Be Quiet

Scritto da , il 2020-06-29, genere tradimenti

Sto con Roby dal primo anno delle superiori, gli voglio un gran bene ma, mentre io sono cresciuta e cambiata lui è rimasto un ragazzino e ora che faccio il secondo anno di università, anche se mi manca il coraggio di lasciarlo, sento che ho bisogno di altro, ho bisogno di un uomo.
Roby è un appassionato di Videogiochi, fumetti e anime si diletta di programmazione e sogna di creare un gioco tutto suo, all’inizio queste cose piacevano anche a me, poi però ho volto il mio sguardo ad altro come cercare realizzare i miei sogni ,di vivere la mia sessualità, il mio essere donna e con lui sento che non riesco a far venir fuori tutta la mia vera natura.
Ammetto che lo già tradito altre volte avendo rapporti occasionali, soprattutto da quando è cominciata l'università, i ragazzi in facoltà sono più interessati a me e non parlano mai di stronzate tipo i Manga.
Roby non ha molti amici ,tre in tutto che ormai conosco da anni, con uno Alan abbiamo fatto assieme il liceo.
Da quando sono cambiata, li frequento il meno possibile e con malavoglia, più che altro perchè al mio ragazzo piace far vedere di avere una fidanzata figa.
Le giornate con loro sono sempre identiche ,per lo più sono gentili e premurosi visto che sono l’unica ragazza del gruppo ma, non abbiamo più niente in comune e se una volta li tolleravo abbastanza ora, li ritengo gruppo di sfigatissimi Nerd persi nel loro mondo Fantasy.
Da un pò le cose si sono fatte complicate, passo pomeriggi imbarazzanti oggetto delle loro attenzioni, in terza superiore ho cambiato il mio modo di vestire, dà sciatta e anonima che badava poco a quello che indossa, sono passata ad uno stile molto più sexy e aggressivo e se metto una minigonna, un top scollato o un paio di pantaloni attillati gruppo mi fissa come farebbe un cane davanti ad un bell'osso.
Ogni anno si organizzano per andare al Comicon, da almeno tre i mi fingo impegnata per prendermi una pausa da Roby e dai suoi amici, sono dei cosplayers o almeno ci provano, si travestono come i personaggi di un videogioco o di un anime e, ogni anno dico di essere disponibile a partecipare al loro gioco e alla fine gli do buca ma, dopo un furibondo litigio con Roby mi vedo costretta ad accettare.
Vogliono che io faccia parte del loro contest di gruppo ispirato a non so quale videogioco di guerra, tre loro si vestiranno da membri dei corpi speciali, Roby da ufficiale dei servizi segreti e a me resta l’ultimo ruolo.
Ammetto che ad halloween sono una che si scatena, i miei costumi lasciavano poco all'immaginazione.
Anche la protagonista del gioco, se ne va in giro mezza nuda, vestendo degli accessori militari sopra a dei collant logori e uno bikini nero.
Preoccupati per il nostro rapporto, gli amici di Roby si offrono di farmi da consulenti per costume.
Ci incontriamo a casa di uno di loro, Roby non c’è e non sanno dirmi il perchè, il pomeriggio prima della partenza per la manifestazione
Il Trio ha preso la cosa molto sul serio, si sono prodigati per recuperare il necessario e supervisionano la vestizione , non sono scema so qual’è il loro scopo ma, voglio prestarmi al loro gioco ,vado in bagno mi trucco e mi lego i capelli dietro la testa con un elastico, come la protagonista del videogioco, indosso il bikini nero , i collant a vita bassa ,gli anfibi e il resto degli accessori del costume, quando ritorno da loro sembrano entusiasti, manca solo un pò di dettaglio.
Si siedono sul pavimento attorno a me e mi danno una forbicina con cui praticare dei tagli sul nylon della mie calze.
Mi fissano con la bava alla bocca, sono tre imbranati non riescono a nascondere le loro intenzioni perverse, probabilmente non hanno mai visto una donna così da vicino e la cosa mi diverte e comincia anche ad eccitarmi e la confidenza tra di noi aumenta molto in fretta.
Uno prende coraggio, mi dice che ho le tette troppo grandi e il bikini troppo piccolo e corro il rischio che i capezzoli mi schizzino fuori.
Un altro mi propone di fare qualche saltello per provare la teoria del suo socio , che porcelli, non riesco a trattenere un sorriso e lo faccio.
Stringo tra le braccia le gemelle e comincio a saltellare sul posto i tre ragazzi mi guardano attoniti e gli scappa un ululato quando effettivamente i capezzoli quasi contemporaneamente saltano fuori, sono in parte eretti e ridacchio mentre cerco di metterli al sicuro ma, anche celati allo sguardo si vedono chiaramente, loro fanno qualche battuta spinta e il sangue comincia a scorrermi veloce nelle vene.
I ragazzi sono entusiasti per la somiglianza con la protagonista, mi chiedono di fare delle foto ,ci sto anzi già spero in altro.
Le prime pose sono quelle ispirate del videogioco, poi le loro richieste sono più esplicite, tette passera e culo finiscono spesso nell'inquadratura.
Vista la mia disponibilità, vanno oltre.
A quanto pare c’è una scena cult in cui la protagonista fa la doccia in una gabbia davanti ad un gruppo di uomini eccitati.
Ia cosa mi stuzzica ma, non ho nessuna voglia di bagnarmi almeno per adesso, oltretutto gli faccio notare che non ho una gabbia a portata di mano.
I tre compari non demordono e mi propongono un altra situazione sempre all’interno del gioco, che tra l’altro sarebbe stata di ispirazione al contest del nostro cosplayer di gruppo.
La protagonista è stata catturata dal nemico viene condotta in manette e con il volto coperto nella loro base per essere interrogata.
Non ho idea se quella scena esiste sul serio ma, la parte più masochista di me, quella a cui piace essere sculacciata, punita e un pò maltrattata in certe situazioni intime, mi accende il cervello come un albero di natale.
Già ero in fase di riscaldamento e l’idea realizzare quella fantasia mi manda su di giri, tanto da farmi arrossire il viso, mordere le labbra e bagnare le mutandine fino a rendermi insopportabile tenerle addosso.
Ciò che voglio è palese ormai, il tono della mia voce cambia diventa melenso, l'espressione del mio viso quasi inebetito, il mio modo di muovermi incerto, tutto di me tradisce la mia fame carnale e do il mio consenso.
Qualcuno ha portato delle manette di plastica e un sacco di tela da mettermi in testa.
Le manette sono dei giocattoli persino io avrei la forza di romperle e liberarli i polsi ora costretti dietro la schiena e il sacco è di un tessuto spesso che mi impedisce di vedere quello che mi succede attorno.
Il trio mi circonda, sono così vicini che se provo a muovermi inciampo nei loro piedi, qualcuno comincia a mettermi le mani addosso e a spintonare.
Ho un pò paura, mi sento nerovsa completamente alla loro mercè, in un attimo di ripensamento gli dico che forse dovremmo fermarci, uno mi colpisce con un sonoro schiaffo sul culo ricordandomi che la protagonista non parla mai, mi ammutolisco docile ed eccitata da quel gesto deciso e inatteso, credo di aver sottovalutato il gruppo, che sa bene come gestirmi.
Sono sempre più vicini sento il loro fiato sulla pelle, bisbigliano tra di loro non riesco a capire cosa si dicono ma, gli insulti sussurrati al mio orecchio, quelli si li capisco e mi piace.
Cominciano a toccarmi dicendomi che mi devono perquisire, le loro mani sono ovunque ,sul mio culo, sul mio seno, tra le mie cosce.
Qualcuno dietro di me mi afferra il collo e mi morde una spalla nuda abbastanza forte fino a che il dolore si trasforma in piacere, la sua mani scivola lungo il fianco sinistro si infila sotto i collant sposta di lato gli slip, per ,con poca delicatezza , invadermi con le dita la fica, sono completamente fradicia e lui ci sa fare, intanto un altro mi libera le tette dal bikini e comincia a giocarci, io non posso parlare ma, non posso più trattenere neanche i gemiti quando l’attenzione delle sue mani si porta sui capezzoli.
Fremo, ansimo, gocciolo così tanto che il nylon non può più contenere l'effluvio della mia passerina, finisco per rendere scivoloso il pavimento sotto ai miei piedi, i due continuano fino a che godo afferrandomi alla fibbia dei pantaloni di quello dietro di me, le gambe quasi mi cedono e devono sorreggermi per le braccia.
Mi danno giusto il tempo di riprendere fiato poi, mi fanno inginocchiare sul pavimento.
Il cappuccio sulla mia testa, viene tirato su quanto basta e mi viene ordinano di spalancare la bocca tirare bene fuori la lingua, so cosa sta per succedere lo anelo, lo faccio e dopo un attimo la forma arrotondata di un glande ci si posa sopra.
Ho ancora le mani dietro, l’eccitazione è tale da limitare la mia capacità di ragionamento ,dimentico dove sono, con chi sono ,sono un animale che soddisfa i propri istinti.
Quel cazzo nel mio palato mi sembra enorme e costretta a lavorarlo solo con la bocca e il movimento del collo e delle spalle lo rende ancora più eccitante ma, la resistenza del mio partner non è adeguata e mi riempie la gola con il suo seme troppo presto, il primo fiotto abbondante e denso, mi va di traverso, mi sposto e tossisco e il resto mi finisce sulla parte del viso scoperta dal cappuccio sul collo e sul seno.
Mi fanno alzare, mi costringono ad una piroetta che quasi mi fa perdere l’equilibrio e mi spingono sul letto, qualcuno si infila tra le mie cosce, le spalanca e strappa i collant all’altezza dell’inguine.
Ora la mia fica, arrossata, dilatata, gonfia e grondante sta sotto gli occhi di tutti sento i click delle foto ma, ormai non mi importa, muovo il pube in maniera invitante.
Non so chi sia il primo a servirsi, sento solo il suo cazzo pennellare la passera e poi affondare tra le labbra cedevoli e ospitali affondare dentro di me centimetro dopo centimetro finché non è del tutto dentro.
Mi scopa tenendomi per i fianchi ,qualcuno sale sul letto mi prende la testa, di istinto spalanco la bocca, ha un nuovo ospite per la mia lingua ,anche il terzo non resta in disparte ci raggiunge e ora stringo il suo cazzo nella mano mentre le sue dita mi afferrano un seno.
Per tre quarti d’ora, l’unico scopo della mia vita è soddisfare i loro capricci e appagare i miei, non so quante volte mi vendono dentro, quanto sperma ho bevuto o ha innaffiato il mio corpo, non so quanti orgasmi riesco ad avere.
Sono stesa sul letto, con le mani ancora costrette dalle manette giocattolo, esausta, un pezzo di carne fremente, sotto il cappuccio il trucco pesante mi è colato via e il mio viso è una grottesca maschera di estasi.
Il giorno dopo al Comicon, facciamo faville per il nostro contest di gruppo, riceviamo un sacco di complimenti da tutti quelli che incontriamo, Roby è entusiasta per la mia presenza e del costume e sembra ignorare che su di esso porto ancora i segni dello sperma che ho spillato avida dai suoi amici.

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