Gianna...ricatto e riscatto VI parte (la sorpresa) - LEI

Scritto da , il 2020-05-12, genere dominazione


Scesi dallo studio del medico con lo sperma che continuava a colarmi dalla figa lungo le calze. Quello in faccia cercai di pulirlo con le mani, ovviamente mi aveva tolto dalla borsa qualsiasi cosa potessi usare per pulirmi. Camminai con lo sguardo basso e pensierosa: solo quel giorno, ero stata quasi violentata da due ragazzi, avevo fatto un pompino ad un anziano signore che non conoscevo ed ero stata scopata selvaggiamente dal ginecologo; per non contare quel che era avvenuto appena sveglia e l’imbarazzo subito in ufficio...ed erano soltanto le 17.00.

Arrivai a casa senza intoppi, mi levai subito le scarpe
- ciao papà
- ciao sborratoio
Lo guardai perplessa e sussurrai
- il padrone è già qui?
- No, arriverà tra un po’
- Se siamo soli, puoi chiamarmi Gianna; è umiliante essere chiamata sborratoio
Papà mi indicò le videocamere appena montate; le guardai con terrore
- io sono il tuo vice padrone e ti chiamerò sborratoio
- …posso cambiarmi?
- Si, fatti una doccia, ma prima vieni con me nella tua camera
Entrammo e rimasi senza parole; alla spalliera del letto erano attaccate delle manette e delle corde; anche ai piedi del letto c’erano delle corde; mi avvicinai ad una sedia; c’erano attaccati due plug, uno anale e l’altro vaginale e sul letto erano adagiate delle auto reggenti ed un reggicalze
- cos’è tutta questa roba?
- la tua nuova stanza
- non mi piace; e non mi piace avere videocamere in ogni angolo
- Sai qual è l’alternativa; interrompiamo tutto, altrimenti inizia a farti piacere la tua nuova stanza
- già…e c’è anche il casino della foto in mano a quei due ragazzi
- mi ha raccontato tutto il padrone; non ci resta che continuare, Gianna; un anno e poi siamo liberi. Adesso fatti una doccia e dopo indossa calze, reggicalze e scarpe; fatti trovare pronta per le 18.00 precise
Facile parlare così per lui; ero io ad essere costantemente umiliata. Era cambiato, non lo sentivo più mio alleato; si stava immedesimando nel ruolo di padrone e non mi sembrava così contrariato nel chiamarmi sborratoio

Andai in bagno; anche lì c’era una video camera; non c’era un posto nella casa che non fosse coperto dalle videocamere; avevo perso completamente ogni privacy. Entrai nella doccia cercando di non pensarci. Mi massaggiai la figa un po’ arrossata per i colpi del ginecologo. Mi sciacquai profondamente la faccia ed il corpo. Uscii rinfrescata e rigenerata. Chissà cosa mi aspettava alle 18.00

Andai nella mia camera. Quelle manette e quelle corde mi inquietavano; presi le autoreggenti ed il reggicalze ed indossai le scarpe tacco14. Mi guardai allo specchio; ero davvero figa, comprensibile che ogni maschio mi volesse scopare. Sorrisi.
Raggiunsi papà in salone. Mi vide
- sei perfetta, riesci a far eccitare anche un morto
Mi palpò il culo, lo guardai; era diverso dai giorni precedenti; faticavo a trovare amore nel suo sguardo; mi sedetti sul divano, tesissima. Gli raccontai quel che era avvenuto la mattina, il ricatto dei due ragazzi, il pompino al vecchio e la scopata del ginecologo.
- ti stai eccitando?, gli chiesi
- la verità?
- si
- si, mi è venuto duro
- lo immaginavo, gli dissi un po’ contrariata, ma mi avvicinai e lo accarezzai sulla patta. Non posso prenderlo perché dalle videocamere, ci vede?
- esatto
- però tu sei il mio vice padrone
- gli parlerò e gli chiederò se quando siamo soli e ne abbiamo voglia, potremo stare insieme ad amarci
Stavo per dargli un bacio sulle labbra quando sentimmo le chiavi nella toppa della porta di ingresso.

Mi alzai immediatamente per rendermi visibile, convinta che quella sera sarei stata, si umiliata, ma di nuovo con il padrone e papà; invece entrò con due persone; gelai quando le riconobbi.

- Gianna, abbiamo risolto il problema della foto; per un paio di ore, però, devi andare nella tua stanza con loro e domani mattina ti porteranno dove vorranno; ovviamente non potrai rifiutare nessuna loro richiesta; nessuna per alcuna ragione; mi sono spiegato, vero? mi tirò per i capelli ed io annuii immediatamente con la testa. Chissà perché aveva avuto l’accortezza di chiamarmi per nome invece che sborratoio
- che pezzo di figa, disse uno dei due
l’altro si avvicinò e mi palpò il culo
- Nino, il culo è ancora meglio di quanto me lo ricordassi
Rimasi rigida, cercai il padrone con lo sguardo, supplicandolo di evitarmi quella scopata; guardai papà che non trovò il coraggio di ricambiare il mio sguardo; mi sentii sola e persa.
- ragazzi andate, fatene quel che volete, ma alla fine delle due ore dovrà essere senza un segno e senza un graffio; non ammetto dolore fisico
Il capo dei due, quello comunque più risoluto, mi prese per i capelli e mi trascinò via, facendosi indicare dove fosse la camera da letto.

Entrammo nella mia camera. Si guardarono intorno e videro sia la sedia che gli accessori per legarmi al letto. Ero ferma immobile e spaventata. Mi presero di nuovo per i capelli e mi sbatterono sul letto.
- bella questa camera con tutti questi giochi; comunque io sono Mimmo, lui è Nino
mi spinse sul letto, prese un polso e mi ammanettò
- noooo, vi prego, sarà brava ed ubbidiente, ma non ammanettatemi
- zitta troietta
- vi scongiuro
Mi dibattevo con le gambe e scalciavo. Nino prese la gamba destra e la legò dalla caviglia e fece lo stesso con la sinistra. Ero legata mani e piedi, con le cosce completamente ed oscenamente aperte. In calze e reggicalze e mi avevano lasciato le scarpe ai piedi
- togliamo le scarpe, disse Nino
- no, lasciale. Le troiette si fanno scopare con le scarpe ai piedi
Si avvicinò, erano entrambi ancora vestiti. Si accovacciò ed iniziò a leccarmi la figa

- nooooo, provai a dire, ma il piacere di quella lingua mi fece serrare le labbra; non volevo dar loro la soddisfazione che il piacere stesse iniziando ad invadermi, ma la figa iniziò a sbrodolare
- cazzo, quanto le piace. Vieni Nino, provala anche tu.
Nino si era spogliato e lo stesso fece Mimmo; guardai il suo cazzo...era duro, molto largo; mi avrebbe fatto male. Si avvicinò al mio volto
- allora troietta, per avere un padrone, devi essere una puttana
- non sono una puttana
- e come mai adesso stai scopando con noi?
- perché...il padrone me lo ha ordinato
- allora ho ragione io, sei una puttana
- non sono una puttana
- se non sei una puttana, scopi con noi perché ci ami? allora baciami
Mi tirò per i capelli infilandomi la lingua in bocca; dovetti ricambiare il bacio, mentre Nino mi faceva letteralmente impazzire con la lingua.

- Nino, spostati che me la scopo; intanto cerca di capire come funziona quella sedia
Prese il cazzo in mano e me lo poggiò tra le labbra della figa; una spinta e fu dentro
- noooo basta, piano, mi fai male…ahiaaaaaa…non così…ahiaaaaa…siiiii….mmmh…basta
- ripeti cosa sei, altrimenti te la squarcio questa figa
- ...sono una puttana, sono la vostra zoccola
Mimmo mi chiavava senza sosta e senza rallentare; sembrava stesse infilzando uno spiedo; era duro, selvaggio; io ero legata mani e piedi e mi facevo scopare e la figa non finiva di sbrodolare; mi dimenavo con la testa perché lui cercava di baciarmi, finché non mi bloccò il collo e mi costrinse a riprendere la sua lingua in bocca; sentivo il cazzo sfondarmi la vulva; finalmente lo tirò fuori e dette il cambio all’amico; purtroppo Nino fu, se possibile, ancora più selvaggio.
Nino mi stava scopando tenendomi per i fianchi ed affondando completamente il cazzo nella figa; gemevo digrignando i denti; sentivo la violenza, ma mi piaceva da impazzire
- la usi spesso quella sedia, troietta?
- ahhhh…non l’ho mai usata…mmmh
- allora oggi è il tuo giorno fortunato; dopo inizieremo ad usarla; abbiamo due ore per divertirci, continuò a chiavarmi.

Ero ancora legata, Mimmo e Nino erano in piedi ai bordi del letto; mi osservavano
- che figa; adesso ci prendiamo il culo
Mimmo si avvicinò e mi liberò i polsi, mentre Nino mi slegò le caviglie.
Massaggiai i polsi con le mani
- mettiti a quattro zampe, troietta
Mi girai sul letto e mi misi carponi con il culo alto pronto per essere deflorato.
Nino prese il cazzo e lo poggiò all’ingresso, spinse e mi inculò; strinsi le lenzuola, ma il culo si adattò a quella presenza; iniziò a fottermelo entrando completamente; abbassai la testa e sincronizzai i movimenti del bacino con i suoi che mi inculava.
Passarono alcuni minuti e cedette il posto a Mimmo che entrò con fatica per la circonferenza del suo cazzo, ma quando fu dentro, anche lui pompò con forza nel mio culo; gemevo e godevo.
Mimmo si avvicinò al mio volto, si piegò verso di me, mi prese per i capelli
- adesso ci lecchi per bene il culo
lo guardai, annuendo con lo sguardo

Mi fecero alzare; Nino si mise carponi sul letto; Mimmo mi afferrò per i capelli e mi trascinò vicino al suo amico spingendomi la faccia contro il suo culo; mi misi a leccarglielo, afferrando il cazzo con la mano; leccavo il culo e lo segavo; sentivo il cazzo pulsare; Mimmo mi tirò per i capelli e mi disse
- prendilo in bocca sino a farlo sborrare
Mi stesi sotto Nino, gli presi il cazzo in bocca e lo leccai devotamente; passai la lingua su tutta l’asta, stavo leccando il glande quando iniziò a sborrare intensamente; lo raccolsi tutto in bocca e lo ingoiai; finalmente lo sfilò dalle labbra e vidi Mimmo in posizione; mi avvicinai ed iniziai il lavoro anche a lui; gli leccai per bene il culo; mi tenevo al suo fianco con una mano e con l’altra lo segavo; Nino era seduto per riprendersi da quella immensa sborrata; lavorai per bene il culo di Mimmo, il quale, ad un tratto, si levò dalla posizione, si mise in piedi e mi fece inginocchiare; me lo mise in bocca; gli feci un pompino sino a farlo godere; sentivo la sborra schizzarmi in bocca e scivolare lungo la gola; ingoiai anche la sua.
Sapevo di essere stata brava
- Nino, ma che bocca ha sta troietta
- mamma mia, Mimmo, mi ha svuotato i coglioni
- adesso, troietta, ci devi far riprendere; manca ancora un’ora e mezza
Nino si era ripreso; gli era bastato vedermi all’opera con l’amico per tornare turgido ed eccitato; mi fece stendere sul letto, gambe aperte e riprese a scoparmi; Mimmo prese la mia mano ed appoggiò il cazzo; lo sentii rilassato; iniziai a masturbarlo e lo sentii crescere tra le mie dita; mi voltai e me lo misi in bocca; Nino mi scopava mentre il cazzo di Mimmo si faceva coccolare dalla mia lingua; Nino mi chiavava di nuovo con forza, Mimmo mi spinse la testa completamente contro il suo pube.
- Mimmo, facciamo un sandwich, propose Nino
Mi liberarono; Mimmo si stese e mi fece stendere supina su di lui; mi infilò il cazzo nel culo; Nino si mise tra le mie gambe e mi scopò; avevo le gambe completamente aperte e quei due cazzi, uno nella figa ed uno nel culo; mi fecero godere più volte, ormai ero alla loro completa mercé; mi ritrovai anche a baciarli alternativamente, incitandoli a continuare a prendermi.
- siiii…ahhhh…godooooo….siiii…
ero impazzita; mi sentivo gemere e non credevo possibile fossi io; stavo subendo una doppia da due perfetti sconosciuti, trattata come una puttana eppure godevo, e come godevo.
- mettiti carponi, ti voglio nella figa; mi disse Mimmo.
Nino si sfilò ed io mi alzai per mettermi carponi sul letto. Mimmo venne da dietro, mi prese per i fianchi e mi scopò; Nino si avvicinò, aveva il cazzo che stava per esplodere; lo masturbai lentamente per non farlo venire, quando riuscì a regolarsi, lo misi in bocca e lo spompinai, mentre Mimmo continuava a scoparmi fino a farmi godere.
Mi massaggiava il culo, capì che lo voleva; mi liberai per un attimo dal cazzo di Nino, mi voltai verso Mimmo e gli dissi
- inculami
Non se lo fece ripetere, tolse finalmente il cazzo dalla figa, completamente umido dei miei umori e mi inculò; continuai a spompinare Nino; stava per esplodere, lo tolsi dalla bocca e lo segai guardandolo; riuscì a non godere.
- voglio spruzzarle nella figa, disse Mimmo a Nino; così si stese e mi fece prima inginocchiare tra le sue gambe e spompinarlo, per poi mettermi a cavalcioni e farmi scopare. Nino mi prese per i fianchi, sputò sul buco del culo, appoggiò la verga e mi inculò per un’altra doppia. Sincronizzammo i movimenti e riuscimmo a godere tutti e tre insieme; si respirava sesso. Mi riempirono figa e culo, mentre io gemevo ed urlavo di piacere.
Mi accasciai su Mimmo; Nino estrasse il cazzo dal culo e sgorgò fuori tutto lo sperma; mi divincolai da Mimmo ed in piedi, sentivo lo sperma di entrambi colare sulle gambe.

Ci riposammo qualche minuto, poi mi presero per i capelli e mi fecero accomodare sulla sedia
- vediamo come funziona, disse Nino
Mi infilarono i due plug, quello anale e quello vaginale e fecero partire le vibrazioni. Ero presa da tutte quelle scosse; dovetti reggermi alla seduta; i due plug vibravano nel culo e nella figa; Nino e Mimmo si eccitarono; fermarono finalmente le vibrazioni e mi fecero alzare; avevo il culo oscenamente aperto; Nino si distese sul letto; Mimmo mi fece sdraiare supina sull’amico e mi legò i polsi alla testata del letto. Nino me lo infilò nella figa, Mimmo si mise su di me, forzò l’ingresso ed entrò anche lui nella figa
- noooo cazzo noooo. entrambi nella figa no….non ce la faccio…ahiaaaaa…siiii…mmmhhh
ne avevo due nella vulva; era larga, ma il primo dolore fu terribile; mi sembrava la stessero squarciando. Iniziarono a scoparmi e le pareti si adattarono; iniziai a godere l’ennesima volta; sentii Mimmo dirmi che per concludere mi volevano inculare insieme.
- vi prego no, me lo spaccate completamente
Mimmo mi prese a schiaffi.
Si alzarono sfilandosi il cazzo dalla figa e mi liberarono i polsi dalle manette, ordinandomi di mettermi carponi sul letto.
Mimmo mi prese per i fianchi, inculandomi agevolmente. Nino mi andò sopra la schiena, allargando le gambe intorno ai miei fianchi; prese il cazzo ed armeggiò vicino al buco del culo; Mimmo si fermò, restando con il cazzo dentro il mio ano; Nino appoggiò il cazzo e spinse. Non riusciva ad entrare, finché forzò; urlai
- ahiaaaaaaaaa…noooooooooooooooo…basta vi prego….nooooooooooooooooooo. mi spaccate
Mimmo mi schiaffeggiò sulle natiche
- godi, troietta…hai il buco del culo completamente rotto
Iniziarono ad incularmi insieme; lacrimavo per il dolore e per la violenza, ma iniziai a sentire il culo adattarsi a quella doppia penetrazione; me lo avevano completamente rotto. Andarono avanti per diversi minuti finché guardarono l’orario. Ne Mancavano dieci alla fine delle due ore.

Nino si sfilò dal culo, e finalmente, pur avendo ancora Mimmo dentro, mi rilassai; subito dopo anche Mimmo lo tolse dal culo. Mi accasciai esausta. Avevo la figa rossa ed irritata, il culo oscenamente aperto.
Mi presero dalle braccia, mi fecero alzare e mi misero di nuovo sulla sedia con il doppio plug, anale e vaginale. Mi fecero sedere e sentii dolore quando i plug mi penetrarono; iniziarono le vibrazioni dei due plug, quindi Mimmo e Nino si avvicinarono e mi forzarono la bocca infilandomi entrambi i loro cazzi, sin quasi a godere; li estrassero ed insieme mi sborrarono sul viso; era la terza sborrata per ognuno, gli schizzi furono pochi, ma sufficienti a sporcarmi la faccia.

Uscirono allo scadere esatto delle due ore, lasciandomi sulla sedia, con il volto coperto di sperma, ma per fortuna ebbero la delicatezza di fermare le vibrazioni dei plug.
Mimmo andò dal padrone e cancellò la foto; tirai un sospiro di sollievo, convinta che l’incontro dell’indomani era stato anticipato a quel pomeriggio.
- Possiamo usare il bagno per sciacquarci? chiese Nino
- Certo, dovete anche pisciare?, rispose il padrone; intuì dove volesse andare a parare
- eh si
mi guardò; cercai timidamente di scuotere la testa
- sborratoio, vuoi far vedere ai nostri amici dove possono pisciare oppure lo devo mostrare io?
Rassegnata, mi alzai dalla sedia, mi inginocchiai e dissi
- pisciatemi in bocca
Mimmo e Nino si guardarono
- wow…ma questa è proprio troia
Si avvicinarono ed a turno mi riempirono la bocca con le loro abbondanti e calde pisciate.
- domani ci divertiamo ancora di più, troietta, facendo tramontare la mia speranza di non vederli mai più
Mimmo e Nino si sciacquarono nel bagno, si vestirono e concordarono l’orario per l’indomani
- passate a prenderla alle nove in punto; ve la farò trovare pulita e profumata, disse il padrone
Ero seduta sul letto con la testa tra le mani
- posso farmi una doccia?
- Si, la serata non è finita. Fatti una bella doccia, mangia e bevi qualcosa. Alle 22.00 abbiamo ospiti; Donato, questa è la crema; dopo la doccia, passagliela un po’ sul culo; deve essere perfetta per i nostri amici
Lo guardai…ero sfinita, ma la serata non era ancora terminata

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