Il Castello: L'Orgia Degenera Ancora

Scritto da , il 2019-03-22, genere orge

Fratello e sorella si abbracciano teneramente, nudi e soddisfatti, e io ne approfitto per dare un’occhiata in giro.
Eva ha finito di spremere Markus e si sta avvicinando al lettone dove Johanna è in pieno sandwich: ha Wernher sotto, Chris in bocca e Franz dietro che le fa il culo.
La sudiciona della mia ragazza sale nuda sul lettone e si avvicina proprio a Chris per baciarla in bocca e palparle i seni con una mano e il cazzo con ‘altra…
La trans ha due boccie davvero notevoli, probabilmente le più grosse di tutte, e un uccello assolutamente apprezzabile: la padrona di casa lo sta succhiando con entusiasmo, ma a un certo punto Franz le sferra un affondo tremendo fra le chiappe e lei spalanca la bocca per gridare.
Il cazzo le scappa dalle labbra e Eva ne approfitta per ingoiarlo per dargli anche lui una bella succhiata.
Chris apprezza con un gridolino, poi decide di agire d’iniziativa: aggira in groviglio dei corpi che si stanno ammucchiando davanti a lei e si porta alle spalle del suo bel biondino.
Ha il cazzo bello duro, e lo punta con decisione fra le natiche di Franz, che ignaro di tutto si sta gagliardamente inculando la padrona di casa che, avendo ora la bocca libera, sta urlando a squarciagola.
Un istante, e l’urlo di Franz copre quello di Johanna quando Chris lo inforna con un movimento esperto.
Cazzo che bel trenino! Vorrei esserci anch’io…
Eva grida qualcosa in tedesco rivolta a Markus che si sta lentamente riprendendo; il fratellastro della castellana scoppia in una risata, poi si alza e raggiunge Eva sul lettone. La biondina del mio cuore afferra il cazzone nero mezzo bazzotto, lo sega un momento, poi lo offre a Johanna da succhiare al posto di quello di Chris.
Non posso fare a meno di osservare che la contessa ci ha guadagnato nel cambio: l’arnese del mulatto è assai più grosso di quello della trans, anche se non è duro…
In effetti, la verga nera rimane bazzotta per poco: l’esperto risucchio della padrona di casa lo manda in tiro in meno di un minuto, e ho la dimostrazione che anche la moglie di Kurt ha familiarità con l’incesto.
Mentre Johanna ciuccia il cazzo nero, Eva sussurra qualcosa all’orecchio di Markus e questi ride di nuovo. Poi si stacca con un sospiro dalla bocca della sorellastra e si porta alle spalle di Chris.
Non ci posso credere: mai visto niente del genere…
- AARGHHH!!!
Chris caccia uno strillo acuto da perfetta checca quando Markus glie lo caccia nel culo con tutti i sentimenti.
Fantastico: Markus incula Chris, che inchiappetta Franz, che sodomizza Johanna, che a sua volta è impalata in fica sopra Wernher… Come cazzo facciano a mantenere l’equilibrio, proprio non rieco a capirlo.
Eva mi mostra gioiosamente un pollice alzato, tutta soddisfatta della sua opera di sceneggiatrice. Poi, già che c’è, schiaffa la fica in faccia a Johanna costringendola a leccargliela.
Mi sembra di capire che poco prima Eva si sia fatta sborrare dentro da Markus, così adesso la contessa si sta gustando una bella torta alla crema… Chissà se le piace?
Hmmm… Sembra di no: la biondona slavata ritrae la faccia con aria schifata, rinculando all’improvviso per la sorpresa di trovare la sborra fresca nella passera di Eva; così facendo però fa perdere il ritmo a Franz che la stava inculando, e Chris che è abbastanza mingherlina perde l’equilibrio…
L’intero trenino dell’incularella deraglia e frana disastrosamente: gli uccelli scappano dai buchi dilatati e l’allegra brigata finisce a faccia in giù nel lettone disfatto, in un mucchio di corpi nudi e sudati.
Eva è la prima a scoppiare a ridere, subito seguita prima da Markus e poi via via da tutti gli altri.

Le risate richiamano l’attenzione anche di Kurt e Karin, che erano intenti a sbaciucchiarsi accanto a me, e il conte ci invita con un sorriso a seguirlo per unirci anche noi all’ammucchiata generale.
Di nuovo Karin storce un momento in naso, poi si riscuote.
Le porgo la mano per aiutarla a tirarsi su, e dopo un istante di esitazione lei sorride brevemente e accetta la mia mano.
Seguiamo il padrone di casa, che salta sul lettone brancando Eva che era la più a portata di mano (e anche la più carina del gruppo, devo dire) e se la trascina sotto per baciarla.
Cazzo quanta energia! La coca era davvero di prima qualità…

Il lettone è grande, ma tutti insieme sopra non ci stiamo proprio.
Karin e io cerchiamo di arrampicarci, ma sopra non c’è posto: Wernher ha appena messo Chris a quattro zampe e l’ha infilzata da dietro strappandole un atro strillo in falsetto; Franz e Johanna stanno rotolandosi cercando di mettersi a sessantanove, e Kurt sta cominciando a fottere Eva alla missionaria. Markus sta cercando di risalire anche lui dopo essere rotolato sullo scendiletto, e di spazio ne prende parecchio, quindi io e la mia bella giudice non troviamo posto.
Di nuovo ne approfitto e me la tiro contro all’inpiedi: io ha ancora gli stivali e sono già alta di mio, ma lei non è piccola e ha dei tacchi da dodici, così non devo piegarmi troppo. Le afferro le chiappe belle sode e me la stringo contro in modo che i nostri seni si bacino per primi; poi, prima che possa reagire, le ficco la lingua in bocca e la bacio in profondità.
Karin s’irrigidisce un attimo, cerca di resistere… Poi si rilassa quasi di colpo e mi dà la lingua da succhiare. Sento le sue braccia cingermi il collo, e ci troviamo a baciarci alla francese.
Le sue gambe eleganti fasciate di seta si strofinano sulle mie cosce, e sento il pelo della sua fica contro la mia pelle nuda: è bagnata.
Karin si stacca un istante e mi sussurra in inglese: - Forse Kurt ci può scopare di nuovo…
Getto uno sguardo: niente da fare. Il fratellone fedifrago si sta allegramente scopando Eva, e sembra piuttosto occupato a soddisfare la mia ragazza.
- Aspetta – le faccio, per non deluderla – Adesso ci troviamo un maschio tutto per noi…
Markus sta cercando di inserirsi fra Johanna e Chris, apparentemente incerto su quale bocca scegliere per farselo succhiare; lo afferro per un braccio e lo tiro verso di noi.
Lui ci vede libere e sorride a trentadue denti… E i suoi denti sono bianchissimi.
Karin esita in momento; vederla incerta per un momento mi lascia un po’ perplessa: la graziosa giudice è sensuale e lasciva, ha una tresca con suo fratello da chissà quanto tempo e non sembra particolarmente turbata dal fatto di ritrovarsi coinvolta in un’orgia sfrenata; però ha dimostrato le sue belle perplessità a concedersi a me per un intermezzo saffico, e adesso sembra avere qualche problema a scopare con quello che indubbiamente è il maschio più attraente del gruppo.
Che sia un po’ razzista? O magari…
La guardo umettandomi le labbra e le faccio l’occhiolino: - Dai, diamoci dentro!
Karin getta uno sguardo verso il lettone, dubbiosa: Wernher sta trombando Chris a pecora e Kurt si sta facendo Eva alla mamma-e-papà, mentre Franz e Johanna sono in pieno sessantanove in mezzo alle altre due coppie.
La bruna mi restituisce lo sguardo e si riscuote con un sorriso: - Va bene: facciamolo!
Alla buon’ora.
Le passo un braccio intorno alle spalle e l’attiro insieme a me addosso al maschione per un bel bacio a tre. Le nostre lingue s’incontrano fra le nostre labbra e s’intrecciano in una danza umida e rovente… Sento una manona callosa artigliarmi una chiappa, e immagino che Karin stia sperimentando la stessa sensazione mentre Markus ci stringe a sé.
- Sul divano – sussurro in inglese – Scopaci tutte e due, forza…
Anche lui è pieno di coca: ha energia da vendere di suo, ma con la magica polverina del conte suo cognato in corpo, è un vero toro da monta.
Mi stendo di schiena e spalanco le gambe offrendogli la vista del mio pelo biondo e invitante…
Karin gli afferra un braccio muscoloso e gli lecca il bicipite mentre lo spinge verso di me; carina, non sembra aver problemi a darmi la precedenza.
Markus mi guarda e sembra apprezzare ciò che vede; rimane in piedi e mi afferra per gli stivali, sollevandomi le gambe a squadra e allineando la mia fica al suo membro spaventosamente duro ed eretto. Sta per penetrarmi, quando Karin prende un’iniziativa che non mi sarei aspettata, viste le sue riserve precedenti sull’amore lesbico: gli afferra il cazzo con una mano e lo sega un momento, poi si piega fra le mie cosce e mi molla una saporita slappata fra le valve aperte, strappandomi un gridolino di sorpresa.
Una sorpresa piacevole: Karin è chiaramente inesperta, ma ci mette buona volontà, ed è questo ad eccitarmi di più. Quasi quasi preferirei che continuasse a leccarmi lei…
Ma Karin ha altri progetti: dopo avermi allargato le grandi labbra, si volta a dare una bella succhiata alla cappella violacea di Markus.
Il maschione color cioccolata ansima di piacere, poi la sorellina perversa del padrone di casa mi punta il cazzo alla fica e lo spinge dentro di me con decisione, gridando qualcosa in tedesco che non capisco, ma sembra un chiaro incoraggiamento a sbattermi di brutto.
Markus raccoglie il suggerimento e mi affonda dentro fino alla radice, spingendomi contro la bocca dell’utero con il suo arnese sovradimensionato.
- Unnghhh! – grugnisco, sentendomelo nello stomaco – Sì, fammelo sentire nel cervelletto…
Il maschio di colore comincia a scoparmi con decisione, sempre tenendomi le gambe sollevate a squadra tenendomele per gli stivali mentre il suo cazzone mi svanga la fica senza nessun riguardo.
Karin si lecca le labbra guardando i nostri sessi che si accoppiano, e mi sembra di vedere la sua mano muoversi fra le sue gambe mentre assiste al nostro amplesso… Poi si piega improvvisamente e mi bacia sulla bocca mentre vengo scopata.
Markus mi monta per una quindicina di minuti, e il suo coso è lungo, grosso e soprattutto duro abbastanza da spedirmi in orbita.
Non mi sembra vero di godere per la seconda volta in meno di mezz’ora: il secondo cazzo della giornata è decisamente più robusto del precedente, e non ha bisogno di cambiare canale per strapparmi un orgasmo: mi colpisce ripetutamente il punto G dal davanti, e io caccio un grido selvaggio di piacere mentre m’inarco sulla schiena e mi sento esplodere il cervello.
- AAGHHH!!!
Mi abbatto di nuovo sul divano, spossata dall’orgasmo, e il maschio mi schiaccia sotto di sé per baciarmi sulle labbra quasi inerti, mentre il suo membro continua a riempirmi la vagina con la sua pulsante massa carnosa: lui non è venuto, ma il suo cazzo vibra come se fosse vicino a eruttare.
Mentre Markus mi bacia focosamente, sento Karin che si stende accanto a me e mi accarezza i capelli con una tenerezza inaspettata; la bruna si unisce al nostro bacio, e le nostre lingue iniziano un'altra danza a tre.

Io sono davvero stremata, ma mi ricordo ancora il mio ruolo: non sono qui per godere, ma per soddisfare i padroni di casa e i loro ospiti.
- Scopa lei adesso – sussurro con un filo di voce rivolta a Markus – Fai godere anche lei…
Il fratellastro di Johanna si sfila da dentro di me e si volta verso l’altra femmina con cui divide il divano.
Karin capisce che adesso tocca a lei, e sorprendentemente mi sembra esitare un’altra volta.
Faccio uno sforzo e allungo una mano per cingerle le spalle nude attirandola verso il cuscino.
- Coraggio, fatti fottere – le sussurro con voce roca – Ha un cazzo magnifico…
Noto un lampo nei suoi occhi grigi, e Karin si stende anche lei sulla schiena accanto a me.
Markus si solleva, io abbasso la gamba per farlo passare e lui si trasferisce fra le calde cosce della sorella di Kurt.
Mi sollevo con uno sforzo sul gomito per osservare, e vedo il nerchione nero penetrare la passera pelosa della contessa, che sobbalza nel sentirsi infilzare da un membro dalle dimensioni così inconsuete.
Hmmm… Scommetto che non ne ha mai preso uno così grosso!
Il pensiero mi eccita e comincio a toccarmela mentre assisto al loro amplesso. I due amanti incestuosi dei padroni di casa stanno facendo la loro conoscenza carnale: scommetto che Kurt e Johanna questo non se lo erano aspettato!
Karin serra le gambe inguainate d seta intorno ai fianchi possenti del suo amante improvvisato e lascia andare un lungo sospiro mentre si lascia riempire la vagina da tutta quella carne nera.
Markus rimane un istante immobile dentro di lei, poi comincia lentamente a scoparla.
Scommetto che la giudice è molto più stretta di me: la sensazione per l’uomo dev’essere particolarmente intensa, visto che già io l’avevo portato vicino a venire: ha avuto il tempo di raffreddarsi un po’, però la bruna è stretta come una ragazzina… Spero che ce la faccia a soddisfarla.
Il materasso cigola penosamente sotto i colpi potenti che Markus sferra nelle carni tenere di Karin, che emette lamenti gioiosi ad ogni affondo che le insacca la fica.
Io mi masturbo assistendo a quell’amplesso torrido e mi godo l’espressione stravolta dal piacere che leggo sul volto della viziosa sorella del padrone di casa: leggo il piacere che monta rapidamente dentro di lei, e faccio il tifo dentro di me.
Markus sta sudando per lo sforzo, e anche lui sembra prossimo al momento supremo, così decido che è mio dovere intervenire: mi avvicino alla bocca spalancata di Karin e la bacio delicatamente; poi scendo sul suo seno e le bacio i capezzoli gonfi di piacere, primoa uno poi l’altro…
Lei reagisce passandomi un braccio intorno alla schiena e incoraggiandomi a continuare.
Bene: mi attacco a un seno come una poppante, e comincio a succhiare con forza, mordicchiando la carne delicata e sensibile delle sue punte.
Karin caccia uno strillo di piacere, e io raddoppio la foga dei miei morsi. Markus ha visto cosa sto facendo, e raddoppia i suoi sforzi: è una corsa contro il tempo.
- Oohhh… Oohhh… Sì, godo… Godooo!!!
Karin esplode come una bomba sotto di me, serrando le gambe intorno ai fianchi di Markus e spremendolo come un tubo di dentifricio.
Lui si sente stringere i lombi dalle cosce velate della donna, e il cazzo dalla sua vagina impazzita, e se ne viene a sua volta con un ruggito che fa voltare anche gli altri.
Poi l’uomo si solleva di scatto estraendo la verga dal sesso devastato della sua amante, e schizza la sua crema su di lei tracciando un lungo arco di sperma nell’aria: il lungo getto ricade addosso a Karin e arriva fino a spruzzarmi il viso mentre sto ancora succhiandole i capezzoloni.
Tich-tich-tich… La sborra calda colpisce la pelle di Karin fra i seni e sullo stomaco bello piatto, tiempiendo la cavità ombelicale e bagnandole anche il cespuglietto nerissimo del pube.
Io mi pulisco la guancia con un dito, poi comincio a raccogliere con la lingua i goccioloni biancastri che chiazzano il corpo della donna, gustandone il sapore acre e un po’ colloso.
Lecco l’ultima goccia dal pelo del pube e sollevo lo sguardo: Karin giace inerte sul divano, stravolta dal piacere; Markus è crollato in ginocchio sul pavimento, aggrappato alle ginocchia della donna che ha appena posseduto.
Sul lettone qualcuno è ancora in azione, ma io colgo lo sguardo di Johanna, fisso su di noi.
Uno sguardo che pare voler incendiare l’intero divano con noi sopra…

Kurt si mena con aria stanca l’uccello ormai spento, un’aria beata sul volto, mentre accanto a lui Eva sta spompinando con forza Chris, che si palpa le tettone con un’espressione estatica. Franz e Wernher giacciono spompati ai lati opposti del lettone.
Direi che a parte gli eccessi orali della mia insaziabile compagna, l’orgia volge ormai al termine.
Mi tiro a sedere con uno sforzo e mi guardo intorno, stiracchiandomi soddisfatta.
Chris guaisce contenta, e la osservo svuotarsi nella gola di Eva, che beve contenta la sua ultima dose di sborra della serata.
Sì, l’orgia è finita, almeno per il momento.
Kurt si solleva anche lui da sotto il baldacchino e si avvia barcollando al minibar nell’angolo più lontano dal caminetto dove il fuoco sta ancora scoppiettando. Lo guardo versarsi un bicchierino di slivoviz, e decido di raggiungerlo per vedere se c’è bisogno di ulteriore animazione…
No, il castellano è più che soddisfatto: mi offre un bicchiere e per farlo contento accetto di fare cin-cin, ma poi evito di mandare giù il superalcolico alle prugne.
Controllo l’ora: l’orologio da uomo al polso, oltre agli stivali e alla bigiotteria, è praticamente l’unica cosa che ho ancora indosso. Sono le undici passate: manca poco all’ora dei fantasmi…
Kurt mi gratifica con un bel bacio allo slivoviz e una saporita palpata al culo, poi si rivolge agli altri ospiti e grida qualcosa in tedesco che strappa una risata a Wernher e alcuni sorrisi agli altri uomini presenti; Eva alza un pollice e ridacchia anche lei.
Non si riveste nessuno, quindi lascio il vestito dove si trova.
Riempio un altro bicchierino e mi dirigo verso Eva per offrirglielo, ma lei ha già raggiunto Markus e si sta sbaciucchiando con il maschione di colore, così ripiego su Karin.
La bruna mi guarda con uno sguardo strano, poi accetta il bicchiere con un mezzo sorriso. Siedo accanto a lei e sorrido amichevole: fare l’amore con lei mi è piaciuto più di quanto mi aspettassi, lo ammetto. La giudice sarà una viziosa pervertita e una tipa fredda come un ghiacciolo, però in fondo io cosa sono? Lo ammetto: la sorella di Kurt è il personaggio che mi piace di più in questa storia, almeno fino adesso…
Così mi sforzo di fare un po’ di conversazione: vedo che anche gli altri ospiti stanno familiarizzando in maniera meno carnale, almeno a parte Eva e Markus, quindi direi che essere gentile con la mia nuova amica faccia parte dei miei compiti.
Karin lo ammette più facilmente di quanto pensassi: sì, questa è stata la sua prima volta con una donna… E anche la prima volta con un uomo come Markus. Non so se si riferisca al colore della pelle del tipo o alle dimensioni della sua virilità, o ad entrambe le cose.
Però è strano, si stupisco io, mi sembrava di capire che serate come questa ce ne siano state diverse, negli ultimi anni…
Karin annuisce: sì, è un vizietto di famiglia. Kurt non fa nulla che i loro genitori non facessero prima di lui, e lei stessa ha partecipato più volte. Però le cose non erano mai degenerate fino a questo punto, e soprattutto la coca è qualcosa che prima non faceva parte dell’atmosfera. Le altre volte si beveva un po’, poi si finiva a fare sesso in modo più o meno irregolare, di solito a coppie invertite… E lei in particolare lo aveva sempre fatto solo con Kurt.
- Ma tu e tuo fratello… - insisto io, spinta dalla curiosità.
Karin scola il suo bicchiere e scuote la testa, un po’ brilla: - Fra noi due è sempre stato così, da quando avevo quattordici anni: sono sempre stata un po’ innamorata di lui, e Kurt non si è mai fatto troppi problemi. Ho avuto altri uomini, ma nessuno si è mai dimostrato alla sua altezza, men che mai mio marito. E così non abbiamo mai smesso.
- E Johanna?
- Oh, per lei non è un problema: anche lei ha i suoi vizietti; Kurt le ha sempre lasciato fare ciò che vuole, e lei si comporta di conseguenza.
Karin rimane in silenzio un istante, poi appoggia in terra il bicchiere e scuote la testa: - Gli aristocratici sono spesso un po’ viziosi, si sa: probabilmente per via della noia… Fare cose normalmente proibite è una valvola di sfogo.
Arriccio il naso: immagino sia più questione di troppi soldi che altro.
Lei si gira e mi sorride inaspettatamente: - Chissà perché ti sto raccontando queste cose? Non lo so, per qualche ragione ti trovo simpatica… Tu non sei una semplice escort, vero?
Provo come una scossa elettrica: il discorso sta prendendo una piega pericolosa.
Reagisco d’istinto: - No davvero: sono la escort meglio pagata di tutta Venezia!
Karin scoppia a ridere: - Sì, immagino che tu lo sia… Ma scommetto che c’è di più, vero?
Se la lascio andare avanti finirà col dire che si è innamorata di me.
Devo fermarla: - Vediamo… Di più, c’è che scopo gli uomini per denaro, ma faccio l’amore con le donne per piacere.
Le sfioro le labbra con un bacio che sa di prugne, e intanto le accarezzo i capelli.
Lei esita un istante, poi risponde al bacio offrendomi la sua lingua; sento le sue dita sfiorarmi la coscia nuda, e i miei capezzoli reagiscono all’istante, indurendosi come nocciole.
- Non pensavo potesse piacermi, con una donna – sussurra piano Karin quando le nostre labbra si dividono – Forse dovresti lasciarmi il tuo numero prima di andartene…
- Mi sembra un’ottima idea – sorrido io – Sai, Eva e io abbiamo una barca, in laguna… Ci piace ospitare delle amiche.
Lei storce un po’ la bocca: - Voi due… State insieme?
Annuisco: - Da alcuni anni.
Lei, velenosa: - È molto più giovane di te.
- Davvero? – sorrido a freddo – Non sei la prima a notarlo. Ma non credi che sia poco gentile da dire?
Lei si morde le labbra: un’aristocratica non dovrebbe mancare di stile: - Scusami, hai ragione. Non sono fatti miei.
Non mi sembra il caso di metterla in imbarazzo: volevo solo bloccarla prima che dicesse qualcosa di cui più tardi si sarebbe potuta pentire.
Le accarezzo il viso e torno a baciarla sulle labbra: - Non ti preoccupare. Tu mi piaci molto, e mi farebbe piacere farlo ancora con te… Ti lascerò volentieri il nostro numero, se vuoi.
Lei annuisce, imbarazzata.

Kurt richiama la nostra attenzione con un grido, e ci voltiamo verso di lui.
L’annuncio che ci fa è in tedesco, naturalmente, ma Karin questa volta è tanto gentile da tradurre in inglese: è ora di cominciare la nostra avventura di mezzanotte…

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