Erotici Racconti

Diario sudamericano. Anno del Drago d'Acqua.

Scritto da , il 2018-09-14, genere interviste



10 marzo.

Ho il cazzo fuori uso!!
Temporaneamente!!
Vuoi sapere?
Ok!
Succede che mi fermo per bere un paio di birre e nella baracca ci sono due donne o meglio una donna e una ragazza, la vecchia già deteriorata dall'età e la giovane è strana, capelli rossi su una epidermide ambrata, occhi verdi di un colore assurdo.
Un visetto carino, forse un diciotto anni?
Ma forse anche no...
Comunque vado avanti.
Al momento di pagare chiedo se hanno condom, si... li hanno. Ne compro. Una marca mai vista prima, probabilmente cinese.
Mentre salgo nella vettura esce la ragazza, mi raggiunge... sorride invitante e chiede se voglio scopare.
Lei? Chiedo...
Lei... si.
Perché no... rispondo, chiedo quanto vuole. Venti dollari. Va bé... non diventerà ricca scopando ma mi da l'aria che lo faccia anche per disposizione genetica.
Dove? Dietro c'è una specie di magazzino.
Mi va. Si toglie il vestitino liso dai molteplici lavaggi e le mutandine rosa.
E' bella... è giovane.
Carne liscia e soda, tette con i capezzoli rivolti al cielo.
Si... confermo... sarebbe piaciuta anche alla puttana che convive in te.
Le avresti leccato la fica in quella stanzetta squallida.
Io l'ho fatto.
Le avresti leccato il suo buco del culo.
Io l'ho fatto.
L'avresti scopata con me.
Il suo odore e sapore? Afrodisiaci, arrapanti... straordinariamente elementari nella loro essenza.
Tieni conto che qui non sanno cosa sia la toeletta intima. Odore animale, di puro sesso ancestrale.
Poi... dopo la fica le chiedo il culo.
Non l'ha mai fatto...
Ebbene è ora di cominciare, no?
Le prometto qualcosa in più... e lei cede facilmente.
Quel meraviglioso buco! Il colore scurissimo della mucosa, le natiche lisce e sode!
Insomma... ti assicuro un culo meraviglioso!
Ora il fatto... i condom erano duri e tutt'altro che sottili, men che meno lubrificati, insomma nella foga dell'inculata... l'ho goduta tantissimo... ho perso un po' la testa e ho sentito... si... del dolore nella penetrazione ma non ci ho badato... e ora ho una escoriazione dolorosa proprio sulla corona, una piaga.
Roba passeggera ma mi rende forzatamente casto.
Passerà... oh... immagino il tuo sguardo dubbioso.
No... non è altro.
Non è scolo, ok... dottoressa... il termine medico? Gonorrea? No, non lo è.

11 marzo.

Ho incontrato i miei due partner in questa cosa.
Nessun problema, sembra.
L'autista e guida e il tutto fare, cuoco e monta e smonta le tende.
Scrivo appena posso.
(continuo a NON scopare, non ti devo pensare altrimenti ho voglia)

13-14-15 marzo.

Non so davvero quando potrò collegarmi. Forse domani sera se ne avrò modo, ma intanto ti scrivo... ti manderò tutto assieme e tu leggerai… (forse… non sei costretta!)
Ho del tempo… non c’è corrente elettrica se non quella di un generatore puzzolente e scoreggiante, né tanto meno c’è copertura internet! Scrivo fino a scaricare il netbook poi vedrò, ti sono fischiate le orecchie?
Dio... se ho sparlato di te!
Mi è stato facile sai? Salito nella camionetta mi hanno chiesto che cazzo stavo facendo... perché non arrivavo e io ho risposto che stavo scrivendo alla mia puttana in Italia. Questo ha generato la loro curiosità... e io l’ho soddisfatta.
Ora… quando leggerai questo… so già che ti ecciterai, che la tua fica si bagnerà e che… probabile… ti dovrai masturbare, dovrai metterti le dita dentro! (o scoparti qualcuno? Lui? Un altro?)
Ho detto loro che sei una viziosa (?? Si… l’ho fatto! Dovevo esagerare… no?). Una donna giovane e bella, hanno voluto sapere di più, se ho foto. Ho detto che non ne ho dietro ma che forse… tu farai loro il piacere di mandare la foto della tua fica mentre ti masturbi. Loro la aspettano… ci sperano… vedi tu, ti piacerebbe che si masturbassero per te, non è vero, puttana? Due uomini con il cazzo duro che si masturbano, che si menano mentre sbavano sulla tua foto e sborrano.
Ho detto che sei ricca, sposata e che non ti basta mai il cazzo. Che oltre a me… hai diversi uomini e che oltre a questi cerchi qualche avventura occasionale.
Loro avevano il cazzo duro e lo avevo anch’io mentre raccontavo. Solo che a me faceva male, fa male ogni contatto, ho raccontato un po'... appena esagerando… che tu ogni tanto fai un orgia con diversi uomini e loro, Kurt e Emilio, ti chiamavano puttana… “dio... che puttana…” così dicevano… “dio... che puttana hai!”.
Quando ho detto che ti eri eccitata pensando a loro che ti scopavano assieme, che ti sei masturbata mentre pensavi di averli in fica e nel culo assieme e che poi hai chiamato il tuo uomo a fotterti… beh… SONO ESPLOSI. Vogliono venire in Italia e conoscerti…! Vogliono romperti la fica e il culo, ASSIEME…! Ho dovuto promettere loro che glielo lascerò fare… se verranno, ma sarà molto improbabile… ahah… delusa?
Che ne dici? E’ stato bravo il tuo porco? So che ti sei masturbata davvero e per ore… (per ore...? Puttana!)
Ho sempre il cazzo che mi fa male, non posso scopare.
Sono a riposo… loro no, sono usciti a cercare delle puttane, qui c’è la fabbrica sai? Ne sforna a getto continuo e sono belle, giovani… e allegre.
Due giorni e torno un toro. Sai che faccio intanto? Mi tocco il culo, ci metto dentro le dita… magari penso che me lo fai tu.
Mi piace pensare queste cose.
Vado… ho da fare… appena posso ti dico ancora.

16 marzo.

Neanche stasera posso collegarmi… abbiamo ancora parlato di te, hanno voluto sapere tanti particolari fisici che naturalmente ho esagerato. Mica racconto di te veramente! Ho detto che hai la fica elastica e il culo sempre stretto, difficile da violare. Kurt ha detto ripetutamente che te lo sfonda, mi hanno chiesto perché non sono geloso. Ho detto che sono uno dei tanti che ti scopano, che sei una vera puttana. Questi… cara mia, ti legherebbero alla catena come una cagna. Sono primitivi, hanno un senso del possesso elevato al massimo. Non sono in grado di capire gente come noi.
Sai? Ho voglia di scrivere, magari appena ritorno finisco il romanzo? Mah…
A proposito il cazzo va meglio. Posso scappellarlo senza aver male.
Appena torno ti scopo. Prima ancora di lei. Atterro a Malpensa e vengo a Torino. Ho voglia di una fica bianca… di poter scopare senza preservativo, ho voglia di leccare fica per ore, leccare fica e buco di un culo di femmina. Ho voglia del tuo culo.

Mi chiedo che cazzo ci faccio qui.
Mi sento stranamente fuori luogo e ancora di più fuori tempo, come fossi un dinosauro ricomparso dal passato… la verità è che è trascorso il mio tempo, sono vecchio ormai per queste cose, inadatto anche fisicamente, mi manca la prontezza di riflessi di una volta… ho perso la cattiveria...

20 marzo. (mattina… sono le 7 qui)
Stanotte era caldissimo… ho sudato anche l’anima. E’ piovuto e l’umidità è altissima. E qui c’è concentrata tutta la popolazione insettivora del mondo. La peggiore specie sono quei minuscoli esseri che passano anche attraverso la zanzariera.
Ti va che ti penso a tratti, puttana?
Hai timore? Non sai se è la verità quando dico che uso il preservativo quando scopo. Credo che da una parte ti eccita pensare che lo faccia senza, che entro in queste fiche nere senza precauzioni, si... questo ti eccita da morire, è qualcosa che ti attira verso il basso, verso l’aberrazione e il degrado mentale. Sai che potrei prima metterlo il preservativo e poi toglierlo? Se lo usassi con te che saresti tu stessa a levarmelo per sentire la mia carne nuda dentro la tua.
NON SBAGLIO VERO?
Io ti conosco meglio di quanto ti conosci tu.
A presto.
(questi maiali non smettono di pensare a te. Cazzo… ma possibile che riuscite, voi femmine, ad avere questo potere? Ho dovuto inventare il tuo nome! Tanto non sanno altro, li lascio fantasticare. Li hai fatti impazzire, ormai sei il loro sogno erotico, ti scopano in continuazione… ah si… il mio cazzo sta meglio, solo una leggera infiammazione… sai quel dolore che ti fa piacere provare? Si… proprio quello.)
Devo andare.

23 marzo.

Mi rendo conto sempre più che ha ragione Einstein, il tempo e lo spazio non sono eguali dappertutto. Qui hanno valori diversi, come sono diversi i percorsi della mente. Quello che mi fa incazzare è che… ora ho voglia di casa e in Italia morirò di nostalgia per questi posti di merda…
La cosa è andata molto bene, meglio del previsto e cerco un volo per rientrare in Italia fra tre o quattro giorni, il tempo di tornare alla civiltà.
Voglio scopare… TE. Voglio i tuoi gemiti e le tue urla. Voglio sentire il tuo corpo inarcarsi mentre godi. Voglio tutto di te. Cervello, anima e corpo. Voglio prendere il tuo culo… ancora e ancora.
Sei mia. Mia. Solo mia!

28 marzo. Ciudad Guayana .

Finalmente sulla via di ritorno.
Che cazzo di città! Va bè… ora capisci che baratteresti tutti i tuoi principi per l’aria condizionata. Senza pensarci un attimo! Che meraviglia!
Che dovevo dirti?
Ah si… grazie delle foto. Le ho mostrate loro.
Non era quello che volevi? Su… concentrati su cosa hanno pensato, su da brava… toccati… masturbati per me e per loro, FALLO!
Ti chiamano Angel-puta. Dicono che hai un viso da angelo e l’animo di una puttana.
Avevano i cazzi duri… vuoi sapere come sono loro, puttana? Va bene…
Quello di Kurt? Lui è una bestia alta 1 e 95 e pesa 125 chili, il suo è grosso e corto, coperto, lo stronzo ha come una fimosi e fa difficoltà a scoprire il glande. E’ quello che vuoi nel culo, vero? Quanto godi a sentirtelo spaccare?
Emilio è alto quanto me, più snello e molto svelto. Come dici? Non te ne frega nulla e vuoi sapere del cazzo? Va bene… molto bello, non proprio come il mio… ma ci va vicino, ok?
Lui lo vuoi in fica? Si.. toccati dai… regalami un tuo orgasmo, solo mio dai… toccati, strizza quel tuo clito, strofinalo, mettiti le dita in fica e fottiti dai…
Uhmm… avrei potuto farli masturbare lì, farli menare fino a sborrare sul pavimento di questa stanza, sai? Avrei… o l’ho fatto?
Non so… non ricordo, tu che dici? Voglio che ti resti il dubbio.
In questo gruppo sono il maschio alfa. Io decido, non posso sminuire con cazzate la mia posizione, ne va della mia sicurezza.
Cosa? Dovevo prendere in bocca il cazzo di Emilio? Tu sei pazza!
Ma cosa arriva a pensare la tua mente libidinosa? Sei proprio porca!
Non è possibile!
Ho la conferma del volo di ritorno, parto mercoledì.
Ora ti lascio.
Vogliono andare in un locale, una specie di palafitta sull’Orinoco o sul Caroni? Boh…! Dicono che si mangia da dio e ci sono le migliori puttane del mondo…

Le migliori?
Dopo di te… forse.

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