Gianna...ricatto e riscatto V parte (il segreto) - LUI

Scritto da , il 2020-05-09, genere dominazione

Le feci indossare le autoreggenti. Gianna infilò il micro abito, era davvero corto ed in più aveva due spacchi, uno per lato; ogni movimento le scopriva gran parte di cosce, sino a denudare completamente il culo e se non stava attenta, nel piegarsi, si intravedeva la figa
- ti prego, non farmi andare in ufficio vestita così
- Se non la smetti, ti faccio andare direttamente nuda
Donato gustava la scena senza parlare.
Gianna prese il giubbotto corto, calzo le scarpe tacco 12 ed uscì molto contrariata.

Restammo in casa io e Donato e ci demmo il “cinque”
- siamo stati bravi. Ha sospettato nulla?, gli chiesi
- No, nulla; ho costruito il finto debito da un anno per arrivare a questo punto; non è stato semplice, ma ne varrà la pena
- Ti eccita davvero tanto tua figlia per arrivare a questo
- Te l’ho detto tempo fa. Mi ha sempre trattato come uno zerbino, provocandomi spesso, ben sapendo che non mi sarei mai azzardato ad osare e chiederle di scopare e lei si divertiva a provocarmi in continuazione. Adesso mi diverto io; ho un paio di idee già per stasera
- Racconta
- Ho quattro colleghi, due dei quali lei non sopporta; sono anche abbastanza anziani...che dici se li facciamo venire tutti e quattro?
- Ottimo
- E poi, ho un desiderio. Vederla spompinare un cane
- Si può fare. So anche dove procurarlo; poi potremmo passare ad un cavallo. Direi che ci sono tante idee ed abbiamo un intero anno per divertirci; che dici, reggerà?
- Non lo so, ci spero, perché la voglia umiliare ogni giorno, quella gran troia.
- Ok, iniziamo dai quattro; intanto faccio venire il mio amico per montare le video camere ed oggi la faccio scopare dal ginecologo
- Deve arrivare ad avere la nausea del cazzo
- Non credo, le piace troppo, dissi ridendo
- Ieri sera, prima di dormire, abbiamo scopato; è diventata molto docile con me, forse un po’ si imbarazza nel mostrarsi così amante del cazzo, ma ormai si è immedesimata nel voler essere la mia donna segreta. Oggi, quando mi ha leccato il culo, mi ha fatto impazzire
- Eh, me ne sono accorto...ed anche ieri, quando le ho infilato la testa nel cesso, non eri per nulla contrariato, anche se hai finto il contrario; quelle lacrime sono state un capolavoro.
- Mi veniva da ridere, ed ho pianto; però l’eccitazione non ho potuto nasconderla.
- Ci divertiremo, Donato

Mi allontanai da casa per tornare dopo un po’ e far montare l’impianto di videocamere. Donato era andato a lavorare ed eravamo rimasti d’accordo che ci saremmo visti in serata per divertirci con Gianna; improvvisamente mi arrivò un messaggio da lei
“È SUCCESSO UN CASINO CON DUE RAGAZZI IN MEZZO ALLA STRADA, PER COLPA DI COME ERO VESTITA. HANNO UNA MIA FOTO E MI STANNO RICATTANDO”
Risposi subito
“INNANZITUTTO LA COLPA È TUA PERCHÉ NON SEI STATA IN GRADO DI EVITARE IL CASINO ED ORA SARAI TU A PAGARNE LE CONSEGUENZE; NON TI PERMETTERE PIÙ A DARE LA RESPONSABILITÀ DI QUALCOSA PER AVER OBBEDITO AI MIEI ORDINI. ADESSO, TU DA BRAVA SBORRATOIO, CEDI AL RICATTO”.
…che donna idiota, pensai; chissà che cazzo ha combinato.

Nel pomeriggio, intanto, avrei dovuto portare Gianna dal ginecologo. Andai a prenderla in ufficio per portarla dal medico.
La vidi scendere con passo incerto. Il micro abito era davvero esagerato e non passava inosservata, tanto che appena mise piede in strada, fu apostrofata da una macchina di passaggio. Ignorò il commento, ma ebbi la sensazione di un suo immediato irrigidimento finché non mi vide. Le feci cenno e mi raggiunse. Mi raccontò della quasi aggressione della mattina e delle conseguenze con la foto. Le dissi che l’indomani avrebbe dovuto sottostare ad ogni ricatto e le dissi di precedermi; saremmo andati a piedi perché lo studio del dottore era vicino e, comunque, non mi sarei mai perso quella scena. Gianna camminava sui tacchi, sculettando con il microabito che seguiva il movimento dei suoi fianchi e non riusciva a rimanere composto, scoprendo gran parte del suo culo. Ad ogni passo, la gamba fuoriusciva dallo spacco, evidenziando la balza delle autoreggenti; il giubbotto era troppo corto per coprire qualcosa e chiunque la incrociasse, la seguiva con lo sguardo; finalmente per lei, raggiungemmo lo studio del ginecologo. In ascensore, le infilai una mano sotto l’abito, la figa era calda e bagnata
- quanto sei zoccola, e la baciai con passione
Entrammo nello studio; in sala d’attesa c’era una coppia anziana. Le sussurrai di sedersi e di provocare l’uomo.
Gianna trovò un posto di fronte all’uomo ed iniziò ad accavallare le gambe; vestita com’era, si denudò praticamente da un lato e fissava l’uomo noncurante delle occhiatacce ricevute dalla moglie. C’era un silenzio di tensione; facevo finta di leggere un giornale, ma in realtà non perdevo nemmeno un momento di quello scambio di sguardi; furtivi da parte dell’uomo, sfacciati da parte di Gianna e rabbiosi da parte della moglie; passarono cinque minuti e la donna fu chiamata all’interno dello studio medico.
- faccio subito, tu smettila, disse la donna al marito che rimase in silenzio
Mi avvicinai a Gianna e le sussurrai
- adesso sta solo, portalo in bagno e fagli un pompino
- Sei pazzo?
Mi limitai a guardarla. Lei capì e si alzò, si avvicinò all’uomo anziano, si piegò e gli disse
- sa dov’è il bagno?
- come?
- sa per caso dov’è il bagno?
- credo sia oltre quella porta
- mi accompagna a controllare?
- ma…davvero?
Gianna gli prese la mano ed andarono insieme nel bagno.
Tornarono dopo cinque minuti; Gianna aveva trattenuto in bocca lo sperma e quando mi fu difronte, apri la bocca per fornirmi la prova ed ingoiò.
L’uomo si sedette visibilmente soddisfatto; dopo qualche minuto, uscì la paziente, guardò sempre rabbiosa Gianna, si voltò verso il marito
- andiamocene
Gianna sorrise; ci alzammo ed entrammo nella stanza del medico.
- questa è Gianna, dissi al mio amico ginecologo
- Piacere; so che ha bisogno della prescrizione di una pillola anticoncezionale; prima però devo visitarla. Non si spogli, va benissimo vestita così da troia; si sdrai
Gianna si mise sul lettino, con il divaricatore, spalancando la figa nuda con il micro abito che, naturalmente, si scoprì completamente.
Il mio amico medico tirò fuori il cazzo e disse
- per lei, visita speciale
Si avvicinò e la scopò senza preamboli. La prese da sotto le ginocchia ed affondò il cazzo nella figa; mi avvicinai al lato e le infilai il cazzo in bocca
- ha una figa caldissima...uuuhh...mmmhhh difficile resisterle...la bocca com’è?
- Esperta; le piace sbocchinare; nell’attesa lo ha preso in bocca dal marito di una tua paziente
- È proprio troia, allora. Non si spompinano cazzi nel bagno del mio studio
Per punirla, le infilò un dito nel culo facendola sobbalzare; il mio amico le affondava il cazzo nella figa e due dita nel culo, mentre lei era impegnata a spompinarmi a fondo.
- Sborro. Te la riempio questa figa, troia
- Siiii, io le sborro in faccia
Lo sfilai dalla bocca un attimo prima di venire.
Godemmo insieme; io le schizzai in faccia mentre il ginecologo si svuotò nella sua figa.
La facemmo alzare senza darle la possibilità di pulirsi. Le fu prescritta la pillola del giorno dopo ed una la assunse subito per evitare complicazioni alla sborrata ricevuta dal padre, ieri e dal medico oggi
- ci vediamo a casa tua, sborratoio
- Devo tornare a piedi così conciata? Indicando lo sperma che colava sulle cosce e dalla faccia
- Si, del resto sei uno sborratoio; lasciami il tuo telefono
Mi guardò con aria interrogativa, ma lo prese dalla borsa e me lo consegnò.
Andò via verso casa ed io recuperai il numero dei ragazzi della mattina; salutai il mio amico ginecologo e chiamai i due ragazzi; mi presentai come un amico di Gianna e gli dissi che in cambio della foto, avrebbero potuto usarla come volevano sia quella sera che l’indomani mattina. Gli detti l’indirizzo di casa di Gianna e gli dissi di arrivare tra un’ora.
Telefonai a Donato per aggiornarlo, gli dissi che la figlia stava per arrivare, di farle fare la doccia e di prepararla con autoreggenti, reggicalze e scarpe tacco12

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