Un'estate tranquilla con la mia amica Anna

Scritto da , il 2018-12-17, genere saffico

Delle volte ti tornano alla mente storie e situazioni che pensavi di aver dimenticato…e solo per un piccolo gesto. C’era una volta, un’estate al mare…due coppie di amici, io e mio marito e Anna e il suo compagno. Lei è stata la mia amica del cuore per tantissimi anni, colleghe di lavoro, compagne di università e quant’altro. Ci siamo sposate quasi nello stesso periodo, dopo un esaltante periodo di svaghi giovanili fatti di sesso, alcool, viaggi, ecc… Ma la testa a psoto non l’abbiamo mai messa del tutto, abbiamo continuato a divertirci come matte, riempiendo di corna i nostri mariti, che comunque amiamo, ma con i quali non ci basta fare il “tranquillo” sesso matrimoniale.
Quell’estate, però, decidiamo di fare le brave. Andiamo al mare vicino a Senigallia, nelle Marche. Un posto per famiglie, quasi privo di grossi svaghi, una cittadina balneare tranquilla, dove puoi solo scopare con il tuo compagno la sera dopo cena o nella pausa pranzo, al riparo dalla canicola della spiaggia. L’unico momento di “svago” è stato un pompino fatto da entrambe al giovane bagnino marocchino dello stabilimento. Anna l’ha rimorchiato in un attimo, un piccolo aperitivo al riparo dagli sguardi indiscreti dei sonnolenti mariti, il ritiro nella sua cabina privata, già i pantaloncini e fuori un fantastico pisellone nordafricano di dimensioni e peso eccezionali. Anna è bravissima con i pompini, riesce a farlo venire in pochissimi minuti e si becca una spruzzata fenomenale! Qualche giorno dopo io ripeto lo stesso copione, ma mi godo di più quel favoloso membro di ebano, una cappella gigante e rugosa, la possanza tra le mie piccole manine di quel mostro di cazzo che masturbo per lunghissimi minuti, succhiandolo avidamente e leccandolo come una bambina felice col proprio gelato. Lui geme in arabo, immagino che mi chiami “brutta troia occidentale…puttana bianca…succhiami il cazzo donna infedele…” ma anche con me non dura molto, un gorgoglio nelle palle, un mugugno sordo e dalla cappella mi schizzano in faccia e in gola una serie di fiotti di sborra bollente e appiccicosa, che bevo avida! Lo succhio ancora, pulendolo, lascio tracimare lo sperma dagli angoli della bocca e farli cadere sul mio piccolo seno, avvolto dal costume di Perla. La ripendo con le mani e ci masturbo il palo di carne straniera. Glielo rimetto gelosamente nei pantaloncini, invidiando la donna che se lo prenderà nel corpo, ma io ho deciso di fare la brava e essere fedele!
La sera, nella veranda della casa affittata, mentre i mariti guardano la solita partita, io e Annina ci raccontiamo dell’esperienza marocchina, con talmente tanti dettagli e foga che ci eccitiamo come puttanelle in calore. Io ho la fica in fiamme e lo confesso alla mia amica, che ricambia la confessione. Abbiamo le gambe strette per contenere gli umori, il leggero pareo non ci contiene il calore del corpo. Ci guardiamo complici, e all’unisono ci alziamo e andiamo verso la spiaggia di fronte, deserta, dove c’è un cumulo di barchette da pescatori.
Prese da un desiderio unico per entrambe, ci sediamo sulla sabbia ancora calda, la brezza de mare ci solletica i corpi, notiamo i seni indurirsi e i capezzoli quasi bucare il vestitino leggerissimo. Ci abbracciamo calde e accoglienti, le nostre labbra si attaccano e le lingue subito penetrano l’una nell’altra, scavando nelle mucose e intrecciandosi…siamo peccatrici incallite…non avevamo mai considerato l’ipotesi lesbo tra noi due, pur avendo scopato insieme lo stesso uomo o con un uomo ciascuna. Ma insieme mai…
I baci sono appassionati e caldi, le mani vanno ai rispettivi seni, le dita stuzzicano i capezzoli durissimi, Annina ha il seno simile al mio…ce li lecchiamo avidamente, sanno di salsedine…sono buoni, caldi, duri nonostante le nostre primavere…la mia mano si fa coraggio e scende sino alla sua fichetta. Non è la prima volta che faccio sesso con una donna (ricordate il mio racconto della cameriera nell’albergo?) ma ogni volta è un’emozione forte…sono abituata a trovare dei cazzi durissimi in mezzo alle cosce delle persone, qui trovo un ciuffetto di peli e una spaccatura di carne bollente e umida…scosto gli slip, entro nella sua micetta, è caldissima, fracica, sento gli umori bagnarmi le dita…la masturbo come un mulinello, le solletico la clitoride…la mia amichetta salta sul bacino, mi stringe le gambe e mugugna di piacere. Sono contenta che gli piaccia, continuo infilandole tre dita dentro e aprendole le tocco tutta la fica in ogni millimetro…le bocche si attaccano sempre più, lei mi succhia i capezzoli avida e infoiata, mi vibra nella mano…geme, mormora “Mainella…cristo che bello…godoooo….dio mio…siiiii” ed ha il suo primo orgasmo lesbo! La carezzo delicatamente, poi la prendo per i suoi belisismi capelli lunghi e la spingo in basso, tra le mie cosce, invitandola a leccarmi la fica. Annina, timidamente, l’assaggia con la lingua, poi inizia a leccarmi e lapparmi la passera come se l’avesse sempre fatto…ho subito il mio primo orgasmo! Le spingo la faccia dentro la mia figa, lei sorride divertita, poi l’altra mia mano le raggiunge il culetto piccolo e sodo e la sodomizzo con il medio lubrificato ancora dei suoi umori, la penetrazione è totale, lei geme…si masturba in preda all’eccitazione, il suo culetto vibra…ha il suo secondo orgasmo lesbo! Stavolta mi muovo io, e tenendo il mio dito nel suo culo, scendo tra le sue cosce e le lecco la micetta, le succhio le grandi labbra, la clitoride, la sodomizzo ancora…mi arriva in bocca il suo terzo orgasmo lesbo! Siamo sfinite sulla sabbia, stravolte dal sesso, ci guardiamo ridendo sottovoce e soddisfatte della nostra prima esperienza. Ci spogliamo completamente e ci buttiamo in mare, anche per lavarci. Rivestite, torniamo dai nostri rincoglioniti mariti, ubriachi di birre e noccioline. Li portiamo a letto come automi, e ce li scopiamo come troie in calore con i loro bambolotti gonfiabili, strillando i nostri orgasmi per sentirci l’una con l’altra da una parte all’altra dell’appartamento. L’indomani mattina inizia una nuova era: quasi come faremo ogni giorno, mentre i poveri cornuti vanno a pescare col gommone al largo, io e Annina ci ritiriamo in casa e scopiamo come puttane da bordello. Ci spogliamo nude, tra le fresche lenzuola di cotone, con il ventilatore da soffitto che ci accarezza d’aria, ci lecchiamo avidamente le fiche e ci masturbiamo a vicenda, ci martoriamo i capezzoli di baci e morsi languidi, sino a sfruttare per bene i miei tre vibratori di ogni dimensione e foggia che ho portato per me e anche per sodomizzare mio marito.
La scopo con il dildo più volte, fino a farla gridare di piacere, leccandole anche la clitoride, poi me lo faccio infilare nel culo sino a sfinirmi, lo lecchiamo a vicenda per lubrificarlo e incularci…le proviamo tutte in un vortice di lussuria e depravazione tutta al femminile!!
Ci manca la sborra ad entrambe, è vero, quella calda e lussuriosa gettata di liquido che ci riempie la bocca, la vagina, il retto…che ci allaga le tette e i capelli…croce e delizia di ogni donna, sia perché sporca i vestiti e delle volte a qualcuna fa schifo sia perché rischia di metterci incinte, ma tra noi due è sopportabile tale mancanza, sino alla sera quando ci scopiamo i rispettivi mariti e ci saziamo del loro liquido seminale, prodotto in abbondanza da entrambi!
Sul quel letto siamo io e lei, la mia cara amica del cuore Annina, i nostri corpi caldi e languidi, avvolgenti, sinuosi come serpi femmine. Un pomeriggio, per esempio, ho goduto solo strusciandomi sulla sua coscia, mentre mi leccava le tette…poi l’ho fatta girare a pecorina e l’ho sodomizzata come un mulo, sfondandole il rettopeggio del marito. Il vibratore entrava e usciva a ritmo, lubrificato dai suoi umori e dalla mia saliva, poi Anna ha perso il controllo totalmente, infilandosi un altro dildo nella fica e urlando (meno male che la casa era isolata…) il suo piacere! Il caldo torrido aumentava l’eccitazione, la lussuria, l’aria era impregnata di umori femminili, era il “nostro” pomeriggio di dedizione l’una all’altra, privatissimo, e per tutta l’estate siamo andate avanti cos’. Un’altra volta siamo andate in macchina a fare la spesa, ci siamo fermate in una radura ai bordi della statale, ci siamo regalate degli orgasmi a forza di leccarci le fiche e masturbarci a vicenda, sui sedili della Panda, come amanti improvvisate, poi ho preso dalle borse una delle grosse zucchine e l’ho penetrata sia nelle fica che in culo, facendola strillare di dolore, povera pupa…ma poi ha goduto, macchiando tutto il sedile di umori vaginali e anali. La sera a cena, abbiamo dato da mangiare ai nostri maritini le stesse zucchine, senza lavarle, crude.
Un pomeriggio abbiamo nuotato a lungo, per allontanarci dallo stabilimento e arrivando in una caletta isolata, ci siamo messe al riparo da due scogli e ci siamo masturbate a vicenda, nell’acqua che ci carezzava i corpi, le mani una dentro l’altra, poi mi sono girata e appoggiata sullo scoglio e gli ho sussurrato “penetrami” Anna era rimasta interdetta, allora gli ho preso la mano e gli ho leccato le dita medie e le ho messe sull’orlo dell’ano. Lei ha sorriso malefica e lentamente, molto lentamente, mi ha inculato così! E’ stato meraviglioso sentirle girare le sue sottili dita nel mio retto, muoverle dentro, le sue unghie rosse e lunghe graffiarmi le pareti anali, entrare e uscire, con la paura di essere viste da qualcuno, i suoi baci e leccate sul collo, io che mi masturbavo al suo ritmo, e il godimento…l’orgasmo. Poi è venuto il suo turno, con lo stesso sistema, l’ho fatta appoggiare allo scogli, l’ho penetrata analmente e scopata con le dita sino a farla venire…poi mi sono immersa e, abbassandole lo slip, gli ho leccato la fica da dietro, bevendo i suoi umori e acqua di mare…sino al nuovo orgasmo. Siamo tornate indietro, con le gambe molli dal piacere. I nostri mariti erano ovviamente rincoglioniti dal sole e dalla lettura dei quotidiani sportivi…sulle sdraio a guardare i culi e le tette delle ventenni, i loro pacchi gonfi.
E’ stata un’estate ricca di piacere lesbico, con Anna abbiamo raggiunto un’intimità mai conosciuta, tutta al femminile…con i nostri maschi di riserva, coi quali ci siamo sfogate ulteriormente sfruttandoli come sex-toy per i loro ragguardevoli e instancabili cazzi, che viceversa ci riempivano i corpi comunque abituati al fallo maschile, al suo sperma, dalla possanza dei loro corpi, i loro odori forti…io e Anna siamo etero sino al midollo, pur avendo provato il piacere lesbo.
Non vedo l’ora che torni l’estate con Anna!

Questo racconto di è stato letto 7 3 0 5 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.