Paura di prenderlo in culo 4

Scritto da , il 2019-11-26, genere etero

Porca miseria, quando ti serve qualcosa, sta' tranquillo che non funziona...
Porc...!
'Sto coso non da segni di vita...

Che nervoso!
Mi sto agitando...
Sono proprio irrequieto.
Sarà che... insomma...
...Dire che ho i coglioni letteralmente pieni, può portare a fraintendimenti.
Già, perché io intendo proprio pieni di sperma.
Ho assoluto bisogno di vuotare il sacco.
Sacco scrotale, intendo.

Fra l'altro, fa ancora caldo e c'è già il riscaldamento a palla.
Sto crepando.
Ho voglia di mettermi a petto nudo.
Sono sudato e sento pure di effondere un certo olezzo...
Credo che se qualcuno mi venisse vicino, mi sentirei in imbarazzo.
Non ho pensato di portarmi sul lavoro uno stick di deodorante... vaccöcane!

E 'sto cazzo di aggeggio, non so che problemi abbia..

Ah! Batterie!
Devono essere le batterie...
Mmmhhh... proviamo a chiedere al coglione...

-Dove posso trovare delle ministilo?

-Cosa?

"''Sto cazzo rosa!" -Ehm... Mi servono delle pile AAA...

-Pile???

-Sì, Pile... batterie...

-Ah... Le batterie... Quelle piccole?

"..." -Ehm... sì...

-'Spetta 'spetta 'spetta... No. No, qui nel cassetto non ci sono... Prova a vedere in archivio: c'è una scatola, su uno scaffale...

-Ah, ok, vado. "Una scatola su uno scaffale...vabbè..."

Sinceramente, se mi chiedessero cosa penso del mio capo, nella definizione predominerebbe la I: Inetto... Immodesto... Idiota... Immerdato da imbarazzante imbecillità... Illogicamente impertinente... Impressionante ignobile impettito... Imbarcato in imperdonabile inadeguatezza... Insomma... Immancabilmente inabile...

Ecco. Mi sa che lavorando con 'sto soggetto, sto diventando autistico... tipo Raymond di Rain Man.

Uh!

Guarda chi c'è in archivio...
Maria Bruna.

-Ciao!

-...Ciao bello!

Mi fa ridere sentire "ciao bello".
Mi sembra di tornare bambino... quando mi salutava mia zia.

-Cosa ci fai qua?

-Mi servono delle pile...

-Ah, ma sei sicuro che ci sono? Se ci sarebbero, le avrei viste!

Ho un fremito.
Tipo gesso che stride sulla lavagna.

-Mah, il mio capo mi ha detto che c'è una scatola su uno scaffale...

-Ahahah, ci sono centomila scaffali qui... se ti avrebbe detto quale scaffale, era meglio...!

Non so... mi sto guardando in giro, cercando la scatola sugli scaffali; non ho ascoltato bene, ma nelle sue parole, qualcosa mi fa rigirare lo stomaco...

Ah.
C'è pure Maria Olivia...

-Ciao...

-(¡☆¤.°▪•`ce:-•°¤ fe'#...

Non ho capito una mazza.

Borbotta.
Sembra una pentola di fagioli.
Sta cercando qualcosa su una mensola...

-Ke@ te$+@•de▪(¤sso, co$$a v¤€¿. €/ ta m@~d☆ q☆ e n○ t@di$€ m@nk○ ind°ve s@rk@r...

Ha alzato un po' la voce, come se stesse parlando con me (almeno è quello che mi è parso), ma senza guardarmi.

...Il problema è che proprio non ho capito un benemerito cazzo.

...
Cosa faccio?
...Boh.
Devo dire qualcosa?
...

-Scusa, non ho capito se stavi parlando con me.

-Òstrega!... Eh certo, con chi dovevo parlare? Go dito che il tuo capo è proprio mongolo. Se non ti dice indòve sarcare, ah, è naturale che no te 'o trovi.

-Eh, beh, non fa una piega...

-Bon, dài, te 'a dàgo mi una mano.

Dire che sono stupito, non rende l'idea.
Maria Olivia?
No, Maria Olivia?!
No, dico, Maria Olivia?!!

Quella che mi guarda sempre di brutto?
...Fa la gentile?
Davvero?!

-Prova a guardare in su questa scansìa... 'Arda, vièn qua.

Io sono rimbambito dalla sorpresa, tentenno.

-Dài, vièn qua. No te magno, ah... sarchèmo insieme.

Rimango ancora incredulo, ma vado vicino a lei... che mi sorride.

Ho paura.
Mi sor-ri-de?!

-Prova, varda in su de sora.

Colgo il senso di quello che dice, anche se per me, sta parlando in ostrogoto.
Mi alzo sulle punte, smanaccio in alto...

-Mmmhh, oggi ti sa' proprio de maschione.

-Uh, hai ragione! Scusa... fanno andare il riscaldamento a tutta birra, sto sudando... non ho un deodorante con me... Ahahah, che vergogna!... Ahahah...

Rido imbarazzatissimo.

-Ma non ti devi preoccupare... Arda che a mi no me dispiase. Ansi.- E sorride. Poi guardando la scaffalatura: -Ti varda in alto, che mi vardo in basso...

Di scatole ce ne sono parecchie, le controlliamo, poi le rimettiamo sullo scaffale...

-Cossa ti ga fato? Ti te ga dado 'na bota? Ti se' ga fato male?

-No, perché?

-Perché qua, ti me pare gonfio...

E mi dà una palpata al pacco.
Io d'istinto indietreggio.

-'Ndove ti va? No te piase? Te go fato male?

-Ahahah, no no... ma che fai? Sei matta?

Lei ride e chiama Maria Bruna...

-'Arda, che qua 'l xe gonfio, dovemo controlare che no ghe se gonfi de più. Prova a sentire anca ti...

Tutta contenta, arriva Maria Bruna, e incomincia a palpare anche lei... Ride...

Io non so che dire... sono fatto di carne debole, le lascio fare... poi penso anche, che se sono preoccupate per la mia salute, è meglio lasciarle che indaghino...

-Te senti? Te 'o senti come che 'l xe gonfio?

-Ahahah, non mi pare tanto gonfio... un pochino... Ahahah

-A mi me pare che el xe drìo a sgiònfàrse...

-Dici? Forse sì... Ahahah sta venendo fuori la botta... Ahahah

-'Arda... 'desso el xe duro... toca! Toca qua!

-Ahahah, è vero, è duro... sempre più duro...

-Dài, bisogna tirarlo fora, ché bisogna controlare... che non ghe fasse male.

Io non lo so come andrà a finire, ma mi sto divertendo parecchio a partecipare a questa pantomima.
E sembra apprezzare anche il mio uccello...
Contando che oggi l'ho infilato due volte in due gabbie diverse, senza farlo liberare, credo si meriti anche lui uno sfogo...

-'Arda, come ti sembra il colore? ...A me me pare normale, però ti vedi che 'l xe duro duro?

-Ahahah, sì è proprio duro...

-Xe mejo se te ga dà un baséto, povaréto...

E Maria Bruna, mica se lo fa ripetere: mi bacia il cazzo e poi se lo infila in bocca, ciucciandolo prepotentemente.

...Urca!
Vuole sgonfiarmi.
È una vera e propria pompa elettromagnetica per il vuoto indotto.

-Omadonasanta! ...Te piase ciuciare l'osèo, vedo... ti xe proprio un poco troja, ti 'o sa' o no?

Maria Bruna, accosciata, me lo lavora di bocca.
Non è un pompino raffinato, ma sicuramente potente ed anche efficace. Maria Olivia lì accanto, la guarda affamata.

-Che cagna che ti xe! Varda come te 'o ciuci! .....Ti xe una ciuciacape'e profesionista, sa'. Ah! Ti xe una siòra putana!

Si accoscia anche lei, aspettando impaziente il suo turno, con gli occhi fissi sulle labbra di Maria Bruna che mi percorrono l'asta. L'affamano.

-...Arda che 'o vojo un poco anca mi... bruta pantegana! Damelo anca a mi!

Aspetta poco e glielo ruba di bocca. Se lo prende fra le labbra lei.
Succhia blandamente solo la cima, e nel mentre, continua a far andare la lingua a destra e sinistra; io sento che me lo carezza così, sotto il glande.
Con i polpastrelli, tira e molla la pelle dalla base, aiutandosi in questo modo, a stimolarmelo per tutta la lunghezza...
Devo dire che non è il miglior pompino che mi hanno fatto, ma tutto sommato, è efficace anche lei.

Maria Bruna la guarda con le palpebre a mezz'asta, con un sorriso lascivo, poi guarda me, che noto i suoi occhi arricciarsi agli angoli. Mi sembra più bella e lei pare sentire il mio pensiero, perché prende ad accarezzarmi il fianco e la natica, per poi accoccolarsi su di me e accarezzarmi lo scroto.

Mentre sono intento ad assaporare le mie sensazioni, Maria Olivia, smette di lavorarmelo di bocca e si tira in piedi. Si abbassa mutande e leggins a metà coscia. Mi riprende il cazzo in mano; lo soppesa, sorride, si gira di spalle e se lo infila nella fessura.

Cazzarola, a me piace davvero proprio troppo la figa. Quando lo infili su... e senti la sensazione di quel limo caldo, lo sfregamento con le pareti della cervice... Le cose che provi...! La loro intensità...! Altro che guardare le foto, pooorrrca puuutttana...!

-Madonasanta che oseo, ah!... Ti ga el casso come un brasso...

"Üllamadona, non esageriamo, dài!"

...Però in effetti, ho l'impressione che Maria Olivia abbia la figa stretta, pur non essendo lei, di primo pelo... che strano.

-Ah!... Massa bèo el tò osèo... Me piase... el to osèo... Dài, dài, ciàvime... òstrega, ciàvime!.

Mi fa un effetto strano scoparmi la Maria Olivia, non me lo sarei mai aspettato.
Ho sempre pensato di starle sui coglioni.
Poi è sboccata... ma parecchio sboccata...
Fa strano una signora di una certa età che si fa fottere così...

-Si cossì, ciàvime... più forte... ah, sì cossì... più forte, ah... testa de casso, ciàvime... sbrèghime 'a mona... dài vèrsime in dò, casso... sbàtime...

Maria Bruna, intanto, mi guarda e sorride, non sembra nemmeno molto sorpresa... Continua ad accarezzarmi... mentre l'altra non fa silenzio un attimo...

-Uh, che bel ciapàr un oseo cossì.. Ah... testa de casso, sbrèghime... To mare putana, ta sboro...ciàvime!

Mi viene quasi da ridere... faccio fatica a trattenermi...

-Fìo de putana, vérsime la potta!

Che caz...? Mi dà del figlio di puttana?!
Porco cazzo! Ehi! Ma... vaccaput...

-Brutta stronza! Smettila o ti ammazzo di cazzo...

-Ah, vaffancùo... facia de mona, sbrèghime... sbrèghime!

-Mah!? ...Brutta bagascia! ...io ti apro in due, troione che non sei altro!

Incomincio a darle dei colpi d'ariete, che fanno tremare la scaffalatura.
Lei continua a turpiloquiare in maniera imbarazzante...
Uno scaricatore di porto incazzato, se facesse a gara con lei, tornerebbe sicuramente a casa, con la coda tra le gambe.
Strano a dirsi, ma io, è come se mi sdoppiassi.
Un me ferino che le squarcia la fregna con animalesche randellate di cazzo.
Un me con la bocca spalancata, immobile, attonito, che guarda la scena, senza poter credere ai suoi occhi e soprattutto, alle sue orecchie.
Maria Olivia, non ci pensa lontanamente a smettere per un secondo di dire una marea di parolacce ed imprecazioni allucinanti.
Ad un certo punto, si mette anche una mano fra le cosce e si sgrilletta velocemente...

-Ah! Facia de merda! Ah! ...Ah! Ta sboro, ciàvime! Ah! Testa de casso! Uuuhuuh... vègnio vègnio...

E mentre continuo a sbatacchiarla, inanella una serie inverosimile di bestemmie... Cazzo, se bestemmia! Bestemmia di brutto.
Ed usa una coloritura, che nemmeno il miglior artista della parola sarebbe in grado di inventare.
Sono esterrefatto.
Davvero.
Ma pur sbalordito, continuo a pestarla di cazzo, e lei continua a maciullarsi il grilletto, fin quando accompagnata da altre imprecazioni blasfeme, si sconquassa per diversi secondi...
Viene...

Io pian piano rallento.
E lei diminuisce il suo inveire...

-Ah, fìo de putana, te me ga fato sc'iopàr. Oh... casso che ciàvada... Uh, no ghe posso crèder... Ah... Uh... ohoooh...

Maria Bruna mi bacia, e mi tira, facendo sì che io mi sfili da Maria Olivia.
Poi si gira di spalle pure lei, offrendomi la figa. Non dice una parola.
È un po' più bassa e devo stare in una posizione un po' accosciata per infilarglielo.
Uhm.
È già un lago.
Incomincio a farglielo sentire per tutta la lunghezza, lentamente.
Su. Giù. Avanti e indietro.
Fa dei versetti.
Ok. Le piace.
Io però muoio di caldo.
Puzzo come una capra.
Non ci resisto e mi metto a petto nudo.

-Cossa ti 'speti, sbrèghila!

Mi sento una sberla su una natica.

-Dài! Móvite!

Un'altra pacca.

-Ouh! C'azzo fai?

-Dài dài, móvite!

Infastidito, eseguo e comincio a randellare di cazzo pure Maria Bruna; lo preferisco, perché se mi arriva un'altra sculacciata, finisce che do uno schiaffone alla Maria Olivia, che la faccio volare per qualche metro.

-Bravo. Bravo. Cossì...

Meno male.
Sono contente tutte e due.
Maria Bruna mi accompagna nei movimenti e miagola.
Maria Olivia mi accarezza i lombi e le spalle, mentre mi sussurra all'orecchio complimenti assurdi e strane porcherie... anche se a dire la verità, io capisco forse la metà di quello che dice.

Non sono sicuro, ma dopo poco, mi pare probabile che pure Maria Bruna sia venuta. Certo è, che ha una pozzanghera al posto della fregna.
Io del tutto sorprendentemente, sono lontanissimo dall'eiaculare.
Però le cosce mi fanno male.

Forse è perché cerco una posizione più comoda, ma il cazzo mi scappa spesso fuori dalla figa della Maria Bruna, a causa del limo che lei copiosamente ha prodotto.
Mi sguscia fuori, e va sempre a poggiarsi sul suo sfintere. Lei si ritrae tutte le volte. Finché mi dice chiaramente:

-No. No ti prego, io ho paura di prenderlo in culo.

Ed è qui che mi cago addosso.

-Io invece, non ho paura di prenderlo in culo!

Oh oh, merda!
È la voce di Maria Sgraziata!
Ne vedo solo un striscia.
Solo adesso, dietro uno scaffale.
Fa il giro.
La guardo, mentre si tiene sull'inguine un gatto nero, a pelo lunghissimo.
...
No.
Non è un gatto.
Si sta sditalinando anche lei.
Ha i leggins e le mutandine calate...
Porca puttana, ho un brutto presentimento.

-Siete delle porche schifose. Siete pure sposate!

Minchia!
Sto dando ancora dei colpi a Maria Bruna, che frenandomi, mi dice:

-È meglio se glielo fai assaggiare anche a lei, sennò credo che finirà ... che se non glielo daresti, glielo andrebbe a dire a tutti... Sai che casino...?!

Ho un tuffo a cuore.
E non è solo per il congiuntivo e la frase incidentati.
Non so mica se ce la posso fare.
Boh.

Che devo fare?
Ce l'ho ancora inspiegabilmente marmoreo.
E devo ancora venire da stamattina.

Maria Olivia va a prenderla, e per un orecchio la trascina dove siamo noi.
La fa piegare a novanta gradi...

-Ti vol ciapàrlo in tel cùo? Davero? 'Desso te 'o sentirà!

Abbasso lo sguardo su quelle natiche cubiche.
Deglutisco.
Della peluria le riga il sedere nel mezzo e le corre su, fin oltre il buco.
Maria Sgraziata si tiene le ginocchia, stando piegata.
Mi restituisce l'immagine di un facocero incaprettato.
Io mi sento praticamente un zoofilo perverso.
Mi faccio per davvero un po' senso, mentre, prendendo il coraggio a due mani, la infilzo brutalmente.
Lei, ho l'impressione che stia per svenire, con lo sguardo dolorosamente terrorizzato.

-Ah, ti ga paura 'desso? Ormai xe tardi, rota in cùo!

Maria Olivia le ammolla uno schiaffo sul sedere che pare far male pure a me.

Ziocaro, che cattiveria!
Maria Sgraziata ha gli occhi chiusi e una smorfia di dolore; la sua insegna dà dei lampi e lancia scintille...

-No ti xe contenta?

Le pizzica le chiappe. Ma lei soffre in silenzio.

-Ti spàchighe el culo!

Dice rivolgendosi a me.
E visto che il pisello non mi ha ancora abbandonato, incomincio a sfondarla.
Maria Olivia continua ad insultarla.
Maria Bruna invece, mi si avvicina, mi bacia i lobi, me li succhia e mi palpa il sedere.

-Sto pensando di essere una stupida.

Mi dice...
Non capisco, ma mi piace il tono che usa.
Si abbassa e incomincia a succhiarmi il capezzolo.
Uh. È tanto che qualcuna non me lo fa.
Figata.
La guardo.
Ha gli occhi chiusi.
Lecca.
Succhia.

-Ah...

Si rialza.
Mi bacia.
Molto appassionata.
...Mi caccia un dito nel culo.

-Uh!

Mi mangia le labbra.
Poi:

-Dovevo provare prima io, che stupida sono...

Cazzo. Non è la prima volta che una mi vìola l'ano con un dito, ma in passato erano dita piccole, ed erano gesti dettati dal principio confuciano del "fa' quel che vuoi venga fatto a te".
Adesso mi sento un dito grosso che spinge in profondità, non so.
Sono in imbarazzo. Un po' a disagio. Per niente sereno.
Ma mi vendico. Le caccio anche io il medio in culo.
Lei ansima e mi bacia più appassionata di prima.
'Sta cosa incomincia a piacermi. Mi sto ingrifando di più. Forse riesco a venire.

Da come me lo muove nelle chiappe, immagino abbia usato il pollice. 'Sta stronza.

Uh. Ci sono.
Ecco.
Sì.
Un paio di colpi.
Ecco sto venendo.
...
Non riesco a trattenere un grugnito animalesco.
Perché il suo dito, impedisce la richiusura completa dello sfintere mentre ho le contrazioni per l'eiaculazione. Ed è evidente che questa anomala costrizione mi crea uno scompenso, infatti il mio corpo va in black-out per frazioni di secondo.
Mi piego con spasmi spastici ad ogni sborrata.
Uh. Cazzo, mai provato una roba del genere...
Oh. Che cazzo!
Uh. Per la miseria, incredibile.
Sono cotto...
Mi si ribaltano gli occhi.

Quando rinsavisco. Tutte e tre mi guardano divertite...
A me verrebbe da ridere, se non fosse che non sono per niente felice di aver castigato la Maria Sgraziata...
Maria Bruna mi bacia a stampo.
Poi lo tiro fuori da quel brutto culo.
E mi faccio schifo.
Mamma mia!
Che orrendo colorino ha il mio cazzo!
Maria Olivia è rapidissima a prendere per i capelli Maria Sgraziata e costringerla a farmelo succhiare.

-Nèta! ...Nètilo per bèn! Schifosa. Sporcaciona!

Poi si gira a guardarmi sorridendomi, maliziosa.
Maria Bruna, fa lo stesso.

Lo so, è assurdo.
Una bruttina stagionata e una caruccia, nemmeno lei di primo pelo; che mi guardano con pose ammiccanti, come giovani conigliette di Playboy...
Sarebbe ridicolo se uno me lo raccontasse, eppure toccano proprio nel vivo la mia vanità e finisco per sentirmi un gran figo.
Maria Bruna mi bacia molto appassionatamente. E io la stringo forte.
Mi si fa vicino pure Maria Olivia e abbraccio anche lei, la bacio e lei contraccambia esattamente come fa i pompini: blandamente con la linguetta che va a destra e sinistra...
Maria Sgraziata intanto mi sta ancora succhiando il cazzo. La guardo e lei lo prende come un segnale che è giunto il suo turno di essere baciata.
Si alza, mi guarda ammiccante.
In attesa.

Sto per vomitare.
Dio che schifo!
Sembra si sia messa il rossetto usando la nutella.
Le faccio un buffetto in testa.
Di più, proprio non posso.

La sua insegna lampeggia, etichettandomi: "Incoerente!"
"...E no, incoerente un cazzo. Sono perfettamente in coerenza col fatto che non bacio mai una bocca sporca di culo".

Mi volto, per la paura di gettarle addosso, e mi rivesto.
Non riesco a levarmi dalla testa l'immagine del mio cazzo lurido e della bocca sporca di Maria Sgraziata.
Ho un groppo in gola.
Provo un ribrezzo talmente indescrivibile, che non so se resisterò senza vomitare.

Sono pronto ad andarmene, mi giro a salutare...

-Ciao ragazze, ci si ribecca, è stato un piacere...

Cerco di non guardare la bocca di Maria Sgraziata...
Loro sono tutte contente, si guardano fra loro.
Mi rivolto e mi avvio alla porta.
Sento alle mie spalle:

-'Arda de netàrte la boca, prima de 'ndar fora! 'Arda che schifo! E dopo làvite i denti... Madonasanta! ...Vergògnite!

Devo pensare a qualcosa di bello!
Mi vengono 'sti flash della Maria Sgraziata, che non riesco a cancellare.
Poi mi sembra pure di avere un odore orrendo addosso.
Voglio farmi una doccia.
Voglio lavarmi l'uccello.
Cazzo.

Apro la pesante porta tagliafuoco dell'archivio e...
Chi c'è fuori a bere il caffè?

La Vale. Che appena mi vede mi fa un sorriso splendido.

La moglie del mio capo. Che accenna un sorriso con le labbra, ma non con gli occhi.

Mi blocco.
Mi vergogno incommensurabilmente del puzzo che mi sento addosso.
Mi chiedo se possano aver sentito qualcosa di quello che è successo qui dentro.
Mi sento in colpa con la Vale, anche se non ce ne è motivo, visto che non siamo né morosi, né fidanzati, né sposati.
La Vale mi appare bellissima, però.
Vorrei poterla baciare.

Invece resto lì, come un babbeo, senza dire o fare niente.
Le sto perfino mettendo in imbarazzo.
Si lanciano degli sguardi interrogativi.
Poi, la moglie del mio capo per sfuggire al disagio, abbassa la vista e senza rendersene conto, mi fissa il pacco.
Quando se ne accorge incrocia gli occhi e indietreggia, cercando a fatica un altro punto su cui concentrare lo sguardo.
L'ho pizzicata in pieno e lei se n'è accorta di sicuro.

Vaccaputtana, che spavento!
Sussulto, perché una mano da dietro, mi tira per il gomito.

Mi volto indietro.
È Maria Olivia che mi guarda come una pornostar sulla copertina de "Le Ore".

-Varda che ti sei dimenticato di queste! 'Ndo te ga 'a testa, so'o dio lo sa!

-Ah. Certo, le pile. Grazie. Grazie mille, troppo gentile...

Continua a guardarmi come ste stessimo per fottere ancora.
Io sorrido facendo finta di niente.
Nel voltarmi, gli sguardi rivolti a me, della Vale e della moglie del mio capo, sono quelli dei Terminator 1 e 2.
Non salutano nemmeno, si fanno un cenno e si dileguano.

Mi avvio al cesso.
Voglio lavarmi le ascelle.
Voglio lavarmi il cazzo.





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