Per Amore

Scritto da , il 2020-07-10, genere pulp

Mi chiamo Rosalba e da 8 anni sono la domestica della signora Carmen Beatriz, una tra le più brave giudici donna del paese. Racconto questa storia per liberarmi dal peso che mi opprime dopo quello che mi è successo poco tempo fa e per il quale so che mi giudicherete male.
Sono una donna di 38 anni, sposata con Josè Luis. Ci conosciamo da quando eravamo ragazzi e ancora oggi lo amo tantissimo e farei qualsiasi cosa per lui. Purtroppo lui non è mai riuscito a trovare un lavoro stabile e qualche volta ha dovuto ricorrere a qualche piccolo furto per poter sopravvivere.
Due mesi fa mi fece una proposta indecente, quella cioè di aiutarlo a rubare in casa della signora Carmen. Lui infatti sapeva da me che la signora aveva in casa tanti gioielli a altri oggetti di valore. Io inizialmente gli dissi che non volevo, perché la signora era stata sempre buona con me e io le volevo bene. L'amore per mio marito mi fece cedere, ma gli dissi che la casa della signora Carmen aveva un sistema di allarme che era possibile disattivare solo dall'interno.
"Bene, sarai tu a disattivarlo e ci farai entrare" mi disse un giorno.
"Cosa intendi che sarò io? Come pensi che io possa giustificare questa cosa nei confronti della signora?"
"E' l'unico modo. Dirai che siamo riusciti a entrare con l'inganno, chiedendoti aiuto perchè ci eravamo feriti e avevamo bisogno di un telefono per chiamare un'ambulanza"
"Chi sarà con te, Josè Luis? Non sarebbe meglio fare tutto da soli? Avremmo tutti i soldi per noi"
"Non ce la farei mai da solo a controllare la signora Carmen"
"Vuoi dire che ci sarà anche lei quando entrerete?"
"Certamente. Così quando vedrà che ti minacciamo, non dubiterà di te. Inoltre ci dirà con precisione dove sono i soldi e i gioielli. Infine tra i miei amici ce n'è uno che ha qualcosa da dirgli"
A queste ultime parole io trasalii e chiesi ad Josè Luis se avevano intenzione di far del male alla signora Carmen.
"No, vogliamo solo farle un pò di paura"
"Josè Luis, non voglio che facciate male alla signora. Chi sarà con te?"
"Ci saranno Raúl, Josè Daniel altri due ragazzi"
"Raúl non è più in prigione per droga?"
"No, è uscito da poco. La signora Carmen gli aveva fatto avere 10 anni di carcere, ma poi ha avuto una riduzione"
"Josè Luis, promettimi che non le farete del male"
Josè Luis non rispose e mi voltò le spalle, andandosene.
Io rimasi impaurita. Sapevo che Raúl era un uomo molto violento, mentre non conoscevo gli altri, ma Josè Luis aveva detto che due erano molti giovani e quindi molto probabilmente non sarebbero stati loro a comandare. Ma alla fine mi convinsi che tutti quanti non avrebbero usato la violenza con me presente e così presi accordi con Josè Luis per fare il furto per una domenica notte, alcuni giorni prima di Natale.
Erano le due di notte e io ovviamente ero ancora sveglia. La signora Carmen invece dormiva in un'altra ala dell'appartamento.
Io sentii bussare debolmente alla porta, mi alzai e andai a disattivare l'allarme. Poi andai ad aprire. Entrarono cinque persone, tutte coperte con passamontagna. Riconobbi Josè Luis e Raúl, poi vidi due giovani ed un altro uomo sulla quarantina. Dopo seppi che si trattava di Nerio, Gerdy e Josè Daniel.
Josè Luis mi fece segno di andare avanti e io li condussi verso la stanza della signora Carmen. Rimasi impietrita davanti a quella porta e non sapevo cosa fare. Allora fu Raúl che cominciò a bussare con violenza. Si sentirono allora dei passi dall'altra parte della porta.
"Rosalba?" Nessuno rispose. ma Raúl continuò a bussare sempre più forte.
"Rosalba? Cosa sta succedendo? Chi c'è?"
Alla fine mi feci coraggio:
"Signora, apra per favore. Ci sono dei signori che vogliono parlare con lei"
"Ma cosa stai dicendo? Chi c'è con te?" La giudice girò la chiave per aprire, ma quando sentì che qualcuno stava spingendo la porta, provò a richiudere.Ormai però era troppo tardi, la porta si aprì e la signora Carmen vide un tizio incappucciato che con una mano stringeva i miei capelli e con l'altra mi puntava una pistola alla tempia. Era Josè Luis, davanti al quale passò poi Raúl, anche lui con una pistola in mano.
Raúl puntò l'arma sulla signora Carmen, che conosceva bene. Era stata lei a fargli fare tutti quegli anni di galera.
Raúl la guardava fisso, squadrava da cima a fondo quella donna che indossava una camicia da notte nera. La giudice aveva 43 anni ed era ancora molto bella. Aveva i capelli lunghi di colore nero, occhi verdi e un corpo ben fatto.
"Mani dietro la nuca. Vai verso il letto e sdraiati sopra"
A quel punto pensai di intervenire, soprattutto perché la signora non dubitasse di me, ma un pò anche perché speravo davvero che Josè Luis e i suoi amici non esagerassero nelle loro azioni.
"Per favore non fateci del male. La signora ha tanti oggetti di valore qui. Prendeteli, ma non fateci del male"
La signora cercava di mantenere la calma, aveva le mani dietro la nuca, ma non indietreggiava.
"La mia domestica ha ragione. Prendete tutto quello che volete: gioielli, soldi e la mia auto. Ma lasciatela andare e abbassate quelle pistole per favore"
Raúl fece cenno a Josè Luis di lasciare la mia presa."Portala via"
Josè Luis mi condusse fuori della camera da letto e, fuori dalla vista della signora, io cominciai a urlare e a lamentarmi, facendo finta che mio marito mi stesse picchiando. Poi Josè Luis mi prese di nuovo per i capelli e mi trascinò dentro uno sgabuzzino che era proprio davanti alla camera da letto. Mi chiuse a chiave dentro e non nascondo di essermi sentita sollevata perché così mi sentivo meno colpevole di non poter aiutare la signora.
Volli però continuare a capire quello che succedeva in camera e così mi misi a guardare dal buco della serratura, dal quale riuscivo ad osservare tutta la scena.
Vidi Raúl davanti alla signora Carmen, che adesso non aveva più le mani dietro la nuca.
"Va bene così, signora? Come vedi per il momento non abbiamo bisogno della tua domestica. Adesso ci occupiamo solo di te"
Raúl avanzò verso la signora Carmen e anche Josè Daniel. Gerdy e Nerio si avvicinarono. Poco dopo anche Josè Luis rientrò nella camera da letto.
La signora Carmen era circondata da quegli uomini, ma continuava a parlare con voce calma.
"Qui ci sono le chiavi dell'auto che è qui fuori. Poi c'è la cassaforte"
Raúl non diceva niente e continuava a osservare la giudice. Il suoi occhi facevano paura.
"Sai che mi sono fatto dieci anni di galera per colpa tua?
La signora Carmen ebbe la forza per rispondere a quelle minacce, ma sembrava avesse un groppo in gola.
"Non so di cosa parli. Ma se è successo questo, io ho fatto il mio lavoro, il mio dovere"
"Il tuo dovere, troia? Sai quanto sono lunghi 8 anni di galera?"
Dicendo questo, Raúl strinse un braccio della signora.
"Lasciatemi! Andate via subito! Via da qui e non dirò niente!"
Ma Raúl fece un cenno agli altri e tutti si avventarono verso la signora che si mise a urlare.
La residenza della giudice era isolata e quindi non c'era pericolo che qualcuno la sentisse, ma Raúl ordinò comunque a Gerdy di imbavagliarla. Poi tutti insieme la trascinarono sul letto. a pancia in giù. e Nerio con una corda le legò i polsi dietro la schiena.
La signora Carmen si dimenava e cercava di scappare dalla presa di quegli uomini, ma tutte quelle mani la tenevano bloccata al letto.
Il peggio per lei doveva però ancora venire, povera signora. Raúl prese il lenzuolo e la coprì completamente, poi prese la sua pistola per la canna e cominciò a colpirla sulla testa e intanto parlava ad alta voce.
"Lo sai troia di un giudice quanto sono lunghi 8 anni? Senza poter viaggiare, stare con gli amici e con la famiglia? 8 anni senza scoparsi una troia come te?"
Raúl continuava a colpirla con la pistola, poi iniziò a darle botte in testa.
"Ehi ragazzi, non volete dare a questa troia quello che si merita?"
Così anche gli altri presero a colpirla da sopra il lenzuolo per alcuni minuti.
Raúl prese poi la signora per le spalle e la fece girare a pancia in su e abbassò il lenzuolo, scoprendole la testa.
La signora Carmen li guardava atterrita e si sentivano i gemiti da sotto il bavaglio mentre i suoi respiri affannosi le sollevavano il petto.
Raúl tolse completamente il lenzuolo che la copriva e gli uomini osservarono che la camicia da notte si era alzata all'altezza dell'ombelico.
Mentre gli altri uomini la tenevano giù, Raúl prese un coltello e con la mano destra ne avvicinò la punta al ginocchio della signora mentre con l'altra mano le afferrava la caviglia. Poi risalì lentamente con la punta verso l'interno della coscia. Infine tagliò da un lato le sue mutandine che poi rimosse, scoprendole il pube. Gli altri uomini avevano lo sguardo fisso su Raúl e quando la signora cercò di sottrarsi alle loro mani, loro la bloccarono, stringendole le caviglie. Poi le strapparono la camicia da notte lasciandola completamente nuda di fronte a loro.
Raúl si mise in ginocchio sul letto di fronte alla signora Carmen, aprendo la zip dei suoi pantaloni. La signora distolse lo sguardo da quello maligno dell'uomo mentre lui tirò fuori il suo membro eretto e lo avvicinò all'apertura del suo sesso.
"Tenetela ferma e apritele le cosce. Adesso facciamo divertire un pò questa troia"
Allora gli uomini tirarono per le gambe la povera signora, facendole alzare le ginocchia e divaricare le gambe, e Raúl la penetrò con forza. La signora Carmen da sotto il bavaglio accennò un urlo, poi chiuse gli occhi da dove sgorgarono due lacrime.
Mentre Raúl stava penetrando brutalmente la signora Carmen, gli altri uomini si abbassarono i pantaloni e tirarono fuori i loro membri.
Dopo poco Raúl cominciò a rallentare i suoi colpi dentro la signora e poi tolse il suo membro da dentro di lei.
"Chi è il prossimo?"
Fu Nerio a prendere il posto di Raúl e a inginocchiarsi di fronte alla signora. Il giovane si tolse tutti vestiti tranne il passamontagna e si avventò sulla signora. Le leccò tutto il corpo, poi anche lui introdusse il suo membro dentro di lei.
Mentre la signora veniva penetrata per la seconda volta, anche gli altri uomini si spogliarono completamente e cominciarono a toccarle tutto il corpo, e a leccare e succhiare i suoi capezzoli. Confesso che vedere la signora Carmen dimenarsi e gemere con tutti quei grossi membri attorno e dentro di lei, mi fece eccitare e cominciai a toccarmi il sesso e a masturbarmi. Mi vergogno molto di dirlo, anche per quello che stava per succedere. Infatti dopo che anche Nerio si era rialzato, Raúl si avvicinò alla signora.
"Vedo che ti stai divertendo, troia di un giudice. E' un peccato non sentire cosa dici" e così le tolse il bavaglio.
"Bastardi. Finirete in galera tutti quanti"
A quelle parole dette dalla signora, Raúl reagì con un sonoro schiaffo.
"Chi ci farà finire in galera, tu? Non sai nemmeno chi siamo. Comunque, evidentemente non hai capito ancora come finirà questa serata" disse Raúl avvicinando la punta della pistola alla tempia della signora. "1, 2 e...."
La signora chiuse gli occhi e anche io lo feci in attesa di sentire la detonazione.
Ma invece sentii solo un clic e una sonora risata da parte di tutti quegli uomini.
"Maledizione, è scarica. Meglio così, la serata è ancora all'inizio, avremo tempo poi. A chi tocca adesso? Vai Gerdy, scopala come una cagna"
La signora fu girata a pancia in giù e mentre due degli uomini le tenevano giù la testa e altri due la facevano posizionare sulle ginocchia, Gerdy si mise dietro a lei, cominciando a massaggiarsi il membro che era piuttosto grosso. Senza preliminari, Gerdy lo infilò dentro la signora che, ormai priva di bavaglio, si lasciò scappare un urlo.
"Perché ti lamenti troia? Hai tutti questi grossi cazzi tutti per te! E' però un peccato averne solo uno per volta..."
Così dicendo, si inginocchiò sul letto di fronte a lei e mentre la povera signora era ancora penetrata da dietro da Gerdy, Raúl le prese la testa e la porto con forza verso il proprio membro.
"Succhia troia!"
La signora Carmen si lasciò tirare giù ma non aprì la bocca.
"Cara signora giudice, vedo che non hai capito bene la situazione" e così dicendo Raúl prese la sua pistola, la caricò e di nuovo la puntò verso la signora.
"Facciamo un gioco per il resto della serata: da adesso in poi puoi scegliere se accettare i nostri cazzi dentro di te oppure metteremo al loro posto questa pistola e premeremo il grilletto."
La signora Carmen teneva lo sguardo basso con gli occhi ormai riempiti di lacrime.
Raúl con la mano libera le tirò su il viso e poi la prese per la mandibola fino a fargli aprire la bocca e infilare dentro la punta della pistola. Intanto Gerdy si era rialzato e guardava come gli altri la scena.
"1, 2 e..."
Di nuovo chiusi gli occhi, ma anche questa volta sentii solo una risata da parte di tutti gli uomini. Raúl non aveva premuto il grilletto e aveva ritratto la pistola. Credo che la signora stesse per svenire.
"E' la tua ultima possibilità troia, adesso prendi in bocca il mio cazzo e succhia bene!"
Stavolta vidi la signora andare giù e dai movimenti della sua testa capii che aveva preso in bocca il membro di Raúl.
"Non sei ancora brava a fare pompini, ma avrai modo di migliorare durante la serata. Dai Josè Luis fatti avanti, chissà se li ha mai avuti due cazzi insieme questa troia".
Ebbi sentimenti diversi vedendo mio marito puntare il suo membro al sesso della signora Carmen per poi penetrarla. Dapprima provai gelosia, poi orgoglio, infine mi eccitai a vedere la signora a quattro zampe penetrata contemporaneamente da Raúl e da mio marito. Oggi mi vergogno un pò di quelle sensazioni, mentre invece avrei dovuto provare solo tristezza per quello che succedeva alla povera signora.
Sia mio marito sia Raúl si rialzarono e furono sostituiti rispettivamente da Josè Daniel e da Nerio. Josè Daniel infilò il membro per tutta la sua lunghezza nel sesso della signora che intanto succhiava ormai senza resistenza quello di Nerio. Josè Daniel tra tutti sembra il più nervoso e dopo pochi minuti cominciò ad ansimare, infine si adagiò sopra la signora. Quando si rialzò, capii che era venuto dentro la signora.
"Facciamo un secondo giro ragazzi, riempiamola questa troia!" disse Gerdy mentre intanto Raúl si era messo di fianco al letto, cominciando ad accarezzare il didietro della povera signora.
"Ho un'idea migliore. L'hai mai preso nel culo bellezza?"
A queste parole la signora Carmen cercò di liberarsi senza successo dalla presa di Nerio.
Mentre Josè Daniel e Gerdy le tenevano le gambe divaricate, Raúl si fece dietro a lei, continuando ad accarezzarle il didietro fino ad infilare il suo dito medio nell'ano. La signora si irrigidì tutta e cominciò a urlare.
"Nooooooooo! Non lì per favore, vi supplico! Non ho mai...."
"Signora, vedo che non ricordi bene le regole. Puoi scegliere cosa mettere lì dentro..." disse Raúl togliendo il dito e infilando la canna della pistola nell'ano della signora.
"Ahhhhh! No, bastaaaaaaa!Fa male!!!!"
"Ok signora, vedi che è meglio quello che stavo facendo prima...Rilassati, renderai tutto più facile, credimi"
La signora cominciò a singhiozzare, mentre Raúl riprese a muovere il dito medio avanti e indietro nel suo buchino.Poi lo levò e avvicino il suo membro eretto e lo strofinò per un pò all'apertura.
"Fai un respiro forte signora giudice, sto per sfondarti il culo...". Raúl entrò dentro piano, poi decise di dare una spinta forte.
"Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhh!" Stavolta l'urlo della signora Carmen fu terribile.
Raúl non ebbe pietà e andò avanti nella spinta.
"Per 8 anni ho aspettato, adesso hai quello che ti meriti troia"
Poi non sentii più niente a causa degli urli disperati della povera signora Carmen che accompagnavano le spinte di Raúl, che si fecero sempre più ravvicinate. Alla fine Raúl si ritirò e dal buchino della signora vidi uscire sangue e sperma.
La signora Carmen crollò a pancia giù sul letto non riuscendo a più a reggersi sulle ginocchia, ma gli uomini non ebbero pietà e adesso toccò a mio marito mettersi dietro a lei, mentre Nerio le si mise di fronte e la spinse giù per metterglielo in bocca. Ormai la signora non aveva più nessuno istinto di reazione e si mise a succhiare come poteva, mentre da dietro mio marito strofinava il suo membro sopra il suo buchino, ormai malridotto. Alla fine mio marito la penetrò "davanti" anche se Raúl sembrava non essere d'accordo.
"Questa troia merita di essere sfondata. Però c'è sempre il metodo alternativo...."
Così Raúl prese di nuovo la pistola e mentre la signora Carmen erà già penetrata in due buchi, riempì il terzo con la canna della pistola che faceva andare su e giù. La signora Carmen ebbe un sussulto e fece uscire il membro di Nerio dalla sua bocca, ma il giovane glielo spinse nuovamente dentro. Passò poco che il giovane cominciò a venire e ordinò alla povera signora di inghiottire tutto. Qualche secondo dopo vidi che anche mio marito era venuto dentro e stava pulendo il suo membro sulle natiche della signora.
Mi vergogno ancora di più a confessare che questa ultima scena mi aveva terribilmente eccitato e così staccai gli occhi dalla serratura e mi misi a sedere a gambe aperte per masturbarmi furiosamente. Proprio in quel momento sentii dei passi e la porta dello sgabuzzino si aprì.
Era mio marito che senza dirmi niente mi prese per un braccio e mi trascinò verso la camera della signora. Prima di entrarci, gli sussurrai che doveva fare qualcosa perché sembrasse che anche io ero stata aggredita.
"Colpiscimi per favore. Non ho paura. Oppure scopami"
Mio marito non rispose e arrivati in camera mi lanciò con forza sul letto dove stava distesa la signora Carmen.
"Anche questa puttana merita qualcosa, non credete? Gerdy ci pensi te a sfondarle il culo? Sembra bello abbondante!"
Gli uomini risero mentre io non potevo credere alle parole di mio marito. Poi mi convinsi che era tutto per finta, anche perché la signora Carmen non era certo in condizione di capire quello che succedeva attorno a lei, così non protestai. Poi successe tutto in un attimo: mio marito uscì dalla stanza e Gerdy mi prese per i fianchi e mi fece inginocchiare in terra di fianco al letto, con la testa sopra di esso. Poi, mentre gli altri lo aiutavano a tenermi giù, mi tirò su la camicia da notte e mi strappò le mutandine. Subito dopo sentii il suo membro che cercava di entrare nel mio ano. Io allora urlai, lo feci così forte che la signora Carmen si risvegliò dal suo torpore, senza però la forza per poter dire qualcosa.
Gerdy cominciò a dare spinte forti dentro di me che mi provocarono dolore, nonostante fossi abituata, a differenza della signora, a prenderlo là dietro. Dopo poco venne dentro di me e allora mi accasciai esausta sul letto. Poi sentii un rumore di passi che si allontanavano e infine una porta sbattere.
Passarono pochi minuti e la signora Carmen, che era vicino a me, mi diede un bacio. Poi riuscimmo vicendevolmente a slegarci e ci abbracciammo piangendo. Fu chiamata la polizia e facemmo entrambe la visita medica.
Ormai sono passati diversi giorni da quella sera. La polizia sta sempre indagando, ma non ha nessuna traccia per trovare i colpevoli. Qualcuno aveva per un pò sospettato di me, ma la signora Carmen mi ha sempre difeso, fino a protestare per tutte le domande che la polizia mi faceva. Quando mi rividi con mio marito, ero molto arrabbiata con lui per quello che era successo quella sera. Mi disse che non poteva andare diversamente, che non poteva solo picchiarla perché la polizia non avrebbe capito perché non avessero violentato anche lei.
"Se fossi stato io a scoparti non l'avrei fatto con violenza e quindi non avrei lasciato tracce. Allo stesso tempo non volevo che corressi il minimo rischio di rimanere incinta. Così, con Gerdy ero d'accordo che te lo mettesse nel culo."
Per qualche giorno feci finta di essere ancora arrabbiata con lui, ma in fondo l'avevo già perdonato. Lo amo troppo e farei qualsiasi cosa per lui.
Il lavoro dalla signora Carmen è diventato ovviamente molto pesante. La signora è rimasta a letto molti giorni per recuperare dopo quello che era successo. Oggi è finalmente tornata in piedi, anche se deve fare molte cure per essere sicura di non aver preso malattie. Io per alcuni giorni ho fatto fatica a guardarla negli occhi, ma adesso ho preso coraggio e cerco di comportarmi come se nulla fosse successo.
So che molti di voi mi giudicheranno male per il mio comportamento, ma sappiate che ho fatto tutto per amore, solo per amore.

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