La rinascita di mamma 2

Scritto da , il 2020-05-08, genere incesti

-Per stasera basta così!- disse zia non appena le nostre bocche si furono staccate.
-Ma come?- provai a protestare.
Zia fu intransigente, mi ordinò di andare a lavarmi e poi a letto. Fui costretto ad obbedire.
Ovviamente non riuscii a chiudere occhio per tutta la notte. Mi alzai il mattino seguente con un paio di occhiaie da far paura e un'erezione che non provai minimamente a nascondere.
Entrai in cucina e salutai entrambe con un bacio a stampo sulle labbra. Mi sedetti al mio posto sorseggiando il caffè.
-Come va il culo, mamma?- domandai con un sorriso malizioso.
-Va bene.- rispose imitando il mio tono.
-E il tuo cazzo? - domandò zia - ho visto che è in tiro!-
-Sì, ed è sempre a vostra disposizione. Volete vederlo?- dissi alzandomi e liberandolo dai boxer prima ancora che rispondessero.
-Mettilo via! - mi disse zia con fermezza mentre lo guardava - ora devi andare a lavorare. Vai a prepararti!-
Obbedii ancora una volta, mi lavai, mi vestii ed andai a lavorare.
La mia giornata lavorativa la passai quasi interamente a pensare alla notte precedente, e questo non piacque al mio capo che mi rimproverò diverse volte.
Finalmente tornai a casa. Trovai un post-It attaccato al frigo su cui era scritto che mamma e zia erano uscite.
Mi cambiai e guardai un po' di TV.
Rincasarono un oretta più tardi, erano andate a fare shopping.
Mi alzai per salutarle con un bacio. Avevano un paio di buste ciascuna.
Andarono a cambiarsi nelle loro camere. Qualche minuto dopo zia tornò in cucina, indossava un paio di leggings verdi e una maglietta bianca, mamma arrivò un paio di minuti più tardi.
Zia, vedendola, sorrise soddisfatta, io, invece, restai a bocca aperta.
Indossava un vestito di cotone azzurro che le arrivava poco sotto le natiche, aveva una scollatura molto profonda e le maniche corte.
-Bé, che avete da guardare?- chiese facendo finta di non sapere perché la fissassimo.
Restai senza parole, mentre lei era girata a guardare nel frigo, zia mi si avvicinò e un sorriso sornione si dipinse sul suo volto.
-Ti piace il nuovo vestito che ha comprato la mamma?- mi chiese prendendomi in giro.
Balbettai qualcosa, ma non uscì nessuna parola di senso compiuto dalla mia bocca. Ero imbambolato.
-Ehi! C'è nessuno?- aggiunse passandomi una mano davanti agli occhi, poi scoppiò a ridere.
Mamma si girò e mi guardò divertita.
Finalmente mi ripresi, mi sembrava di avere un tubo di piombo nelle mutande.
-Posso vedere una cosa?- dissi avvicinandomi a mamma.
Quando le fui alle spalle, con l'indice, sollevai il lembo del suo nuovo vestito. Come avevo immaginato e, lo ammetto, anche sperato, sotto non c'era traccia di biancheria intima.
Istintivamente glielo appoggiai e iniziai a strusciarmi sul suo culo, afferrandole le tette. Il vestito era rimasto sollevato sopra le natiche.
-Porcellino!- mi disse ridacchiando.
Zia nel frattempo si era seduta.
-Cucciolo, apparecchia la tavola!- mi ordinò.
Feci finta di non aver sentito e continuai a strusciarmi sul culo di mamma.
-Tesoro, fai come dice tua zia.- disse mamma con tono molto più dolce.
Obbedii e apparecchiai la tavola.
-Ricordati, cucciolo, che comando io questo gioco!- fece zia seria.
-E' vero.- confermò mamma.
La cena era pronta, mangiammo normalmente, se così si può dire quando sei a tavola col cazzo di marmo.
Quella sera erano in sala a guardare la TV.
Mi chiamarono, mi sedetti tra di loro, misi il braccio destro attorno alle spalle di mamma che si raggomitolò appoggiando la testa al mio petto.
Avevo capito che intenzioni aveva e ne ero entusiasta.
Provai ad abbracciare anche zia col braccio sinistro, ma muovendo l'indice a destra e a sinistra mi disse:
-No, no , no. Io non partecipo al gioco, io lo comando e basta.-
La guardai perplesso per un istante, ma mamma attirò la mia attenzione passandomi la mano sul cavallo dei pantaloni e accarezzandolo per bene.
-Ti piace?- mi chiese con voce sensuale.
Io annuii e, carezzandole la schiena, spostai la mano con cui le cingevo la spalla sul suo sedere. Nella posizione in cui si trovava mamma, il vestito le lasciava scoperti i glutei. Li palpai.
-Posso metterti un dito nel culo?- domandai all'improvviso.
-Certo.- rispose serenamente continuando a tastarmi il cazzo.
Le infilai il medio nello sfintere facendola mugolare di piacere, poi con la mano sinistra sollevai l'elastico dei pantaloni e liberai il cazzo già duro.
Mamma lo afferrò e fece scorrere la mano molto lentamente lungo tutta la lunghezza della mia mazza. Allo stesso tempo, seguendo il suo ritmo le sditalinavo il culo.
Rovesciai la testa all'indietro per il piacere, tornai a guardare solo quando sentii i suoi capelli accarezzarmi il petto e la pancia e sentii la sua lingua sulla cappella prima che lo prendesse in bocca.
Vedevo la sua testa rossa salire e scendere sul mio basso ventre, ma soprattutto sentivo il calore della sua bocca e la splendida ruvidezza della sua lingua sul mio cazzo.
-Vai mamma, non ti fermare!- le dissi.
Cercavo di resistere il più possibile per prolungare quella magnifica esperienza. Ma dopo due o tre minuti sentii che stavo per esplodere.
-Vengo, vengo!- dissi con la voce spezzata dall'eccitazione.
Mamma continuò il suo movimento in su e in giù con la testa mugolando finché il primo schizzo di sborra, a cui ne seguirono diversi altri, non andò a infrangersi contro il suo palato. Mandò giù come la sera precedente, si rialzò e mi chiese:
-Ti è piaciuto?-
-Sì!- risposi.
-Ora vai a lavarti e poi a nanna!- intervenne zia.
-Ma come, proprio adesso?- protestai.
-Fa come dice tua zia.- intervenne mamma.
Ci rimasi male, avrei voluto scoparla, ma in fin dei conti un pompino è meglio di niente, no?
No.
Decisi di fare buon viso a cattivo gioco.
La ringraziai per il pompino, le diedi un bacio sulla guancia, salutai anche zia e mi ritirai.
Il giorno dopo, tornato dal lavoro, approfittai di un momento in cui zia era in bagno per parlare con mamma.
-Mamma - le dissi con aria da cospiratore - aspettami stanotte all'una in camera tua.-
-Che intenzioni hai?- domandò, ma io ero già andato via.
Quella notte, all'una precisa, mi alzai, presi un preservativo e, camminando come un ninja per non far rumore, mi diressi verso la camera di mamma.
Nel minor tempo possibile aprii la porta, entrai e mi richiusi l'uscio dietro le spalle.
Mamma era sveglia, accese l'abat-jour appena fui entrato. Era semidistesa sul letto, sopra le coperte.
-Che cosa vuoi fare?- mi chiese preoccupata.
Per tutta risposta le lanciai il preservativo. Lei lo guardò mentre io mi avvicinavo, quando rialzò lo sguardo ero in piedi accanto a lei. Mi abbassai i pantaloni, le misi una mano sulla nuca e la spinsi verso di me.
Non provò nemmeno a fare resistenza, era quello che voleva anche lei. Lo succhiava con foga, dalla sua bocca usciva qualche mugugno e il suono caratteristico di bagnato prodotto dal mio cazzo e la sua saliva.
Non volevo un pompino, no. Volevo di più. Feci un passo indietro e le chiesi il preservativo. Lo aprii coi denti e lo infilai, poi salii sul letto, le sfilai il perizoma, lei si slacciò il reggiseno, poi le aprii le gambe e ci piazzai la faccia.
Leccai il clitoride come se non ci fosse un domani, mentre con due dita le facevo un ditalino.
Mamma gemeva cercando di non far troppo rumore.
In quel momento mi sembrava abbastanza bagnata, alzai la testa per chiederle se fosse pronta, ma vidi il plug di zia sul comodino. Mi allungai per prenderlo, glielo mostrai con un sorriso malizioso.
Mamma mi fissò per un istante con un espressione indecisa, poi mi prese il plug dalla mano, inarcò la schiena e se lo infilò nel culo.
-Sei un vero porco!- mi disse con tono di rimprovero.
Non ribattei, ma la presi per le gambe e la tirai verso di me, ora era sdraiata con le gambe che formavano un angolo di novanta gradi con la schiena. Il mio cazzo era vicinissimo alla sua figa.
Ci guardammo negli occhi poi lei disse:
-Avanti, che aspetti!-
Non capivo se fosse incazzata o se fosse eccitata, comunque lo infilai lentamente, per poi pomparla con vigore.
Adesso mamma gemeva forte, mi aveva chiuso le gambe dietro la schiena, come se non volesse lasciarmi andare via.
Andai avanti per cinque o sei minuti guardando la sua espressione distorta dal piacere, poi riempii il preservativo. Quando mi fermai mamma non accennò minimamente a lasciarmi andare, quindi rimasi dentro di lei finché non mi si ammosciò. Solo allora riaprì le gambe dietro la mia schiena e potei sdraiarmi affianco a lei nel letto.
Chiusi gli occhi mentre riprendevo fiato, ma li dovetti riaprire quando la sentii sfilarmi il preservativo e la vidi riprendere il cazzo in bocca.
Lo succhiò finché non divenne nuovamente duro. A quel punto si mise a pecorina e mi disse:
-Avanti, fai quello che devi fare!-
Mi alzai e scesi dal letto. La feci girare in modo che il culo puntasse il bordo del materasso, estrassi il plug, lo lanciai via, mi piegai sul suo sedere e iniziai a stuzzicarle lo sfintere con la punta della lingua. Dopo un po' cominciai a leccarle l'ano, quando mi sembrò abbastanza rilassata mi rialzai. Puntai la cappella sulla sua rosellina e iniziai a spingere per farmi strada nelle sua viscere.
Era la prima volta per lei, e, nonostante cercassi di essere il più delicato possibile, mamma faceva dei versi per lamentarsi del dolore.
Piano piano riuscii ad entrare completamente, allora mi fermai per darle il tempo di abituarsi.
-Dimmi quando sei pronta.- dissi.
Mamma stava per darmi il via quando la porta si aprì, zia entrò e vide la scena. Rimase a bocca aperta vedendoci.
Allora ne approfittai e iniziai a muovermi avanti e indietro tra i versi di dolore di mamma.
Mamma, appena ebbi iniziato a scoparle il culo, affondò la testa nelle lenzuola, mentre io guardavo zia negli occhi. Stavolta era lei ad essere imbambolata.
Continuavo a scopare mamma e più andavo a vanti, meno si lamentava, così provai ad aumentare il ritmo. Ad ogni colpo era un gemito, ma non di dolore, di piacere, infatti, aveva orgasmi continui.
Capii di non averne più per molto e decisi di accelerare ancora il ritmo. Appoggiai un piede sul letto la afferrai per i fianchi e la scopai più forte che potevo. A quel punto mamma risollevò la testa per gridare di dolore, andai avanti per un minuto si e no, poi le venni sulle natiche e mi lascia cadere a faccia in giù sul letto, sfinito.
Mamma rimase nella stessa posizione aspettando che le passasse un po' il bruciore al culo, mentre zia si avvicinò a lei per accertarsi che stesse bene.
-Sto bene, tranquilla - le disse mamma - dammi qualche minuto per riprendermi.-
-Hai scopato tua mamma come una puttana!- mi gridò zia veramente arrabbiata.
Mi girai supino, la guardai un istante e sorrisi.
-Zia, appena mi riprendo tocca a te!- dissi, le presi la mano e la tirai a me.
La baciai, lei si ribellò, ma poco dopo si lasciò andare e le nostre lingue si intrecciarono voluttuosamente.

Fine

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