Una mamma preoccupata

Scritto da , il 2020-04-07, genere incesti

Qualche anno fa mi venne diagnosticata la fimosi, per fortuna in una forma non grave.
Per chi non lo sapesse la fimosi è un restringimento del prepuzio, come dicevo il mio non era un caso grave e mi vennero prescritti una pomata e degli esercizi per "elasticizzare" la pelle.
Avevo 19 anni e ammetto che la notizia mi spaventò un po' sulle prime, sapere di avere qualcosa che non va, proprio lì mi faceva paura. Devo dire che il supporto morale che ricevetti dalla mia famiglia fu encomiabile.
Iniziai la mia terapia che consisteva nell'applicazione di una pomata e nella retrazione della pelle cercando di scoprire il glande sempre di più giorno dopo giorno.
Ogni giorno mamma mi chiedeva come stava andando la cura e, anche se in imbarazzo, la ragguagliavo sui miei progressi, o meglio su quelli del mio uccello.
Dopo una decina di giorni riuscii a scoprire completamente il glande, tutto è bene quel che finisce bene pensai.
Al quindicesimo giorno, cioè alla fine della cura, riuscivo a scoprirlo e ricoprirlo senza problemi.
Quella sera stavo per andare a letto, andai in salotto ad augurare la buonanotte ai miei genitori.
-Aspetta un attimo.- mi disse mamma dopo che le ebbi dato il bacio della buonanotte. Mi preoccupai perché aveva il tono di quando stava per farmi il cazziatone.
-Che c'è?- chiesi impaurito.
Lei mi indicò il pacco e disse in tono perentorio:
-Fa vedere!-
Rimasi impietrito col cuore che batteva a mille.
-Avanti, su!-
Guardai papà per cercare un po' di sostegno, ma non lo trovai.
-Non ti devi mica vergognare - mi disse - devi solo abbassare il pigiama e farci vedere se è tutto a posto.-
Mi incoraggiavano con lo sguardo e annuirono quando presi i pantaloni del pigiama per l'elastico. A quel punto, imbarazzato come non mai, mi calai i pantaloni.
Ovviamente il mio pisello non era eretto, comunque lo scoprii e lo ricoprii quattro o cinque volte, in maniera frettolosa per farla finita il prima possibile.
-Avete visto, è tutto a posto.- dissi piegandomi per tirare su i pantaloni.
Mentre mi ricoprivo mamma si affrettò a dire:
-Sì, ma com'è la situazione quando è...- si fermò imbarazzata per pensare alle parole più adatte - sì, insomma, in erezione?-
Rimasi ancora più pietrificato, con il terrore negli occhi la guardai scongiurandola, silenziosamente, di desistere dalla sua pretesa di vedermi in erezione.
-Ti assicuro che va tutto bene anche quando è duro.- provai a dire balbettando per l'imbarazzo.
-Dai, smettila. Non fare il bambino - disse in tono autoritario - avanti, fammi vedere!-
Guardai papà in cerca di aiuto. Neanche stavolta mi aiutò.
-Mamma mia - si lamentò mamma - pensi che non ne abbia mai visto uno?-
-Mi piace pensare di sì.- le risposi secco, stupendomi della faccia tosta con cui avevo ribattuto.
Dovetti arrendermi, ma non me la sentivo di menarmelo davanti a loro, così andai a farlo nel corridoio e una volta raggiunta la totale erezione tornai in salotto coi pantaloni del pigiama che sembravano una tenda.
Li calai nuovamente, facendo schizzare fuori il mio uccello. Cercando di fare più velocemente che potevo scoprii e ricoprii il glande altre quattro o cinque volte sempre senza problemi, dopodiché mi piegai e ritirai su i pantaloni.
-Sei contenta adesso?- le domandai seccato.
-Ma non ho visto niente!- ribatté lei.
-Guarda che non è mica uno spettacolo.-
-Insomma - fece lei spazientita - vedi di comportarti come un adulto!...abbassati i pantaloni!-
Era decisamente un ordine, provai a lamentarmi ma non ci fu niente da fare, era irremovibile. Dovetti obbedire.
Stavo per scoprire di nuovo il glande quando mamma disse:
-Metti le mani dietro la schiena!-
-Cos'è in arresto?- commentò papà sarcastico.
La fissai con gli occhi spalancati, balbettai qualcosa ma non uscì nessuna parola di senso compiuto, e alla fine ripiegai su un laconico -Eh?!-.
Lei mi ordinò nuovamente di mettere le mani dietro la schiena.
-Papà non puoi fare qualcosa per fermarla?- dissi implorante.
-In questo momento tua madre è praticamente implacabile.- mi rispose rassegnato.
Al terzo richiamo incrociai le mani dietro la schiena e mamma allungò la sua verso il mio cazzo. Lo afferrò molto delicatamente con la mano destra e tirò indietro la pelle.
Fu come una scarica elettrica sentire la sua mano scivolarmi sul cazzo.
Poi, sempre con molta delicatezza, ricoprì il glande.
-Ora hai visto?- le dissi desideroso di fuggire, ma lei non rispose.
Lo scoprì e lo ricoprì un'altra volta.
-Mamma, fermati!-
Ancora una volta rimase in silenzio, ripeté l'azione, stavolta, con una presa più salda, percorse tutta la lunghezza del mio cazzo, fino ad arrivare alla base.
-Mamma...non è una buona idea!- provai ad avvertirla con la voce rotta dall'eccitazione crescente.
Neanche questa volta si fermò, anzi aumentò il ritmo. Sentivo il cazzo pulsare sempre di più, non provai più a oppormi, ormai era troppo tardi.
Fece avanti e indietro con la mano forse un altro paio di volte mentre io contraevo tutti i muscoli, dopodiché esplosi in un orgasmo abbondante.
Cinque schizzi bianchi e densi andarono ad infrangersi su di lei; il primo la colpì a metà tra la fronte e l'attaccatura dei capelli, il secondo finì sullo zigomo destro, il terzo sul naso, il quarto, meno potente dei precedenti, si "adagiò" tra le labbra e il mento, e l'ultimo, praticamente, cadde sulla sua vestaglia.
Ero eccitatissimo, glielo tolsi di mano e me lo menai un po'. Dopo qualche attimo di follia ritrovai il senno, riuscii a mettere a fuoco quell'immagine e mi accorsi di cosa avevo combinato.
-Minchia quanta!- commentò papà divertito.
Mamma era immobile, seduta sul divano con le mani sollevate e la faccia ricoperta di sborra, la mia. Stava per esplodere, prevedevo già il cazziatone del secolo.
-Scusa.- dissi timidamente.
Lei si ridestò, mi guardò e sorrise, era uno strano sorriso, probabilmente per il fiotto di sperma che le copriva parte della bocca, poi disse:
-Non fa niente tesoro.-
Credo di non essere mai stato tanto vicino all'infarto, avevo il cuore che letteralmente rimbalzava nel petto.
-Non sei arrabbiata?- domandai titubante.
-No, va tutto bene.- disse molto serenamente prima di alzarsi per andare a pulirsi.
Quando se ne fu andata papà mi disse:
-Hai fatto colpo!-
Mi accorsi solo allora di avere ancora i pantaloni calati e il cazzo in mano.

Fine

Questo racconto di è stato letto 1 9 4 0 9 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.