La rinascita di mamma

Scritto da , il 2020-05-02, genere incesti

Fu come un fulmine a ciel sereno.
Non avrei mai creduto che papà potesse lasciare mamma, infatti, quando ci disse che si era innamorato di un'altra donna e se ne sarebbe andato di casa quella sera stessa, pensai che stesse scherzando.
Purtroppo, però, era serio, fece le valigie e ci lasciò.
Mamma era a pezzi, sconvolta, annientata. Aveva dato gli anni migliori della sua vita a papà e lui, appena ne aveva avuto l'occasione, era scappato con una donna più giovane. Si sentiva usata.
Anche io ero molto deluso e arrabbiato, non tanto per me, ma per come papà aveva ridotto mamma.
Infatti mamma si era chiusa in casa, si stava lasciando andare. Provai di tutto nei due mesi che seguirono all'annuncio di papà per tirarla su di morale, ma fallii ogni mio tentativo. Sembrava irrecuperabile.
Decisi, allora, di giocarmi il tutto per tutto, presi il telefono e chiamai zia Stefania.
Zia Stefania è la sorella minore di mamma, una bella quarantenne formosa dai capelli color miele e gli occhi castani.
Arrivò a casa la sera stessa, aprii la porta e fui travolto da un sorriso smagliante e un abbraccio.
-Ciao cucciolo!- mi disse raggiante come sempre.
-Ciao zia, grazie di essere venuta.- risposi ricambiando l'abbraccio.
Arrivò mamma e abbracciò la sorella appena arrivata, le chiese cosa ci facesse a casa nostra con una valigia e io le spiegai che l'avevo chiamata per aiutarmi a tirarla su di morale.
Zia accompagnò mamma in sala camminandole affianco, accarezzandole la schiena. Indossava una camicetta bianca, di cui aveva dimenticato di abbottonare tre bottoni, infilata in un paio di jeans attillati. Portava i capelli legati in una coda elegante e ai piedi calzava un paio di decolletè nere open toe tacco 12.
Il contrasto coi capelli castani arruffati, la vestaglia e le pantofole di mamma era così forte che nessuno avrebbe mai indovinato che fossero sorelle.
Il mattino successivo andai a lavorare più sereno sapendo che con mamma c'era zia, quando tornai a casa le trovai in cucina intente a preparare una torta.
Salutai entrambe con un bacino sulla guancia ed evitai saggiamente di dire che mamma non preparava una torta da quando papà era andato via.
Giorno dopo giorno zia convinceva mamma a fare attività che la distraessero e questo stava migliorando la situazione, infatti sembrava sempre più sicura di se, forte, allegra e anche disinvolta.
Riprese ad uscire, a truccarsi e lisciarsi i capelli, iniziò anche a mettere abiti più corti e più scollati.
Una domenica mattina mi alzai tardi (era il mio giorno libero), le trovai in sala, indossavano leggings e reggiseni sportivi da yoga ed erano piegate in avanti col culo in alto.
-Che fate?- domandai.
-Facciamo yoga.- rispose zia.
-Bello!- commentai.
-Cosa? - domandò zia rimettendosi in piedi - lo yoga o i nostri culi?-
Ci pensai un po', nel frattempo anche mamma si era rimessa in piedi, mi guardavano entrambe sudate con le mani sui fianchi.
-I vostri culi - risposi secco - dello yoga non me ne frega niente.-
Per mia fortuna si misero a ridere.
-Bé - fece zia sospirando - un complimento è sempre un complimento!-
Mamma andò a fare la doccia scuotendo la testa ma con un bel sorriso stampato in faccia.
-Bravo, cucciolo!- mi fece zia non appena restammo soli.
-Sembrava contenta.- commentai riferendomi a mamma.
-Sì, le ha fatto piacere sapere che ha un bel culo.-
Il giorno dopo, quando tornai dal lavoro, per poco non mi venne un coccolone.
Mamma e zia erano in sala a guardare un film, mamma si era tinta di rosso. Era bellissima, frangetta e capelli mossi uniti alla carnagione chiara, la matita intorno agli occhi e il rossetto rosso fuoco mi provocarono un'erezione istantanea e incontrollabile.
Dovetti nascondermi dietro allo schienale del divano per non farla vedere e solo allora le salutai.
-Mamma, sei bellissima!- le dissi entusiasta.
-Grazie, tesoro.-
-Anche tu, zia sei bellissima!- aggiunsi. Le baciai entrambe sulle guance e corsi in bagno a farmi una sega.
Erano anni che non me ne facevo una su mamma o su zia, ma quel look mi aveva sconvolto i sensi.
A cena la situazione degenerò.
-Sai cos è successo oggi, cucciolo?- mi chiese zia.
-Shhh zitta!- fece mamma divertita e un po' imbarazzata.
-Mentre eravamo al bar un tipo ci ha provato con tua mamma.- disse zia infischiandosene dei richiami di mamma.
-E tu cos'hai fatto mamma?- domandai.
-Gli ho detto di no.- rispose lei.
-Sì, ma solo dopo averglielo tastato per bene!- aggiunse zia prima di mettersi a ridere.
Il mio sguardo interrogativo si volse lentamente verso mamma.
-Ok, sì è vero.- ammise dopo qualche secondo di incertezza.
-Scusa, ma se glie l'hai toccato come mai poi non ci sei stata?- chiesi senza pensare a chi stavo facendo la domanda.
Mamma esitò ancora e fu incoraggiata da zia a rispondere:
-Dai, diglielo!-
-Perché non mi sembrava abbastanza grosso!- fece mamma come se dicendo quella frase si fosse tolta un peso di dosso.
Bé, quella risposta mi lasciava sbigottito, lo ammetto, ma se serviva a farla tornare la donna che era prima, avrei fatto buon viso a nemmeno troppo cattivo gioco.
-Sembra una buona motivazione.- commentai.
Sembrava che il mio commento avesse spazzato via ogni traccia di imbarazzo e ridemmo tutti e tre.
Il mattino successivo, a colazione, mamma aveva un sorriso fisso stampato in faccia, ma era troppo tardi per indagare il motivo.
Lo scoprii quando tornai a casa, trovai zia in sala che leggeva una rivista.
-Ciao, zia. Dov'è mamma?- domandai dandole un bacino sulla guancia come sempre.
-E' in camera a masturbarsi coi miei sex toys.- rispose con una naturalezza estrema.
-Ah!- fu l'unica cosa che riuscii a dire preso in contropiede.
Una decina di minuti più tardi mamma uscì dalla camera e andò a farsi una doccia, credo che si fosse completamente dimenticata che dovevo essere tornato a casa. Infatti, quando uscì dal bagno, fu sorpresa di vedermi e di vedere che ora si era fatta.
Venne a darmi un bacio e disse sorridendo:
-Scusa tesoro ero un po' indaffarata.-
Le dissi che non doveva preoccuparsi e poi andai via di corsa per non avere un'erezione davanti a lei.
Quella sera ero in sala con mamma. Arrivò anche zia e si sedette sulla poltrona molto lentamente.
-Cos'hai, stai male?- le domandò mamma preoccupata.
-No no.- rispose zia sorridendo.
-E allora perché ti sei seduta così lentamente?-
-Ho infilato un plug!- disse.
Alzai così tanto le sopracciglia per lo stupore che quasi quasi mi arrivarono sulla nuca.
-Un che?- chiese mamma che ignorava cosa fosse.
Zia ripeté.
-Insomma di che si tratta?- disse mamma curiosa.
Zia si alzò, ci diede le spalle, si piegò in avanti e sollevò la vestaglia mettendo in mostra il sedere. Allora mamma capì cos'era un plug. Quello di zia aveva "l'impugnatura" che sembrava un diamante rosso e sfaccettato.
-Lo vuoi vedere?- le chiese zia tranquillissima.
-Sì.-
-Cucciolo, me lo togli per favore?-
Obbedii senza farmelo ripetere due volte e cercando di essere il più delicato possibile le sfilai il plug dal culo e lo porsi a mamma.
Mamma lo prese e lo osservò attentamente.
-Perché non lo provi?- fece zia rompendo il silenzio che si era creato.
Mamma non rispose subito.
-Dico, perché non lo provi?- insistette zia
-Io non l'ho mai fatto.- rispose mamma imbarazzata.
-Motivo in più per provarlo!- disse zia sorridendo.
Mamma fece per parlare un paio di volte ma si fermò, poi si decise e disse:
-D'accordo!-
-Lo sapevo!- commentò trionfante zia.
Le ordinò di spogliarsi, mamma si alzò, mi passò il plug e tolse la vestaglia. Zia mi ordinò di andare a lavarlo, obbedii.
Quando tornai mamma era completamente nuda, a pecorina sul divano col culo in alto, anche zia si era spogliata.
Mi avvicinai e le porsi il plug.
Zia lo prese e mi disse:
-Se vuoi restare ti devi spogliare anche tu!-
-Come?- domandai sorpreso.
-Tesoro - fece mamma con voce dolce - sto per farmi mettere quel coso nel culo, direi che l'imbarazzo lo possiamo anche mettere da parte.-
Mi spogliai, ero già in tiro. Mamma e zia lo videro, ma non commentarono.
-Sei pronta?- fece zia a mamma.
-Sì.-
Zia mi ordinò di sputare sul buco del culo di mamma, obbedii e subito dopo lei fece lo stesso. Poi, zia mise in bocca il plug e prese a massaggiare le chiappe di mamma. Il massaggio terminò con il dito indice della mano destra di zia che si infilava nello sfintere di mamma provocandole un fremito.
-Come ti sembra?- chiese zia togliendo il plug di bocca.
-E' strano!- rispose mamma.
-Se ti fa male dillo.- mi intromisi leggermente preoccupato.
-No - mi disse zia - deve solo abituarsi.-
Zia, dopo qualche secondo, iniziò a farle un vero e proprio ditalino nel culo, più andava avanti, più mamma si rilassava.
Mi passò il plug e disse:
-Ora puoi metterglielo.-
-Io?- domandai sorpreso.
Zia annuì e allora sputai di nuovo sul culo di mamma e puntai sul suo sfintere il plug. Con estrema delicatezza lo infilai tutto dentro.
-E' piacevole!- commentò mamma dopo averci tenuti qualche secondo col fiato sospeso.
-Sapevo che ti sarebbe piaciuto.- disse zia.
Dopo qualche secondo mi chiese di aiutarla a far alzare mamma.
-Ora fai il giro della stanza.- ordinò alla sorella.
E così, mamma, con un po' di incertezza, fece il giro della sala e poi tornò al divano su cui si sedette con molta cautela.
Ero in piedi davanti a lei e il cazzo era talmente duro da farmi male.
-Mamma - dissi prendendolo in mano - non ce la faccio più. Mi fai un pompino?-
Non ebbe nemmeno il tempo di rispondere che zia le mise una mano sulla nuca e le spinse la testa verso il mio cazzo. Mamma la guardò un istante, poi aprì la bocca e vi accolse dentro la mia verga.
Quando le avevo detto che non ce la facevo più ero serio, infatti, pochi secondi dopo le riempii la bocca di sperma bollente.
-Ingoialo!- dissi in preda all'eccitazione. Lei mi accontentò e poi riprese a succhiarmelo per ripulire tutto.
Mentre mamma me lo succhiava mi voltai verso zia che ci guardava sorridente.
-Grazie zia - le dissi - per aver trasformato mamma!-
-Prego, cucciolo!- rispose mettendomi la lingua in bocca.

Continua

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