Gianna...ricatto e riscatto IX parte (l'alano)

Scritto da , il 2020-05-20, genere dominazione

Incrociai Gianna mentre saliva sul suv; era vestita come avevo ordinato a Donato. Mentre lo raggiungevo a casa sua, incrociai un condomino che stava guardando la scena
- cosa sta succedendo? Mi chiese
- a cosa si riferisce?
- a Gianna. L’hanno caricato sul quel suv come fosse una cagna
- faccia finta di non aver visto nulla
- ed a me cosa viene in cambio?
- una scopata con Gianna. Mi lasci il suo numero; come si chiama?
- Saverio
- bene Saverio; aspetterà qualche giorno e sarà chiamato per scoparsela
- ci conto
Presi il suo numero con la promessa di farmi sentire presto. Salii a casa di Donato e lo vidi che rientrava dal balcone.
- hai visto come se la sono caricata? Mi chiese
- sì certo; una cagna; ho incontrato un condomino, tal Saverio; presto lo dovremo far scopare con tua figlia
- ottimo; è uno che Gianna non ha mai potuto digerire
- benissimo
- c’è un problema, disse Donato
- quale?
- domani torna mia moglie da Bologna. Si tratterrà una decina di giorni prima di tornare dall’altra mia figlia.
- tranquillo; è giusto che Gianna prenda un po’ di fiato. Questi due giorni sono stati molto impegnativi; nel pomeriggio ci divertiamo e stasera le regaliamo un alano con il quale intrattenersi. Poi la facciamo riposare finché tua moglie non torna a Bologna. A proposito, l’altra tua figlia? Non possiamo coinvolgerla, quando scende?
- no, Serena no; per altro non è figa come Gianna e non è nemmeno stronza come la sorella
- vedremo, risposi io
Ci demmo da fare per iniziare ad occultare la sala regia. Lasciammo le video camere; Donato avrebbe detto alla moglie di aver installato un impianto antifurto. Arrivarono delle foto di Gianna mentre veniva umiliata nel casolare. Le guardammo sorridendo. La stavano trattando come un cesso. Bene così, pensai.
Quando arrivò la foto finale e la richiesta di andarla a prendere, dissi a Donato di andare lui; li avrei aspettati a casa.
Approfittai per rivoluzionare l’armadio di Gianna. Solo leggins sottilissimi e micro abiti; autoreggenti e reggicalze e tacco minimo 12. Tutto il resto, compreso slip e reggiseno, li presi e li portai via. Li avrei restituiti allo scadere dell’anno.
Tornarono. Gianna entrò provata; completamente bagnata di piscio e puzzolente come una latrina
- ti prego fammi fare una doccia; tra i capelli ho anche traccia di merda
- si, vai subito. Renditi pulita e profumata che così conciata non ti scoperebbe nemmeno un cane
Gianna si prese tutto il tempo; ne uscì rigenerata. Indossava un paio di autoreggenti, reggicalze e calzò le solite décolleté tacco14.
La facemmo sedere al tavolo della cucina e le preparammo una pasta lessa. Impiattammo ed io e Donato ci mettemmo ai suoi lati a segarci sino a sborrare nel piatto di pasta. Le detti una forchetta per mischiare quel condimento, quindi iniziò a mangiare.
Presi una bottiglia con un imbuto e ci pisciai dentro e passai il tutto a Donato che fece lo stesso.
Quello sarebbe stato il suo pranzo.
Mentre mangiava, ci raccontò di tutto quel che le avevano fatto, dei due vibratori nella figa e nel culo e dei due culi sporchi di merda che aveva dovuto leccare.
La ispezionammo; il culo era ancora molto largo, mentre la figa, più elastica stava tornando rilassata.
Decidemmo di farla riposare solo dopo che ebbe terminato tutto il piatto di pasta e la bottiglia di piscio.
Mi allontanai da casa loro per fare ritorno dopo un paio di ore con un cane alano nero, Rob.
Gianna era stesa nel proprio letto, gli occhi chiusi; lasciai Rob libero di avvicinarla ed iniziò a leccarle il viso. Gianna aprì gli occhi e per poco non urlò; non ebbe paura perché amava i cani, però quella lingua sul proprio volto la fece svegliare di colpo. Mi guardò, poi guardò il padre
- ditemi che non avete questa intenzione?
- facci divertire, mi limitai a dirle.
Gianna si alzò; era completamente nuda; accarezzò il muso del cane
- come si chiama?
- Rob
- vieni Rob, vieni dalla tua nuova amica
Lo accarezzò dolcemente sino a sfiorargli al pancia; il cane iniziò a scodinzolare; Gianna arrivò con la mano verso il nodo; lo cercò e lo tirò fuori delicatamente, si piegò ed iniziò a leccarlo; ci guardò un attimo e disse
- mi faccio schifo da sola
scivolò sotto il cane e lo spompinò per bene; Rob si mise ad ululare. Donato era eccitatissimo a vedere la figlia con il cazzo di un cane in bocca. Gianna continuò a pompare quel cazzo finchè non si sfilò da sotto e si mise in posizione per farsi montare. Rob appoggió le zampe sulla sua schiena e la montò penetrandola nella figa
- siiiii...bellissimo...godo....siiiii...mmmh
Gianna era invasata da quella scopata. Il cazzo nodoso dell’alano entrava nella figa e Rob la montò incessantemente. Gianna si sfilò, ci guardò e capì che avrebbe dovuto prendere la sborrata in bocca. Si distese nuovamente sotto Rob; il nodo era ormai completamente fuori, lo prese tra le dita, era rosso fuoco, lo mise in bocca. Rob le scopó la bocca tanto che Gianna dovette ternerlo a bada trattenendogli le zampe e subito l’alano dopo inizió a sborrarle in bocca. Vidi l’espressione disgustata di Gianna che riuscì, però, ad ingoiare tutto.
Si alzò in piedi quasi in lacrime
- cosa mi hai fatto diventare? Mi chiese quasi come un’accusa
- quello che sei sempre stata: una svuotacoglioni, una puttana da quattro soldi. Ci vediamo presto, sborratoio, le dissi con disprezzo; presi Rob e lo portai via da casa

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