La mia prima MILF

Scritto da , il 2020-04-20, genere etero

Mi ero appena lasciato con la mia ragazza, stavo da schifo. Non dormivo, non mangiavo, non uscivo, insomma, avevo smesso di vivere.
Vedendomi così abbattuto mamma e papà mi invitarono in vacanza con loro.
Un pensiero sicuramente gentile, se non fosse che loro le vacanze le fanno in camper. Io ho sempre odiato il campeggio, è scomodo e noioso.
Comunque, abbattuto com'ero, e con la forza di volontà di un ameba, accettai la loro proposta.
Partimmo, il viaggio fu agghiacciante. Non ero mai riuscito a capire cosa ci trovassero di bello nel camper, ma mamma e papà sembravano felicissimi.
Arrivammo al campeggio e papà parcheggiò il camper nella piazzola a noi riservata.
Eravamo arrivati da sì e no dieci minuti quando dal camper parcheggiato nella piazzola di fianco alla nostra uscì una coppia sulla cinquantina.
Si presentarono a mamma e papà, non avevo mai visto una compilation di sorrisi a trentadue denti come quella.
Lei si chiamava Marzia, una mora un po' appesantita dagli anni, alta circa un metro e sessantacinque, con delle tette che quasi strabordavano dalla canottina e un sedere generoso strizzato in un paio di shorts di cotone.
-Questo è mio marito Leonardo.- disse indicando un uomo alto, stempiato e magro come un chiodo, che strinse la mano a mamma e poi a me e a papà.
Chiacchierarono del più e del meno, più che altro si scambiarono le classiche frasi di circostanza sul clima, il paesaggio e la bellezza delle vacanze in camper.
In quel momento tra me e me pensai:
"Ma perché sono qui? Sono proprio uno stronzo!"
La mattina successiva andammo al mare, dopo aver fatto il bagno mi sdraiai a leggere un libro.
-Buongiorno!- disse una voce squillante alle mie spalle.
Mi girai e vidi Marzia e Leonardo, chiusi il libro imprecando sottovoce.
Ovviamente si sistemarono vicino a noi e iniziarono a chiacchierare con mamma e papà.
Dopo averli salutati cercando di fingermi contento di vederli, provai a riprendere la mia lettura, ma Marzia parlava troppo, non riuscivo a concentrarmi sul libro.
Siccome non piove mai sul bagnato, mamma e papà acconsentirono a pranzare tutti insieme.
In quel momento desiderai fortemente di non essere mai nato.
Tornammo al campeggio, mamma e Marzia entrarono nel nostro camper per preparare il pranzo, mentre papà, Leonardo ed io preparammo il tavolo e le sedie per pranzare sotto la tenda estraibile del camper.
Mi sedetti per primo, rimasi sorpreso quando al mio fianco si sedette Marzia, mentre a capo tavola, alla mia sinistra, si sistemò papà, davanti a me si sedette Leonardo e al suo fianco mamma.
Era una disposizione parecchio strana, guardavo gli altri commensali a uno a uno aggrottando le sopracciglia, ma sembrava che nessun'altro ci trovasse qualcosa di anomalo a parte me.
Anche mentre mangiavamo si chiacchierava del più e del meno, in realtà io non parlavo, la mia unica consolazione erano gli spaghetti che avevo nel piatto.
-Come mai sei così taciturno?- mi chiese Marzia strappandomi ai miei pensieri.
Balbettai una risposta, ma subito mamma pensò bene di intromettersi e raccontare a degli estranei la mia triste vicenda sentimentale.
Ovviamente il risultato fu ottenere la compassione di Marzia e Leonardo.
Cosa potevo volere di più dalla vita? Probabilmente anche un attacco di colite sarebbe stato meglio.
Per fortuna il pranzo finì, io mi ritirai nel camper con la scusa di riposarmi, mentre gli altri quattro rimasero al tavolino a chiacchierare.
Andai in bagno e quando ne uscii guardando fuori dal finestrino vidi che papà si era spostato ed ora era seduto accanto a Marzia.
Presi il libro e incominciai a leggere anche se in sottofondo sentivo il brusio delle chiacchiere fuori dal camper.
Poco dopo mi accorsi che le chiacchiere erano cessate, guardai fuori dal finestrino e vidi mamma e Leonardo che guardavano sorridenti papà e Marzia.
Guardai meglio e vidi il braccio di Marzia muoversi in maniera inequivocabile nella zona pubica di papà. Non riuscivo a vedere di più perché mi davano le spalle, ma non poteva essere altro che una sega.
Dopo qualche minuto vidi Leonardo dire qualcosa a mamma, lei annuì e si alzarono. Lui aveva un erezione evidente, accompagnò mamma nel suo camper mentre papà e Marzia restavano seduti al tavolino.
Era troppo, dovevo intervenire, fu allora che aprii gli occhi, vidi il libro aperto appoggiato sul mio petto e mi resi conto che era tutto un sogno. Per sicurezza, comunque, guardai fuori e li vidi giocare a carte.
La sera, faceva troppo caldo, così andai a fare una passeggiata visto che non riuscivo a prendere sonno.
Feci il giro del campeggio, una tristezza indescrivibile. Finito il giro tornai al camper passando davanti a quello di Marzia e Leonardo.
-Non riesci a dormire?- fece una voce all'improvviso procurandomi uno spavento che per poco non mi provocò un attacco di cuore.
Mi girai nella direzione da cui proveniva la voce e vidi una sagoma seduta su una sedia da spiaggia, la luce rossa di una sigaretta accesa mi indicava dove fosse la testa.
-Signora è lei?- domandai incerto.
-Sì, vieni!- rispose facendo un cenno con la mano che teneva la sigaretta.
Mi avvicinai e le chiesi cosa volesse, lei si alzò ed aprì il portellone del camper. Dall'interno arrivava il rumore del marito che russava.
-Come vedi neanche io riesco a dormire!- disse sorridendo.
-Mi dispiace.- le risposi, anche se in realtà non me ne fregava niente.
-Vieni con me!- fece prendendomi la mano.
Mi lasciai trascinare, Marzia mi condusse in una zona il cui accesso era vietato ai non addetti.
Trovarmi in un posto in cui mi era proibito stare mi stava provocando una certa eccitazione. Arrivammo davanti a un capanno degli attrezzi e con mia grande sorpresa lei era in possesso di una chiave del lucchetto che lo chiudeva.
Entrammo e lei accese la luce. Faceva ancora più caldo che nel camper.
-Qui possiamo stare tranquilli!- disse.
Mi chiesi come facesse ad avere le chiavi del lucchetto, ma in realtà mi importava poco.
Mi dava le spalle, stava spostando alcuni attrezzi. Sapevo perché mi avesse portato li, e guardandole il culo mi dissi: "Perché no?".
Mi avvicinai a lei fino ad appoggiarmi e le afferrai le grosse tette.
-Bravo bambino!- mi disse evidentemente soddisfatta dell'effetto che mi faceva.
La feci girare e la baciai in modo animalesco, mentre la mano destra si parcheggiò tra le sue gambe.
Le alzai il vestito e lo sfilai, Marzia rimase nuda, poi mi sfilai la maglietta e la gettai a terra, accanto al suo vestito.
Tirai giù anche i pantaloni e i boxer. Nudo con le mani sui fianchi le dissi:
-Succhiamelo!-
Lei non se lo fece ripetere, si inginocchiò e lo prese in bocca. Succhiava rumorosamente, accarezzandomi le palle con la mano sinistra.
Le avevo messo la mano sulla nuca e di tanto in tanto la tenevo ferma mentre spingevo il bacino in avanti per metterle tutto il cazzo in bocca. Quando le venivano i conati lo toglievo e la lasciavo rifiatare.
In breve lei aveva il mento e le tette coperte della sua stessa saliva.
Mi sdraiai in terra, lei si sedette sulla mia faccia e poi si piegò in avanti per riprendermelo in bocca mentre io le leccavo la figa e andavo ad esplorare il suo culo con un dito.
Poco dopo le venni in bocca, lei ingoiò tutto. Le ordinai di non smettere di succhiarlo e la sua testa continuò inesorabile ad andare su e giù.
Quando mi sentii pronto per il secondo round la feci alzare e la sollevai per farla sedere su una cassapanca, a quel punto strofinai la cappella contro la sua vulva e lo infilai tutto dentro facendola gemere forte.
Sistemai le gambe nella posizione più adatta e cominciai a pomparla a ritmo sostenuto.
Lei godeva, e più godeva più volevo scoparla forte. Mi stavano venendo i crampi, allora le dissi di mettersi a pecorina, lei lo fece mentre io cercavo di sciogliere i muscoli.
Mi domandai se fosse il caso di chiederglielo, ma poi mi dissi "Chi se ne frega!".
Le sputai sull'ano e lo spinsi dentro. Lei si lamentò un poco ma in breve ero dentro fino alle palle.
Aspettai un attimo che si abituasse, ma fu lei a dirmi di non perdere tempo, allora iniziai a muovermi nel suo culo.
Partii piano accelerando gradualmente. Raggiunta la massima velocità lei "commentava" con un "UH!" o un "AH" ogni colpo che le davo. Questo, unito al suono dei nostri corpi che impattavano, mi portarono al secondo orgasmo.
Le venni dentro il culo, appena finito le girai intorno, la presi per i capelli e glielo misi in bocca. Lo succhio avidamente.
Non mi era mai capitato di fare sesso anale, e già questo era fantastico, ma metterglielo in bocca subito dopo fu la cosa più soddisfacente che avessi mai fatto in vita mia.
Riprendemmo fiato fuori dal capanno, ancora nudi e sudati. La brezza notturna ci rinfrescò, allora ci rivestimmo e tornammo ai camper. Quando rientrai nel nostro camper mamma sottovoce mi chiese:
-Dove sei stato?-
Rimasi in silenzio per un paio di secondi poi risposi con nonchalance:
-A fare una passeggiata.-
Nei giorni successivi sia io che Marzia ci comportammo come se nulla fosse, ma l'importante era che dopo quella notte non ricordavo nemmeno il nome della mia ex.

Fine

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