Erotici Racconti

Il cacciatore di fantasmi. La casa dell'impiccato.

Scritto da , il 2018-10-05, genere trio

Io, lei e il fantasma.



Mi piace definirmi esperto più che cacciatore. Cacciatore presume che esistano delle prede e definire prede i fantasmi non è appropriato, può portare a degli imprevisti non graditi.
Ci sono molti fantasmi in circolazione e di molti tipi. Non sto qui a farvi un elenco, non è il caso. Molti proprietari di case che ospitano fantasmi sono restii e volersene liberare, anzi! Li espongono proprio! Se ne fanno vanto con i loro ospiti sbalorditi! Ma sono quei fantasmi pacifici che appartengono alle presenze eteree innocue. Non sono rari. Stanno relegati in una stanza magari murata o in completo disuso ed escono con regolarità si, ma senza eccessi.
Io sono costoso e anche questo è un limite, il corrispettivo per i miei servizi varia molto secondo l’impegno profuso, ma mai sono a buon mercato. A volte, se ho bisogno di soldi e mi capita spesso, uso… lo confesso, un metodo piuttosto ambiguo e deprecabile, parlo al proprietario di casa del tesoro. E’ una cosa che funziona sempre, accenno a un fantomatico tesoro nascosto in qualche luogo della dimora e anche al suo cospicuo valore e poi aspetto che l’esca dell’ingordigia umana faccia effetto. Vi assicuro che funziona o almeno di solito funziona. Ingoiano l’esca e tutto l’amo.
Questo in generale perché, per esempio, la casa in questione non contiene certo tesori per quanto se ne sappia. E’ un’antica dimora risalente al 500, abbastanza ben tenuta dai molti proprietari che si sono succeduti nel tempo, tutta gente che, dopo il restauro e preso contatto con il fantasma, si è premunita di liberarsene in fretta. Salvo dei casi rari. E’ costruita solidamente con una splendida vista sul lago, appena fuori del borgo antico ed ha un ragguardevole parco.
E’ un architetto che m’interpella. Non pubblicizzo la mia attività. Ma si sa che le voci girano e nell'ambiente sono conosciuto. Per telefono accenna ad un fantasma molto invadente e fastidioso e chi ha comprato la casa, i suoi clienti… per inciso, non riescono ad insediarvisi. Le urla sono talmente spaventose che rendono impossibile viverci. M’interessa perché il mio conto in banca è pericolosamente vicino allo zero.
Sono immensamente pigro ma ho bisogno di lavorare e mi dico disponibile ad un sopralluogo.
Ci troviamo davanti all'ingresso della casa, un vecchio portone di legno un po’ deteriorato dal tempo. A proposito, l’architetto è una architetto. Una donna. Non male. Un tipo sull'acido, però. La sua bocca, bella fra l’altro, dice continuamente anche a chi non interessa che la sua fica è unica e che non la da via facilmente.
Brava, fai bene.
Risulta quindi che ha ristrutturato la casa, ne ha curato l’arredamento e la nuova proprietaria è una sua cara amica. Tutte cose che non m’interessano ma faccio un sorrisino partecipativo mentre me le elenca.
Io… di mobilia così non la vorrei neanche regalata! Che sia per questo che il fantasma è incazzato? Non gli piacciono i mobili? I tappeti? Troppo moderni? Gli do ragione, urlerei anch'io se dovessi viverci.
Giriamo assieme casa. Non sento nessuna presenza. Tutto tranquillo.
Le dico…
-Non sento nulla di strano…-
-Eppure le urla le sentono! E sono spaventose!-
-Dovrei verificare, se avvengono di notte siamo nella parte della giornata sbagliata. Devo venirci qui stasera-
-Io non ci vengo, le do la chiave…-
Accetto. Spirito di dovere e bisogno di soldi! A sera ceno e poi raggiungo la casa in questione. Apro e vado nel grande soggiorno e nuovamente mi dico che è un arredamento del cazzo. Cerco qualcosa da bere. Brindo ripetutamente al fantasma e dopo un po’ mi addormento sul divano, scomodo fra il resto! Mi sveglio verso le tre e mi chiedo che ci sto facendo in questa casa! Tranquilla come un pensionato di vecchie adorabili signore. Me ne vado. E’ vero che sono le tre di notte ma se hai le conoscenze giuste la notte è ancora giovane.
Ho dormito prima e quindi posso fare mattina, non è magnifico entrare in un forno e gustarsi dei cornetti appena sfornati? Caldi caldi? Sono quelle cose che ti fanno sentire vivo e amare la vita.
Quindi il letto. Mi sembra che siano passati solo alcuni istanti e suona il telefono. E chi immaginate sia? Si… lei. La tipa acida.
Mi chiede com'è andata.
Tutto tranquillo, addirittura idilliaco ma…
Ma…? Mi sollecita.
Ho una mia teoria, le dico. Le chiedo dove ha lo studio o dove è al momento. Gliela dirò, la teoria, mangiando e le do appuntamento in un localino lì vicino. Non credo che sarà di suo gradimento il locale, è posto in un seminterrato e servono roba piuttosto rustica.
La tizia ritarda e io ordino trippe e barbera. Devo recuperare un po’ d'energia perse nell'ultima parte della notte. Lei arriva e sarà per via del barbera ma mi sembra più abbordabile, quasi accessibile e quando ordina anche lei trippe inizia a piacermi.
Fra un boccone e l’altro le dico della mia teoria.
-Potremmo essere di fronte ad un caso di un fantasma che reagisce alla presenza di donne in casa, insomma un misogino o qualcuno che in vita ha ricevuto torti da una donna-
-Misogino? Che termine affascinante!-
-Proviene da misoginia…-
-Mmmm… sei un uomo colto. E una donna che odia gli uomini? Come si chiama?-
-Potrebbe chiamarsi Anna, Claudia… Federica, no… scherzo. Misandrica… da misandria.-
-Cosa ti proponi di fare? Per il fantasma?-
-Riprovarci, è ovvio. Tornare nella casa con una donna…-
-Noooooo! Eh… no! Non guardare me! Io in quella casa non ci vengo. Io sono solo quella che ha ristrutturato e arredato, mica ci voglio abitare!-
-E la padrona di casa?-
-Non è nemmeno qui e non ci metterà piede fino a cose concluse.-
-Allora ti ritengo volontariamente adatta. Per il bene della tua amica e della fantasmologia…-
-Ma… ma… e se viene davvero…-
-Ti tieni forte a me! Dai… non devi aver paura. Sono un esperto di queste cose-
Convinta non lo è, guarda la porta come per scappare, conta i passi che deve fare per avere la liberazione. Poi si calma.
-Parlami dei fantasmi…-
-Si parla di una dematerializzazione in atto, alcune teorie parlano di una società, nella nostra realtà futura, che sarà popolata solo da presenze ineffabili, ectoplasmi, eccetera. Io personalmente non sono convinto…-
-Per fortuna! Ma… che ti ridi? Mi prendi in giro? Ordinami qualcosa di forte, ho i brividi alla schiena…-
La sento incredibilmente interessata, incuriosita, anche eccitata. Ho la donna adatta per verificare la mia teoria.
Passiamo ancora un’oretta a parlare. E a bere. Astemia non lo è certo. Mi è simpatica ora. E la trovo bella. Bella tutta. Se perdesse quella cadenza da snob nel parlare sarebbe perfetta.
Torna in ufficio e io a casa. Ci troviamo alle nove per una cenetta veloce e poi alla casa del fantasma.
Ho sbagliato a giudicarla. Uhm… è vero, a volte sono prevenuto verso le donne, tendo a giudicarle al primo incontro e non è una cosa molto indovinata. Le donne sono esseri variegati, con molteplici aspetti.
Per esempio, vedo una e mi dico… cazzo! Quanto è puttana questa! Poi risulta che è una moglie/amica/amante di una fedeltà canina. Un’altra? Mi dico che è fredda come un iceberg e poi? Dimostra che con il suo calore potrebbe fonderli gli iceberg, senza problemi!
Brava!
Brava perché intanto indossa roba pratica, jeans e maglietta, scarpe da jogging, queste forse per scappare più in fretta?
Ed è bellicosa, entusiasticamente bellicosa.
Parliamo amabilmente fino alle dieci, volete sapere se tento degli approcci? Ebbene, no. Professionale sono. Tutta serietà e fantasmi.
Sulla porta della casa devo spingerla ma è solo un attimo d’indecisione. Poi mi si mette a braccetto e la conduco nel soggiorno. E’ emozionata. I suoi occhi corrono nervosi per la stanza.
Devo rincuorarla con un paio di cicchetti robusti che butta giù senza indugiare, parliamo seduti accanto sul divano.
Le chiedo dei mobili. Mi dice che ha fatto una fatica del diavolo a trovarli, passato al setaccio produttori d’arredamento e via così. Mah…! Penso, certo che hai tribolato per trovarli così brutti! Ma non faccio commenti. Continuiamo a parlare, mi chiede come ho iniziato ad interessarmi dei fantasmi. Le parlo di quello di casa mia. Il mio fantasma personale.
Lei guarda l’orologio…
-Ma… non dovrebbe apparire? Sono le undici passate-
-Vai a sapere! Che ti diceva la tua amica? A che ora appariva di solito?-
-Ehmm… mi diceva… che…-
-Che? Continua, non puoi nascondermi cose determinanti…-
-Insomma… appariva… quando… faceva sesso…-
-Sesso! Vuoi dire quando scopava? Ma perché non me l’hai detto?-
-Non volevo parlar male di lei…-
-Su aspettiamo, ma se non appare ti dovrai sacrificare…-
-Cosa???? Nooo! Aspetta… aspetta! Non era in programma!-
-Su ragiona, non ti devi impegnare. Farai solo finta di abbandonarti. Non ti si chiede di godere, figurati! Fingi! Lo avrai fatto altre volte nella tua vita, no? Ti fai abbracciare, baciare… poi cacci due o tre urletti orgasmici e vedrai che lui viene!-
-Non mi… penetri però, non me lo metti dentro, vero?-
-Scherzi? Certo che no! Fingeremo!-
-Aspettiamo ancora un po’ e dammi da bere…-
Aspettiamo. Il fantasma, se esiste, tarda comunque a manifestarsi. perché è magari solo immaginato nella mente della sua amica? Ma io so che sono esseri capricciosi, imprevedibili, soggetti a stimoli che noi umani non conosciamo.
Chiede…
-Allora lo facciamo?-
-Facciamo cosa?-
-Ma… scopare! Non ricordi? Lo hai detto tu che dobbiamo provarci… ma fingendo!-
-Ahhhhh… si! Dobbiamo, vero? Per stimolare questo maledetto ectoplasma!-
Non ci credete che sono tiepido, vero? Sto giocando con lei, la voglio stuzzicare fino a farla diventare cooperante. Insomma mi capite. Intuite dove voglio arrivare.
Lei si stende sul divano e la bacio. Volutamente a bocca chiusa. Un bacio che potrebbe darle il suo fratellino. Tenero, fraterno appunto.
Lei si stacca… e…
-Tutto qui quello che sai fare? Come facciamo a farlo intervenire se non ti ci metti d’impegno?-
Ora mi ci metto di più.
Gioco con la sua bocca. Uhm… che bella bocca! Se sta zitta poi, è perfetta! Succhio la sua lingua, mordo le labbra piene. In breve ci scaldiamo.
-Ora… non stiamo fingendo, vero?-
-Io no… e tu…?-
-No… neanche io…-
Alzo la sua maglietta perché voglio baciarle quel seno che ho sbirciato per tutta la sera. Possibile che ogni volta che spoglio una donna, bella o meno bella, mi devo ripetere che nulla esiste di più… splendido?
Oggettivamente… BELLO?
Mi sa che ho l’animo di un artista, di un pittore, scultore, ceramista, dite voi quale e cosa ma con un solo e unico soggetto da rappresentare: IL CORPO DI DONNA!
Io parlo con voi ma sono perso in lei. La sto spogliando, le levo maglietta, le scarpe e le sto togliendo il jeans e passo il viso sul suo inguine, non sento ancora il suo profumo di donna. Spero che non sappia da detergente intimo! Le donne le voglio "naturali", che sappiano di femmina.
Le tolgo anche il minuscolo triangolino che le copre la vagina. Ma perché metterlo? E’ talmente piccolo che, dal punto di vista dell’efficienza, non può servire a nulla! Razionalmente mi si spieghi il perché di questa cosa!
Ahhhh… capito! E’ solo un vezzo? Un capriccio femminile?
E’ nuda.
Incollo la bocca alla sua fica. Sa di buono. Sa davvero di buono!
Dio… se sa di buono!
Ha un magnifico cespuglio di vello scuro che le incornicia la fessura, soffice e curato come solo un esperto giardiniere potrebbe fare!
Intanto mi spoglio. Si, so fare le due cose contemporaneamente! Baciare, leccare e anche mordere e levarmi camicia, pantaloni, scarpe, slip! E buttare tutto per la stanza.
Lei è inarcata dal piacere, freme sotto la mia bocca. Le sue mani mi tengono forte la testa e tirano, tirano. Vuole la mia lingua dentro.
Mi stacco…
-Fingiamo. Non volevi essere, penetrata…-
-Fingiamo??? Fallo o giuro che ti uccido! Dai… scopami!!!! Dammi il tuo bastone duro! Cazzo… ora ti voglio dentro! Tutto… tutto! Infilami il tuo spadone di carne dentroooooo… tutto dentrooooo!-
Ha una gamba sullo schienale del divano e l’altra poggia terra con il piede. E’ aperta, rimando a dopo l’esame della sua fica, volete? Ho fretta di entrare in lei, sentire il suo umidore, il suo calore, voglio far fatica ad entrare, sforzare, sentirla cedere e ricevermi… dentro di lei!
Spero, spero, che questo cazzo di fantasma non intervenga ora!
Non ora... eh? Stai tranquillo.
Non adesso, aspetta una mezz'oretta, un'oretta… anzi aspetta che abbiamo finito!
Uhm… che bel seno ha! Un seno importante, come a volte è definito! Le tengo le mani sopra la sua testa e la bacio, mentre la martello di colpi! Colpi violenti e ripetuti! A fondo! Voglio entrare in lei fino al pelo. Le palpo il bel culo, largo, come i fianchi che si staccano dalla vita sottile.
Poi… manca poco, pochissimo! Sento l’orgasmo approssimarsi! È quasi lì!
Lei? Ha già goduto, tranquilli e non una volta sola! Sta gemendo… aspetta il mio d’orgasmo.
E… un urlo fortissimo scuote la casa!
Non un gemito ma proprio un urlo rabbioso! Feroce! Un ululato! Sento una corrente d’aria fredda che mi passa per il corpo. Lei rabbrividisce, la sento come ritrarsi! Raggomitolarsi contro di me.
E mentre le urla continuano e le porte sbattono, la luce accesa nelle varie stanze si spegne e si riaccende, noi ci rivestiamo in fretta.
Che peccato, però! Era una scopata da sballo!
Vestito, esamino il fenomeno. Nessun effetto visivo. Né ectoplasma né altro.
Devo sapere perché si manifesta.
Tranquillizzo la mia accompagnatrice.
-Non ci può far nulla, griderà ma nulla di più… non è dei più violenti che ho incontrato, certe volte ti tirano addosso di tutto-
Lei non mi si stacca d’addosso. Ma devo riconoscere che in breve supera la paura, non è certo tranquilla, ma non si lascia impressionare più di tanto.
Le dico…
-Dobbiamo cercare di sapere il motivo della sua rabbia-
-E come facciamo?-
-Una cosa che a volte funziona e riesce a farlo raccontare… a volte va, a volte no…-
-Farlo raccontare? Come fa a parlare?-
-Parlare no, scrivere però si…-
Prendo la grossa risma di carta bianca che ho portato con me. La metto sul tavolo e ci metto sopra una matita.
Ci scrivo a stampatello.
"Siamo amici… non temere…"
Passano alcuni istanti e la matita si alza.
E si muove, verga sul foglio alcune parole.
"Chi siete? Perché osate profanare la casa di un morto? Vi ho visti… mentre eravate intenti in atti osceni…-
Strizzo l’occhio a lei, alla mia compagna d’avventura e mormoro…
-L’abbiamo preso, ora se ci sappiamo fare lo teniamo…-
Scrivo.
"Non volevamo… ti chiediamo scusa. Siamo marito e moglie, nessun atto contrario ai tuoi principi. Ci amiamo e abbiamo fatto l’amore come due sposi…-
La sento ridacchiare e mormorare…
-Due sposi! Dio, se sei porco… e falso! Poco mancava che mi sfondavi…-
Le tiro un calcio, scrivo su un foglio bianco.
"Ti prego… raccontaci di te, del tuo tormento. La tua angoscia deve essere molto grande se soffri così!"
La matita si alza e prende a scrivere veloce, un foglio dopo l’altro, appena ne riempie uno, lo leva, lo pone a parte e riprende su uno vergine.
Aspettiamo…
C’è da credere a quello che fa lei?
No… non ci credereste mai! Altro che impaurita!
Mi sta mordendo l’orecchio, mi c’infila dentro la punta della lingua.
-Dio… se sono eccitata! Sei proprio un porco, maiale, bugiardo e senza morale… non sei venuto vero? Ho voglia di prenderti in bocca e di farti sborrare e berti! Berti tutto! Anche l’anima voglio berti! Dici che posso mettermi in ginocchio e farti un pompino?-
-Zitta… e stai buona! Non vorrai farlo arrabbiare? Guarda come scrive!-
Vi meravigliate? Io no, sono sempre stato consapevole dell’effetto che la paura fa alle donne.
Diciamoci la verità, la ricerca psicologica è sempre un po’ in ritardo rispetto alla realtà. Che l’eccitazione sessuale fosse incrementata dalla paura, lo sapevano già tutti quei ragazzi che, ben prima degli anni ’70, portavano le loro amichette a vedere i film dell’orrore e poi le scopavano alla grande.
Intanto il fascio di fogli scritti diventa sempre più voluminoso. Non vedo l’ora di leggere la causa della sua infelicità e cercare il rimedio per farlo riposare in pace. Sapete… attaccamento professionale, questo lavoro ti prende, eccome ti prende!
Lei? In qualche modo prende la mia mano e se la infila nel jeans, gli slip che vi dicevo non li ha rimessi! Ho le dita nella sua fica fradicia.
-Dai… almeno sditalinami! Fammi godere così! Ora… porco… ti prenderei anche nel culo da tanto sono eccitata! Sta cosa del fantasma mi fa morire. Mi scoperei anche lui! Dai muovi quelle dita… strizzami il clito! Torturami… dai fammi godere e non smettere! Mettimi dentro le dita tutte… mettimi dentro la mano! Spaccami la fica… dai!-
Che posso fare?
Divido la mia attenzione tra la presenza eterea che continua riempire fogli su fogli, speriamo che scriva cose comprensibili, e lei! E’ davvero in preda ad una libidine infinita! Le mie dita continuano a darle piacere, orgasmi su orgasmi. Mentre con la mano mi stringe il pene sopra il tessuto dei pantaloni. Lo stringe, lo mena. Riesce ad aprire la zip e ci infila la mano, lo tira fuori. Cerco di farla desistere ed è una lotta fra noi. Io che cerco di deviare la sua mano e lei che non cede. Spero che il fantasma sia troppo impegnato a scrivere per vederci!
Sapete?
Queste forme eteree sono molto prese da sé stesse, non hanno una grande attenzione a quello che succede intorno a loro.
Per fortuna! Perché mi toglie la mano dal suo inguine, mi s’inginocchia davanti e me lo prende in bocca.
Sarà per il fantasma? La sua eccezionale eccitazione, dico. Riesce a prendermelo tutto in gola, lo fa uscire e passa la lunga lingua su tutta l’asta. Non mi risparmia lo scroto che prende completamente in bocca. La tengo per la testa e la guido. E godo… le spruzzo in gola una quantità enorme di sperma! E lei inghiotte tutto! No, non subito, lo tiene in bocca e me lo fa vedere quanto è! Solo dopo… beve.
Mi ricompongo. Lei no.
Mi si struscia addosso.
-Ho voglia… una voglia pazzesca. Voglio che mi fai leccare il tuo culo. Che ti siedi sopra la mia faccia e che me lo strofini sulla bocca mentre mi masturbo…-
Mai visto una reazione così per la presenza di un fantasma! Una cosa anomala!
Giuro.
-Mmmmhh… vorrei essere scopata dal fantasma… è possibile? Fammelo fare…-
Che io sappia ho incontrato solo un fantasma in grado di farlo. Il mio fantasma. Quello che ancora vive nel rudere che fu la dimora della mia famiglia. Quello si che è un fantasma porco! Pensate che veniva a trovarmi e mi faceva i pompini!
La zittisco…
-Stai zitta un po’! Questo non è adatto, per quello che vuoi provare, aspetta e ti farò conoscere il fantasma giusto…-
-Stronzo! Io ho voglia adesso… sei un coglione…-
Heiii…! Cos'è questo linguaggio?
Dove è finita la sua ricercatezza? Ora parla come noi normali?
Comunque esistono casi di sesso con fantasmi! Chi non ricorda Ke$ha, la cantante? Quella della compilation Tik Tok? Dice che ha un fantasma come amante. Forse voi… la ricordate più per via della sua pisciata fuori del finestrino della macchina. Uhmmm… quello scroscio! Che tipa libidinosa!

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