Lavorare stanca

Scritto da , il 2019-03-31, genere comici

Preferisco il turno della mattina, arrivo al rintocco delle otto.
Adesso che è estate non scendo più negli spogliatoi perché indosso la polo verde con lo stemma del supermercato e, sul petto, agganciata la targhetta col mio nome che non tolgo neppure quando esco, così ogni tanto mi salutano per nome pure gli sconosciuti (sigh!).
Dicevo…del mio puntuale arrivo, inizio a pulire la cassa con sgrassatore e carta, c’è un’anima casalinga in ognuno di noi, proseguo insieme ai colleghi di turno con tutte le altre, poi raduniamo in un carrello la merce che la gente lascia direttamente a noi, in un accesso di solidale partecipazione operaia, e facciamo la spesa al contrario. Inizia la turnazione per la colazione, quindici minuti quindici di lettura dei giornali, appollaiati su una sedia del bar, sorseggiamo l’acquoso cappuccino che ogni giorno, da otto anni, funge da purga, accompagnato dall’inseparabile cornetto di gomma riscaldato.
Infine…si comincia…vecchiette col delirium tremens che impiegano ore per calare 20 centesimi, giovanotti palestrati con bicipiti che somigliano alla mia coscia, signore mature che chiedono se il detersivo è in offerta, bambini che schiacciano i pulsanti della cassa facendo danni inimmaginabili, adolescenti che acquistano riviste maliziose e sorridono complici fra loro, ragazze scollacciate che spesso fanno bella mostra dei loro piercing e delle loro inadeguatezze, e ancora buste gratis su richiesta, litanie sui regali e le tessere punti. Ci sono anche situazioni surreali degne di Bulgakov o Calvino. Intorno alla metà della mattina, se la folla lo permette, mi dileguo dietro al banco del pane per il consueto pezzo di pizza.
Riparto per il rush finale, quello che mi condurrà inesorabilmente alla fine di questa giornata, cominciando a pregustare le ore che mi separano dalla libertà delle mie letture, del mio film del mercoledì o del mio vagabondare per i negozi del centro.
Ogni tanto cerco di trovare un motivo per continuare a lavorare qui, il mio sogno è lavorare altrove, dove? Qualche idea ce l’avrei…ma ho finito le righe.

virgil.oldman@libero.it

Questo racconto di è stato letto 7 6 0 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.