Fuga da Howth

Scritto da , il 2019-03-31, genere etero

Mi avvicinai lentamente, percorrendo il corridoio buio, illuminato appena dal riverbero della finestra della cucina. La porta era schiusa.
Lei era seduta sul water, lo sguardo intenso, fissava un punto indefinito davanti a se, le gambe leggermente convergenti, le mutandine calate sulle ginocchia, lo sguardo assonnato.
Gli occhi si chiusero un momento prima di sentire lo scroscio dell'orina, poi il volto s’illuminò, di quella soddisfazione che viene dopo avere adempiuto a questa impellenza mattutina. Lentamente afferrò un pezzo di carta igienica posta alla sua sinistra e si asciugò con cura, indugiando un breve istante fra le labbra.
Tornai silenziosamente in camera da letto, spalancai le persiane sul terrazzo che affacciava sul mare e mi chiesi come era arrivata qui.
Credo sia necessario fare un passo indietro, mi chiamo Ruggiero, sono venuto in questa casa da qualche settimana, scegliendo un isolamento pressoché totale, ho staccato il cellulare e mi alimento soltanto di musica e radio, leggo molto, libri soprattutto, mi cucino il pesce che scendo a prendere al porticciolo, scambio qualche parola con qualche avventore curioso, ogni tanto verso sera scendo al porto a fare una passeggiata, ma il momento più intenso della giornata è quando al tramonto, mi siedo in veranda e mi godo lo spettacolo del sole che si stende sul mare, a volte colorando di giallo il cielo grigio, tra il fruscio del vento e il rumore delle onde che s’infrangono sul promontorio accompagnando il calare del buio.
Vi starete chiedendo cosa c’entra questa ragazza con me, a tempo debito ve lo dirò, vi devo prima una spiegazione del perché sono venuto qui senza portarmi il resto della mia vita, che è composta da una moglie e due figli. Semplice, perché mia moglie mi tradisce.
Riconosco che questa confessione non ha niente di originale, molti uomini vengono fatti cornuti dalle proprie compagne e quindi sono solo un numero statistico, il fatto è che proprio non me lo aspettavo, siamo sposati da quasi dodici anni, abbiamo dei figli grandicelli, entrambi un lavoro soddisfacente che ci permette di vivere con un certo agio, anche se è sempre più complicato al giorno d’oggi. Immagino già cosa state pensando, tutto questo positivismo non esclude che la signora possa sentirsi trascurata e quindi abbia cercato le attenzioni mancanti nelle braccia e sotto le lenzuola di un altro uomo, e non avreste torto, se le cose stessero così, per quanto vi assicuro che sono sempre stato un marito attento e fantasioso, il punto è un altro, è che mia moglie non mi tradisce con un uomo, ma con una donna.
Adesso sono io che vedo le vostre facce sbalordite, non ve l’aspettavate vero? Neppure io francamente, non ho mai immaginato che Dora, così si chiama mia moglie, potesse avere appetiti lesbici, ma quando rientrando a casa volendole fare una sorpresa, la trovai nella camera da letto intenta a pasteggiare con il sesso di un’altra donna, che non conoscevo, mi dovetti ricredere, così come ho cambiato idea sulle sorprese, non ne farò mai più in vita mia, invece di farle, potresti riceverle, lo diceva sempre un vecchio amico, “telefona e avvisa quando torni a casa”.
Non dissi niente, uscii di casa e rientrai all’ora nella quale la mia mogliettina mi aspettava, chiesi con fare naturale come avesse trascorso il pomeriggio e lei sorridente mi disse che non si era mossa di casa dopo il lavoro, dovendo sbrigare diverse cose.
Per un po’ la nostra vita andò avanti normalmente, spesso mi fermavo a riflettere se quello che avevo visto non fosse il frutto di un’allucinazione, ma poi tornavo in me e dovevo constatare che uno di quei corpi che faceva l’amore era proprio di Dora.
Ero confuso, avevamo dei figli, come spiegare loro che mamma e papà avevano un problema di quella natura? Non potevamo, così decisi di fare l’unica cosa che ritenevo giusta, parlarne con mia moglie, d’altra parte ci conoscevamo da una vita, speravo mi avrebbe detto cosa era successo veramente.
Prendere il discorso non fu facile, ogni volta che ci provavo accadeva qualcosa ed io coraggiosamente battevo in ritirata, ma dopo due mesi, il peso era enorme ed una sera, mentre i ragazzi erano fuori a dormire dagli zii, approfittai.
“Dora, ho un peso che mi porto dietro da qualche mese e nonostante ci abbia pensato tante volte, non trovo un modo migliore per dirtelo. Ti ho visto fare l’amore con una donna.” Più asciutto di così non si può, avevo cercato di tagliare tutto il superfluo, anzi me l’ero imposto, inutile girare intorno al problema.
Mia moglie sembrò apprezzare questa semplicità, quasi le avessi fatto un favore a parlargliene.
“E’ vero Ruggiero, ho scoperto che mi piacciono anche le donne.” Lo disse mentre si accendeva una sigaretta, sapevo che quando lo faceva si aprivano discussioni interminabili ed io non ne avevo voglia, intendevo solo farle sapere che sapevo e trovare una soluzione pratica alla cosa.
“Stai dicendo che non sei lesbica ma semplicemente bisex?” Chiesi per puntualizzare quello che già sembrava evidente.
“Già, mi attraggono sia gli uomini che le donne. A proposito, quando mi hai vista?”
“Un giorno che volevo farti una sorpresa, invece l’hai fatta tu a me, ero tornato prima dal lavoro e ti ho vista immersa fra le cosce di una donna sul nostro letto, ammetto di essere rimasto sgomento, ma la situazione era così surreale che sembrava un sogno, non avrei mai immaginato di subire questo tipo di tradimento”
“Ruggiero bisogna essere realisti, le persone cambiano ed io ho conosciuto questa donna in circostanze particolari, era stata abbandonata dal marito e l’ho confortata…”
“Piuttosto bene direi, a giudicare dalla posizione verticale nella quale vi ho trovate…comunque Dora, la bisessualità fa tendenza, non c’è che dire, ma quello che io vorrei capire è se questa cosa è un episodio, oppure è qualcosa di più serio.”
“Ancora non lo so.”
“Una decisione bisogna pur prenderla, non possiamo rimanere in sospeso sul futuro della nostra famiglia. Se tu sei indecisa, io non lo sono, rimani pure con la tua compagna, non ho intenzione di accettare questa situazione un giorno in più, faccio i bagagli.” Ero piuttosto seccato e nutrivo verso Dora quasi odio.
Così ho fatto qualche telefonata per sistemare il lavoro e sono partito, con un’idea ben precisa, dovevo trovare un posto sufficientemente lontano dalla mia realtà e credo di avere raggiunto il risultato. Sono venuto a Howth, a pochi chilometri da Dublino, sul mare, è un paese piccolo e accogliente, ho trovato una casa molto bella che i proprietari mi hanno affittato per due mesi, dopo non so cosa farò, per ora mi godo il silenzio di questi luoghi e la ragazza direte voi? Con Erika, questo è il suo nome, dividiamo il bagno, per il resto lei vive in una piccola dependance accanto alla villetta, alla quale può accedere attraverso una porta.
Ha i capelli rosso scuro, mossi, occhi verdi molto espressivi, labbra carnose, qualche efelide, è educata e quasi non la sento, non ho capito bene cosa ci faccia da queste parti, ha detto di essere di Limerick, la vedo uscire la mattina tardi e spesso tornare nel primo pomeriggio, probabilmente userà la DART per andare a Dublino, forse frequenta qualche corso universitario, non credo abbia più di venticinque anni.
Questa mattina l’ho scorta in bagno, mentre orinava, quella scena mi ha turbato per la naturalezza con la quale è stata compiuta, per il suo sguardo, per la luminosità del suo volto e la bellezza del suo fisico.
Si è accorta che la sbirciavo, così più tardi è venuta in veranda, mentre leggevo e si è seduta accanto a me, “disturbo?” mi ha chiesto.
“No, certo che no.” Ho risposto.
“Ti piaccio?” mi ha chiesto a bruciapelo.
Perplesso e stupito per l’affondo inaspettato, ho risposto che si mi piaceva, la trovavo una ragazza attraente, così si è alzata e prendendo il mio volto fra le lunghe mani lo ha avvicinato al suo e mi ha baciato, un bacio gustoso, bagnato, seducente, eccitante, l’erezione che ho avuto ne è stata una conferma. Poi si è seduta dove era prima ed ha fissato a lungo il mare, io la guardavo di profilo, e ancora scosso cercavo un perché, ma non ebbi il tempo di interrogarmi troppo, perché qualche secondo dopo, la mia voce diceva “voglio fare l’amore con te.” E mentre le parole uscivano dalla mia bocca, le mani afferravano Erika che si lasciava trasportare sul divano e lentamente spogliare da me, mentre riprendeva a baciarmi.
Dopo avere fatto l’amore uscii, avevo bisogno di aria, non sapevo cosa sarebbe accaduto dopo, e mi sorpresi di non esserne preoccupato.
Dublino sembra un enorme paese, i suoi abitanti tutti molto giovani, corrono spesso, attraversano compatti le strade quando scatta il verde dei pazienti ed irritanti semafori cittadini, sembrano avere un cordiale sorriso stampato in faccia, pronto ad essere esibito al forestiero che ha bisogno di aiuto, il cibo è quello che è, ma nel complesso si trova parecchia varietà, in queste ultime settimane ho vagato piacevolmente fra le vie della città, alla scoperta di angoli nascosti ai turisti, qualche volta mi sono seduto in un pub ed ho bevuto qualche birra, scambiando quattro chiacchiere con simpatici operai e impiegati, che davanti ad una pinta dimenticano le barriere sociali che li dividono.
Quando mangio fuori, mi servo di un ristorante italiano che si trova in una traversa di Grafton street, la proprietaria e tutto il personale sono connazionali che lavorano o studiano in città, là riscopro il piacere di ascoltare e parlare la mia lingua ed il cibo è autenticamente italiano.
Sto pensando di cercarmi un lavoro, i due mesi dell’affitto scadranno la prossima settimana, non sono ancora sicuro di volere rinnovare il contratto, o magari trasferirmi in città, certo Howth è speciale per me, mi regala serenità, ma forse un piccolo appartamento in città mi farebbe conoscere qualcosa di diverso, mi permetterebbe di gettarmi di nuovo nella mischia.
Lo so, volete sapere di Erika, non c’è molto da dire, dopo quella volta in cui abbiamo fatto l’amore, ne sono seguite altre, poi un giorno è venuta da me, mi ha salutato annunciandomi che partiva per l’Europa, credo andasse a Berlino, un bacio e via.

virgil.oldman@libero.it

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