalescenti furono raccolti.
“Dopo aspira e ungiti le dita e le narici, … succhia e assaggia. E’ bello ed allettante osservare un giovinetto succhiarsi dello sperma dalle dita.”
“Argggggggggg, … ohhhhhhhhhhhhhhgggggggggg, … dal membro eretto colavano stille trasparenti sul pube quasi implume, a causa del dito che continuava a muoversi nel suo piccolo anello muscolare. I fratelli, ancora con i propri indumenti e mostrando sofferenza, si toccavano in attesa di Federico. … e costui, portato a termine il compito, posò la coppa con il frutto di Placido sul tavolo sotto le narici del giovinetto per fargli inalare il profumo.
“Prima di procedere nell’iniziazione che ti condurrà all’apertura della tua porta santa, nostro caro Francesco, è opportuno che ti spieghiamo un po’ il nostro agire e il significato dei detti prima letti, mentre aspiri il profumo e gusti … e provi il sapore del contenuto della tazza che hai tra le mani. Alcuni sono chiari, altri sono divertenti, ma tutti sono portatori di verità. Il sesso è foriero di benefici fisici sempre per chi lo pratica, … non conduce a guerre, … anzi … apre mercati e alleanze; se abbinato all’amore porta all’estasi, ma l’amore da solo conduce a discordie, liti, invidie, omicidi, eccidi provocati da guerre o lotte fratricide. Chi ha scritto quei detti erano persone sagge e prive di tabù. Hai imparato termini nuovi: noi ti chiediamo di darti senza timori o paure, di spingerti contro l’organo che ti penetrerà anche se, oggi, avvertirai forte dolore come prima volta … ma poi proverai un piacere ed un appagamento non descrivibili. Conoscerai e vivrai l’estasi dei sensi.
Mai fidarsi di una persona con un pene insignificante o non teso, sottolineo insignificante o non teso, perché costui non ti darà mai godimento, ma solo frustrazione. Non cercare l’astinenza sessuale, anche se ti è stata inculcata sin da piccolo come virtù: essa porta danno alla tua psiche e al tuo fisico, oltre ad un grande disordine mentale. Quando potresti trovarti in una situazione di estrema eccitazione, trova un buon randello che … e ricordati, un buon membro è come un aratro o una vanga: dove passa lascia il segno. Non coprirti di tabù sul sesso, parlane e fallo liberamente sia con vecchi, adulti o bambini. Fai sesso. … fai sesso, … fai sesso! Esso è una medicina dalle capacità straordinarie. Quando ti avremo aperto, sarai tu stesso a venire a cercarci per farti possedere e urlerai che ti si rompa il culo; e userai parole nuove senza pudore che prima non conoscevi e non usavi.
Lo sperma raccolto da Federico sarà mescolato tra poco con il suo, il mio e con quello di Massimo. Ne berrai un po’, mentre il resto servirà sia ad accenderti e farti brillare il volto, sia ad oliare il tuo buchetto per facilitare la nostra entrata. Guarda cosa sta facendo Federico per te: nella coppa sta versando il suo seme e adesso andrà da Massimo per spogliarlo ed estrargli con la bocca i suoi umori. Osserva, ammira e godi dello spettacolo della figura fallica che farà visita alla porta del tuo intestino e che si inoltrerà per prima come una serpe per annidarsi, ripararsi e riempirti”.



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