Seduzione estiva

Scritto da , il 2020-08-09, genere etero



Il sole che inizia a calare all’orizzonte dona sfumature dorate ai tuoi capelli leggermente spettinati. Li ravvii velocemente con la mano, dopo aver infilato la semplice t-shirt chiara che sottolinea l'abbronzatura sui muscoli tesi delle tue braccia.

Seguo con lo sguardo ogni tuo movimento, ipnotizzata. Mi sembra di vedere la scena al rallentatore. Come in quei film romantici in cui capisci subito l'inevitabile destino dell’ingenua protagonista.

Ti avvicini a me… proprio a me! Mi vieni incontro.

“Andiamo a bere qualcosa". Sorridi. No, non c’è il punto interrogativo alla fine della frase.

Ti seguo, proprio come in quella canzone, come un ragazzo segue un aquilone.

Sulla terrazza prospiciente la spiaggia si gode, inframmezzata da refoli di mirto e di elicriso, la fresca brezza marina che dona sollievo alla pelle scaldata da una giornata di sole.

Sei di poche parole. Mi chiedi se gradisco le bollicine, poi ordini tu per entrambi, Adelasia, ottima scelta, inusuale, ma da te non c’è da aspettarsi dell'ordinario.

Nel caldo e nella luce estiva è più facile perdere la distinzione tra realtà e sogno. Non so neppure se sono sveglia, se tutto questo è reale.

Eppure lo so cosa sta succedendo, io ti provoco e tu schivi, ma sei lusingato e ti piace, io parlo a ruota libera e so che sto dicendo sciocchezze, ma il punto è che mi sei entrato dentro la testa e non lo so se è l'alcool che parla o se è solo la parte più nascosta di me.

Sospesa, leggera, seguo con occhi semichiusi la curva delle tue labbra, fonte della mia ebbrezza. Un angolo si allunga a formare un accenno di sorriso, sornione, chi è il gatto e chi il topo fra noi? Chi rincorre e chi scappa?

Così, faccio dondolare lentamente il sandalo sulla punta del piede ancora cosparso di sabbia fine, mentre sento il tuo sguardo percorrere il sentiero che parte da quel dondolio e risale lentamente lungo il polpaccio dorato fino a insinuarsi sotto l'orlo del prendisole.

No, non è il vino frizzante che mi solletica il naso a farmi girare la testa, è la tua voce calda che si riversa nelle mie orecchie, dolce come le onde di risacca in lontananza.

Mi tocco i capelli, nervosa. Non sono brava nel gioco della seduzione, non sfuggo, non leggo i sottintesi, sono un libro aperto. Tu invece sei un maestro in questo gioco, tra dire e non dire, mi leggi nella mente, e mi mandi ai matti.

Mi studi, soppesi e valuti ogni mio movimento, mentre irrequieta mi accomodo meglio sulla seduta, spostando il peso di un corpo che freme, non riesce più a stare fermo… come una mappa interpreti ogni millimetro della mia pelle nuda, salata, che si scioglie in un brivido sotto il tuo sguardo. Sei sempre due mosse avanti a me.

E mentre mi parli, l'altro te dentro la mia testa si è già portato alle mie spalle, scostandomi i capelli ed esponendo così la linea del collo, su cui posa delicatamente le labbra morbide. O forse è solo la brezza marina che mi accarezza la pelle.

Il ronzio di un'ape, che a tratti si posa sui cespugli di mirto per suggere il nettare dai piccoli fiori bianchi, mi contende la tua attenzione.

Ti sfioro il braccio, e mentre tu ostenti distacco, padrone incontrastato della partita, lui già si insinua sotto il costume, sotto la pelle, mi accarezza, mi ha già artigliato, mi divora. O forse è il mio desiderio di te che già mi consuma dentro.

Mi riempi nuovamente il bicchiere, sai che sto capitolando, i tuoi occhi mi dominano, mi penetrano le carni. L'altro te mi riempie la bocca del suo bacio caldo, dolce, lento e profondo. Il suo, il tuo sapore è quello speziato del vino.

Eludi le mie mosse, gettandoti indietro sulla sedia con una risata, laddove l'altro te mi scosta lo slip per tuffarsi dentro la mia carne calda e già fradicia.

E tu lo sai che mi stai possedendo con il solo pensiero, qui, sulla terrazza davanti a tutti, e io sono completamente nuda di fronte a te, tua.


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