Gianna...ricatto e riscatto IX parte (l’alano) - LEI

Scritto da , il 2020-05-24, genere dominazione

Ero stesa sul quel materasso putrido. Indossavo il micro abito rosso completamente bagnato di piscio; mi ritrovai a pensare se fosse meglio tornare nuda che non così puzzolente. Sentii dei passi convinta fosse papà, invece entrò Edo
- edo? Che ci fai qui?
- Ti ho seguito e ti ho visto; sei davvero una troia
Mi prese e mi legò le mani dietro la schiena. Mi fece inginocchiare e piegare. Avevo la faccia sul pavimento; prese dei vibratori e me ne infilò due nella figa e due nel culo.
- sorridi, troia, fai vedere come ti piace
Lo guardai con odio
- sorridi, altrimenti ti prendo a calci
Cedetti per paura sorrisi
Si avvicinò e fece partire i vibratori
- adesso gemi e godi
I vibratori mi provocarono piacere e non ebbi modo di fingere; stavo effettivamente godendo, legata come un maiale; mi filmó con il telefonino. Rise, ma prima di andar via, tiró fuori il cazzo, si masturbó schizzando tutta la sborra sul mio viso, quindi mi pisció in testa e scappò via lasciandomi così, legata con i vibratori accesi nel culo e nella figa. Dopo qualche minuto che mi sembró un eternità, arrivò papà
- papi, quello stronzo di Edo. Mi ha trovato, mi ha legato e mi ha infilato i vibratori. Mi ha anche filmato. Adesso chissà cosa vorrà
- tranquilla, ne parleremo con il padrone.
Sfilò troppo lentamente i vibratori e lo vidi eccitato, ma feci finta di nulla. Mi alzai malconcia. Puzzavo, ma papà non disse nulla e mi fece salire in macchina.
Durante il tragitto papà mi chiese come stessi
- sto come una che è stata abusata per tre ore da dodici uomini. Come se non bastasse ho dovuto ingoiare litri di sborra e di piscio e mi hanno fatto leccare culi sporchi di merda...il problema è che non smettevo di squirtare come te...che adesso lo hai durissimo
Gli toccai la patta ed era eccitatissimo
- cosa ci sta succedendo, papà?
Non rispose
Restai in silenzio; sentivo il puzzo della latrina sulla mia pelle ed il sapore di ogni prodotto umano in bocca. Avevo dolore al culo, completamente dilaniato. Arrivammo a casa; camminavo sui tacchi con il vestito ancora bagnato di piscio. Entrammo in casa ed appena vidi il padrone, allargai le braccia e dissi
* ti prego fammi fare una doccia; tra i capelli ho anche tracce di merda
* si, vai subito. Renditi pulita e profumata che così conciata non ti scoperebbe nemmeno un cane
Non feci caso a quella allusione; mi spogliai velocemente. Finalmente entrai nella doccia e mi feci investire dal getto caldo dell’acqua. Feci uno shampoo approfondito; trovai le tracce di merda tra i capelli e per poco non vomitai. Mi assicurai che i capelli fossero puliti e mi dedicai al resto del corpo. Il culo era larghissimo; provai a tastarlo con le dita e lo trovai talmente aperto che due dita entravamo senza alcuna sensibilità. La figa era gonfia. Me la accarezzai e per poco non venni di nuovo. Lasciai scorrere l’acqua sulla mia pellè. Finalmente profumavo anche se avevo nelle narici ancora la puzza di tutto ciò che mi avevano riversato addosso. Pensai ad Edo ed al filmato che aveva girato. Una fotografia mi era costato tutto quello accaduto quella mattina. Un video cosa avrebbe comportato? Cercai di non pensarci ed uscii dalla doccia. Nella mia camera trovai un paio di autoreggenti pulite, un reggicalze ed un paio di décolleté nere tacco14. Mi preparai e raggiunsi papà ed il padrone in cucina. Mi sedetti al tavolo mentre loro preparavano la pasta.
Quelle accortezze mi sorpresero e mi fecero piacere. Stavo per iniziare a mangiare quando si misero, ognuno, al mio lato e si segarono sino a sborrare nel piatto di pasta. Non avevo mai avuto problemi ad ingoiare sborra, ma vedere quel piatto di pasta con sopra tutta quella sborra mi fece venire conati di vomito. Riuscii a controllarmi, mischiai quel condimento ed iniziai a mangiare; li vidi armeggiare con una bottiglia e già immaginavo che per bere, avrei avuto solo il loro piscio.
Raccontai quel che avevo subito durante la mattinata. Li vidi molto eccitati quando raccontai dei vibratori, del continuo piscio e dei culi sporchi di merda che avevo leccato.
Mi fecero alzare e mi fecero poggiare la mani sul tavolo. Mi ispezionarono il culo e lo trovarono largo; papà ci infilò un dito dentro ma faticai a sentirlo.
Mi fecero riposare ed andai nella mia stanza.
Mi raggiunse dopo un po’, papà
Ero stesa sul letto cercando di riposarmi. Papà mi accarezzò e ben presto con le mani arrivò a palparmi il culo
- papi non ce la faccio, oggi. Non mi chiedere di incularmi e pregalo perché stasera non abbia alcun incontro. Mi hanno mortificato e devastato e fisicamente non ce la faccio a prendere altri cazzi, gli sorrisi ed aggiunsi: se vuoi ti faccio un pompino.
Mi accarezzò la testa e gli presi l’asta in mano. Era dura
- dimmi, bambina mia, come è stato leccare il culo sporco di merda?
Sapevo quel che voleva sentirsi dire
- umiliante e degradante; solo una puttana porca come me lo poteva fare...ed a te piace immaginarmi mentre lecco un culo di uno sconosciuto, vero?
- Continua, troia
- non posso parlare, adesso, ho da succhiarti questo bel cazzo
Lo spompinai per bene sino a farlo sgorgare nella mia bocca. Solo dopo che terminò di sborrare, si alzò e mi disse
- riposati, adesso
- Stasera avrò altro da fare? Papi non ce la faccio
- Non so nulla; però domani arriva la mamma e credo ci lascerà stare per qualche giorno
Quella notizia mi provocó una miscela di sensazioni. Sollievo, ma anche un po’ di delusione. Volevo continuare ad essere la loro schiava e con mamma di mezzo, anche il cazzo di papà non sarebbe stato più mio e questo mi dava terribilmente fastidio.
Cercai di dormire o, quantomeno, di rilassarmi. Mi assopii.
Stavo dormendo profondamente e non capii subito cosa stesse succedendo; sembrava una mosca, non capivo se fosse un sogno, aprii gli occhi e per poco non urlai. Un cane mi stava leccando la faccia. Realizzai subito dove fossi. Vicino al letto c’era il padrone con papà e mi guardavano in modo strano. Il cane era un alano e mi venne subito in mente volessero facessi sesso con quel cane.
- ditemi che non avete questa intenzione?
- facci divertire, mi disse in tono perentorio, il padrone
Guardai papà; aveva ripreso lo sguardo duro. Mi alzai completamente nuda. Mi avvicinai al cane e lo accarezzai sul muso
- come si chiama?
- Rob
- vieni Rob, vieni dalla tua nuova amica
Lo accarezzai dolcemente sino a sfiorargli al pancia; il cane iniziò a scodinzolare; avanzai con la mano sino a cercargli il nodo; era ancora dentro nella propria tana. Lo solleticai un po’ e con due dita riuscii ad afferrarlo. Pian piano uscì; mi piegai ed inizia a leccarlo. Stavo facendo un pompino ad un cane. Mi staccai, lo guardai e dissi
- mi faccio schifo da sola

Mi stesi sotto il cane e mi misi comoda per spompinarlo con dovizia e attenzione. Rob inizió a dimenarsi e ad ululare. Lo sentivo crescere in bocca; mi sfilai, passai la mano sulla figa bagnata e la feci annusare a Rob,
quindi mi misi in posizione per farmi montare. Sentii le zampe sulla schiena ed un colpo nella figa. Era entrato. Iniziò a montarmi e sentii il cazzo del cane gonfiarsi dentro la mia figa. Mi stavo facendo scopare da un cane, ma ciò che più mi sconvolse fu il piacere che stavo provando
- ...bellissimo...godo....siiiii...mmmh
Sentivo il cazzo del cane gonfiarsi ad ogni affondo. Rob continuava a montarmi, aggrappato alla mia schiena. Sembrava non volersi fermare quando il cazzo scivoló fuori dalla figa; ne approfittai per cercare di riprendermi; guardai il padrone e mi disse
- ingoia la sborra del cane, troia
Mi distesi sotto il cane infilandomi il cazzo in bocca. Pulsava e me la scopó come se fosse la figa. Era agitato e lo mantenni fermo tenendogli le zampe ed iniziò a sborrare. Schizzava nella mia bocca, agitandosi e muovendosi. Stavo ingoiando la sborra di un cane. Ero disgustata, ma ingoiai tutto
Mi alzai incredula

- cosa mi hai fatto diventare? Dissi rivolgendomi al padrone
- quello che sei sempre stata: una svuotacoglioni, una puttana da quattro soldi. Ci vediamo presto, sborratoio, mi disse con disprezzo; prese Rob e lo portó via da casa

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