La terra ai contadini

Scritto da , il 2020-08-22, genere tradimenti

Di me potete pensare quello che volete ma non siate ingiusti e ingenerosi nel giudicare Monica.
So che le appiopperete i nomi più spregevoli, quelli con cui da sempre si offendono le donne.
Sono epiteti che vanno bene per chi vende il suo corpo ma di Monica questo non lo si è mai potuto dire. Dai suoi amici non ha mai accettato nulla, se non regali di poco valore.
Quel tizio, Fausto, non aveva capito niente.
Era cominciata come un'avventura divertente e senza conseguenze. Gliela aveva presentata il suo amico Renato e posso facilmente immaginare come gliela aveva descritta in precedenza : "una donna fantastica, una che fa sesso come una puttana ma senza farsi pagare".
Posso anche immaginare che quando la vide per la prima volta forse rimase un po' deluso. Bella donna, certo, ma come tante. Capelli ramati, occhi da gatta, un bel fisico. Era vestita in modo normale, niente di appariscente. Renato probabilmente l'aveva avvertito: "Penserai che è una casalinga annoiata come tante ma provala e non potrai più farne a meno."
Le aveva messo le mani addosso già la prima sera che si erano conosciuti e lei gli aveva restituito con gli interessi le carezze proibite. Il pomeriggio seguente l'aveva scopata per la prima volta: era stato bello, certo, ma come altre volte, con altre donne. Solo che dopo due giorni già moriva dalla voglia di rivederla e di rifarlo.
Non era semplice. Era sposata e chissà dove trovava il tempo di dedicarsi alla casa e ai suoi numerosi amanti. Lui entrò nel club, già affollato, e un paio di volte a settimana si ritrovavano insieme. Per lo più andava lei a trovarlo ma qualche volta lo facevano a casa sua.
Renato aveva visto giusto, essendoci già passato: nessuna donna era come Monica. A letto non rifiutava nulla e non si faceva mancare nulla, mai. Era divertente, in tutti i sensi. Non era più intelligente delle altre ma ti capiva al volo, sembrava leggerti nel pensiero e prevenire ogni desiderio. Non sarebbe stato giusto definirla solo una "femmina da letto", ma se ci fosse stato un concorso speciale per la categoria, l'avrebbe vinto senz'altro.
Un giorno avevano appena finito di rivestirsi, a casa di lei, che arrivai io, il marito. Nonostante i racconti di Renato e della stessa Monica che assicurava di non avermi mai nascosto nulla, altrimenti, diceva, non avrebbe potuto ingannarmi e continuare a vivere con me, restò in apprensione quando mi vide.
Non che avessi un aspetto minaccioso. Sono un ometto esilissimo, così magro da sembrare più piccolo di quanto non sia in realtà. Gli occhiali da miope e la testa pelata mi danno un aspetto da ragioniere che rientra dal lavoro o da insegnante che ha combattuto tutto il giorno con gli alunni. Invece sono un ottico e lavoro in un importante negozio di occhiali. Gli strinsi calorosamente la mano quando Monica ci presentò.
Qualche settimana dopo, mentre camminavo per la città durante la pausa pranzo, lo riconobbi e lo chiamai, proponendogli di prendere un caffè insieme e lui accettò, di malavoglia. Evidentemente provava disagio e certamente disprezzo per quell'essere che accettava senza discutere i tradimenti della moglie o forse la incoraggiava per qualche sordido scopo. Seduti a un tavolino, gli espressi il mio sollievo per il fatto che Monica frequentasse persone distinte come lui o il suo amico Renato.
"Lei capisce ... o possiamo darci del tu ? Mi sento molto più tranquillo, in passato giravano per casa certi tipi ... Monica se ne è liberata, quando dice basta è basta."
"Ma lei ... tu non hai mai ... ehm, detto nulla ?"
"Su cosa ?"
Mi fissò chiedendosi se lo ero o ci facevo.
"Via, ci capiamo ... tutte queste storie che ha Monica ..."
"E cosa dovrei dire ?"
La mia placidità lo indispettiva ed esacerbava.
Era evidente che mi giudicava uno stupido senza un minimo di amor proprio, un essere privo di dignità.
"Ma guardalo !" diceva il suo sguardo, "sua moglie si fa sbattere da tutti e lui tranquillo e beato come un arcangelo ! Quando si dice cornuto e contento !"
"Ma è che ho sempre saputo tutto, da sempre ..."
"Cioè, sai di essere cornuto da sempre, magari dal giorno stesso del matrimonio ..." gli scappò detto, in uno dei casi in cui la lingua è più rapida del pensiero.
"Anche da prima, se è per questo, e so per certo che il giorno stesso del matrimonio, mentre si cambiava d'abito perchè dovevamo partire per il viaggio di nozze, si fece una sveltina con Mario, il mio testimone ..."
"Potevate portarvelo in luna di miele, allora !"
Il suo sarcasmo non scalfì la mia placida quiete.
"Monica è sempre stata così bella, un sogno. Quando mai avrei pensato di vivere con una donna così ? Perciò fu una sorpresa entusiasmante che rivolgesse la sua attenzione a uno come me e puoi immaginare cosa provassi quando, tra tanti che sbavavano per lei, accettò di sposare proprio me. Ho toccato il cielo con un dito, sentivo che il suo affetto era vero e sincero ma sapevo anche che una donna così non si sarebbe accontentata di un solo uomo ! Se hai un grande pezzo di terra e sai di non riuscire a coltivarlo da solo che fai ? lasci che altri vengano a lavorare sulla tua terra."
Mi fissò sbalordito.
"Ma c'è un'intera carovana di contadini sulla tua terra ... "
"C'è lavoro per tutti."
So che alla prima occasione chiese a Monica perché non mi lasciasse e come facesse a vivere con un uomo così.
Monica lo guardò stupita.
"Ma è così caro ! Che farebbe senza di me ?"
"Perchè l'hai sposato ? Non dirmi che ne eri innamorata perchè non ci crederei mai ..."
"Ma scusa, non è un uomo come gli altri ? Meritava anche lui affetto e dolcezza ... "
"Ma una donna come te ..."
"Io non sono una puttana anche se tutti voi che venite a letto con me pensate il contrario. Se lo fossi mi sarei trovata un marito ricco oppure degli amanti ricchi e invece, scusa, chi più chi meno, siete tutti un poco sfigati ..."
"Io non sono uno sfigato e se permetti tra me e quel fesso di tuo marito c'è qualche differenza."
"Non scaldarti e non insultarlo !"
Gli esseri umani sono fatti così. In una favola che mi lessero da bambino si parlava di un verme che strisciava su una foglia e disprezzava un altro verme che strisciava per terra.
Fausto giurò a se stesso che non l'avrebbe più rivista. Si tenesse pure il campione mondiale dei cornuti e quegli altri sfigati degli amanti: lui usciva dal club.
Naturalmente non trascorse una settimana e sentì il bisogno impellente di saltarle addosso. Andò a casa sua e dato che era fuori, l'attese nell'androne del palazzo, impaziente. Quando arrivò le saltò davvero addosso e le strappò quasi i vestiti nell'ascensore mentre lei rideva e cercava di calmarlo. La scopò nell'ingresso, appoggiati alla porta appena chiusa, incuranti delle grida dei bambini che scendevano per le scale e delle mamme che li richiamavano.
"Io ... io impazzisco per te, lo capisci ? Voglio che tu lo faccia solo con me d'ora in poi ... "
"Vuoi l'esclusiva, il monopolio ? Per chi mi hai preso ?" rispose lei ridendo.
"Non ridere di me !"
"Non rido di te ma non mi verrai a dire che ti sei innamorato ..."
"E anche se fosse ? Lo trovi strano ?"
"Ma sai ... gli uomini da me vogliono solo una cosa. Solo Enzo, mio marito, è stato diverso e ..."
"Lascia stare quel ... Parliamo di me. Sono come tutti gli altri ? Non provi niente di diverso per me ?"
"Sei il più carino, certo ..."
Si era davvero innamorato di lei ? O forse era solo una fissa, il voler dimostrare alla sua vanità che poteva cambiare quella donna, costringerla a essere di un solo uomo ? Poteva avere tutte le donne che voleva ma si era impuntato su quella.
Cercò in tutti i modi di convincerla ad andare a vivere con lui.
"Quel povero Enzo ... non posso abbandonarlo ... "
"Lascialo perdere, sapeva che prima o poi avrebbe dovuto lasciare la terra ... "
"Che significa ?"
"Fattelo spiegare da lui."
Il suo amico Renato si sbellicò dalle risate.
"Devi essere completamente impazzito, amico mio. Ma ti rendi conto ? Che ti manca adesso ? Quando hai voglia di fartela, te la fai e invece vuoi ricoprirti la testa con le corna che adesso ha il marito ? Non ti capisco."
"Ci amiamo, è così difficile da capire ?"
"Ammettiamo che sia vero, quella è abituata in un certo modo, come pensi di adattarla al nuovo regime di vita ? Davvero credi che le basterai tu da solo ?"
"Ha giurato che d'ora in poi ci sarò solo io. Questo vale anche per te, capito ? Scordatela."
"Ah, ma te la puoi tenere, per carità."
"Non mi interessa quello che pensi."
Monica mi comunicò, una sera, che andava da lui. Non sapeva quanto sarebbe durata ma la rassicurai che poteva tornare in qualunque momento. Era molto preoccupata per me ma le dissi che me la sarei cavata.
Da allora mi telefonava quasi ogni giorno. Lui la ossessionava con la sua gelosia anche se Monica giurava di volere solo lui, adesso. Quando uscivano controllava ogni suo sguardo per cogliere un lampo di interesse per un altro uomo. Le telefonava di continuo, dal lavoro, tornava a casa all'improvviso, voleva che gli rendesse conto di ogni momento della sua giornata. Lei, placida e remissiva, non si lamentava mai, voleva dimostrargli che era cambiata, che ora amava soltanto lui.
Fausto guadagnava bene ed era ricco di famiglia. La ricopriva di regali costosi anche se lei gli diceva che non ce n'era bisogno. Quando erano stati amanti non gli era costata una lira mentre da quando stavano insieme spendeva cifre assurde per lei.
Si convinse a darle fiducia. Divenne meno asfissiante, meno geloso. Questo le consentì una maggiore libertà e un giorno venne a trovarmi e appena entrata mi abbracciò e baciò.
"Come fai senza di me ?" chiese e senza aspettare risposta tradì il compagno con il marito.
Non so se nel frattempo avesse ripreso qualche vecchia relazione o ne avesse iniziata qualcuna nuova, so solo che a quel punto era impossibile capire chi fosse il tradito oppure no. Ma la verità era quella che nessuno voleva afferrare e cioé che con Monica le definizioni tradizionali di "compagno", "amante", "tradimento", "avventura", "corna", erano inutili e superate. Dovette rendersene conto anche Fausto quando piombò in casa mia, durante una delle visite sempre più frequenti di mia moglie. Voleva sfondare la porta e fummo costretti ad aprirgli ancora mezzi nudi.
Confesso che ero preoccupato, senza rendermi conto dell'assurda situazione che si era creata, io che dovevo giustificarmi perché avevo appena fatto l'amore con mia moglie ! Monica, invece, era tranquilla, e il suo viso sembrava dirgli : tutta colpa tua, hai voluto per forza cambiare le cose mentre tutto poteva restare com'era ...
Tranquillizzatevi anche voi, se pensate che finì in tragedia.
Che cosa lo calmò all'improvviso ? Forse immaginò quello che avremmo potuto dire.
"Enzo, poverino, è rimasto solo, non aveva che me, non gli posso negare un po' di affetto e di dolcezza ... "
"La terra è grande, non si può coltivarla da soli ..."
In modo del tutto inatteso Fausto scoppiò in una risata che non finiva mai.
A un certo punto boccheggiava addirittura e trovò solo la forza di dirmi : "Padrone, riprenditi la tua terra."

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