Un regalo inaspettato

Scritto da , il 2019-05-10, genere masturbazione

Dopo tanto lavoro, finalmente riesco a prendermi alcuni giorni di vacanza.
Prima di uscire dalla filiale, impartisco alcuni ordini ai miei dipendenti e poi, subito a casa per preparare le valigie. "Gianfranco sei pronto ? Dobbiamo sbrigarci, altrimenti perdiamo la partenza del traghetto" dico a mio marito. "Cara Esmeralda, c'è un cambio di programma. Nella nostra casella della posta, ho trovato un pacchetto che è indirizzato a te. Forse è una cosa importante. Prendilo". Mio marito mi consegna una piccola scatola
chiusa ermeticamente da tanti nastrini adesivi e colorati. "Adesso, non c'è tempo per fermarmi a guardare il contenuto. La aprirò in auto, mentre tu guidi" rispondo a mio marito. Pochi minuti dopo, siamo in auto e procediamo, finalmente, verso la meta delle nostre vacanze. Tuttavia, mi rendo conto che ci vuole ancora un ora di viaggio per raggiungere il traghetto che ci porterà alla nostra destinazione finale, un isola in mezzo al mare. Decido di aprire il pacchetto. Il suo contenuto è sorprendente. "Questa proprio non me lo apsettavo. Caro, appena puoi fermati ad una stazione di servizio.
Devo andare in bagno" dico a Gianfranco. Lui aumenta la velocità della sua auto per raggiungere il prima possibile la stazione di servizio. Io, nel frattempo, digito un numero sul mio cellulare, mi metto un leggero tocco di rossetto sulle labbra, alzo un pò la mia minigonna ed apro i primi bottoni della mia camicetta. "Cara Esmeralda, ma cosa stai facendo ? Mi nascondi qualcosa ? " mi domanda, subito, mio marito. "Non ti preoccupare. Ecco, siamo arrivati. Parcheggia in quest'area. Io scendo. Tu aspetta in auto. Ci metterò poco tempo e sarò subito da te" gli rispondo. Prima di scendere dall' auto, mi avvicino a Gianfranco e premo le mie labbra sulle sue. Lui apre le labbra e io infilo velocemente la mia lingua nella bocca di mio marito. Mentre Gianfranco mi accarezza le cosce, io intreccio la mia lingua con la sua. Le nostre lingue rimangono unite per alcuni secondi. Poi, dopo aver dato un ultimo bacio a mio marito, scendo dall' auto e corro verso il ristorante della stazione di servizio. Un cameriere del ristorante mi dice dove si trova il bagno delle signore. Appena entrata in bagno, chiudo a chiave la porta, schiaccio un tasto sul mio cellulare e..inizio a spogliarmi. Lentamente. Prima mi tolgo i sandali, poi con una mano mi accarezzo una coscia, mentre con l'altra mano
abbasso leggermente la mia mutandina. "Fermati. Voglio vedere come ti masturbi le parti intime" mi ordina una voce maschile dal display del mio cellulare. Obbedisco. Infilo due mie dita dentro la mia fica, mentre con l'altra mano mi strofino il clitoride. Inizio a gemere. La voce maschile, dal mio cellulare, mi sprona a massaggiarmi più velocemente. Allora faccio ruotare le mie dita dentro la figa, mentre l'altra mia mano preme con forza sul mio clitoride. Una improvvisa eccitazione mi assale. Cerco di non gridare ma la tensione erotica che mi sto autoprocurando è davvero forte. La voce maschile ora mi ordina di fermarmi. Vuole vedermi completamente nuda. Obbedisco. Alzo prima un piede e poi l'altro in modo da far cadere a terra la mia mutandina. Poi, con movimenti lenti, afferro i bordi della maglietta e la alzo sopra la mia testa. Mi abbasso e avvicino la mia bocca al display del mio cellulare. "Come vorrei essere lì e baciarti tutta" dice la voce dal cellulare. Sorridendo, metto le mani dietro la schiena e cerco la levetta per aprire il reggiseno. "Brava. Continua così che mi sto eccitando moltissimo" continua a dirmi la voce maschile. All'improvviso sento un forte rumore provenire dall' esterno e la porta del bagno viene improvvisamente aperta. "Esmeralda, cosa stai facendo ? Ero preoccupato per te e mi sono fatto dare dal cameriere un altra chiave per aprire questa porta. Perchè hai solo il reggiseno indosso?" mi domanda, sorpreso, mio marito. A questo punto, interviene la voce dal mio cellulare. "Non si preoccupi. Sono il safety manager dell' Azienda in cui lavora sua moglie. Per i brillanti risultati che la filiale, da lei diretta, ha raggiunto, volevo premiarla con un assegno il cui importo è molto elevato. Ma, ovviamente, in cambio volevo anche qualche altra cosa. Ho provato a corteggiare sua moglie, ma inutilmente. Esmerlada, sua moglie, è una donna fedele. Allora in cambio, ho chiesto che facesse uno spogliarello per me a distanza e si masturbasse sempre a distanza. La sua intrusione ha rovinato parzialmente lo spettacolo. Cara Esemeralda, ti
ho versato comunque l'assegno-regalo sul tuo conto corrente, però ho dimezzato l'importo. Il regalo lo hai avuto. Ora chiudo la conversazione. Addio" termina la voce maschile e si spegne il display del mio cellulare. "Caro Gianfranco, spero che non sei arrabbiato con me" gli dico, avvicinandomi a mio marito. Gianfranco mi accarezza in mezzo alle cosce e mi bacia sulla bocca. Io infilo la mia lingua dentro la sua bocca e stringo il rigonfiamento dei suoi pantaloni. "Caro Gianfranco. Che ne dici se ci fermiamo in un motel e facciamo l'amore in una camera da letto" gli dico. "Ma il traghetto?" mi domanda. "Per il traghetto c'è sempre tempo" gli rispondo e lo bacio sulla bocca. Poi mi rivesto e ritorniamo in auto. Destinazione Motel. In Motel ci riposiamo. Dormiamo l'uno nelle braccia dell'altra. Al mattino lasciamo il Motel, saliamo in auto e via verso la destinazione finale delle nostre vacanze: un isola in mezzo al mare. Quando il traghetto ci fa sbarcare sull' isola. Mio marito va con la sua auto in un albergo a lasciare le valigie e a prendere le chiavi della nostra camera.
Io nel frattempo vado in spiaggia a prendere il sole e a farmi un bagno. Appena arrivata in spiaggia, stendo un asciugamano e mi siedo sopra. Inizio a togliermi la canottiera.
Si avvicina un uomo. E' alto, muscoloso, con pantaloncini rossi e t-shirt bianca. Ha capelli rossi e occhi castani. Mi sembra un volto familiare. Non è possibile. E' Andrè. Che ci fa qui, penso in silenzio. Lui si siede sulla sabbia, di fronte a me. "Ciao. Esmeralda. Ho trovato lavoro come bagnino. E' una gioia per me rivederti. Se hai bisogno di assistenza, mi puoi trovare seduto su quella torretta" mi dice sorridendo. Per rialzarsi, appoggia una mano sul mio ginocchio. Sto per gridargli contro qualcosa.
Ma lui corre velocemente verso la sua postazione. Faccio finta di nulla. Mi tolgo anche la minigonna e i sandali. Adesso ho indosso solo il reggiseno e il perizoma. Corro a tutta velocità verso l'acqua perché la sabbia scotta sotto i miei piedi. Quindi con un tuffo, mi immergo in quelle calde acque. Quando riemergo, non c'è nessuno nelle vicinanze. Mi distendo con la schiena che galleggia sulla superficie dell'acqua. Allargo le braccia e le gambe. Mi faccio dondolare dalle onde del mare. E' una sensazione bellissima. Ad un certo punto, sento delle bollicine percorrermi la schiena e le gambe.
Mi volto a guardare sott'acqua e vedo un uomo che ha afferrato una mia caviglia e la sta baciando ripetutamente. Mi immergo sotto l'acqua con l'intenzione di colpirlo con un pugno e di allontanarlo subito da me. Ho delle difficoltà a rimanere sotto l'acqua senza respirare. Mentre lui è un abile nuotatore e si muove con disinvoltura sotto. Riesco a scendere di quel tanto per mettermi di fronte a lui. Muovo la mano in avanti per cercare di picchiarlo. Ma lui sposta subito la testa di lato e io non riesco a colpirlo. Questo inutile sforzo, mi porta ad un improvviso debito di ossigeno. Lui mi abbraccia, con la mano solleva una mia gamba e la appoggia sul suo fianco. Poi, avviene tutto in pochi secondi. La sua bocca preme sopra le mie labbra. Le bollicine escono dalla sua bocca ed
entrano nella mia. Io svengo. Quando riprendo i sensi, mi trovo sdraiata sul mio asciugamano e Andrè, il bagnino, sopra di me con la sua bocca incollata alla mia. Io mi rialzo velocemente. Gli metto una mano sul petto e lo allontano da me. "Ma cosa è successo?" gli domando. Sono più sorpresa che arrabbiata. "Scusami. Ti volevo solo fare uno scherzo in acqua. Ma la tua bellezza, le tue stupende curve, mi hanno fatto perdere la testa e non ho resistito: ti ho baciato sulle spalle, sulle gambe, sulle caviglie. Scusami ancora. Mi dispiace. Giustamente tu ti sei arrabbiata e volevi picchiarmi.
Ma l'acqua è come se fosse la mia seconda casa. Tu sotto l'acqua hai resistito pochi secondi e sei svenuta. Io ti ho fatto subito la respirazione bocca a bocca, già in acqua.
A forza di bracciate, sono riuscito nuotando a trascinarti sulla riva. Poi ti ho preso in braccia e ti ho steso sull' asciugamano e ho proseguito la respirazione bocca a bocca. Sei sana e salva. Non lo farò più" mi dice Andrè. Sono arrabbiata, ma anche un po' commossa. "Per questa volta ti perdono. Ora vai via" gli rispondo. Lui rimane seduto di fianco a me con le lacrime agli occhi. Non vuole andarsene. Provo strane sensazioni. Vorrei baciarlo ma anche picchiarlo. Dopo qualche secondo di silenzio, prendo l'iniziativa. Gli accarezzo la nuca e gli sussurro all'orecchio di andarsene prima che mio marito lo veda seduto di fianco a me. Lui mi sorride e mi accarezza le spalle. Non resisto più. Lo abbraccio e lo bacio sulla bocca. Lui mi accarezza in mezzo alle cosce, mentre io infilo la mia lingua dentro la sua bocca. Le sue dita entrano dentro il mio perizoma e massaggiano il mio clitoride. Io ho un sussulto per l'eccitazione e spingo la mia lingua in profondità dentro la sua bocca. Le sue dita sono ora dentro la mia figa e
io sto per avere un orgasmo. Ma prima che l'orgasmo mi esploda dentro, Andrè si stacca da me e corre via. All'inizio non capisco il motivo della fuga del bagnino, ma quando giro la testa, vedo mio marito, dietro di me. "Non parlare. Ti ho colto in flagrante con
Andrè, il nuovo bagnino. L'unica cosa che puoi fare per farti perdonare e continuare con me quello che stavi facendo con Andrè" mi dice Gianfranco. "Va bene. Caro Gianfranco. Ti amo. Quello con Andrè è stato solo un momento di debolezza. Gianfranco ti amo veramente, facciamo l'amore qui in spiaggia" gli rispondo. Gianfranco, mio marito, si sveste velocemente. Avvolge un asciugamano intorno ai suoi fianchi e si sdraia sopra di me. Io allargo subito le gambe e Gianfranco mi penetra subito. Il membro di Gianfranco affonda due volte dentro la mia figa ed io ho l'orgasmo. Subito dopo, abbraccio mio marito, bacio Gianfranco sulle labbra e faccio scivolare la mia lingua dentro la sua bocca. La mia lingua e quella di Gianfranco si uniscono e si intrecciano più volte. Gianfranco continua a spingere dentro di me ed io ho un secondo orgasmo. Poi, esausti, ci riposiamo
rimanendo abbracciati l'uno nelle braccia dell'altra.



Questo racconto di è stato letto 5 1 9 8 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.