Il figlio più piccolo

Scritto da , il 2020-04-14, genere incesti

La mia famiglia è composta da quattro persone, io sono il figlio più piccolo. Ho sei anni in meno di mia sorella e sono sempre stato coccolato da tutti.
Forse mi hanno sempre visto come un bambino, non lo so, ma devo dire che è piacevole.
Avevo appena preso la patente. Un pomeriggio portai mamma al centro commerciale per comprare un regalo di compleanno per mia sorella Elisa.
Ci dividemmo, io le comprai un album del suo cantante preferito, mamma, invece, le comprò un paio di scarpe rosse, col tacco alto.
Capii subito che il mio regalo non sarebbe stato il più apprezzato.
Il giorno del suo compleanno festeggiammo in famiglia nel pomeriggio, con la torta con tanto di candeline, la consegna dei regali e il classico "tanti auguri a te", mentre la sera uscì con gli amici.
Mi svegliò rincasando, aveva fatto rumore col portone. Era l'una e mezza di notte, sentivo il rumore dei tacchi sul parquet del salotto.
Mi chiesi cosa cavolo stesse facendo, perché continuava ad andare avanti e indietro?
Non sopportavo più quel rumore così fastidioso, così decisi di andare di sotto e chiederle di togliersi le scarpe.
Uscii dalla camera e mi avvicinai al ballatoio. Sentii degli altri passi, sempre provenienti dal pian terreno, di una persona scalza.
-Shhhh!- fece mamma sottovoce - Con tutto questo casino sveglierai tuo fratello!-
Elisa doveva aver tolto le scarpe, le sentii cadere a terra.
-Figurati, quello dorme come un sasso!- commentò papà.
Ma allora erano tutti li.
-Ora posso avere il mio regalo?- chiese mia sorella.
Un altro, ma quanti regali le fanno? E soprattutto, perché non gliel'hanno dato davanti a me?
Mi avvicinai alla balaustra facendo il passo del giaguaro.
-Certo che puoi averlo, tesoro.- rispose mamma.
-Grazie - disse Elisa andando ad abbracciare mamma - siete i migliori!-
Elisa liberò dall'abbraccio mamma e si girò per andare da papà.
-Capisco che vuoi il regalo - disse mamma scherzosa - ma almeno dammi un bacino prima!-
Elisa tornò indietro verso mamma, le mise le braccia attorno al collo e le infilò la lingua in bocca. Mamma la cingeva per i fianchi e ricambiava il bacio con la stessa passione.
Si staccarono dopo un paio di minuti, e insieme a loro si staccò anche la mia mandibola tanto l'avevo spalancata per lo stupore.
-Ora va a prendere il tuo regalo!- disse mamma indicando con un cenno della testa papà.
Papà, nel frattempo, si era alzato in piedi.
-Vieni, tesoro - disse - scarta il tuo regalo!-
Elisa si inginocchiò davanti a lui e gli sfilò i pantaloni, liberando il cazzo già duro di papà. Lo prese in mano e lo accarezzò lentamente per tutta la lunghezza.
-Mamma, vieni a vedere!-
Mamma le si avvicinò e si inginocchiò accanto a lei, allora Elisa prese a leccare la cappella a papà che a sua volta iniziò a gemere.
Ero incredulo e sbigottito, ma la cosa che più mi colpiva era il sorriso di mamma che si godeva la scena e incitava Elisa.
Dopo un po' Elisa lo prese in bocca. Lo teneva in pugno alla base e dondolava la testa avanti e indietro. Lo toglieva di bocca di tanto in tanto per rifiatare, ma poi ricominciava.
Papà gemette più forte e prese la testa di Elisa tra le mani: stava venendo.
Quando papà le tolse il cazzo di bocca, Elisa piegò la testa all'indietro per non perdere neanche una goccia di sperma. Teneva la bocca aperta affinché mamma e papà potessero vedere la sborra di cui era piena. Finalmente la richiuse e ingoiò.
Mamma le diede un bacino sulla guancia e si complimentò con lei.
Papà prese la testa di mamma e la spinse verso il suo cazzo.
-Qualcuno dovrà pur ripulirmelo!- disse mentre mamma glielo prendeva in bocca.
-Chi è la pompinara più brava tra me e la mamma?-
-Bé, considerando che ho il cazzo tra i denti di tua mamma, non mi sento a mio agio a rispondere.-
Si misero a ridere e papà le aiutò ad alzarsi, poi tutti e tre si sedettero sul divano abbracciati.
Papà era in mezzo e sia mamma che Elisa poggiarono la testa sulle sue spalle. Fu allora che mamma mi vide.
Rimase immobile, gli occhi spalancati in un'espressione di terrore.
Papà le disse qualcosa, ma lei non rispose, allora guardò nella direzione in cui guardava mamma e mi vide anche lui.
-Vieni giù.- mi disse Elisa facendo un gesto con la mano, lei sembrava molto più calma.
mi alzai e scesi le scale.
-Siediti!- mi disse mia sorella indicando la poltrona - ora ti racconto tutto...-
Mi sedetti e la ascoltai.
-E' iniziato tutto quasi quattro anni fa. Ero andata alla casa di campagna per studiare in pace, ma davanti all'ingresso ho trovato la macchina di mamma e un'altra macchina che non avevo mai visto.
Incuriosita sono entrata e l'ho trovata a letto con un uomo. Mi sono sentita come ti senti tu adesso, ma poi, quando ho visto papà seduto al lato del letto che li guardava, mi sono eccitata così tanto che sono entrata in camera e ho voluto partecipare. E' stato fantastico, sicuramente la cosa più eccitante mai fatta fino ad allora.
Così è iniziata e ora siamo diventati "compagni di giochi".-
Li guardai uno per uno rimanendo in silenzio.
-Tesoro - disse mamma dolcemente - ci piace il sesso e ci piace farlo senza tabu.-
Mi parlarono tutti quanti ma non li ascoltavo, ero perso nei miei pensieri.
-Devo bere qualcosa!- dissi andando in cucina a prendere la vodka.
Mi domandai cosa ne pensavo veramente. Dovetti ammettere che mi ero eccitato guardandoli.
Tornai in salotto con la bottiglia in mano.
-Vi voglio bene!- dissi.
Mamma scattò in piedi e corse ad abbracciarmi, Elisa fece altrettanto, ma con molta più calma, infine papà si alzò, si risistemò i pantaloni e si unì all'abbraccio collettivo.
-Sapevo che avresti capito.- mi disse mia sorella.
-E' una questione di DNA.- disse papà.
Mamma ed Elisa risero, io non mi sentivo ancora del tutto a mio agio con la cosa.
Elisa prese per mano papà e lo trascinò verso le scale.
-Dove andate?- domandai.
-Spigaglielo tu, mamma.- disse Elisa salendo le scale.
Mi voltai in direzione di mamma.
-Il regalo di tua sorella è papà, glie l'ho "prestato" per tutta la notte.-
-In che senso prestato?-
-Nel senso che loro fanno quello che dico io, possono scopare solo se io gli do il permesso.-
Rimasi qualche istante a pensare.
-Gli hai mai negato il permesso?-
-No, io non dico mai di no!-
Quella risposta e il tono malizioso con cui l'aveva pronunciata erano un chiaro invito. Ero confuso e mi sedetti sul divano, lei si sedette accanto a me, ma veramente vicina. Aspettava solo un mio segnale.
-Mi sento un po' a disagio.- dissi.
-Non devi, tesoro. Lasciati andare!-
Intanto, dal piano superiore, arrivavano i gemiti di mia sorella.
-Senti come gode? - disse mamma ammiccando - se ti lasci andare portai farlo anche tu.-
Si alzò e si slacciò la vestaglia, non indossava biancheria intima. La sua pelle era candida come il latte e le sue curve morbide. Era completamente depilata e aveva i seni grossi leggermente cascanti, ma non per questo brutti alla vista.
Tolse la vestaglia e si girò, si piegò in avanti accarezzandosi il sedere.
-Ti piace il mio culone?- mi domandò.
-S-sì!- balbettai ipnotizzato da quello spettacolo.
Alla mia risposta si infilò il dito medio nel culo. Si stava facendo un ditalino nel culo davanti a me.
Avevo una barra in ferro battuto nelle mutande. Mi alzai le girai attorno e mi trovai faccia a faccia con lei.
Mi calai pantaloni e mutande, mamma, senza indugiare, me lo prese in bocca.
Il suono che proveniva dalla sua bocca mentre me lo succhiava mi stava facendo impazzire, muoveva la lingua tutto attorno alla mia cappella, sentivo che non avrei resistito a lungo.
Infatti, poco dopo, le venni in bocca.
-Ti è piaciuto?- mi chiese quando si tolse di bocca il mio cazzo.
Quando le annuii con la testa lo riprese in bocca, alla fine, quando lo lasciò, era lucido e bagnato.
Mi ributtai sul divano, mi sentivo le gambe flosce. Mamma tornò a sedersi accanto a me.
-Ti posso mettere un dito nel culo?- le domandai stupendomi, un istante dopo, della naturalezza con cui le avevo fatto quella richiesta.
-Tesoro, non devi chiederlo, fallo e basta!-
Si mise a pecorina sul divano e potei metterle l'indice dentro. Ma non mi bastava, il mio istinto mi spingeva a buttarmi di faccia su quel sedere e leccare tutto ciò che trovavo sul mio cammino, e così feci.
Come avevo visto nei porno, leccavo il culo come se non ci fosse un domani. Quando fu di nuovo duro le puntai il cazzo sull'ano e, tutto in un colpo, lo spinsi dentro senza riguardi. Mamma cacciò un urlo e affondò la testa nel sedile del divano.
Il suo sedere, la pelle candida e tutta quella situazione surreale mi avevano fatto perdere la testa. La stavo sodomizzando con colpi rapidi e profondi. Lei, ad ogni colpo, rispondeva con un gemito secco, mentre le natiche e i fianchi ondeggiavano a ritmo.
Andai avanti per una decina di minuti, finché non mi accasciai su di lei e le riempii il retto di sborra calda.
Restammo così per qualche secondo.
Quella notte la passammo insieme, è facile intuire cosa successe.
Il mattino seguente Elisa chiese a mamma:
-Com'è andata ieri notte?-
Mamma sorrise e rispose trionfante:
-Non posso sedermi, ma ora è dei nostri!-

Fine

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