Le 3 pietre (3)

Scritto da , il 2020-01-17, genere pulp

III-Finisce così?
L’interno della grotta sembrava intagliata in un gigantesco cristallo di rocca. Una cattedrale della luce che rifletteva lo spettro solare in una miriade di colori. Nelle profondità delle montagne, un luogo che emanava sacralità. Si dice che la stessa Dea Atlan avesse usato le proprie lacrime per costruire il nido da cui ebbe poi origine il Mondo. Quel nido che nascose nel grembo della montagna con la complicità del dio dei nani Hagruth, Dio della terra e patrono delle gemme
“Ora che succede?” chiese Alyss ai due
“Ora tu, dovrai aspettare fuori” disse Keiji “E aspettare l’alba”
“Fuori? No. Perché non posso aspettare qui?”
“Perché l’ultima fase della nostra missione prevede solo noi due” rispose Zethana afferrando la terza pietra dalla sacca che portava a tracolla. Ne trasse la terza pietra, di colore grigio, per nulla bella come le altre due. Si diresse in fondo alla grotta e pose la pietra sulla sommità di un altare di quarzo bianco e si scostò di un paio di metri, guardando prima la pietra grigia, poi Keiji. Allungò la mano verso Keiji, come se lo stesse invitando ad un ballo. Lui annuì, ripose la katana a terra, si spogliò e raggiunse Zethana. Anche la sacerdotessa depose le sue cose a terra e si levò la veste. Alyss li fissò a lungo e capì che doveva lasciarli soli, perché quello era il Destino a cui erano portati. Con le lacrime agli occhi, voltò loro le spalle ed uscì dalla grotta “Rimarrò qui a fare la guardia” e si acquattò in forma di gatto tra l’erba alta.

Keiji teneva le mani strette a quella di Zethana. I loro corpi emanavano calore e luce. Il sesso di Keiji era turgido verso lei. Lei sorrise e annuì. Era giunto il tempo.
Zethana si adagiò a terra e lasciò che il sesso di keiji entrasse dentro di lei.
Piano piano, con lenti movimenti dei fianchi, Keiji e Zethana si unirono in un amplesso sensuale, un muoversi sinuoso di corpi, un’onda impetuosa di passione. E Zethana avvolta di luce, che aumentò rinfrangendosi sul soffitto cristallizzato e creando migliaia di arcobaleni attorno a loro. La pietra grigia assorbì quella luce e l’intensità del loro atto d’amore divenne luce. Luce azzurra, luce bianca, luce doro. L’interno della grotta divenne un gigantesco fare di luce che bucò l’oscurità e bucò il cielo coperto di nubi.
Alyss si svegliò di soprassalto, pronta a dare battaglia ma, subito si quietò quando si accorse di quella luce e del benessere che da esso traspariva.
Quando la luce si fece più fievole, Alyss prese coraggio e ritornò nella grotta. Li vide, in ginocchio uno di fronte all’altra, immobile, mano nella mano. Due statue di cristallo che avevano donato la loro essenza più preziosa per far rivivere la pietra grigia. L’equilibro, l’amore. Ora, per sempre, guardiani di quel luogo.
Alyss sapeva che fare. Avvicinandosi all’altare recuperò la pietra e la mise nella sacca insieme alle altre. Piegò le vesti di Keiji e Zethana, prese le loro armi , le legò assieme e se le mise in spalla. Dette un’ultima occhiata alle due statue, mentre una lacrima scendeva lungo la sua guancia “Questa è la chiave. L’amore vince su tutto. Addio, amici miei” e si allontanò, lasciando i simulacri di Keiji e Zethana nella Grotta di Cristallo.

Il damyo era immerso nell’acqua calda, la schiena appoggiata al bordo, due concubine nude ai suoi lati. Nelle volute di vapore, il tatuaggio sul suo petto, un drago attorcigliato ad una spada, sembra muoversi nell’incertezza della nebbia. Una brutta cicatrice biancastra all’altezza del petto ne deturpa la quasi bellezza del corpo del damyo
Alyss, nuda anch’essa nella vasca fumante, osserva il suo padrone in attesa che proferisca parola. Rimase per un po’ in silenzio, beatificandosi dei servigi delle due ancelle. Poi disse:“Era necessario. LA pietra dell’equilibrio aveva necessità dell’amore di due puri. Keiji e Zethana erano anime simili destinate a stare insieme e a donare alla pietra quello che le serviva”
“Ma a quale prezzo..”
“Il prezzo di aver salvato milioni di vite. Se Harakur fosse uscito dal Portale, non ci sarebbe stato futuro per questo Mondo. Rimarrà confinato oltre il Portale per altri mille anni”
“Alla fine dei quali, altri puri verranno sacrificati per il bene dell’Umanità”
“Così è e così sarà. Cos’è la vita di due individui paragonata a milioni di altri?”
“Perché io mi sento ancora vincolata a loro?”
“Perché, tecnicamente, loro non sono ancora morti. Vedi, le loro anime sono vincolate nella pietra. Per loro, il tempo è fermo e, quei mille anni, li trascorreranno come mille giorni”
“Allora.. Allora, alla fine del millennio..”
“Scompariranno”
“Mi sento ancora più triste. Aspetta un attimo. Se io sono legata a loro, vuol dire che…”
“Sarai libera del loro legame quando loro saranno scomparsi del tutto”
“Ghaarg! Vuole dire che.. Devo aspettare mille anni?”
“Temo di sì”
“Mille?..”

Mille anni. Io sarò libera. E loro svaniranno nel nulla. La loro anima verrà consumata e non potranno ascendere in uno dei dodici cieli di Celestia. No, non è giusto. Ma non è nemmeno giusto che un demone millenario esca dalla propria prigione e distrugga tutto e tutti.
Harakur. Chi era costui? Un demone che, da tremila anni era confinato in una prigione extradimensionale, il cui portale era conservato nei sotterranei del palazzo del Damyo. Le tre pietre erano le altrettanto chiavi usate per sigillare il portale. Ogni mille anni, l’energia delle pietre si affievoliva e occorreva ripristinarle.
Venivano addestrati due Guardiani che sarebbero stati i Campioni che avrebbero compiuto l’impresa. E, tali guardiani, avrebbero dato la loro anima per attivare la terza pietra. E così si faceva ogni mille anni.
Alyss aveva cercato notizie, storie e leggende su questo Harakur ma, non aveva trovato molto. Di lui si sapeva che era un demone del Primo Ordine dell’Abisso. Si sapeva che suo era il Nome di Dispensatore di Oscurità. E si sapeva che, se avesse calpestato il suolo del Mondo, in molti avrebbero sofferto.
Harakur era destinato a rimanere in quella prigione per l’Eternità, grazie al sacrificio di due guardiani e del loro amore puro. Non era giusto. Poteva esistere un modo diverso per scongiurare il pericolo di quel demone?
Decise che avrebbe fatto di tutto per trovare il modo di salvare i suoi amici e sconfiggere in altra maniera il temibile Harakur. Anche a costo di metterci mille anni…


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