Nina

Scritto da , il 2020-05-30, genere tradimenti

Giornata di primavera inoltrata
Nina è una splendida 18enne milanese, anche se definirla splendida non le rende giustizia.
Alta 1:79, una cascata di capelli ramati che profumano di mare.
Magra, gambe lunghissime valorizzate da un tacco comunque mai troppo alto
Lato “B” a mandolino, osservandolo anche un non credente come me griderebbe “Dio c’è”!!
Piccoli seni alti e sodi, spalle leggermente larghe. Viso dai lineamenti dolci e perfetti. Incedere elegante e sensuale. Strapagata modella di professione con le valigie sempre a portata di mano
Nina ed io usciamo insieme da qualche mese, entrambi impegnati con altri
La nostra si può definire una relazione senza limiti, incondizionata.
Ad ogni mia proposta, anche la più inusuale, lei risponde sempre “OK ”!!! senza “se” …senza “ma” consapevole della unità di coppia. Consapevole che in una coppia non esiste l’ “IO” esiste il “NOI” solo il NOI
Un equilibrio fantastico che si realizza pochissime volte nella vita.
La simbiosi
….torniamo a noi…giornata di primavera inoltrata, decido per una gita sul lago d’Orta
Vado a prenderla sotto casa di prima mattina, lei scende assonnata, siede sulla macchina e come sua abitudine si raggomitola addosso a me rendendo anche improbabile le guida. (fortuna che l’auto è dotata di cambio automatico)
Partenza: Della destinazione a Nina frega meno di zero
Sembra interessarle solo la mia vicinanza…a me interessa solo poter annusare i suoi capelli morbidi
Arriviamo sul lago verso le 11:00. Non abbiamo proferito parola. Io ho praticamente tutto il corpo anchilosato e formicolante non avendo mai potuto cambiare posizione durante la guida. Il suo è un secondo risveglio, mi guarda mi bacia in bocca. Si ricompone. Due passi per trovare il primo bar affacciato sul lago e fare colazione. Osserviamo l’isola di San Giulio dove decidiamo di pranzare. Pochi passi nel borgo poi prendiamo il battello per l’isola
Pranziamo sulla terrazza del ristorante affacciata al lago. Pranzo leggero con pesce persico e un buon chardonnay.
Un giro sulla bellissima e romantica isola tenendoci per mano poi riprendiamo il battello e la via del ritorno.
La mia idea era di passare una giornata romantica (tanto per cambiare) ma saliti in auto lei con fare sornione mi guarda e mi dice: sarei un po’ stanca, perché non ci fermiamo da qualche parte a riposare? Fortuna vuole che esistono i cellulari. Dopo pochi minuti avevo prenotato una suite con vasca idro in un albergo nei dintorni. Troviamo l’ Hotel e prendiamo possesso della camera. Non credo sia necessario dilungarmi su cosa può succedere tra un uomo e una splendida ragazza in una camera d’albergo.
Non è questo il punto del racconto
Finte le “fusa” lei decide per un bagno nella grande e invitante vasca idro e mi chiede di ordinale un caffè cosa che faccio immediatamente mentre lei è immersa nella vasca. Passano pochi minuti e sento suonare alla porta. Apro e si presenta un Mandingo nero BELLISSIMO, alto, statuario un viso dai lineamenti fini pur col tratto somatico africano. Mi saluta cortesemente, lascia il caffè sul tavolo prima di andarsene.
Porto il caffè a Nina e le descrivo il fatto e la persona. Le propongo di richiamare per una nuova ordinazione però –le dico- questa volta vado io nella vasca idro e tu ricevi il cameriere da sola. La risposta è la solita : OK!!. Cosi facciamo. Mi immergo nella vasca. Dalla vasca un grande specchio mi consente di vedere l’ingresso e la camera da letto
Il campanello torna a suonare. Nina indossa solo un asciugamano che lascia poco spazio alla fantasia, apre la porta e vede il Mandingo .
L’ espressione di stupore che si dipinge sul viso tradisce il suo gradimento.
Lo invita ad entrare e a mettere l’ordinazione sul tavolo. Quando il nero si gira per andarsene a Nina lo richiama e lascia cadere “casualmente” l’asciugamano scoprendo tutta la sua splendida nudità.
Io osservavo la scena dallo specchio. Lui impallidisce ( per quanto possibile) anche perché imbarazzato della mia presenza.
Lei sorniona si avvicina pericolosamente al Mandingo chiedendo come si chiamava. Vicina, molto vicina…troppo vicina anche con le labbra. Si annusano. Lui non può resistere cominciano ad abbracciarsi e a baciarsi furiosamente mentre lui si spoglia quasi in preda ad un raptus . E’ nudo. Una statua d’ebano. Un membro nero e un po’ storto di dimensioni esagerate …duro, grande, eretto…spavaldo. La prende per i capelli e con violenza senza troppi convenevoli letteralmente la stupra. Il suo enorme totem nero scopare dentro di lei lasciando Nina con una espressione sbigottita, incredula Un amplesso violento, senza preliminari. Lei ansima sotto i colpi violenti ansima e si dimena quasi volesse liberarsi . Uno, due, tre …una infinità di colpi profondi. Nina è sopraffatta. La smorfia di dolore, la bocca spalancata di Nina si trasforma lentamente in un grido soffocato di godimento ma solo per pochi secondi perché lui senza badare ai convenevoli la gira e ficca il membro d’ebano dentro il culetto stretto . Nina torna a gridare ma questa volta ancora di dolore.
Decido di intervenire per mitigare lo stupro
Mi avvicino e mettendo una mano sulle spalle del nero gli dico con gentilezza : “amico”…fai con calma non scappa.
Le mie parole lo tranquillizzano. Estrae la verga nera dal culetto arrossato di Nina e con dolcezza la bacia in bocca. Un bacio dolce profondo e insinuante. La guarda e le dice : scusami non ho potuto resistere …sei troppo bella.
Nina capisce lo stato d’animo del ragazzo e per fargli capire che accetta le scuse si sdraia vicino a lui e lo abbraccia per poi prendere l’enorme membro in bocca.
Ora la situazione si è fatta più sostenibile. Ne approfitto per condividere con Nina il sapore di quel cazzo incredibile. Lei ed io ci alterniamo con la bocca per goderci un momento magico, poi mi allontano dal letto e lascio che Nina si goda una scopata memorabile fino alla fine…fino a quando i due esplodono in contemporanea il un furioso orgasmo. Lui ancora dentro di lei la riempie di seme caldo. Pochi minuti e dopo averle dato una dolcissimo bacio in bocca si riveste ed esce dalla suite.
Lei immobile sul letto rapita a gambe divaricate. Un invito che non potevo ignorare. La mia lingua si trova a leccare il seme del nero e gli umori copiosi della ragazza fino a farla esplodere.
È necessario un discreto lasso di tempo per riprenderci.
Ci rivestiamo. Prendiamo L’ auto. Lei torna a raggomitolarsi a me. il viaggio di ritorno verso casa riprende senza proferire parola


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