Buon compleanno amica mia

Scritto da , il 2019-03-14, genere orge

Dopo dieci anni di fidanzamento, io e Clara avevamo deciso di lasciarci. Fu una decisione presa di comune accordo. Ci amavamo troppo per stare ancora insieme, ma troppo poco per portare avanti una convivenza forzata. Fu così che una mattina lei se ne andò. Mi abbracciò forte ricordandomi del bene che mi voleva. Era Marzo e, di li a poco, avrebbe compiuto gli anni. La incontrai per caso e ci piacemmo subito. Facemmo l'amore. Mentre stava su di me, mi confidò:
"Ho avuto una storia con una donna, spero non ti dispiaccia."
Il passato è passato. L'uomo saggio vive l'attimo. La nostra, era una relazione piena di soddisfazioni. Ognuno di noi riempiva il vuoto dell'altro. Ci rivedemmo dopo un paio di giorni.
"Come stai?" Mi chiese. "Stamattina ripensavo a quella volta che abbiamo fatto l'amore su un ulivo. Il silenzio della campagna rotto dalle mie urla di piacere. Mi sono quasi eccitata." Sorrise.
E mi vennero in mente tutte, come quando riordini le foto e ti soffermi ai ricordi proiettati da quella immagine. Mi ricordai di Capri, quando ci perdemmo nel buio della collina e , guardando il mare, la penetrai da dietro. E di quell'anfratto che ci nascose dagli occhi delle persone che arrossivano sotto il caldo sole siciliano di Agosto. E di quella volta, a casa di un suo amico, che con uno stratagemma mi attirò in bagno e si riempì la bocca di calore.
"Abbiamo avuto de bei momenti" le dissi brindando alla sua salute.
Prima di dividerci, m'allungò un biglietto.
"Ci tengo, lo sai".
Giunsi prima del solito. D'abitudine organizzavamo tutto insieme. Preparammo il salotto in attesa dei nostri amici. Poco alla volta la casa si riempì di persone, alcune delle quali incredule nel vedermi li. C'è gente che crede nella separazione totale, alla fine di un rapporto. Bevemmo, ballammo, parlammo. Ci capivamo io e Clara. Bastava uno sguardo ed alcune parole inventate, per intenderci. Certo, non era facile accettare quella decisione; ne avevamo parlato a lungo ed eravamo giunti ad una conclusione "comoda" per entrambi. La festa volgeva al termire. La maggior parte degli invitati se ne andarono. Restammo in quattro: io, Clara e due sue amiche storiche, Giada e Claudia. Parlavamo della piacevole serata trascorsa, coi bicchieri in alto a suggellare un'amicizia che sarebbe durata in eterno. La musica faceva da colonna sonora ai tintinnii dei bicchieri e la playlist passç un pezzo delle Sister Sladge, we are family come per rendere omaggio a quell'istante meraviglioso. Clara mosse le spalle, si alzò e cominciò ad ancheggiare. Giada e Claudia la seguirono a ruota. Clara amava ballare; la trovavo molto sensuale quando muoveva il suo corpo asciutto. Io per il ballo sono negato; sgraziato, fuori tempo. Indossava un vestito intero, con un motivo floreale, che si allargava all'altezza delle ginocchia. Teneva la gonna con le mani facendolo roteare a ritmo di musica. Durante il ritornello si abbracciarono, saltando, con le mani in aria e gridando a squarciagola. Mi fissò per un attimo. Piègò l'indice invitando al centro della pista. Desistetti. Giada mi prelevò. Con forza mi scaraventò nella mischia e me le trovai tutte e tre attorno. Ammiccavano. Il nostro era un legame forte. Con loro si discorreva di qualsiasi argomento, sesso compreso. Nella buona e nella cattiva sorte, sempre presenti. Mossi qualche passo e ritornai a sedere. Clara mi raggiunse.
"Che belle che sono!" Mi spettinò i capelli e si tuffò nuovamente a centro pista. La misero in mezzo. Con un movimento involontario, Giada le sollevò la gonna per un attimo. Poi scoppiò a ridere.
"Scusa, ma hai su le mutandine gialle trasparenti?" Si volle togliere la curiosità sdraiandosi tra le sue gambe. Rise più forte di prima.
"Queste starebbero bene a te, Claudia." Gliele sfilò e le passò all'amica. Si scambiarono le mutandine. Claudia quelle di Clara, Giada quelle di Claudia e Clara quello di Giada. Clara mi fissò e, mentre i suoi occhi penetravano i miei, sussurò qualcosa alle orecchie delle ragazze che, con una forte risata, approvarono la sua proposta. Clara si avvicinò abbasandomi i pantaloni e sfilandomi i box che, a turno, provarono tutte.
"E tu, Clara, saresti disposta a rinunciare a tutto questo ben di Dio per sempre?" esclamo Giada
" Come vedi, amica mia, ce n'è abbastanza per tutte e tre!"
Sentii il mio membro gonfiarsi rapidamente.
"Se permettete, visto che sono la festeggiata, la prima fetta spetta a me."
Clara si abbassò e ,con le mani, fece cenno alle amiche di assaggiarne un boccone. Giada e Claudia, all'unisono lo leccarono fino alla punta ,fino ad incrociarne le lingue alla fine di essa. Poi tutte insieme. Riempii la bocca di Claudia che divise il bottino con Giada ed entrambe svuotarono il contenuto delle loro bocche in quella di Clara.
"Buon compleanno, amica mia." Le dissero unendosi in un triplice bacio.

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