Gianna...ricatto e riscatto III parte (le regole)

Scritto da , il 2020-05-08, genere dominazione

Volevo tastare la loro comprensione di schiavitù; volevo verificare se avevano effettivamente capito fossero miei schiavi; se avessero superato quelle prime giornate, poi avrei potuto alzare il livello delle umiliazioni.
Utilizzai quel tempo per farli stare soli e metterli alla prova. Ne approfittai per mettermi d’accordo con un mio amico cliente che il giorno dopo avrebbe montato un impianto di videocamere in ogni punto della casa.
Tornai dopo circa un’ora.
Aprii la porta e già all’olfatto c’era qualcosa che non andava; non c’era odore di sesso.
Trovai Gianna pulita e docciata; indossava un leggins ed una t-shirt; Donato era in pigiama. Entrambi seduti sul divano davanti alla tv.
- non avete capito un cazzo, dissi con tono fermo, quando formulo un ordine, deve essere seguito alla lettera. Sborratoio chi ti ha detto di farti la doccia?
- non sopportavo il puzzo del piscio addosso
- ah, non lo sopportavi; uno sborratoio come te non può avere alcun privilegio di poter scegliere e decido io quando devi essere pulita
La presi per i capelli.
- spogliati immediatamente e poi spoglia il pezzente
Gianna si sfiló i leggins e la t-shirt e la vidi per la prima volta incerta; rimasta nuda, si avvicinò al padre. Gli tolse il sopra del pigiama, i pantaloni e gli slip; svettò un cazzo duro
- Vedo che il pezzente è eccitato, dissi sorridendo
- Vediamo se ti eccita come userò tua figlia
Presi Gianna per i capelli e la feci mettere carponi. Avevo portato con me un collare ed un guinzaglio. Lo sistemai al collo e la strattonai facendola camminare a quattro zampe.
- scodinzola come una cagna, troia; pezzente, che dici? ti eccita avere una figlia sborratoio, pisciatoio e cagna?
Donato rimase in silenzio
- da come ti tira il cazzo, ho l’impressione che ti eccita; seguici, pezzente
La portai al guinzaglio per la casa sino a giungere nel bagno; li feci fermare, Gianna sempre carponi, Donato in piedi. Chiusi il tappo del bidet e mi misi a pisciare. Ordinai a Donato di fare altrettanto. Si era già formata una discreta pozza di piscio all’interno del bidet. Presi Gianna per i capelli e le dissi di mettersi a pisciare anche lei nel bidet; si alzò e traballante si piegò sul bidet svuotando la vescica. La feci mettere nuovamente carponi, con la testa sopra il bidet.
La presi per la testa e la spinsi nella pozza di piscio tenendole immerso naso e bocca. Gianna inizió a scalciare; le mollai un fortissimo schiaffo sulle natiche; ordinai a Donato di leccarle il culo e di prepararla ad essere inculata, intanto continuavo a tenerle la testa nella pozza di piscio; mi sistemai dietro, mollando per un attimo la presa e Gianna ne approfittó per prendere fiato; gocciolava piscio dal viso.
La inculai senza alcuna attenzione, affondando nelle viscere. Il cazzo le allargó il culo modellandolo alle proprie dimensioni. Mi piegai su di lei, riportandole la testa dentro la pozza di piscio.

Donato era in piedi; non sapeva cosa fare; temeva per la figlia, ma non ebbe il coraggio di intervenire e si vergognò perché sentiva il cazzo farsi durissimo; sperava che la figlia non se ne accorgesse.

La strattonai per i capelli, sollevandole la testa e le chiesi:
- puttana, ti dà ancora fastidio la puzza di piscio?
- No, non mi dà fastidio, rispose
- brava, hai capito la lezione, adesso bevilo
Le spinsi di nuovo la testa e lei apri la bocca cercando di ingoiare quanta pipì riuscisse.

Continuai ad incularla con vigore, il cazzo pulsava nel suo culo, mentre lei era costretta a tenere immersa la faccia nel piscio, provando ad ingoiare per far abbassare il livello. Donato era sempre pietrificato, guardava e non sapeva cosa fare; finché non incroció il mio sguardo e per umiliarlo, gli dissi:
- avvicinati, ti faccio vedere per bene come inculo tua figlia

Donato si avvicinò con riluttanza; gli ordinai di inginocchiarsi e di guardare bene come me la stavo inculando; persi ogni delicatezza, pompando in maniera violenta nel culo di Gianna che era costretta a dibattersi con la faccia ancora immersa nella pozza di piscio; le tolsi la mano da dietro la nuca e lei riuscì a sollevare la testa; grondava piscio; iniziai a sculacciarla sonoramente, mi voltai verso il padre e dissi:
- più le schiaffeggio il culo e più questa vacca si eccita; adesso, pezzente, sborro in questo bel culetto
La stantuffai e mi lasciai andare ad una copiosa sborrata; sentivo il cazzo pulsare nel culo di Gianna e sgorgare fiotti continui di sborra.

Lo sfilai e lo sperma cominciò a defluire andando a riversarsi sulle sue cosce; mi portai davanti a lei, le infilai il cazzo in bocca e le ordinai di pulirlo con la lingua.

Gianna se lo prese tra le labbra aspettando, probabilmente, che mi mettessi a pisciare; invece lo tirai fuori dalla sua bocca; la feci riposare e dopo un po’ scaricai la pisciata nel water, senza tirare lo scarico;

Presi Gianna per i capelli e la portai davanti alla tazza; le spinsi la testa dentro ed abbassai la tavoletta.
- adesso te ne stai un quarto d’ora a respirare l’odore del piscio, mentre il pezzente di tuo padre ti scopa , e poi, rivolgendomi a Donato: scopati il cesso di tua figlia e non godere prima di quindici minuti, altrimenti succhierà tutta la pozza di piscio che sta nel water

Donato iniziò a piangere, ma aveva il cazzo in tiro; si mise dietro la figlia, la prese per i fianchi e la penetrò fingendo fastidio; si rese conto che era quello che aveva desiderato da un po’; iniziò a stantuffarla affondando il cazzo nella sua calda ed accogliente figa; si scoprì anche violento a pompare; del resto era lei ad aver accettato quello scambio. Dopo dieci minuti sollevai la tavoletta del water, l’afferrai per i capelli e le chiesi:
- ti sei abituata al puzzo piscio?
- si, rispose annuendo con la testa
- bene, allora lecca le pareti del cesso finché tuo padre non gode nella tua figa
- no, ti prego, non prendo contraccettivi
- domani il ginecologo ti prescriverà la pillola del giorno dopo, adesso stai zitta e lecca
Gianna abbassò la testa nel water e si mise a leccare le pareti interne completamente bagnate di piscio.

Donato se la scopava con vigore, tardando la sborrata; la teneva per i fianchi sbattendola con forza; si sentiva il rumore del cazzo nella figa e degli umori di Gianna che rimase aggrappata ai bordi del water, mentre cercava di leccarne le pareti e di sincronizzare i burberi colpi del padre.
- dopo che godi, le leccherai la figa e mi porterai la prova che hai sborrato
Passò qualche minuto prima che Donato si contrasse, aumentasse ancora il ritmo della scopata e gemesse, inondando la figa della figlia con il proprio sperma.

Si rilassò ed estrasse il cazzo
- adesso leccagliela e portami la prova di aver sborrato
Donato si inginocchiò e leccò la figa della figlia; raccolse un po’ del proprio sperma sulla lingua, si alzò e me lo mostrò
- baciale
Gianna sollevò la testa da dentro il water, si alzò in piedi, abbracciò il padre e si lasciò baciare mentre sentiva lo sperma colarle lungo le cosce.
Li lasciai baciare e rassicurarsi a vicenda. Gianna era sfatta fisicamente e mentalmente; Donato era svuotato ed aveva esaudito un suo desiderio represso a mai rivelato a sé stesso; desiderava scoparsi la figlia e pensare di averlo fatto lo rendeva euforico. Padre e figlia si guardarono, e quello era solo il primo giorno.
adesso potete lavarvi, imparate ad obbedire ad ogni mio ordine, altrimenti le punizioni saranno vere e non piacevoli come quella di stasera; ci vediamo domani mattina

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