A.N.A.L.E. il gran galà ER

Scritto da , il 2020-06-30, genere bisex

Quando, tra le bollette e i dépliant dei supermercati, dalla cassetta della posta ha tirato fuori questa elegante letterina su cui campeggiava, a caratteri dorati l'acronimo A.N.A.L.E., il mio compagno, tra le risate mi ha detto: “amo’, ma che si sono inventati i tuoi amici maniaci? Ti invitano a un'orgia?”

Ho acciuffato al volo il prezioso cartoncino che mi sventolava proprio sul naso: non potevo crederci: sono stata invitata a partecipare al Gran Gala dell'Accademia Nazionale degli Autori di Letteratura Erotica!

“Amo', che faccio, vado?”

“Se vuoi… ma io non ti accompagno, lo sai, queste son cose tra te e quei debosciati degli amici tuoi”

“Ajo amo' mica siamo tutti dei depravati… se provassi a leggere qualcuna delle poesie di Lucido…”

“Ohi lasciami la testa, che di queste cose non ne voglio sentire".

Vabbé… io vado… non potrei mai perdere l'occasione di vedere di persona tutte quelle belle penne che ho imparato a conoscere in questi mesi di frequentazione di ER. Però… che imbarazzo! Io, penultima arrivata, con i miei raccontini da dilettante, in mezzo a tutti quei pezzi da 90… le nomination sono tutte davvero interessanti, sono curiosa di sapere chi sarà il vincitore.

Levataccia, primo volo del mattino, taxi (io non sono mica tra i nominati che hanno a disposizione la limousine…). Wow, che lusso! Il Grand Hotel… han fatto le cose in grande! La prima cosa che testo è il letto: punto la sveglia per tempo e ciao mondo, ci vediamo stasera…

Mi preparo con cura… non voglio certo sfigurare! Il mio abito più bello, lungo e frusciante, dalle mille sfumature di cielo come si addice a un'elfa silvana, non posso indossare il Silmaril ché in aereo non me lo fanno passare, l'ultima volta l'han preso per un ordigno e volevano farlo brillare! Così, mi accontento di un paio di orecchini che fanno luccicare le mie orecchie da elfo con ricami d’argento.

Mi acconcio i capelli: lunghi riccioli castani un po' ribelli, a malapena tenuti a bada sulla fronte da una delicata tiara d'argento, non voglio lisciarli, addomesticarli, voglio farmi conoscere per quella che sono senza artifici di sorta. Non è facile data la mia cronica timidezza…

Le scarpe? L’occasione prevede il tacco, non posso certo farne a meno… sandali anch’essi d'argento, sperando di non fare gaffes, noi elfi siamo così abituati a camminare a piedi nudi.

Ovviamente arrivo in ritardo, la premiazione è già in corso. Sul palco la inarrivabile Malena, così emozionata che quasi incespica su un paio di tacchi vertiginosi. Porca paletta quanto è bella! Peccato, non son riuscita a sentire la categoria… ma son sicura che il premio sia stra-meritato.

Dopo di lei sale sul palco Paoletta80 insieme a Tibet, vengono premiati per il miglior sodalizio letterario: i loro racconti a quattro mani sono ormai un classico.

Mi guardo intorno, un po’ spaesata… va bene che sono famosa per non essere affatto fisionomista, ma non scorgo neppure una faccia amica e inizio ad intristirmi… cerco di confondermi con la tappezzeria e mi defilo prima che le luci del teatro si riaccendano. Andrà meglio alla festa, mi dico, alle brutte mi piazzo al bancone e mi consolo con un paio di gin tonic aggratis.

Prendo un bel respiro, stringendo forsennatamente tra le mani la mia piccola pochette entro nella sala squisitamente addobbata per l’occasione: abiti scintillanti, raffinate boutonniere appuntate impeccabilmente su giacche eleganti, qualche vezzosa mascherina in pizzo a celare occhi maliziosi che si guardano intorno.

Mi avvio verso il bar iniziando a pensare “che ci faccio qui?” quando subito mi si fa incontro una splendida donna, fasciata in un abito rosso fuoco come il suo sorriso smagliante:

“Alba17 sei proprio tu?”

“Cara Luthien, sapevo che saresti venuta!” mi stringe in un caldo abbraccio e mi sento subito a casa…

“Hai visto quanta gente? Vecchi amici e nuove conoscenze, sono tutti qui!” dice e le brillano gli occhi “per fortuna invece non vedo da nessuna parte spambot e scocciatori, i buttafuori all’ingresso stavolta han fatto un buon lavoro!”

Alba mi tiene a braccetto, richiamando l'attenzione dei due blues brothers di fianco a lei: Senzaidentità si riconosce subito, distribuisce fiori a tutte le gentili dame presenti, chissà da dove li tira fuori… ma l'altro? non posso crederci… è Hermann Morr, senza ombra di dubbio!

Riconosco anche due figure intente a chiacchierare: sono proprio Gregorio Erizzo e Lucido de Lirio, che mi vengono a salutare: il primo, alto, con la faccia da guascone, se non fosse per il capello brizzolato gli darei 20 anni. Il secondo, più maturo e posato ma con un guizzo vitale nello sguardo che mi rende ora chiaro il perché di certe gelosie…

Li seguo con lo sguardo mentre insieme si avventano su uno splendido abito rosa, facendo un sandwich con la malcapitata che, presa alla sprovvista, ride di gusto all'approccio dei due marpioni…

…ma… aspetta… quella risata cristallina… quell'abito rosa che esalta la curva dei fianchi così ben cesellata, e quel collo così aggraziato che si piega all'indietro nell'assalto del ballo a tre… oddio io so chi è!

Il cuore mi batte a mille, sto per fare una pazzia ma… ora o mai più!

Mi avvicino a Greg, gli batto sulla spalla e gli sussurro “ciccio, schioda, lei è mia", lui non fa a tempo neppure a guardarmi stranito che afferro la mano della donna e la attiro a me dopo una veloce giravolta.

“Pink_”, le sussurro all’orecchio “sei uno splendore" e inizio a ondeggiare all’unisono con lei in una danza sensuale, le sfioro le braccia, la curva dei fianchi, avvicino il viso al suo collo per inspirarne il profumo e inciderlo nella mia memoria… vorrei impossessarmi delle sue labbra dischiuse ma non posso, lei merita di essere ammirata da tutti prima di rovinarle il rossetto… non qui, non ora. Così, dopo un'ultima giravolta, la ringrazio, le soffio un bacio con la mano e mi allontano, lasciandola a godersi la ribalta come merita. Solo dopo mi accorgo dello spettacolo che abbiamo dato, in molti si sono profusi in un applauso di apprezzamento.

Mi avvio verso la grande terrazza, ho bisogno di prendere aria, e immediatamente avverto un odore familiare, qualcuno sta fumando una canna! Seguo la scia e scorgo di spalle una stanga bionda con un culo da premio nobel, che chiacchiera passandosi la giolla con… beh, due gambe fasciate in un paio di calze arcobaleno.

Prendo una sigaretta dalla pochette, ma ancor prima di recuperare l’accendino una fiammella mi balena davanti agli occhi: è MrGwyn che mi porge da accendere, da vero galantuomo. Restiamo a chiacchierare piacevolmente sotto la luce della luna, di Bulgakov e altre facezie.

Mi cattura Carbolatente “vieni con me, facciamo un duetto!” e mi porge il microfono intonando “Something stupid": la temperatura sale, mi sento come Nicole Kidman che morde la frusta davanti a un Robbie Williams a torso nudo... ma alla fine della canzone, mi fa un garbato baciamano e si dilegua tra la folla.

Sono di nuovo sola… mi guardo intorno smarrita… e ora?

Greg è andato via con un enigmatico “bye bye”, e Lucido, dopo un fuggevole casto bacio sulla fronte, mi ha sussurrato “tornerò!” ed è sparito pure lui, come una meteora.

Faccio per avvicinarmi ad Alba che chiacchiera allegramente con Idea Clito, con la stessa confidenza di due comari che si scambiano ricette di cucina.

“Tu non stai bevendo” una voce calda dietro di me. Mi porge un bicchiere di brut.

“Hermann, grazie” gli sorrido avvicinando il calice alle labbra, le bollicine mi frizzano piacevolmente nel naso.

“Pensierosa?”

“Non saprei… è tutto… troppo. Mi sento sopraffatta. Ho questa impressione, come se stessimo giocando al gioco delle sedie e, finita la musica, fossi l’unica rimasta in piedi”.

“Perché devi andare in apprensione per delle cose minime. È l'atmosfera di questo posto, carica di aspettative. Si pensa che tutti siano qui con la speranza di accoppiarsi e combinare qualcosa. Ma se non succede non è mica la fine del mondo. Ti va di ballare?”

E così, parafrasando il gran finale di un film… “Ma che diavolo… la vita continua. Forse non ci sarà un bacio… forse non ci sarà sesso… ma per dinci… ci sarà almeno il ballo!”

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