La donna del parroco

Scritto da , il 2020-06-06, genere pulp

La tormenta durò per quasi tutto il mese di febbraio. Le raffiche di tramontana si calmavano nel pomeriggio per riprendere con più violenza nelle prime ore di buio. Certe notti, al vento si alternava una pioggia gelida che penetrava nelle ossa e ti lasciava lunghi brividi che nemmeno il fuoco più vivo riusciva a calmare rapidamente.
La donna aveva appena gettato due ciocchi nel camino quando udì bussare alla porta. Chiese chi era e sentì una nota voce dire :"Aprite, zia Arcangela, sono Michelina." Un'altra donna, bassa, tozza, sgraziata, tutta diversa dalla padrona di casa che era alta e benfatta, entrò gocciolante.
"Perdonate, avete delle uova da prestarmi ? E del lardo ? Magari un po' di olio ... Sono compari di mio marito che restano per la notte, non possono partire con questo tempaccio ..."
La donna chiamata Arcangela andò a cercare quello che l'altra, chiamata Michelina, chiedeva in prestito, sapendo che ben poco le sarebbe tornato indietro.
"Avete saputo di quell'uomo che è stato trovato ucciso giù, nella valle ?"
"No, quando ?"
"Stasera, l'ha trovato compare Filippo che tornava dalla campagna. Com'era ridotto ! Il viso era sfigurato, lo hanno colpito con una pietra, era pieno di sangue povero cristiano, così m'hanno detto, chè io non ho avuto animo di andare a guardarlo ..."
"Ma chi è ?"
"Ve l'ho detto, il viso non si riconosce ma non sembra di queste parti ... Lo hanno spogliato, aveva solo la camicia, con questo freddo, e nulla nelle tasche. Che gente ! Dicono che sono tornati i briganti ..."
Un estraneo dallo spirito di osservazione particolarmente acuto avrebbe notato come Michelina aveva sottolineato, senza esagerare, l'ultima parola. In paese Arcangela era soprannominata la "brigantessa" perchè si diceva che venisse da una famiglia di famosi banditi: il nonno era morto all'ergastolo e il padre si era preso una fucilata dai carabinieri, in montagna. Quando Arcangela aveva quindici anni la madre l'aveva venduta a un mercante di passaggio e questi, dopo qualche mese, l'aveva rivenduta al parroco del paese in cui ancora viveva, uomo rozzo e brutale che ne aveva fatto la sua perpetua e amante. Nessuno se ne era scandalizzato più di tanto perchè da quelle parti erano cose normali e ognuno, prete o non prete che fosse, era padrone in casa propria. E poi chi poteva biasimare l'arciprete ? Arcangela aveva occhi scuri e profondi che provocavano sussulti negli uomini che la guardavano, il viso era così bello e il corpo, poi ... Tutti provavano soggezione di lei perchè non rideva mai ed era proprietà della Chiesa ...
"E questo nuovo parroco ancora non arriva ?" chiese Michelina.
"A giorni" rispose Arcangela. L'arciprete era morto due mesi prima e ancora si attendeva il suo sostituto. Tutti si chiedevano se il nuovo parroco avrebbe mantenuto Arcangela in canonica o l'avrebbe cacciata via. Le chiacchiere fioccavano.
"Se è un sant'uomo, la manderà via quella svergognata !"
"E trovatemelo il prete che sia un sant'uomo ..."
"Non credete, ogni tanto ce ne sono, sono duemila anni che alla Chiesa ne basta uno su cento per andare avanti ..."
"Se è giovane, ne vorrà una della sua età ..."
"Quanti anni avrà la brigantessa ?"
"I quaranta li ha passati, sicuro ... era quasi bambina che quel vecchio maiale se la prese in casa ..."
"Che dite ? Con quei capelli tutti neri, a vederla da dietro pare ancora una ragazza ..."
"Bella, è ancora bella ... Un pensiero ce lo farei, se il nuovo prete la manda via ..."
"Troverà il modo di legarlo a sè con qualche maleficio ..."
"Speriamo sia un sant'uomo come l'arciprete buonanima" disse Michelina quando Arcangela tornò con le uova, il lardo e l'olio.
"Abbiate pazienza, vi trovate anche due fagioli ?"
La paziente Arcangela aveva anche i due fagioli. Tutti immaginavano che in tanti anni avesse messo da parte ogni ben di Dio e se era vero che l'arciprete aveva lasciato tutto alle opere pie e a lontani cugini, ciascuno pensava che ad Arcangela fosse toccato il suo tesoro nascosto.
"Quell'uomo che è stato ucciso ... era giovane o vecchio ?" chiese la brigantessa alla sua visitatrice che raccoglieva nel grembiule tutto il ricavato della visita.
"Ve l'ho detto, il viso era ridotto così ... forse era giovane perchè sembrava robusto, ben messo e i capelli erano neri ... Ma era forestiero, dal paese non manca nessuno ... L'hanno messo in chiesa, l'ha aperta il sacrestano ... Domani mattina verranno i carabinieri, li hanno chiamati ...Buona notte, zia Arcangela, grazie a voi ... "
La casa ripiombò nel silenzio e nella solitudine. Le poche donne che visitavano Arcangela lo facevano sempre con un secondo fine; uomini non ne faceva entrare anche se dopo la morte dell'arciprete molti le chiedevano se potevano andarla a trovare e qualcuno non si tratteneva dal farle proposte per la strada. Erano tutti convinti che avesse messo da parte chissà quali meraviglie ma sapevano bene com'era stato avaro il suo amante e quel poco che si ritrovava lo aveva messo insieme soldo su soldo. E adesso non sapeva che le sarebbe accaduto.
Aveva già preparato le sue cose nel caso il nuovo prete l'avesse davvero mandata via. Molti uomini soli avrebbero voluto averla per casa, a disposizione ...
Avrebbe dovuto prepararsi la cena ma non aveva fame. Si rannicchiò su una sedia, davanti al fuoco, e cominciò a dondolarsi, cullata dal rumore del vento. Le venne in mente l'unica proposta di matrimonio che avesse mai avuto, tanti anni prima, da parte di un giovane mandato al confino che voleva portarla con lui in una grande città dove anche nelle sere di tormenta le strade e le piazze erano piene. L'arciprete le aveva dato della stupida: dove voleva andare ? Quello era un sovversivo, uno che sarebbe finito male e l'avrebbe lasciata in miseria. Se fosse rimasta con lui un piatto in cui mangiare l'avrebbe sempre avuto e poi, alla sua morte, le sarebbe toccata l'eredità ...
L'aveva ingannata. Le aveva lasciato soltanto un medaglione d'oro e un modesto buono postale intestato a suo nome: il ringraziamento per ventiquattro anni di servitù.
Una risata la scosse dal torpore. Seduto davanti a lei il pretaccio la guardava beffardo.
"Voi dunque ... non siete morto ?"
"Non lo sai che quelli come me non muoiono mai ?"
"Si vede che nemmeno all'inferno vi hanno voluto ..."
"Non hai torto ... all'inferno ci sono tante brave persone, tutta gente che si è trovata a fare il male perchè costretta o per altre ragioni ... io invece potevo fare il bene e non l'ho mai fatto ..."
"Siete sempre stato vizioso ..."
"Sentila, l'innocentina ! E comunque, se vuoi saperlo, non è tanto la lussuria che mi rimproverano ma l'avarizia e la gola ..."
"Mangiavate come un porco e prestavate a usura ... "
"Ti ricordi ? E' così che ti ho comprata da quel mercante che aveva le cambiali in protesto, gli dissi: dammi questo fiorellino e ti condono tutto, non gli sembrò vero di cavarsela così ... Mi sei costata parecchio ... Non dico che non ne valesse la pena perchè non immaginavo che quello fosse un mezzo uomo e ancora non ti aveva fatto niente ... "
"Me lo faceste voi quella notte stessa ... piansi per tre giorni e mi picchiaste con il bastone ..."
"E via, non la finivi di frignare, t'avevo dato un letto e una pentola, no ?"
"V'avrei perdonato per tutto ma per il bambino, no ... Non me l'avete fatto tenere ..."
"Che ti aspettavi, che lo crescessimo in canonica ? C' è un limite a tutto, potevo tenermi la puttana in casa ma non i frutti del peccato ..."
"Andate via, se non siete ancora morto, ora ci penso io ..."
"Povera Angeluccia, in fondo lo sapevi che non avrei potuto lasciarti il mio ... I miei parenti, avevo dei doveri ed ero un uomo di chiesa ..."
"Andate via !"
"Prima fammi per l'ultima volta quello che mi piaceva tanto ... sai che cosa ..."
Arcangela prese la prima cosa che le capitò sotto mano, una brocca, e gliela scagliò contro.
Fu il fracasso della brocca spezzata a svegliarla ? Si guardò intorno ma non ne vide i pezzi per terra e non vide più nemmeno l'arciprete.
Qualcuno bussava alla porta e l'aveva destata.
Era un bussare continuo ma sommesso, come se avessero sì premura di entrare ma senza voler mettere in allarme le case vicine.
Arcangela chiese chi fosse a quell'ora.
"Aprite !" chiese una voce maschile.
"Ma chi è ?"
"E' questa la canonica ?"
"Sì."
"Aprite, dunque. Sono il nuovo parroco."
Arcangela sussultò. Girò il chiavistello, tolse il paletto e un'ombra scura entrò nella casa, portandosi dietro dal buio della strada una folata di freddo. L'uomo era avvolto in un mantello fradicio di pioggia e un cappuccio gli copriva la testa. Si diresse subito verso il camino, si tolse il mantello e si riscaldò al fuoco dando le spalle ad Arcangela che era come rapita dalla visione della tonaca che le si parava davanti, con il prete vivo che stava quasi nello stesso punto in cui poco prima aveva sognato quello morto.
Sempre stando con le mani davanti al fuoco l'uomo si voltò e Arcangela vide un viso di ragazzo, delicato e pallido, ricoperto da corti capelli neri. Gli occhi altrettanto scuri, la fissarono a lungo, in un modo che la mise a disagio.
"Vi prego ... potete darmi qualcosa di caldo ?"
"Stavo per preparare la minestra ..."
"Sì, ecco ..."
Allora si avvide che il giovane perdeva sangue da uno zigomo e che anche la mano destra era graffiata sul dorso. Seguendo il suo sguardo il prete le spiegò che era caduto scivolando sul sentiero bagnato.
"E' un paese davvero sperduto, questo ... M'hanno lasciato giù a valle senza accompagnarmi fin quassù, è solo una breve passeggiata, dicevano ... ma con questo tempo pensavo di non arrivare più, devo anche essermi perso ... Per piacere avete da pulire le ferite ?"
Si medicò da solo mentre Arcangela metteva sul fuoco la minestra. Una borsa scura era l'unico bagaglio che avesse portato.
"Mi manderanno un baule nei prossimi giorni" disse, dopo avere intuito un'altra volta il pensiero della donna.
"Come vi chiamate ?" gli chiese.
"Sono don Paolo. Ecco", si mise a frugare nella borsa, "la lettera del vescovo che mi nomina parroco. Sapete leggere ?"
"Poco."
In tanti anni aveva imparato però a riconoscere le lettere che venivano dal vescovo, con tanto di sigillo e di carta azzurrina.
"Voi siete la famosa Arcangela" disse il prete, senza toglierle lo sguardo di dosso.
"Si raccontavano le storie più favolose su di voi in seminario ... tutti i giovani preti temevano o forse speravano di essere mandati qui ..."
"Non sapete nulla di me !" rispose lei voltandogli le spalle e tornando a occuparsi della cena.
"E' piccola questa casa. Quante stanze vi sono ?"
"Questa e quella accanto. E da dormire, di sopra."
"Dove tu dormivi con il vecchio ?"
Non gli rispose. Un dubbio la assillava: pensava all'uomo trovato ucciso in fondo alla valle e alle ferite di quello che aveva davanti: e se fosse stato il morto il nuovo prete e quest'altro invece il brigante che l'aveva derubato ?
"Avete famiglia ?" gli chiese. "Una madre o una sorella che verranno a stare con voi ?"
"Mia madre è morta tre mesi fa." Aggiunse :"Non era la mia vera madre. Sono stato adottato."
Quando la minestra fumante fu sulla tavola, il giovane la sorbì con avide cucchiaiate. Arcangela rimase sconvolta nel vedere che il prete non si era segnato davanti al cibo e non aveva mormorato nessuna preghiera. Persino quel peccatore dell'arciprete non mancava mai di farlo ...
Si convinse di avere di fronte un impostore. Ma perchè era venuto fin lì invece di scappare ?
Pensò a come chiedere aiuto. La porta era stata di nuovo chiusa con il paletto e il chiavistello e prima di riuscire a riaprirla per scappare, l'uomo con un salto l'avrebbe raggiunta e bloccata.
"In seminario ci davano una brodaglia disgustosa e senza quasi mai carne ... Tu non mangi ?"
"Non ho fame ..."
"Cosa pensi ?"
"Nulla."
Il giovane si stava tagliando un pezzo di formaggio con un coltello a scatto che aveva tirato fuori da una tasca. La visione della molletta le tolse l'ultimo dubbio.
"Quanti anni hai, Arcangela ?"
"Che vi importa ?"
"Devi essere meno selvatica se vuoi rimanere al mio servizio."
"Chi vi dice che voglio rimanere ?"
"Via ... dove andresti ? E poi ... io sono giovane, non un vecchio come il tuo padrone di prima ..."
"Allora prendetene una giovane come voi !"
"Penso che darebbe meno scandalo se tengo te ... la gente è abituata a considerarti la puttana del prete ..."
"Io sarò una puttana ma tu non sei un prete !"
Lo sguardo del giovane si indurì e il coltello restò in aria, come sospeso.
"Che vuoi dire ?"
Nonostante il terrore che le provocava la lama luccicante Arcangela trovò la forza di rispondere : "Hanno ucciso un uomo in fondo alla valle ... un giovane ... le tue ferite ..."
Un latrato di cani interruppe il lungo silenzio che si era creato tra loro. Un ciocco che saltò nel camino sembrò spezzare la tensione.
"E non potrebbe essere" disse il presunto don Paolo," che mi sia difeso da un'aggressione ? Dovevo lasciarmi uccidere ?"
"Allora andate dal sindaco e ditegli la verità, prima ancora che faccia giorno ..."
"Rifletti. Ho agito per legittima difesa ma un prete che si presenta alla sua nuova parrocchia dicendo: ho ucciso un uomo ... Non starebbe bene, non credi ? Forse il morto aveva parenti che vorrebbero vendicarlo, sarei costretto ad andare via mentre io voglio restare ...Se tu mi proteggi ..."
"Io ?"
"Tienimi nascosto un paio di giorni, il tempo di guarire le ferite e potrò dire di essere arrivato tra due notti ... nessuno mi accosterà al delitto ..."
"Perchè dovrei farlo ?"
"Sono pronto a pagare il tuo silenzio. O forse vuoi qualcos'altro ?"
Si alzò e venne verso di lei.
"Ho visto brillare i tuoi occhi quando mi hanno visto la prima volta ... Da quanti anni non stringi tra le braccia un uomo giovane ?"
Arcangela era pronta a difendersi dallo sconosciuto. Indietreggiò e minacciò di ficcargli le dita negli occhi.
"Non credo che lo farai ... e non perchè ho il coltello ma perchè mi desideri, mi vuoi da quando sono entrato qui dentro ..."
La afferrò e la baciò. Il giovane, chiunque fosse, aveva intuito bene: il desiderio era persino più forte della paura. Non era trascorso nemmeno un minuto e Arcangela lo conduceva alla stanza del piano superiore, dove gli sbottonò la tonaca. All'inizio pensava che sarebbe stato più semplice sopraffarlo o fuggire se lui fosse stato nudo ma ben presto fu travolta dalla voglia. Il volto grasso, bavoso, sudato dell'arciprete, le sue carni flaccide, il suo membro che a fatica si faceva strada sotto l'enorme pancia, furono coperti dal viso bellissimo di Paolo, dal suo corpo magro senza un filo di grasso, dalla verga lunga e sottile che entrò in lei da diverse parti. Mai si era data a un uomo così bello ...
Passato il piacere, tornarono i brividi e non solo per il freddo. Nella stanza male illuminata si ricoprirono in fretta.
"Chi sei veramente ?" gli chiese dopo essersi rivestita.
Non si voltò a guardarla.
"Hai detto che sai leggere poco. Peccato, ho una lettera giù in borsa che ti avrei dato volentieri. L'ha scritta una madre al figlio, prima di morire. Gli confessa che non era sua madre, che lui e il marito, già morto da tempo, l'avevano preso all'orfanotrofio vent'anni prima ... Avevano saputo che era il bastardo di un prete e della sua serva, gli ospizi per bambini ne erano pieni di quei frutti proibiti. Gli diceva anche il nome del prete e della sua serva ..."
Si era voltato a guardarla.
"Quel figlio stava per diventare prete a sua volta e appena ordinato chiese di essere assegnato alla parrocchia lasciata vuota dal genitore. Chi poteva chiedere di venire nel paese più povero e isolato della diocesi ? I suoi compagni di studi furono contenti che si fosse offerto per un posto che tutti temevano ... Ma il suo scopo principale era vedere finalmente sua madre, la vera madre."
Arcangela lo fissava atterrita, più di come lo sarebbe stata se l'avesse minacciata con il coltello.
"E' ... è falso ..."
"Che cosa è falso ? Che io sia un prete ? O la storia che ti ho raccontato ?"
Lei non riuscì a restare lucida, a ragionare bene. I pensieri si rincorrevano e ognuno contraddiceva il precedente.
Il giovane sembrava godere più adesso che nell'amplesso ormai finito.
"Pensaci. Chi sono io ? Forse sono davvero don Paolo, il nuovo parroco o forse don Paolo è l'uomo che è stato ucciso e io sono l'assassino che gli ha tolto la tonaca e rubato la borsa e ha letto le carte che conteneva ... Tu cosa preferisci ?"
Erano in piedi, uno di fronte all'altra, e la donna vide qualcosa di luccicante uscire da una delle tasche dell'uomo.
"Che cosa preferisci ?" ripetè lui, ma non gli giunse nessuna risposta.
"Se sono l'assassino, ho ucciso tuo figlio ! E adesso ucciderò anche te e dopo avere svaligiato la casa fuggirò nella notte. Ma se sono davvero Paolo, tuo figlio, hai appena fatto l'amore con me, ti sei macchiata del peccato più grave, sai che significa la parola incesto ? Preferisci che tuo figlio sia morto e che muoia anche tu o che sia vivo e sia il tuo amante ?"
Una risata echeggiò nella casa e ad Arcangela per un attimo sembrò la risata del vecchio arciprete. Stava ancora ridendo quando le disse : "Hai notato ? Ho i capelli e gli occhi scuri come i tuoi, ci somigliamo ... potrei davvero essere tuo figlio ... "
"Anche il morto aveva i capelli scuri" mormorò Arcangela.
"Così hai sentito ? L'ho visto per pochi istanti, forse mi somigliava anche lui ... Non è che avete fatto altri figli ?"
Rise ancora.
"Che cosa ti fa più paura ? Morire o avere amato tuo figlio ?"
"Basta, non ce la faccio più, mi manca l'aria ..."
La strinse tra le braccia.
"Ora ti dico la verità, anche se non vuoi sentirla ... capisci ? Sto per dirti chi sono veramente e capirai subito se è la verità o no, perchè un attimo dopo sarai ancora viva o già morta ..."
"Lasciami, non dirmi nulla ..."
"No, devi sapere. Io sono ..."
Il resto della frase gli morì sulle labbra. La lama del coltello, il suo coltello, gli era penetrata nel petto e vi era rimasta appesa.
Arcangela lo vide cadere ai suoi piedi. Corse al piano di sotto, aprì la porta e fuggì nella tormenta. Le lacrime le velavano gli occhi.
La trovarono due giorni dopo, in un dirupo. Era ancora viva ma i capelli le erano diventati tutti bianchi e non si capiva più nulla di quello che diceva.


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