La bella serata

Scritto da , il 2020-04-01, genere voyeur

Era un caldo pomeriggio di fine giugno, all'epoca dei fatti che mi accingo a raccontarvi avevo 15 anni.
Quel giorno ero stato incaricato di occuparmi di mio fratello minore, così, per tenerlo buono, attaccai la consolle alla TV e giocammo ai videogames. Dopo diverse partite ci fermammo per una pausa, gli preparai una merenda e lo lasciai solo un attimo per andare a vedere che fine avesse fatto mamma.
La trovai al piano di sopra, nella sua camera da letto, seduta al tavolo da toletta impegnata a soffiare sulle unghie appena smaltate per asciugarle. Aveva un asciugamano arrotolato in testa e un accappatoio avvolto intorno al corpo, fu subito chiaro che ci avrebbe messo ore prima di essere pronta.
Il motivo di tutti quei preparativi era l'invito a cena che mamma e papà avevano rivolto a una coppia di amici: Monica e Valerio.
Tra me e me, mentre mamma mi ordinava di darle una mano a mettere in ordine e pulire, pensavo che sicuramente è importante dare una bella immagine di se e della propria casa, ma cazzo, sembrava che avessero invitato una coppia reale, mi aveva fatto pulire posti della casa di cui neanche conoscevo l'esistenza!
Tornai da mio fratello e riprendemmo il gioco. Circa un'oretta dopo, verso le 17:00, papà rientrò a casa dal lavoro. Dopo averci salutati chiese dove fosse mamma e, ottenuta una risposta, salì verso la camera da letto.
Mezz'ora dopo, finalmente, mamma era pronta e scese per iniziare a preparare la cena. Era in fermento, non capivo il perché fosse così, Monica e Valerio erano venuti a casa centinaia di volte. Appena entrò in salotto ci ordinò di spegnere e far sparire la consolle. Fortunatamente papà riuscì a calmarla e a far distendere il clima.
Una volta che mamma si fu calmata potei osservarla meglio e le feci i complimenti poiché era davvero bella. I capelli castani ondulati scendevano fin sotto le spalle, gli occhi, pure castani, erano perfettamente truccati con matita e ombretto, mentre le labbra sottili erano messe in evidenza da un rossetto rosa confetto. A lasciare senza fiato, però, era il tubino nero che indossava, piuttosto aderente, metteva in risalto le sue forme, soprattutto il sedere, senza cadere nel volgare. Quando scese era in infradito, ma aveva in mano un paio di decolletè tacco 12 rosse che indossò quando arrivarono gli ospiti.
Alle 20:30 arrivarono Monica e Valerio. Di lei mi avevano sempre colpito gli occhi verdi, anche se, date le dimensioni delle sue tette, dubito che qualcuno li guardasse più di tanto. Quella sera aveva un vestito corto, verde, con una scollatura generosa, in cui lasciai qualche diottria, e dei sandali tacco 12 bianchi. Era sicuramente una donna sensuale, i biondi capelli lisci le cadevano sulla schiena, li faceva svolazzare a destra e sinistra scuotendo la testa, cosa che apprezzavo molto, ma ciò ammiravo di più era il suo sorriso caldo e invitante.
La cena, nonostante le preoccupazioni di mamma andò benissimo, la aiutai con le portate, mentre papà intratteneva gli ospiti e mio fratello veniva coccolato da Monica.
Alle 22:30 mamma mi ringraziò per l'aiuto che le avevo dato, mi chiese di controllare che mio fratello si lavasse e poi di metterlo a letto.
Quando si addormentò erano più o meno le 23:00, lo lasciai e mentre mi dirigevo verso la mia camera non potei fare a meno di sentire le chiacchiere e le risate sommesse provenienti dal piano di sotto. La tentazione fu più forte di me e mi misi ad origliare.
Li ascoltai per una ventina, forse trenta minuti, i loro discorsi iniziavano ad annoiarmi, decisi di andare a letto quando sentii papà pronunciare una frase che mi lasciò perplesso:
-Ragazzi, è mezzanotte meno un quarto...Che vogliamo fare?- dalla sua voce traspariva una certa fretta, pensai che stesse cacciando gli ospiti in maniera piuttosto rude, mi aspettavo che mamma lo riprendesse e invece disse:
-Hai ragione, amore. Che ne dite ragazzi di andare di sotto, in taverna?-
-Finalmente - commentò Valerio esaltato - non vedevo l'ora!-
Li sentii ridere e mamma commentò:
-Lo prendo come un complimento.-
Mi domandai "Che ci vanno a fare in taverna?" e "In che senso lo prendo come un complimento?", ma il rumore che i tacchi di mamma e Monica facevano mentre scendevano le scale mi riportò alla realtà. Ero così curioso che decisi di andare a vedere cosa avessero intenzione di fare. Con molta cautela, stando attento a non fare rumore scesi in salotto, e poi scesi ancora fino a che mi trovai nel corridoio del piano seminterrato. Sulla destra c'era il garage, sulla sinistra la taverna.
Mentre mi avvicinavo alla porta della taverna sentii mamma dire:
-Amore apri un po' la porta che così possiamo sentire se arriva qualcuno.-
Il mio cuore mancò un colpo, stavo per essere scoperto. Rimasi paralizzato per la paura, la porta si aprì lentamente, sentivo i capelli drizzarsi sulla nuca, dieci, venti centimetri e il mio sangue si era congelato nelle vene, altri cinque centimetri.
-Così va bene.- disse mamma, sentii papà che si allontanava dalla porta. Per fortuna non aveva guardato nel corridoio. Tirai un sospiro di sollievo.
Mi avvicinai alla porta, la taverna era illuminata da una lampada che profondeva una luce soffusa, essendo io nel buio e nascosto dietro la porta non potevo essere visto.
Davanti a me vedevo il divanetto a due posti su cui mamma era seduta con le gambe accavallate. Monica era seduta sulla poltrona che, rispetto al divanetto, era a un'angolazione di 90 gradi. Papà era all'altra estremità della stanza e versava da bere, Valerio era in piedi accanto a lui.
Quest'ultimo prese due bicchierini, ne portò uno a mamma e si sedette accanto a lei, mentre papà portò un bicchierino a Monica e si sedette sul bracciolo della poltrona.
-Sai - disse papà rivolgendosi a Monica - stasera ci sei quasi riuscita.-
-A fare che?-
-A farmi venire un coccolone con quella scollatura!...A un certo punto ti sei girata ed è quasi uscito un capezzolo!-
-Ho visto che me le hai fissate per tutta la sera.- disse Monica divertita.
-L'abbiamo visto tutti.- commentò mamma asciutta.
Risero tutti e quattro, e non riuscivo a capire perché, dal mio punto di vista mamma avrebbe dovuto essere arrabbiata con papà, non solo per aver guardato Monica, ma anche per averlo ammesso così candidamente.
-Comunque - fece Valerio - oggi sei stupenda Simo.-
Mamma lo ringraziò per il complimento e lui proseguì:
-Con questi capelli, il trucco, il vestito, le scarpe e la collana di perle che fa tanto "casalinga porca", a cena ho fatto fatica a trattenermi.-
-Trattenerti dal fare cosa?- domandò mamma.
-Se non ci fossero stati i ragazzi - spiegò Valerio riferendosi a me e mio fratello - mi sarei alzato, avrei fatto il giro del tavolo e te l'avrei messo in bocca.-
-Valerio!- lo riprese Monica con veemenza - ti sembra il modo di parlare?!-
-Non fa niente cara, apprezzo la sincerità.- disse tranquillamente mamma.
La situazione stava diventando insostenibile per i miei gusti, Valerio era andato oltre il limite, aveva mancato di rispetto a mamma.
-E tu non dici niente?- insistette Monica rivolgendosi a papà.
-Bé, conoscendo mia moglie - fece lui atteggiandosi da divulgatore scientifico con un mezzo sorriso beffardo stampato in faccia - nel momento in cui si fosse trovata faccia a faccia col membro di tuo marito sono abbastanza sicuro che avrebbe spalancato le fauci e l'avrebbe fatto sparire nella sua boccuccia.-
Ci fu un secondo di silenzio, poi risero tutti e quattro. Non ci stavo più capendo un tubo, Monica non era indignata veramente, stava recitando una parte, era un loro modo di scherzare, con battute e allusioni molto spinte.
-Quindi, vorresti mettermelo in bocca, eh?- chiese mamma accarezzando la patta dei pantaloni di Valerio.
-Ci siamo.- commentò Monica vedendo la scena.
Valerio appoggiò la mano sulla coscia di mamma e prese ad accarezzarla, i loro sguardi si incrociarono per un istante e si baciarono appassionatamente.
-Fanno sul serio i ragazzi.- commentò papà divertito.
-Bé, in effetti sembra che si siano lasciati andare un po' troppo - disse Monica in tono fintamente preoccupato - tu pensi che ci sia sotto qualcosa?-
-Aspetta che glielo chiedo.- papà si schiarì la voce per attirare l'attenzione di mamma, ma lei continuò a limonare Valerio. -Amore?- ancora niente -Simona?-. Finalmente le lingue di mamma e Valerio si staccarono.
-Sì, che c'è?- chiese mamma con l'aria più innocente del mondo.
-Che state facendo?-
-Niente, perché?- rispose mamma con lo stesso tono di prima
-No, perché sembrava che vi steste mettendo le lingue in bocca.- fece papà in tono serio.
-Vuoi dire così?- chiese mamma e riprese a limonare con Valerio.
Risero tutti, tranne me ovviamente. Non mi piaceva per niente quella situazione.
-Ma guarda che bei piccioncini.- commentò Monica e risero di nuovo.
-Senti, Simo - disse Valerio alzandosi in piedi - non ce la faccio più, succhiamelo!- si slacciò la cintura, sbottonò i pantaloni e li calò fino alle caviglie insieme alle mutande, poi porse la mano a mamma per aiutarla ad alzarsi. Abbassò la zip del vestito di mamma e questo scivolò a terra lasciandola completamente nuda con indosso solo le scarpe e la collana, si inginocchiò e si avventò sull'uccello non ancora duro di Valerio. Lo prese in mano e lo menò per farlo indurire, non ci volle molto prima che fosse pronto.
-Prendilo in bocca!- le ordinò Valerio che non poteva aspettare oltre.
Mamma guardò piena di desiderio la mazza di Valerio che si trovava a pochi centimetri dalla sua faccia, alzò gli occhi cercando quelli di lui, e ingoiò lentamente ma inesorabilmente quel palo fintanto che la sua bocca glielo permise. Lo succhiava con passione, si vedeva che le piaceva, lo metteva tutto in bocca, poi lo leccava dalle palle alla cappella, poi ancora in bocca e così via.
-Tu pensi che abbiano una relazione?- Chiese papà sarcastico rivolgendosi a Monica
-No, non credo. Tra loro c'è solo una bella amicizia.- rispose Monica con lo stesso tono.
-La bella amicizia sarebbe quel rigonfiamento che appare e scompare nella guancia di mia moglie?- chiese papà serio.
-No - rispose Monica asciutta - quello è il cazzo di mio marito.-
-Ah ecco, mi sembrava.-
Mamma sputò il cazzo di Valerio, un po' per ridere e un po' per riprendere fiato.
-Ragazzi - fece rivolgendosi a papà e Monica - la smettete di fare gli scemi!? Sto cercando di fare un pompino!-
Valerio la prese per i capelli e le ordinò di leccargli le palle, lei obbedì prontamente, vedevo la sua lingua accarezzare i testicoli di lui che non poteva fare altro che mugugnare di piacere. Dopo poco le ordinò di leccargli la cappella, e anche stavolta mamma obbedì, faceva roteare la lingua sulla punta del cazzo di Valerio, che, a giudicare dai versi e dalle espressioni era vicino all'orgasmo. Infatti, le disse di riprenderlo in bocca e succhiarlo fino a farlo venire, lei lo fece e una quarantina di secondi più tardi Valerio le venne in bocca.
-Ingoiala!- le ordinò, la guardò eseguire il suo comando e poi si sedette sul divanetto.
-Già fatto?- chiese Monica sorpresa.
-Eh, mi dispiace - disse Valerio un po' abbattuto - ma ero troppo eccitato.-
-Ooh, non fa niente - gli disse mamma in tono rassicurante - possiamo recuperare.-
-Ti è piaciuto dare degli ordini a mia moglie?- chiese papà.
-E' stata fantastica.- rispose Valerio col fiatone.
-Grazie - disse mamma con voce sensuale - sai che sono una troia ubbidiente.-
Una vampata di calore mi avvolse tutto il corpo, quella frase detta da mamma mi fece sentire umiliato. Non avrei mai immaginato che potesse pensare cose di quel genere, figuriamoci dirle riferite a se stessa.
Risero ripetendo quella definizione che mamma si era affibbiata, e ogni volta che la ripetevano le risate ricominciavano.
Quando smisero di ridere Valerio andò nel bagno di servizio della taverna, e mamma si riempì nuovamente il bicchierino. Nel frattempo papà si era alzato, si era calato i pantaloni mentre Monica, che pure si era alzata per sfilarsi il vestito, ora stava in ginocchio sulla poltrona e glielo stava succhiando. Papà le teneva la testa con entrambe le mani e ne guidava il ritmo.
Sentendo i versi che facevano, mamma si girò a guardare -Era ora.- commentò.
Si portò vicina a Monica e le accarezzò la schiena, poi oltre alla schiena le accarezzò anche il sedere, e in fine aggiunse all'itinerario della sua mano anche la figa.
Monica, con la bocca piena, gemeva sempre più forte ed in fine ebbe un orgasmo.
Papà la invitò a cavalcarlo e si sistemarono: lui seduto sulla poltrona, lei a cavalcioni su di lui che saltava sul cazzo. Gli stingeva la testa al suo petto, così che papà avesse le sue tette in faccia e le leccasse i capezzoli.
Nel frattempo Valerio era uscito dal bagno, si affiancò a mamma, le palpava il sedere mentre guardava la scena.
Mentre Monica parlava dicendo frasi sconnesse, ma tutte legate al cazzo di papà, mamma improvvisamente lanciò un gridolino. Lanciò uno sguardo malizioso verso Valerio e si lasciò condurre sul divanetto su cui lui la fece mettere a pecorina. Valerio si butto di faccia sul sedere di mamma, leccava sia il culo che la figa mentre lei lo incoraggiava a continuare.
Nel frattempo papà e Monica si erano fermati, lei si era inginocchiata sulla poltrona con il busto appoggiato sullo schienale e con le mani si allargava le natiche. Papà molto lentamente, con la punta della lingua iniziò a leccarle la rosellina. Andò avanti per qualche minuto, poi, quasi all'unisono, sia lui che Valerio si raddrizzarono. Papà rimase a guardare il suo amico che infilava lentamente il cazzo nella figa di mamma, e quando questi l'ebbe infilato tutto, lui spinse il suo nel culo di Monica che lo accolse con alcuni versi di piacere e altri di dolore.
Valerio, da qualche minuto, stantuffava mamma in maniera energica, tanto che il solo rumore che si sentiva era quello del suo pube che sbatteva contro il sedere di lei, che gemeva a ogni colpo ricevuto.
Papà, invece, teneva un ritmo più lento, non so se per prolungare la scopata o per non farle troppo male. Quasi all'improvviso la fece inginocchiare sul pavimento e dopo esserselo menato brevemente le venne sul seno, poi si lasciò cadere esausto sulla poltrona, mentre Monica raccoglieva la sborra dal seno con l'indice e se la portava alla bocca. Una volta finita questa operazione si alzò e andò a sedersi sul bracciolo del divanetto, ora si trovava faccia a faccia con mamma.
-Adesso tocca a te.- le disse.
In quell'istante Valerio, come se stesse obbedendo alla moglie, sfilò il cazzo dalla figa di mamma, ci sputò sopra e, con un po' di sforzo, glielo spinse nel culo fino alle palle. Rimase, per qualche secondo, tutto dentro di lei, mentre mamma muoveva i fianchi per adattarsi alla sua mazza.
-Sei pronta?- le chiese.
-Vai.- rispose lei.
Iniziò a scoparla dolcemente a un ritmo costante, anche mamma, come Monica in precedenza, alternava gemiti di piacere a lamenti di dolore. Poi Valerio aumentò gradualmente la velocità, e con essa anche l'espressione di mamma cambiava. All'iniziò aveva gli occhi strabuzzati e la bocca spalancata in un continuo "ahhh", quando lui ebbe raggiunto la massima velocità mamma era aggrappata al cuscino del divano con tutta la sua forza e aveva gli occhi strizzati e i denti stretti.
Mantenere quel ritmo doveva essere molto faticoso. Lei sembrava sollevata quando lui si fermò e lo sfilò dal suo culo per riprendere fiato, mamma prese a stimolarsi violentemente il clitoride e venne violentemente.
Valerio la fece mettere col busto appoggiato allo schienale e salì, a sua volta, coi piedi sul divano. Sputò sul buchino ormai allargato e ci puntò la cappella sopra, stavolata entrò più facilmente e lui, piegato su di lei, prese a pomparla con colpi lenti, secchi e profondi. Andò avanti per cinque minuti circa, questa volta, quando si fermò lo fece per venire sul culo di mamma.
Valerio, sudatissimo, camminava su e giù per la taverna con le mani sui fianchi, Monica gli offrì un bicchierino e lui lo bevve avidamente.
Mamma era ancora a pecorina sul divanetto, col culo all'aria cercando di riprendere le energie.
-Amore - commentò papà guardandole il sedere - te l'ha proprio sfondato!-
-Lo sento!- rispose lei ancora affannata.
Monica la aiutò ad alzarsi e, insieme andarono in bagno a lavarsi. Mamma era provata, il trucco era colato, il rossetto probabilmente era rimasto sul cazzo di Valerio e i capelli erano tutti spettinati.
Quando uscirono papà era seduto sulla poltrona e Valerio sul divanetto, stavolta mamma andò a sedersi in braccio a papà e Monica accanto a suo marito.
-Ti ho fatto male?- chiese Valerio preoccupato.
-Non troppo.- rispose mamma con un sorriso.
-Meno male. Quando lo possiamo rifare?-
-Bé, dammi un po' di tempo per riprendermi!- rispose mamma facendo ridere tutti quanti. Brindarono alla "bella serata" e si rivestirono.
A quel punto me ne tornai in camera mia, ovviamente non riuscii a chiudere occhio, a dire il vero non dormii per due notti, mi sentivo in imbarazzo, specialmente con mamma. Chiaramente lei si comportava come sempre, il problema ero io che a malapena le rivolgevo la parola. Lei, naturalmente, era preoccupata dal mio atteggiamento, ma come avrei potuto dirle cos'era che mi turbava?
Col passare dei giorni me ne feci una ragione, in fondo non facevano niente di male mi dissi, o per lo meno non se lo facevano alle spalle.
Due cose erano certe: non mi sarei mai più seduto in taverna e non avrei mai più bevuto da quei bicchierini.

Fine

Questo racconto di è stato letto 3 2 8 4 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.