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Questo Bella non lo sa 3

Scritto da , il 2018-09-13, genere pulp

3. Resa dei conti

***

La nave che li ha fatti fluttuare sino a qui si muoveva lunga e nera come una pantera, correndo in mezzo a onde feroci.
Da quella tempesta notturna Bella si era chiesta spesso che faccia avrebbero fatto mai le amiche e le sorelle e le ragazze di campagna tutte. Tutte loro che l'avevano salutata con abbracci che sanno quasi dell'addio ultimo dato a una condannata a morte. Perché il matrimonio dicevano loro è rosso come sangue comunista. È stabile e magari si, come dicevano le donne grandi, tranquillo alla stessa maniera ma una lo accetta sapendo dei giorni che verranno tutti uguali. Senza potersi aspettare nulla di più.
Chissà che occhi avrebbero fatto a poter guardare nella loro vita, differente dai pilastri della loro società. Il marito infatti non solo le permetteva di seguire ed esprimere ogni sua idea ed aspirazione ma perfino dentro il letto cedeva tutto il comando.
Se la portava sul posto di lavoro che aveva trovato anche per lei affinché non si sentisse annoiata e relegata tra le mura.
Un ristorante semplice, di proprietà di una porca fatta di plastica, dal petto al culo, con un sorriso al botulino, di nome Gina che mostra il silicone a tutti quelli che entrano, fornitori e avventori, ingegneri e muratori.
Bella non ha mai capito quella donna, non è una morta di fame ma ama portarsi nel letto ogni cosa che possa respirare. E anche che non respiri, ho il dubbio io.
Tuttavia questa signora permette loro un’esistenza facile coi due stipendi guadagnati. Da un po' di tempo Bella si è accorta di quanto tempo passa Dasho a chiacchierarci insieme e teme il tradimento, conoscendo il suo debole per le bambole gonfiabili.
La realtà è tutt'altra ma questo Bella non lo sa.
Il grigio è venuto a riscuotere il debito.
Lo ha convocato nel suo studio, gli ha offerto brandy e ha esordito .
“Mi duole se dovrai cercarti un altro mestiere ora che stavi quasi a posto però quella bettola di locale in cui lavori serve a loro. Sembra perfetta per piazzarci il night di sotto e le ragazze ad alloggiare sopra ma Gina non la vende.”
“E che devo fare io?”
“Dal momento che ci hai tanta confidenza con lei, convincila a venderla. Sicuramente se si potesse negoziare col figlio di Gina sarebbe tutto molto più semplice.”
“Manco sapevo che lo avesse Gina, un figlio.”
L'avvocato ha scrollato le spalle. Chissà quanto ci guadagna, certo più che coi processi.
“È un mezzo ingegnere, mezzo scrittore… In altre parole mezza sega. Ha preso una mezza laurea e non finisce mai, se fosse lui il padrone a questa l'ora ce l'avrebbe già venduta pur di avere altro capitale da sperperare anziché studiare.”
“Vabbè gli intrighi famigliari di Gina non mi interessano. Dimmi solo in che maniera mi abbuoni la tua parcella.”
“Te lo devo dire? Quando è che uno diventa padrone della roba dei genitori?”
Dasho è quasi caduto dalla sedia. Lui ha ammazzato si ma è stato per amore. Per chi lo sta pigliando quello lì?
“Io non ci penso proprio.”
“E invece faresti bene a farlo. Io i miei soldi li ricordo e loro ricordano bene che gli hai squartato uno dei migliori. O dei peggiori. In certi ambienti è lodevole essere il peggiore. Può darsi anche che ci riesci in altro modo. Lo vedo, sei un bell'uomo ma non ti prendi tempo per pensare e quando quelli come te non hanno tempo per ragionare pensano solo ad ammazzare. Scommetto che la convinci anche con altri mezzi.”


Ma questo Bella non lo sa.

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