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The stuffy doll

Scritto da , il 2018-10-09, genere dominazione

Le immagini arrivano quando meno te l'aspetti, non le puoi controllare. Arrivano e basta e tu puoi solo sottostare perché non hai scampo. Sono nitide come istantanee di una Polaroid. La tua mente legata da fili immaginari, tutto prende vita.

Sono stesa sul letto sfatto, nuda, la sua testa è tra le mie gambe aperte, le sue mani scivolano sui seni, sono inarcata, tesa come una corda di violino.
Muove la sua lingua nella tenera carne, suonando la sua dolce e perversa melodia. Stringe i capezzoli tra le dita, vuole far male, vuole far urlare, vuole godere di ogni gemito o suono che esce dalle labbra schiuse.
Deve nutrirsi delle emozioni.
Le mie mani stringono il lenzuolo, il mio bacino invita lui ad affondare la lingua dentro di me.
I miei occhi socchiusi persi in un piacere espresso da suoni e parole. Suppliche per lui, per il suo godimento.
Le mie guance rosse per il calore del corpo e per la timidezza; aperta davanti a lui, mi guarda dentro, insaziabile, perverso. Attimi in cui il mio respiro si ferma e il tempo perde consistenza.
Tutto fermo.
Poi d'incanto il mio corpo ritorna a danzare, la sua lingua a suonare, le mie mani a stringere il lenzuolo e le mie labbra a cantare, a produrre il frutto del mio corpo teso. Tormento.
Gemiti.
Orgasmo.
Tutto si ferma.

L'uomo dalle mani pallide e dita lunghe riposa la bambola di pezza nella teca. Guarda la sua casa maniacalmente curata, una miniatura perfetta. Sorride, prima di andar via, e gli occhi della stuffy doll sembrano brillare.

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