A.N.A.L.E. "Pericolo Vacche"

Scritto da , il 2020-08-13, genere comici

Un'odissea.
Sì, perché sono partito all'alba.
Avevo già fatto il pieno il giorno prima.
Ero davvero gasato, perché avevo l'occasione anche per passare finalmente a trovare una mia "amica" dei tempi dell'università.
Ho inforcato la mia 'micro-machine' e sono partito.
Dovevo solo fare una piccola deviazione.
Avrei avuto tempo pure per una 'rentrée', se le cose si fossero messe bene...

E niente.
Dopo un bel po' di chilometri in autostrada, ne sono uscito, seguendo il navigatore che mi dava le indicazioni per portarmi dalla mia "amica".

Cioè...
Le ho seguite finché c'era campo.
Perché non lo sapevo, ma se non c'è campo, GoogleMap mica funziona tanto bene...

Da non credere.

I rosari che ho recitato, quando si fermava il cursore sulla mappa e io proseguivo!!

"...RICERCA POSIZIONE IN CORSO." Diceva il cellulare.

Io non avevo bene idea di dove fossi, senza l'aiuto del cursore.

E non c'era in giro un cane.

Niente.
Ho proseguito cercando di seguire la mappa di Google a suon di imprecazioni.

Alla fine mi sono ritrovato su una strada sterrata, piuttosto stretta.
Un tipo in bici arrivava in senso inverso e dietro lo incalzava una macchina che alzava un polverone.
È inverosimile.
Eppure giuro che quel coglione s'è messo a superare la bicicletta proprio mentre io la stavo incrociando.
Al ché, non ho potuto fare a meno di stringere sulla destra, rischiando di pulire a secco la fiancata, contro il guard-rail.
Nonostante tutti gli sforzi, al passaggio, gli specchietti delle macchine si sono toccati.
Ho sentito anche un altro rumore, ma sul momento non ci ho fatto caso.

Niente.
Il mio specchietto non è verniciato e sembrava integro.
Ho proseguito piano, guardando l'altra macchina sul retrovisore, per vedere che faceva.

"Ecco.
Gli stop scintillano.
Si ferma.
Mi fermo.
La portiera si apre.
Un tipo scende.
Vabbè.
Ha torto marcio.
Apro la portiera.
Nello scendere, sento una voce di donna.

-Cheffai? Monta in macchina!-
Apre la portiera e scende pure lei guardando e sgridando il tipo.

Lui mi guarda.
Poi mi dà un'occhiata dalla testa ai piedi.
Dai piedi alla testa.
Risale in macchina.
La donna si volta verso di me, alza un sopracciglio e mi fissa con un'espressione indecifrabile per lunghi istanti.

-Dài sali, che andiamo.-

Lei risale, continuando a guardarmi, fino all'ultimo."

Ero basito.
Sono rimontato in macchina pure io.

"Che cazzo ha in testa la gente?"

Vabbè, niente.
Ho fatto un respiro e sono ripartito.

Solo che era strana la guida.

"Vabbe' che c'è il brecciolino, ma è stranissima da guidare. È come se avessi..."

-Oh. Porca. Troia.-

Mi sono fermato e ho tirato il freno a mano.
Sono sceso e ho fatto il giro della macchina.

"Minchia."

Uno pneumatico con uno sbrego che sembrava la figa di Cicciolina...

"Ziocaro, è cominciata proprio bene!"

Ho tirato fuori i bagagli.
Ho tirato fuori il cric.
Ho tirato fuori il ruotino.
Ho tirato fuori la chiave per i bulloni.
Ho alzato la macchina con il cric.

Bon.
Stavo già sudando come un maiale.

Niente.
Ho preso la chiave e ho attaccato a svitare il primo bullone.

Cazzoporco, era durissimo.

Mi sono impegnato davvero parecchio.
E... Non sono deboluccio.
Ma niente.
Inamovibile.

Ok.
"Lo lascio per ultimo." Mi sono detto.

Ho attaccato un altro bullone.

"Üllamiseria, ma checcazzo...?!"

Giuro.
Nemmeno il Mjöllnir è così difficile da smuovere...

Ho cominciato a deprimermi.

Mi sono guardato intorno.
Deserto.
Mancava solo che i cespugli secchi rotolassero in terra, soffiati dal vento.

Ho guardato il cellulare.
Non c'era campo.

"Non c'è scampo." Ho pensato.

Mi sono fatto coraggio e ho provato a smuovere tutti i bulloni.

Un cazzo.
Sembravano saldati.
Non avevo un martello, una pietra, un tubo...
Niente che potesse essermi utile.

Ho stramaledetto il gommista per quanto aveva tirato quei bulloni.

Non sono dalla lacrima facile, ma mi veniva quasi da piangere.

Ero gasatissimo prima di partire.
Ero stato invitato al Galà dell'Accademia.
Ero pure in nomination per un premio per la Poesia Erotica.

"Mappercchéccazzoooo NonSonoAndatoInTreno??!!"

"Ok." Mi sono detto.
"Calmezza e tranquillitudine!
...
Mi serve una leva più lunga."

Mi sono guardato intorno e non c'era niente che potessi usare.
A parte...
Cioè...
C'era il palo di un segnale stradale.
Ma avrei dovuto spiantarlo.
O segarlo...
Mi mancavano comunque gli attrezzi.

Poi ho guardato i collari zincati sullo sfondo grigio del segnale.

Fra i pochi attrezzi che avevo in macchina, per fortuna c'era una pinza mezza arrugginita, così ho svitato i collari e ho tirato giù il segnale.

Il triangolo era bello grosso da manovrare, ma con un po' di pazienza, incastrando la chiave nei collari, sono riuscito ad avere una leva sufficiente per sbloccare i bulloni.

Uh.
Ero tutto sommato contento di essermela cavata.
Il guaio era che la sosta dalla mia "amica", ahimè, sarebbe saltata.
Sia che avessi trovato un gommista, sia che avessi tenuto su il ruotino fino alla mia destinazione finale.
Avrei perso ancora un sacco di tempo.

Solo al momento di rimettere a posto il baule, mi sono fermato a guardare che cartello fosse.

Era il triangolo rosso su sfondo bianco, con una mucca nera in centro.

"Pericolo Vacche." Mi sono detto.

Mi sembrava divertente sul momento... chissà cosa avrebbero detto i miei colleghi della Accademia Nazionale degli Autori di Letteratura Erotica... Poteva saltar fuori uno scherzo goliardico alle nostre colleghe...

Non sapevo bene come usarlo, ma lo misi nel baule.
Ehm...
E i bagagli sui sedili posteriori.
Perché la mia auto è piccola.

Poi, boh, sono arrivato all'hotel un po' tardino, sulla tabella di marcia.

A 80 all'ora, in autostrada, non passa più.

Ho parcheggiato tra mastodontiche limousine in attesa.

Nell'entrare ho notato un signore distinto aggirarsi tra i fiori del giardino e poi soffermarsi sulle rose per accarezzarne i petali.

...

Ed eccomi qui, che non so perché, lo osservo e mi chiedo chi possa essere.
Vedo pure che entra nel mio campo visivo, una nuca di capelli corti e scuri, che gli va in contro. Mi piace la camminata, deve essere un bel tipetto.

Vabbè, voglio mettere giù i bagagli e farmi una doccia.

Entro e alla reception, consegno il mio invito ad una donna fintamente gentile che mi guarda con uno sguardo così schifato, che solo ad un pervertito si può riservare.

"Vabbè mica l'acronimo l'ho inventato io!
E poi, sì, va bene?!
Sono un maiale.
Non posso farci niente.
Ok?!"

Mentre aspetto le chiavi della camera, mi guardo intorno e vedo un uomo con un casco in mano, che parla con un po' di accento meridionale, ad una cameriera...

-...Eh sai, non avrei rinunciato con un tempo così, a venire in moto... Come dire... a me piace andare a cavallo... Della moto, s'intende...-

Sorrido.
Abbranco le chiavi, che la 'simpatica' receptionist mi sta porgendo e cerco di sorprenderlo alle spalle...

-Ueh! Stai già sfrucugliann'-

Lui si gira sorpreso, a bocca aperta.
Resta lì immobile a guardarmi, cercando di capire chi sono.

-...Gregg!-
-...Caspita Lucido, sei proprio come ti immaginavo!- Dico dandogli una pacca sulla spalla
-Lo prendo come un complimento.- Mi fa, stringendomi la mano.
-Eccerto che lo è!... Oh, in macchina ho un cartello...-

Lui è evidentemente interessato alla cameriera e mi fa dei segni quasi impercettibili, come a voler procrastinare...

-...Dài, vado a darmi una rinfrescata, così ti lascio conversare serenamente. Poi andiamo assieme al teatro, ti va?-
-Vabbuo', ci vediamo dopo, qui.-

Salgo in camera e spero tanto di vedere Babi, stasera. Mi manca davvero parecchio.
Chissà...

Mi sento tutto bello frizzante. Ho una voglia matta di conoscere tutti i miei colleghi e colleghe... Per dare loro un volto.
Per dare loro una voce.

Ho affittato lo smoking, visto che l'invito diceva che fosse gradito.
Ma io non mi piaccio.
Mi sembro un cameriere.

Pace.
Dopo la doccia l'indosso.
Scendo nella hall.

Lucido è già lì che mi aspetta.
Anche lui in smoking.
Ma ha qualcosa di strano. Il suo, sembra avere due sfumature di colore diverso.
Boh...
Comunque...
Come cazzo ha fatto a fare così in fretta?
A me sembrava di essere stato un fulmine.

-Siamo un po' in anticipo, che facciamo?-
-Non so, andiamo a piedi?-
-Ecché è? Niente limousine?-
-Boh... Non è che ci tenga particolarmente, Lucido...-

Niente.
Alla fine prendiamo la prima limousine.

Al nostro arrivo però, ci hanno cacato in pochi.

-Cazzo, Lucido, non ci ho pensato. Dovevamo arrivare con una bella gnocca. Così sembriamo due sfigati. O peggio, due gay.-

-Te lo immagini? ...Magari ci scambiano per Corrado e Aramis!-

-Ossignore, non farmici pensare.-

Entriamo nel foyer e c'è poca gente... cerco con lo sguardo e non la vedo.
Tristezza.

Stranamente, né io, né Lucido, ne parliamo.

Vedo arrivare la bruna con i capelli corti che ho notato in albergo. Quella che ha abbracciato l'uomo delle rose. Le spunta dallo spacco di un abito argento, un sandalo basso.
Scelta curiosa.
È a braccetto di un uomo, con il viso serio. Ha un sigaro in mano.
Mi volto per chiedere a Lucido se può essere MrGwyn, ma si è volatilizzato.

-Ehi, Greg? Non mi saluti più?-

È una voce alle mie spalle.

Le endorfine si diffondono in un batter di ciglia.

Quel miscuglio di inflessioni dialettali e quella voce, mi fanno pulsare il cazzo.
Mi volto con la voglia di cacciarle la lingua in bocca.

Le dico solo -Ciao Babi.-

Mi sorride, dentro quegli occhi verdi. E io me la stringo. Sentendo spiaccicarmisi addosso le sue belle poppe.

Dio quanto mi piace questa ragazza.

-Non sai come sono contento di vederti.-

-Certo che lo so.- Mi dice.

Mi sorride e io vorrei portarla via da lì, per stare soli.

-Eh...Vuoi proprio farti riconoscere subito!-

Le parole che pronuncia Lucido nel tornare lì, mi fanno capire che invece, dovrò per forza condividerla.

-Ciao Lucido! È bello vederti!-
-Mamma mia, come sei bella, Babi...-

Parlano fra loro e io non ascolto.
Guardo lei.

Mi ritornano in mente mille cose e mille discorsi. Tutte le sue espressioni. I suoi pigiami.

Mi distrae solo un boato assordante.
Tutti e tre ci spostiamo verso l'ingresso e guardiamo verso il tappeto rosso.
La sicurezza fatica a tenere a bada un'orda di uomini che ha letteralmente la bava alla bocca. Spingono sui cordoni sia a destra che a sinistra.
Sono ferocemente indemoniati.

La gnocca che sta percorrendo il Red Carpet, è fasciata da un abito bordeaux, con uno strepitoso décolleté e si muove sicura su tacchi vertiginosi.

-MA_LE_NA! MA_LE_NA! MA_LE_NA! ...-

È un assordante coro da stadio.

-...CE LA DÀI O NO? CE LA DÀI SÌ O NO?...-

C'è gente che cade svenuta con la patta dei pantaloni macchiata.
Gente sbalzata da energumeni spiritati, che prontamente vengono sedati a manganellate, della secuity.

Malena mi sfila davanti e nemmeno ci caga di striscio.
La seguo con lo sguardo.
Va a mettersi su una balaustra come per cercare o farsi vedere da qualcuno in particolare. Neanche pochi secondi e un tipo con un sorriso contagioso se l'abbraccia.

Un altro tumulto.
Mi volto ancora ed in piedi, vedo una splendida donna di classe, con un meraviglioso abito di colore decisamente... pink.
Ho proprio desiderio di conoscerla.
E proprio mentre lo penso, un'altrettanto iridescente femmina, le corre in contro lasciando una scia blu elettrica.

Ossignore, non posso guardare quelle due che si abbracciano...

Sono più emozionato di essere qui, di quanto credevo.

Do un'occhiata al teatro e noto ancora la brunetta su una scala. Guarda Malena dall'altro lato.

Che sia...

Nel passare con lo sguardo il teatro, vedo di nuovo MrGwyn, o almeno credo sia lui. Sembra parlare con Chiara Ferragni.

...Cazzo, è molto piu figa, dal vivo.

Mentre lo penso, non riesco a non notare una giacca, su gonna a fiori, che si avvicina alla brunetta...
Ma mi distolgono ancora altri schiamazzi che provengono dall'ingresso...

C'è gente con gli striscioni, addirittura!
Un vestito rosso trasporta una chioma bionda, illuminata da luci verdi, zompettando di qua di là.
Due che sembrano usciti dal programma 'Le Iene', fanno i minchioni, atteggiandosi a bodyguard, mentre la biondina tutto pepe, passa da un cordone all'altro, salutando tutti, che sembra il Papa.

Questi non posso non riconoscerli.

Babi ha continuato a conversare con Lucido, ma adesso sento che mi prende la mano.
Le sorrido.
Ci facciamo più vicini alla bolgia, ma non riusciamo ad avvicinarci. Vedo Alba che saluta una gran bella figa (che non mi dispiacerebbe farmi presentare), un ragazzotto chiuso in uno smoking completamente bianco (papillon e scarpe comprese) e un tipo bizzarro, che devo ancora inquadrare.

Vabbè...
Mi sento a disagio, forse è il caso di andare a prender posto.
Nel passare le file della sala, faccio in tempo a vedere una bella mora, chiaramente in difficoltà per l'invadenza di un uomo pelato. Lei è davvero gnocca, lui no.

Mi prudono le mani.

Niente.
Ci sediamo tutti e tre vicini.

Si apre il sipario e ad applausi scroscianti un tipo con abbigliamento completissimo in pelle, esce sul palco.

Microfono in mano, apre la zip che ha sulla bocca.
Gli occhi restano serrati.

...Quindi deduco che vada a braccio.

-Signore e signori, benvenuti!...-

Ecco.
Questo è quello che riesco a trattenere.
Perché poi, va avanti a parlare per un bel po', che sembra una tesi di dottorato del Cepu.

Lo scopo del discorso non lo capisco.
E nemmeno bado al contenuto.
A un certo punto do un'occhiata interrogativa a Babi, che all'unisono gonfia le guance, alza le sopracciglia e allarga le braccia.
Lucido fa altrettanto.
Mi guardo intorno e tutta la sala fa lo stesso.
...Hai presente in chiesa, al "datevi un segno di pace"?

Per fortuna arriva qualcuno che gli chiude la zip e lo defenestra dal palco.

La premiazione ha inizio.




PS: Scusatemi, mi sta uscendo così. Lungo.

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