Legami matrimoniali

Scritto da , il 2020-03-29, genere sentimentali

Gianni entrò con circospezione in casa, si guardò intorno e, non vedendo nessuno, avvisò la moglie a gran voce.
- Ciao! Sono arrivato e sono sudatissimo. Mi faccio una doccia e scendo subito dopo per aiutarti!
Carla stava pulendo la lattuga per la cena e la sua voce lo rincorse mentre si fiondava in bagno.
- Ciao. Fai con calma: è quasi tutto pronto!
Sorrise, pensando alla fortuna che le era capitata. Pur con le inevitabili tempeste, la sua vita coniugale si era rivelata protetta dalla buona sorte. Molte sue amiche erano scontente del loro compagno per molte e diverse ragioni. Lei, superati i cinquant’anni da poco, aveva saputo scegliere con intelligenza cosa concedere e cosa richiedere al marito. Aveva visto e sentito troppo spesso i motivi che creavano dissapori nella vita di coppia e aveva deciso di prevenire ogni forma di attrito.
Gianni si era lavato e ora stava immobile sotto il getto nebulizzato della doccia. Stava ripassando mentalmente come rendere unica e particolare quella serata.
Con il superamento della soglia psicologica dei cinquant’anni, avevano iniziato a scoprire nuovi modi di vivere la sessualità.
L’uomo fece un gran respiro mentre ruotava la maniglia del miscelatore e indossò l’accappatoio. Prese il pacchetto che aveva portato in camera e lo depositò in mezzo al letto.
- Carla! Puoi spegnere tutto e venire qui? C’è una sorpresa per te.
- Arrivo! – rispose in un tono che tradiva la brama di scoprire di cosa si trattasse.
Entrò in camera, vide Gianni che indossava ancora l’accappatoio e poi un pacco sul letto.
- È per me?
- Certo! È un’aggiunta al regalo di compleanno che ti ho fatto ieri. Spero ti piaccia.
Carla lo baciò sulla bocca, si sedette sull’altra sponda del letto e iniziò a rimuovere con calma il fiocco e il nastro adesivo che chiudeva la carta scarlatta.
Gianni sentiva il cuore che gli pulsava forte nel petto. Non era sicuro della reazione che avrebbe avuto Carla nello scoprire il contenuto del pacco.
Quando vide comparire una corda rossa, alzò lo sguardo verso il marito. Il suo volto dimostrava sorpresa. Finì di scartare il regalo e rimase a bocca aperta. I suoi occhi incontrarono di nuovo quelli del consorte. La sua meraviglia incrociò l’espressione interrogativa di Gianni che aspettava un commento da parte sua.
Spostò i vari oggetti che vi erano contenuti e li guardò con attenzione, a uno a uno.
Oltre alla matassa di corda, c’era una mascherina nera, un paio di manette e una ball gag con una palla rossa al centro.
- Sono senza parole. Come ti è venuto in mente di comprarmi questa roba?
- Pensavo che…forse – deglutì – avresti apprezzato un nuovo gioco. Abbiamo provato con i foulard ed è andata bene. O almeno a me è parso così.
- Sì. Con i foulard è stata una bella scoperta. Ma non è che stiamo esagerando adesso?
Carla tentava di non far trasparire la sua voglia di provare nuove situazioni, ponendo domande a cui sperava che Gianni desse una risposta tale da mettere la sua coscienza a posto.
- Io credo che stiamo facendo quello che abbiamo già fatto quando eravamo fidanzati. Siamo andati alla scoperta di altri modi di stare fisicamente insieme. Ci siamo baciati e poi ci siamo toccati in basso e poi siamo andati a letto e poi abbiamo fatto l’amore in posti strani. Siamo grandi, abbiamo la casa per conto nostro: non vedo perché dovremo trasgredire andando da fare sesso in macchina all’aperto o in mezzo a un prato. Meglio toglierci qualche prurito in casa nostra. Io la penso così.
- D’accordo. Accetto questo ulteriore regalo di compleanno, ma mi ha troppo scombussolato – Carla fece una pausa e poi proseguì - Non credo riuscirò a cenare tranquilla stasera.
- Proviamolo subito, allora! – suggerì Gianni.
Carla guardò i giocattoli, guardò il marito, prese in mano la corda, la soppesò, la rimise sul letto, appallottolò la carta regalo assieme ai nastri e la lanciò fuori dalla porta.
- Va bene. Cosa devo fare?
Gianni fu colto di sorpresa e balbettò una risposta incomprensibile.
- Non ho capito – disse sua moglie, sorridendo dentro di sé nel notare l’imbarazzo del marito.
- Spogliati e ti lego a “X” sul letto.
L’immagine di sé stessa bloccata da una corda sul letto a gambe aperte la fece arrossire.
Le mani le tremavano mentre sganciava il reggiseno e persero la presa dell’elastico quando tentò di sfilare gli slip.
Gianni non perse tempo e, tolto l’accappatoio, svolse la matassa di corda per non ritrovarsi a perdere tempo nello sciogliere nodi imprevisti.
Carla si era distesa sul letto e si mise in posizione. Gianni fece un cappio attorno alla gamba superiore del letto e poi legò la corda al polso della moglie. Tagliò la fune rimasta e ripeté l’operazione sull’altro polso e sulle caviglie.
Così bloccata, Carla si augurò che Gianni non avesse un malore durante quell’eccitante gioco perché non era in grado di liberarsi. Questa sensazione di rischio e di impotenza la stava facendo sciogliere.
Gianni prese la mascherina e gliela fece indossare. La donna ebbe alcuni istanti di disorientamento perché oltre a non vedere nulla, non percepiva suoni né stimoli tattili.
Suo marito si era allontanato silenziosamente dal letto e non faceva alcun rumore. Sussultò, quando un dito iniziò a toccarle il polso sinistro e a scendere lungo il braccio, raggiunse lentamente l’ascella, proseguì verso i fianchi e si fermò in prossimità del pube.
Sospirò.
Sentì poi che anche il suo lato destro subì lo stesso trattamento. Suo malgrado dovette socchiudere le labbra e umettarle di saliva: questo gioco la stava stimolando parecchio.
Sentì poi che Gianni si era seduto sul letto, alla sua sinistra. Fremeva nell’attesa del prossimo stimolo che tardava a venire. Lanciò un gridolino quando sentì i propri capezzoli afferrati simultaneamente dalle dita del marito e tirati verso l’alto. Non fu doloroso, ma la sorpresa e la rapidità con cui i suoi sensibilissimi boccioli furono svegliati dal loro letargo la costrinsero a strillare.
Altri secondi di deprivazione sensoriale aumentarono il battito di Carla. Ebbe un tuffo al cuore quando sentì la bocca di Gianni incollarsi al suo sesso già umido e la sua reazione si manifestò in un lungo gemito di piacere.
Il marito si staccò dopo pochi secondi e la lasciò desiderosa e inappagata. La sua attenzione si concentrò sulla pelle: la toccò soavemente in più punti, scoprendo zone del suo corpo che non erano mai stato oggetto di carezze o contatto con le sue dita.
Isolata dal mondo, Carla amplificava il suo collegamento con l’esterno nei pochi secondi in cui percepiva i polpastrelli di Gianni che la toccavano. Capì che in condizioni estreme, la mente cercava un appiglio con tutta l’energia possibile alla sola cosa che la facesse uscire dall’assenza di segnali in cui si trovava.
Il marito iniziò allora a tormentarla con dei tocchi lievi e veloci in ogni parte del corpo. Sembrava che il suo corpo fosse colpito da una pioggia leggera che man mano aumentava di frequenza e di intensità. Il suo respiro divenne ansante, le labbra si seccarono ancora di più, il bacino si contraeva, le corde venivano tese dalle convulsioni dei muscoli e le mani sembravano catturare l’aria. Poi il desiderio si fece insostenibile.
- Scopami: cosa aspetti? – chiese Carla al consorte, sorpresa e vergognosa per la volgarità che non aveva mai pronunciato in tanti anni di matrimonio.
Carla sentì il membro del marito farsi largo senza difficoltà tra le sue labbra roride di umori e un calore improvviso si diffuse dal ventre a tutto il corpo. Gli stimoli precedenti l’avevano già mandata su di giri e le penetrazioni lente e profonde di Gianni la fecero mugolare senza freni. I suoi sensi erano concentrati sul solo tatto.
“Pelle e figa. Non sono altro che pelle e figa.”, pensò Carla, priva del ritegno che aveva conservato fino a quel giorno anche nei pensieri.
Gianni intanto aumentò il ritmo, facendo eccitare ancor più la moglie che lo udiva godere di quella inusuale situazione.
Carla sentiva la corda morderle polsi e caviglie, il sesso che inondava di umori il fallo del marito, il respiro ansante del consorte, il corpo passivo che reagiva a stimoli noti, ma che l’immobilità dei movimenti rendevano totalmente nuovi.
Poi, improvvisamente, accadde: un lamento greve che nacque in fondo alla sua gola si alzò in intensità e frequenza fino a esplodere contestualmente con l’orgasmo che la squassò dalla punta dell’alluce fino ai capelli.
Gianni rimase sconcertato e non appena gli spasmi di Carla si placarono, sfilò il proprio membro e lo avvicinò alla bocca della moglie.
Lei lo prese e lo succhiò, suggendo la miscela dei propri umori e quelli del marito. Non aveva possibilità di muovere la testa come avrebbe voluto. Non aveva mai subito quella che nella sua mente era una scopata in bocca. Il bacino di Gianni si muoveva avanti e indietro mentre lei era immobilizzata. Sentì il marito che sbuffava come mai aveva udito prima. Infoiato per l’unicità della situazione, Gianni iniziò a gorgogliare, a emettere suoni inarticolati e infine ruggì, mentre scaricava il suo seme nella bocca di Carla.
La donna, pur trovandosi in quella situazione per la prima volta, non ci pensò due volte: inghiottì tutto, incapace di decidere se le faceva schifo o meno.
Seguì un minuto abbondante di ansimi e sospiri, da parte di entrambi. Poi, Carla, si schiarì la gola e biascicò con difficoltà poche parole.
- Mi liberi adesso? Credo di avere la braccia anchilosate.
- Subito! – rispose l’uomo, con la voce arrochita.
Gianni sciolse i nodi dei polsi e poi quelli delle caviglie. Quando fu libera, Carla si mise a sedere sul letto e appoggiò una mano sulla spalla del marito, attirandolo a sé.
Lo baciò sulle labbra e poi gli disse.
- Sei riuscito a farmi fare la pornostar. In condizioni normali ti avrei morso la punta dell’uccello, ma in quelle condizioni in cui mi sentivo obbligata a darti piacere, ho accettato anche l’ultima prova.
- Credo sia stato un momento magico per entrambi. Non ti ho mai visto così e neppure sentita godere in quel modo.
Gianni accarezzò i suoi capelli e la guardò teneramente negli occhi.
- Penso che questo regalo di compleanno sarà quello che ricorderemo maggiormente quando saremo vecchi e rimbambiti.
La risata comune morì soffocata da un bacio appassionato.

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