Cronache da un campeggio libertino - La famigliola felice

Scritto da , il 2020-05-22, genere tradimenti

Arrivammo al campeggio poco dopo le due del pomeriggio. Eravamo in quattro: mamma, papà, io e il mio cane Whisky.
Parcheggiammo in uno spiazzo in terra battuta e ci avviammo verso la reception. Avevamo prenotato tre mini bungalow che erano in realtà poco più che degli sgabuzzini con un piccolo bagno annesso.
Una volta ultimato il check-in il concierge ci disse:
-Conoscete le regole del campeggio - senza aspettare che rispondessimo, mentre prendeva le chiavi dei bungalow proseguì dicendo - è vietato scattare foto, girare video, ma soprattutto sono vietati i vestiti.-
Sì, quello era un campeggio per naturisti.
Una volta che ci ebbe spiegato le tre regole fondamentali uscì da dietro il bancone della reception e ci fece segno di seguirlo; coerentemente con quanto ci aveva appena detto era completamente nudo, indossava solo un paio di infradito.
Ci condusse in una stanza dietro l'accettazione, ci indicò delle panchine e disse in tono professionale:
-Qui potete spogliarvi.-
Obbedimmo senza esitare, raccogliemmo i nostri indumenti e, solo allora, il concierge ci consegnò le chiavi dei nostri bungalow e ci condusse all'ingresso vero e proprio del campeggio. Li ci indicò dove avremmo trovato le nostre capanne.
-Benvenuti.- disse con un sorriso professionale prima di tornare alla reception.
Entrammo tutti e tre nel capanno di mamma e le consegnammo i nostri vestiti affinché potesse lavarli, erano gli unici che avevamo e ci sarebbero serviti per il viaggio di ritorno.
-Da adesso - disse papà - liberi tutti!-
Il pomeriggio successivo, visto il gran caldo decisi di andare al bar e prendere qualcosa di fresco per me e Whisky.
Ci incamminammo, dovevamo percorrere tutto il campeggio per arrivare al bar. Whisky camminava al mio fianco senza bisogno di collare.
-Che bel cagnolino!- disse una voce di donna.
Mi girai a guardarla, era una donna sulla sessantina, indossava un cappello di paglia a tesa larga, era grassa con le tette cadenti. Mi domandò come si chiamasse il cane, le risposi. Poi mi squadrò da capo a piedi e disse:
-Sei giovane! Sei qui da solo?-
-No, sono qui coi miei genitori.-
-Ah - fece lei annuendo - e dove sono adesso?-
-In giro, a cercare qualche "distrazione".- risposi scegliendo accuratamente le parole.
La donna sorrise e le si illuminarono gli occhi.
-Sai - disse - un tempo anche noi venivamo qui a cercare distrazioni. Vero caro?- concluse rivolgendosi a un uomo stravaccato su una sedietta del tipo che usano i registi.
Lo guardai, le cose che saltavano subito all'occhio di lui erano i capelli bianchi tagliati a spazzola, i baffi, il pancione e le palle e il cazzo mosci che metteva in mostra tenendo le gambe divaricate.
-Sì - rispose l'uomo - e lei ne trovava parecchie di "distrazioni"- mi disse ammiccando.
La signora rise insieme al marito.
-E adesso perché venite qui?- domandai curioso.
-Per l'atmosfera, c'è una certa elettricità nell'aria. E poi ogni tanto riusciamo ancora a "distrarci".-
Mi dichiarai contento per loro e mi congedai dicendo che dovevo prendere da bere per il cane.
Proseguii con Whisky sempre al mio fianco, vedevo il bar, era semplicemente un bancone con qualche sgabello sotto una tettoia e, nello spiazzo davanti ad esso, diversi tavolini.
Avvicinandomi riconobbi papà seduto su uno sgabello. Vicina a lui c'era una signora, i capelli castani mossi si appoggiavano dolcemente sulle spalle, indossava solo degli occhiali, che teneva sulla fronte, e dei sandali.
I due si guardavano in faccia mentre parlavano, la signora teneva entrambi i piedi appoggiati al poggiapiedi dello sgabello, mentre papà solo il piede destro, la gamba sinistra era distesa col piede che toccava terra. Appoggiato alla gamba, in bella mostra, il membro barzotto a cui la signora lanciava continue occhiate neanche troppo discrete.
Mentre mi avvicinavo li vedevo flirtare. Il braccio destro di papà e il sinistro della signora erano poggiati sul bancone, si cercavano con le dita delle mani come in un gioco a scappare e rincorrersi. Papà parlava e la signora rideva buttando indietro la testa e tenendosi il petto con la mano libera.
All'improvviso una ragazza si piazzò davanti a loro, entrambi la guardarono, lei era rivolta verso la signora. Doveva averle detto qualcosa, perché questa annuì e con la mano destra richiamò l'attenzione del barista.
Il barista prese un bicchiere, spillò una bevanda e la appoggiò sul bancone, la ragazza diede un bacio sulla guancia alla donna prese la bibita e andò a sedersi a un tavolino poco distante a cui era seduto un uomo che, a giudicare dall'età, doveva essere suo padre.
La signora stava flirtando con papà davanti al marito e alla figlia.
Oramai ero a una decina di metri di distanza, papà fece un cenno con la testa e la signora annuì. Si alzarono tenendosi per mano e andarono al tavolino dove erano seduti la ragazza e l'uomo.
-Io vado al bungalow del signore.- disse ai due indicando papà.
-Ciao mami!- disse la ragazza con una vocina infantile.
-Divertiti!- si raccomandò l'uomo.
Papà e la signora si incamminarono, sempre tenendosi per mano.
Arrivai al bancone e ordinai una birra per me e una bottiglia di acqua fresca per Whisky. Le portai a un tavolino vicino a quello della famiglia della donna che papà aveva rimorchiato. Poggiai in terra la ciotola di Whisky che mi ero portato appresso, ci versai l'acqua, mi sedetti dando le spalle ai due e iniziai a sorseggiare la mia birra in tranquillità.
Dopo una decina di minuti sentii la ragazza sghignazzare.
-Perché ridi?- le chiese l'uomo.
-Rido di te papà, sei proprio un cornuto!- la vocina infantile era sparita, ora parlava con una voce aspra, incattivita.
-Ti rendi conto che quel tipo ti ha visto, ha capito quanto sei sfigato, ha offerto da bere alla mamma e in dieci minuti se l'è portata nel bungalow?-
L'uomo si lasciava insultare dalla figlia senza nemmeno ribattere.
-In questo momento quell'uomo sta scopando la bocca di tua moglie, e entro mezz'ora le avrà scopato anche la figa e il culo, e tu, l'unica cosa che sai fare è stare qui a pagare il conto del bar!-
Il padre rimaneva in silenzio a farsi umiliare dalla figlia.
-Vuoi sapere una cosa, papà?...come uomo non vali proprio niente. La mamma fa bene a metterti le corna ogni volta che può!-
Finalmente il padre rispose, ma ciò che disse fu più sorprendente di quello che diceva la figlia.
-E' vero, sono un patetico sfigato e cornuto. La mamma è anche troppo buona con me.-
La ragazza riprese a sghignazzare.
-Ti piace quando ti dico queste cose papi?- era tornata la vocina infantile.
-Lo sai che mi piace.- rispose il padre con accondiscendenza.
A quel punto mi alzai e mi avviai verso il bungalow. Avevamo percorso una cinquantina di metri quando sentii qualcuno dire a voce alte:
-Dai, Vittoria, prendila!-
Istintivamente, sentendo nominare il nome di mia madre mi girai e la vidi giocare a pallavolo con un gruppo di ragazzi e ragazze sui venti, venticinque anni.
Non so se fossero stati loro ad abbordarla o se sia stata lei a presentarsi, fattostà che a ogni alzata di palla le tette le rimbalzavano catturando l'attenzione di quei ragazzi. Le passavano la palla molto spesso.
Ritornato al bungalow mi sedetti su una sdraio a leggere un libro. Un quarto d'ora più tardi papà e la signora uscirono dal bungalow.
Papà mi vide e mi disse:
-Ah, sei qui!-
Sentendolo la signora si voltò verso di lui e poi verso di me. Papà ci presentò, lei si chiamava Sabrina.
-Anche tu sei qui con la famiglia?- chiese la signora a a papà che rispose affermativamente.
-Tua moglie dov'è?...mi piacerebbe conoscerla.
Papà si guardò intorno allargando le braccia desolato poiché non sapeva rispondere.
-Hai visto la mamma?- mi domandò.
-Sì - risposi indicando dove l'avevo vista - è li che gioca a pallavolo con dei ragazzi.-
-In questo caso lasciamola divertire.- commentò la signora con malizia.
-Se passi dopo cena la troverai di sicuro.- disse papà.
-Bene, allora stasera vi farò conoscere la mia famiglia.- ci disse la signora.
-In realtà credo di averla già conosciuta...in un certo senso.- risposi.
Vedendo la signora perplessa le riferii la discussione che avevo sentito.
Lei sorrise e disse:
-La mia bambina impara in fretta.-
Si misero d'accordo e la signora tornò dalla sua famiglia.
Dopo cena li vedemmo arrivare, ci furono strette di mani e baci. Sabrina ci presentò sua figlia Nicole e, con scarso entusiasmo, suo marito Piero.
Dopo le presentazioni la ragazza diede uno strattone al padre e lo invitò a dire qualcosa, questo, a testa bassa, disse rivolgendosi a papà:
-Grazie per aver scopato mia moglie.-
-Prego - rispose papà - per me è stato un piacere.-
-Ti piace proprio umiliare tuo papà.- commentò mamma.
-E' quello che si merita per essere così sfigato.- rispose la ragazza.
-Brava - disse mamma ridendo - gli uomini vanno trattati così.-
-Tu tradisci spesso tuo marito?- domandò la ragazza.
-Solo in vacanza - rispose mamma - a proposito, ora devo lasciarvi, ho un appuntamento con dei ragazzi.-
La salutammo e la guardammo allontanarsi.
-Perché non entriamo?- disse la signora.
In quattro in un bungalow si stava stretti, l'uomo, a un ordine della moglie, si posizionò in un angolo, la ragazza al lato opposto.
La signora si abbassò tra me e papà, si inginocchiò, ci prese in mano gli uccelli e li menò per farli indurire. Ne prendeva in bocca prima uno e poi l'altro. Quando furono entrambi duri si impegnò in un doppio pompino dimostrando grande coordinazione, e anche una grande esperienza. Mentre ne succhiava uno segava l'altro, continuando ad alternare i cazzi nella sua bocca. Il tutto guardando il marito negli occhi.
-Hai visto papà - disse la ragazza - se solo non fossi così sfigato, potresti esserci tu a farti succhiare il cazzo dalla mamma!-
L'uomo rimase in silenzio.
Cinque minuti di quel trattamento furono sufficienti a farci sborrare. La signora prese i nostri schizzi in ginocchio con la schiena perfettamente eretta e la calma dipinta sul volto.
-Cornuto, renditi utile - disse ancora la ragazza - vai in bagno, prendi la carta igienica e pulisci la mamma!-
Io ero in grado di fare una doppietta, così, una volta completate l'operazione di pulizia della signora, mi sdraiai sul letto e la feci sedere sul mio viso, lei muoveva il culo e io leccavo un po' dove mi capitava. Papà aveva bisogno di uno stimolo per avere una nuova erezione, così la signora riprese a succhiarglielo.
Quando papà fu nuovamente pronto la signora si impalò sul mio cazzo e papà si posizionò dietro di lei. Lo infilò senza sforzo nel culo della donna che prese ad ansimare quando iniziammo a scoparla.
-Bravi, così!- ci disse ansimando.
-Guarda e impara!- disse al marito incattivita.
Ero sdraiato e le strizzavo le tette tra le mani, i suoi capelli profumati mi cadevano sulla faccia ondeggiando sotto i colpi di papà.
-Papà, facciamo cambio?-
Papà scese dal letto, la signora si tolse da sopra di me e anche io mi alzai. Ci mettemmo in posizione e ricominciammo a pomparla alla grande.
Il suo culo era bello largo, lo scopavo senza preoccuparmi minimamente di farle male, anche perché, da come godeva, non direi che glie ne stessi facendo.
La signora, dopo qualche minuto, intuì che eravamo prossimi a venire di nuovo.
-Venite dentro!- ci disse.
La accontentammo, restammo per un minuto dentro di lei dopo esserci definitivamente svuotati le palle.
La ragazza si avvicinò al padre e gli diede un altro strattone.
-Grazie, ragazzi. Apprezzo molto quello che avete fatto.- disse l'uomo guardando per terra.
-L'hai educato bene!- commentò papà facendo ridere la signora e la figlia.
Scendemmo dal letto tutti e tre, la signora si abbassò di nuovo, la sborra le colava da entrambi i buchi. Ci ripulì il cazzo che, a turno, le avevamo messo nel culo, poi con accondiscendenza, come se gli stesse facendo una concessione che non avrebbe dovuto fare, disse al marito:
-Dai, vieni qui. fatti una sega e sborrami sulle tette!-
L'uomo si avvicinò e poco dopo aver iniziato a segarsi le venne sul seno.
La signora andò in bagno a lavarsi mentre il marito ripuliva il pavimento dalla sborra.
I tre ci salutarono e tornarono, abbracciati, verso il loro camper.
-Hai sentito la figlia come ci andava giù dura?- domandai a papà.
-Sì.-
-Non ti ha fatto un po' pena lui?- chiesi ancora.
-Ma va, per lui è stata una serata fantastica, a quello piace farsi umiliare.-
-Sarà, comunque, a me, un po' di pena l'ha fatta.- dissi.
-Bé, non sembravi provare molta pena per lui mentre scopavi il culo di sua moglie.- commentò sarcastico papà.
-Touchè.- dissi e ci mettemmo a ridere.

Fine

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