Gianna...ricatto e riscatto VII parte (gli amici del padre) - LEI

Scritto da , il 2020-05-15, genere dominazione

Andai a fare un’altra doccia; mi ritagliai quei momenti per stare sola con me stessa e riflettere. Avevo sbagliato; mi ero illusoriamente convinta che quell’anno lo avrei trascorso scopando con il padrone e con mio padre; pensavo che riservasse solo per lui i giochi con me; non mi sarei mai immaginata che mi avrebbe fatta scopare con chiunque come era accaduto quel giorno; ed eravamo soltanto all’inizio. Avrei resistito un anno intero a fare la puttana in giro? Mi aveva concesso senza problemi a due sconosciuti e l’indomani sarei stata loro per tre ore; erano stati durissimi quel pomeriggio e non osai immaginare cosa mi avrebbero fatto fare l’indomani. Il problema principale erano le mie reazioni fisiche. Anche adesso mi stavo eccitando, nonostante il culo mi bruciasse per il dolore; mi lavai delicatamente ed uscii rinfrescata e più ottimista. Papà mi fece distendere sul letto e mi applicò con delicatezza la crema sul buco del culo. Fu dolce ed amorevole
- te lo hanno conciato per bene; adesso è larghissimo; spero che questa pomata possa servire
- massaggi bene, papà, grazie e gli sorrisi
Mi infilò delicatamente un dito nel culo
- ti fa male?
- solo quando entra, poi è piacevole
- perfetto, dovrai essere brava e resistente, stasera; verranno quattro miei amici
- chi ci sarà?
- Rocco, Edo, Silvio e Ciccio
- no, papà, perché mi fai questo?
- non l’ho deciso io, mi ha costretto lui, indicando il padrone
- ti prego, dissi, rivolgendomi al padrone
- sborratoio, non puoi lamentarti sempre, altrimenti comincio ad essere meno permissivo
Affondai la testa tra le lenzuola senza nemmeno accorgermi che papà stava continuando ad incularmi con il dito, applicandomi la crema lenitiva e quasi godetti; non so se papà se ne accorse
- perché Edo? lo sai come mi ha tolto l’aria ed io come l’ho trattato; perché Ciccio? Puzza peggio di una stalla; Rocco è anziano e Silvio…Silvio, papà, sarà duro per vendicare quella stronza della figlia
- non prendertela con me e se vuoi, possiamo sempre mandare tutto all’aria
- sì, mandiamo tutto all’aria; mi hanno appena sfondato due ragazzi che nemmeno conosco, il ginecologo mi ha scopato come un animale, ed ora io mando tutto all’aria; non se ne parla; continuiamo
Il padrone si allontanò; mi alzai dal letto e papà mi disse
- stenditi, provo a penetrarti nella figa e nel culo; vediamo se sei pronta
Non mi aspettavo quella proposta da papà, ma la presi come una accortezza e gli sorrisi; mi stesi con le cosce aperte e mi penetrò delicatamente; mi piacque ed ai miei gemiti, iniziò a sbattermi; aveva il fuoco nello sguardo; gli chiesi di fermarsi
- ok, adesso proviamo il culo
Mi misi carponi e lo guardai
- è molto largo?
- diciamo che non avrai più problemi a prendere cazzi di media proporzione; come te lo hanno ridotto così?
- mi hanno inculato insieme quei due bastardi
- allora faticherai a sentire un solo cazzo
Così dicendo mi inculò con un solo colpo, entrando completamente dentro
- ahia papi fai piano
- ti faccio abituare; non credo che ti risparmieranno il culo, stasera
Si ricompose e raggiunse il padrone perché i quattro amici erano arrivati.
Restai nella mia stanza come mi era stato ordinato; cercai di sentire quel che si stavano dicendo; li conoscevo tutti e quattro
Rocco era un po’ in là con gli anni; tarchiato ed obeso, mai avrei pensato di scoparlo; Edo era il mio terrore. Mi veniva dietro da anni e non l’ho mai considerato; non era nemmeno brutto, ma molto rozzo e volgare e diverse volte avevo respinto i suoi inviti, deridendolo; Silvio mi aveva visto crescere, il problema era la figlia; invidiosa e gelosa, ci odiavamo reciprocamente; Ciccio non potevo immaginare cosa potesse essere fare sesso con lui, un essere ripugnante e puzzolente. Mi sedetti e mi presi la testa tra le mani; come potevo sentirmi bagnata all’idea di essere scopata e maltrattata da quelle persone?
Mi chiamarono; infilai solo le scarpe tacco12, mi guardai allo specchio: mi piacevo e volevo piacere; entrai in cucina completamente nuda per farmi ammirare come non mi avevano mai visto e come avevamo sempre desiderato vedermi

- davvero possiamo prenderla per tutta la sera, chiese Edo, visibilmente il più impaziente
- si, sarà vostra. Andrà nella sua camera e vi aspetterà. Scusate, ma mentre parliamo, mi succhierà il cazzo. Sborratoio, inginocchiati e fammi un pompino
- mi piace sborratoio, disse Edo avvicinandosi a me ed accarezzandomi la testa
Lo guardai con paura; mi avvicinai al padrone ed ebbi una strana sensazione di sicurezza stando vicino a lui; mi inginocchiai, gli presi il cazzo in mano e me lo infilai in bocca; mentre lo spompinavo, li sentii progettare il mio immediato futuro
- allora, dicevamo, lei andrà in camera sua e vi aspetterà. Farete tre turni, nel primo ognuno entrerà da solo e farà che vorrà; nel secondo entrerete in coppia e nel terzo turno la prenderete tutti e quattro insieme. Chi crede di non farcela a godere tre volte, si gestisse al meglio; è una specie di all you can eat; se non vi gestite al meglio, pagherete singolarmente per ogni atto sessuale fatto con lei; altrimenti pagherete la tariffa concordata
- perfetto; quando cominciamo? Chiese Rocco
- mettetevi d’accordo sul turno; sarebbe gradito che per il primo turno vi dividiate anche le parti dove godere
- io le vorrei sborrare in bocca, disse Ciccio
- io mi prendo il culo, ribattè Edo
- posso nella figa? Chiese Rocco
- si, prende la pillola, rispose il padrone
- a me cosa rimane? Chiese Silvio
- puoi venirle in faccia, propose mio padre
- fantastico
Sentii la mano del padrone sollevarmi la testa
- sborratoio hai sentito? vai in camera tua sculettando e saluta i tuoi nuovi amici con un bacio ciascuno, e non ci deludere
Mi alzai e mi avvicinai a loro quattro; baciai Rocco che fu dolce nel mettermi la lingua in bocca; passai a Silvio che fu quasi imbarazzato, Edo ne approfittó per stringermi a sé e palparmi con forza il culo, strusciando il proprio piacere sul mio corpo nudo; mi sorrise quando si taccò; caciare Ciccio fu nauseabondo; puzzava terribilmente.
Entrai nella mia stanza ed attesi.
La porta si aprì ed entro Rocco. Si spoglió subito, era inguardabile per quanto fosse grosso. Come potevo accoppiarmi con lui?
Mi toccó delicatamente il culo e mise una mano tra le mie gambe; fu sorpreso nel trovarmi bagnata. Mi fece inginocchiare; voleva un pompino, così iniziai a leccarlo. Ero piccola lì in ginocchio con quell’omone davanti a me. Gli leccai la base del cazzo e mi spinse con la bocca sotto le palle; gli leccai la sacca, ma continuò a spingermi; allargò le gambe, voleva che gli leccassi il culo e mi feci coraggio e lo leccai. Finalmente mi prese e mi ficcò il cazzo in bocca.
Passarono alcuni minuti, mi face alzare e mi ordinò di mettermi carponi sul letto; mi leccò il culo e ne fui sollevata; lo sentii scivolare dentro sino all’intestino; pompò mettendo tutto il peso del proprio corpo; mi faceva male, ma mi procurava anche un piacere intenso; era davvero bravo ad inculare una donna. Si staccò e mi fece stendere. Prese le manette e mi legò i polsi. Mi fece paura così grosso su di me, mi scopò e volle baciarmi; mi portò all’orgasmo e persi ogni lucidità avvinghiandomi al suo corpo obeso. Godetti e sentii gli schizzi di sborra inondarmi la figa.
Si alzò con il cazzo umido dei nostri umori e mi lasciò legata al letto. Uscì dalla stanza lasciandomi in quella posizione oscena. Pregai che non entrasse Edo.
Quando lo vidi entrare, il terrore mi pervase tutto il corpo.
Si avvicinò al letto; lo guardavo mentre si spogliava; mostrò un bel cazzo, ma non riuscivo a rilassarmi
- ti prego, ti supplico, fai piano
- adesso mi preghi, mi supplichi. Non mi guardi più con superiorità, non fai più la snob? Leccami il culo, troia
Così dicendo si sedette sulla mia bocca, allargandosi le chiappe.
Lo leccai con dovizia; gli presi in mano il cazzo ed indurii la lingua per penetrarlo nel culo. Lo sentivo eccitatissimo e speravo sborrasse subito, ma Edo sapeva gestirsi e con un movimento, mi ficcò il cazzo in bocca sino in gola
- leccamelo troia; ti faccio vomitare se non me lo lecchi per bene
Mi scopava la bocca con cattiveria; mulinavo la lingua e cercavo di respirare; finalmente lo sfilò
- adesso mi dai la figa
Senza slegarmi, si mise su di me ed iniziò a pompare la figa; era violento e cattivo; mi stava sfondando, ma non gli volli dare la soddisfazione di lamentarmi; digrignavo i denti e non mancai di gemere perché riuscì a farmi godere
- allora dillo che ti piace scoparmi
non risposi; improvvisamente sentii aprirmi il culo. Mentre mi scopava, mi aveva infilato un vibratore nel culo senza alcuna delicatezza, facendomi male e sussultare
- allora, ti piace?
- Si mi piace, ma fai piano
- Dillo, allora; urla che vuoi il mio cazzo
- Sii Edo ti voglio, voglio il tuo cazzo, sbattimi, sono la tua troia
- Brava, così ti voglio; devi essere la mia troia e non solo per oggi
Non capii cosa volesse dire, ma evitai di rispondergli.
Si accasciò su di me e mi baciò. Infilò la lingua e dovetti ricambiare. Quindi mi disse
- adesso ti inculo
Sapevo che l’avrebbe preteso.
Mi fece mettere carponi sul letto ed ammirò il mio culo. Mi accarezzò, lo vide largo
- ne ha presi di cazzi, questo culo
Lo guardai e sorrisi imbarazzata
Mi prese per i fianchi e mi inculó con forza, pompando come un matto. Digrignó e sborró riempiendomelo.
Lo sfilò dal culo. Me lo porse in bocca per pulirglielo. Pregai che non pisciasse e per fortuna non lo fece.
- ci vediamo dopo, zoccola

Restai in silenzio e carponi per non far colare lo sperma dal culo
Vidi entrare Ciccio. Si spogliò subito; sentii il suo cattivo odore. Tremai quando lo vidi spostarmi, mettersi carponi sul letto e dirmi
- leccami il culo, troia. Edo mi ha detto quanto sei brava
Edo, quello stronzo, pensai.
Faticai ad avvicinarmi al suo culo. La puzza era nauseabonda. Mi feci coraggio, mi aggrappai ai suoi fianchi ed iniziai a leccarlo intorno.
- leccami bene, troia, altrimenti ti affogo con il mio cazzo
Mi feci forza. Lo leccai per bene; si sentiva il sapore del sudore e con la lingua trovai anche qualche tarzanello. Faticai a non vomitare.
Sentirgli dire che mi voleva scopare, fu un sollievo
Si stese e mi disse di cavalcarlo. Lo feci e lo sentii entrare nella mia figa. Mi mossi e lo scopai; si aggrappò e mi fece piegare per baciarlo; anche l’alito era pesante. Mi risparmiò il culo, ma disse che voleva sborrarmi in bocca.
Mi sfilai e mi inginocchiai; Ciccio si alzò e me lo mise in bocca; lo spompinai con fatica; ogni sua parte puzzava. Lo leccai cercando di farlo godere e finalmente lo sentii sborrare. Mi tenne la testa per obbligarmi ad ingoiare tutto.
Terminò e lo fece rilassare in bocca. Quindi mi disse
- devo pisciare
Fui pronta a rispondere
- il bagno lo trovi a destra appena esci dalla camera, ma la mia illusione fu presto smontata
- perché andare in bagno, se la latrina ce l’ho qui. Apri la bocca, cesso
Mi venne da piangere, ma come un automa aprii la bocca. Ciccio infilò il cazzo ed iniziò a pisciare
- ingoia tutto altrimenti te la faccio leccare dal pavimento
Non feci uscire nemmeno una goccia ed ingoiai l’intera pisciata.
Ciccio uscì nudo dalla stanza e lo sentii raggiungere gli altri e dire fiero
- le ho sborrato e pisciato in bocca
- puzzerà come una latrina, disse rammaricato Silvio
- aspetta qui, sentii dire al padrone
Mi raggiunse; ero seduta sul letto, umiliata e puzzolente. Mi guardò senza compassione
- hai cinque minuti per renderti di nuovo presentabile; sembri una latrina da strada
Gli ero paradossalmente grata per quella concessione; mi precipitai in bagno e mi sciacquai a fondo; cercai di togliermi il sapore nauseabondo degli odori di Ciccio, mi feci un bidet per dare sollievo a figa e culo e tornai nella mia stanza più rinfrancata.

Entrò Silvio
- ciao, gli dissi sorridendo ed ammiccando con gli occhi, ma lui non rispose ed aveva uno sguardo di ghiaccio.
Venne verso di me e mi spinse sul letto facendomi mettere carponi; mi legò i polsi alle corde della testata e le caviglie a quelle dei piedi del letto; ero completamente divaricata. Lo vidi armeggiare e prendere due vibratori; il primo me lo infiló nel culo ed entrò facilmente; prese il secondo; credevo volesse mettermelo nella figa, invece capii che stava forzando per farlo entrare, insieme all’altro, nel culo.
Urlai
- ahiaaa noooooo mi fai male, noooo
Me lo infilò e li fece partire; vibravano e mi laceravano il culo. Iniziai a grondare dalla figa. Silvio venne davanti alla mia bocca e mi ficcó il cazzo dentro; lo spompinavo mentre i due vibratori mi squartavano il culo
- sei una troia e questo è quello che accade alle troie; hai sempre deriso mia figlia, ma tu sei una zoccola, mentre mia figlia ha un bel futuro davanti a sè; tu hai solo un futuro: prendere cazzi; adesso lecca e spompinami, zoccola
Mi impegnai nel pompino sperando così di soddisfarlo e fargli spegnere i due vibratori. Finalmente si sfilò dalla bocca, ma non spense nulla. Anzi mi prese per i fianchi e lasciando i due vibratori nel culo, mi scopó. Non resistetti e godetti
- sei una gran porca; godi anche quando viene vessata.
Dicendo ciò, spinse ancora più a fondo i due vibratori
- ti prego spegnili, non ce la faccio più
- ad una condizione
- qualsiasi cosa
- mi devi pregare di avere il mio cazzo nel culo e mi devi supplicare di sborrarti in faccia
- siiii, togli i vibratori, voglio quel tuo bel cazzo nel mio culo da puttana e poi, poi voglio che schizzi la tua sborra sul mio viso da zoccola
- brava, parli proprio come una puttana ammaestrata
Finalmente sfilò i due vibratori e prendere il suo cazzo nel culo rappresentò un sollievo. Mi inculó per diversi minuti, finché non si presentò davanti al mio viso e sborró copiosamente. Ero ancora legata e sentivo lo sperma riempirmi la faccia.
Mi sputò sul viso e mi slegò lasciandomi sola in camera. Mi distesi sul letto sfinita; sentivo il buco del culo largo ed in fiamme; la figa bagnata, appiccicosa e stanca. Il viso completamente impiastricciato di sperma; e ad ogni rigurgito, risaliva il terribile sapore del piscio di Ciccio. Entró il padrone e provai a convincerlo
- ti prego, sono stanchissima. Mi stanno sfondando in ogni maniera
- l’ultimo sforzo. Un’altra ora e potrai riposare, adesso devi continuare ad essere uno sborratoio pronto all’uso; seguimi
Mi alzai traballante, mi rimisi le scarpe e lo seguii in cucina.
Erano tutti in piedi, tranne papà, seduto a bere tranquillamente ed a guardare i miei aguzzini.
- inginocchiati e succhiali sino a farli indurire tutti e quattro
Mi inginocchiai e subito si misero intorno a me. Li spompinai e li segai sino a farli di nuovo indurire. Quando tutti e quattro furono pronti, il padrone mi ordinò di tornare in camera; mi voltai sui tacchi e sentii i loro sguardi sul mio culo; istintivamente camminai sculettando e tornai in camera. Dopo un paio di minuti gelai; la prima coppia era formata da Silvio ed Edo; sarebbero stati più duri di Nico e Mimmo; erano arrabbiati e frustrati contro di me è quella sera me l’avrebbero fatta pagare come in effetti accadde.
Edo mi prese per i capelli e mi spinse in ginocchio per terra. Sputò sul pavimento e mi disse di leccare. Mi piegai e timidamente tirai fuori la lingua poggiando solo la punta sulla pozza di saliva. Edo voleva che leccassi per bene; prese un bastone e me lo infilò nel culo
- adesso ci fai da mocio e puliamo il pavimento con la tua lingua
Spinse il bastone per farmi camminare e con la lingua pulivo il pavimento; appena mi fermavo, spingeva il bastone nel culo.
Venni presa per i capelli da Silvio
- sei solo uno straccio per pulire a terra
Mi sputò in faccia e mi ficcò il cazzo in bocca; ne fui sollevata; meglio spompinare che leccare per terra.
Edo sfilò il bastone e lo sostituì con il proprio cazzo. Non c’era alcuna delicatezza nei loro movimenti. Finché non mi fecero alzare. Silvio si distese sul letto e mi disse di cavalcarlo; gli andai sopra e si feci scopare. Edo venne da dietro; ci disse di fermarci, forzó, spinse ed anche il suo cazzo entrò nella mia figa. Ma non erano contenti. Così piena, prese due vibratori, li unì e me li ficcò entrambi in culo
- ahiaaaaaa...nooooo...ahiaaaaa...vi prego....non ce la faccio....mi spaccate
- sei già completamente rotta, troia
Silvio ed Edo mi scoparono con Edo che spingeva i vibratori, per fortuna spenti, lungo il retto, procurandomi dolore, ma anche tanta eccitazione, tanto che, abituata a quella ingombrante presenza nella figa e nel culo, iniziai a gemere, ricevendo le loro offese
- sentila come gode questa troia, disse Edo
- Edo, per fortuna non ti sei fidanzato. Ti avrebbe fatto cornuto ogni giorno
- vero, ‘sta zoccola
Mi prese per i capelli
- mi avresti fatto cornuto, vero? Spingendo il cazzo in fondo all’utero ed i vibratori in fondo al retto. Esplosi e godetti ed anche loro mi riversarono in figa le loro sborrate
Finalmente mi liberarono e mi rilassai sul letto
Edo guardò Silvio e gli disse
- io le piscio in bocca
Si avvicinò e mi costrinse a prendere il cazzo in bocca; per fortuna la pisciata si concluse in pochi secondi e non ebbi difficoltà ad ingoiarla; si avvicinò anche Silvio
- adesso ingoi anche la mia ed ogni goccia che fai cadere, la lecchi con la lingua
Con Silvio non fui fortunata. Mi pisció per quasi un minuto e fui costretta ad ingoiarla tutta.
Finalmente uscirono dalla mia stanza. Mi guardai intorno; i due vibratori erano gettati sul letto. A terra c’erano macchie di sperma colato dalla figa. In bocca avevo un misto di piscio e residui dalla raccolta dal pavimento. Il culo mi faceva male. Entrarono Ciccio e Rocco. Mi alzai sui tacchi. Mi accarezzarono e mi palparono. Erano delicati, ma Ciccio puzzava ancora. Si piegò e mi disse di leccargli il culo.
“No, di nuovo, no”, pensai, ma come un automa mi avvicinai; mi inginocchiai e lo leccai per bene; Rocco mi prese dai fianchi e mi scopó; Ciccio si girò e me lo infilò in bocca.
- Ciccio l’hai inculata?
- no, prima no
- e vieni, vedi che bel buco largo che ha
Non se lo fece ripetere. Sfilò il cazzo dalla bocca ed andò dietro. Mi allargó le chiappe
- ci entra un tir in questo culo, disse sprezzante e mi inculó anche lui
Rocco me lo mise in bocca sino a godermi in gola mentre Ciccio volle sborrarmi nella figa.
Uscirono e fui sollevata che Ciccio non avesse pensato di pisciarmi in bocca.
Mi stavo riprendendo quando li vidi entrare tutti e quattro insieme. Rocco si mise in disparte cercando di far riprendere vigore al proprio cazzo; Edo mi prese per i capelli, facendomi camminare carponi sul pavimento, mi prese da dietro e mi scopò costringendomi a prendere in bocca il cazzo molliccio di Rocco.
Iniziai a succhiarlo mentre gli altri tre si alternavano nella figa e nel culo; il cazzo di Rocco non reagiva il che, comunque, mi infastidiva. Il potere di eccitare era l’unico potere rimastomi. Ad un tratto Rocco si alzò ed inizió a pisciarmi in bocca
- cosa succede, Rocco? Chiese Edo
- niente niente, le sto pisciando in bocca
Li sentii ridere nel vedermi usata come cesso.
Rocco manteneva il cazzo nella mia bocca ed ebbi un moto di orgoglio quando lo sentii crescere. Mi portarono sul letto. Vedevo cazzi, solo cazzi. Ero stesa, cosce aperte. Edo e Silvio si alternavano nella mia figa mentre Rocco e Ciccio abusavano della mia bocca. Poi si dettero il cambio, finché non terminarono facendomi cavalcare Rocco che mi scopó, Silvio mi inculó, mentre Edo e Ciccio mi riempirono la bocca. Quando stavano per godere si alternarono nella mia bocca sborrandomi ognuno in gola.
Uscirono dalla stanza soddisfatti e fischiettando. Mi alzai a fatica. Mi sedetti sul letto. C’era un acre odore di sesso e di piscio. Mi guardai intorno. In quella camera, quel giorno, ero stata umiliata, abusata e squartata. Eppure avevo goduto. Ma cosa mi stava accadendo?
Prima di andare via, si affacciarono in camera per salutarmi. Risposi con un sorriso forzato. Avevo la sensazione che li avrei rivisti presto.
Papà entró con il padrone e mi trascinarono in bagno obbligandomi ad infilare la testa nel cesso pieno di piscio. Odiavo infilare la testa nel cesso; tra tutte le umiliazioni era quella che non riuscivo a tollerare. Stavo leccando le pareti costretta dalle mani di papà che mi spingevano la testa sempre più a fondo; sentii un cazzo penetrarmi nella figa. Fu incredibile, ma godetti ancora. Quello stato di piacere mi dette la forza per leccare la pozza di piscio in fondo alla tazza ed immergere la lingua. Non c’era più bisogno che papà mi tenesse la mano in testa, affondavo da sola. Sentii il padrone sfilare il cazzo dalla figa e ne sentii uno incularmi; non capii chi fosse, finché una mano mi tirò per i capelli e sollevò la testa dal cesso, per sborrarmi in faccia; era lo sperma del padrone.
In quello stesso momento papà mi sborró nel culo.
- la giornata è finita, sborratoio, mi disse il padrone
Sorrisi; ce l’avevo fatta; ero riuscita a sopportare tutto; ero orgogliosa di me stessa

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