Erotici Racconti

Questo Bella non lo sa 2

Scritto da , il 2018-09-13, genere pulp

2. Maledetti il bianco e il nero

Bella invece sa e teme di tutt'altro.
Prima che venissero qui insieme Dasho aveva già a pendergli sul capo quel processo dovuto ad una notte all'Eur , l'ultima di scorribande fra tacchi chilometrici e minigonne, utili a esaltare caviglie eleganti e culi alti, in vendita alla fiera dell'est, mal coperti da impermeabili gialli anche se non piove.
Lì tra quelle donne tre anni prima ha consegnato una banconota a Monica che non è altro se non una ragazzina coi capelli lisci e biondi esperta a succhiare.
Succhia benissimo solo questo ma siccome Dasho ha il cuore che è di burro se l'è fatto sciogliere fino a rassicurare le esili membra di una prostituta, strappata alla sua Bosnia con tremende minacce e percosse, che le avrebbe avvinte tutta la vita nel suo abbraccio.
Fino ad una sadica mattina di novembre, quando padre e fratello dalla città natale, con una telefonata gli chiedono di ritornare per prendere sposa Bella, secondo accordi fatti tra casate ripresesi lentamente dalla guerra civile e dalla fame grazie alla collaborazione di tutti i loro membri.
Sui sedili scomodi della sua auto era arrivato per dire addio alla minuta Monica ma poi, stretto dalle cosce tornite, dalle labbra del sesso inebriante di lei, col volto a sprofondare nei suoi umori e nella preghiera di non farlo, aveva deciso che sarebbero andati a Ballsh insieme. A dire a padre e fratello che era spiacente ma la sua sposa era già scelta e che nonostante tutto erano pregati di amarla e rispettarla.
Nemmeno ci arrivò a farle il biglietto, veloce verso la stazione e il treno. I binari arrugginiti e i fulmini che annunciavano temporali erano un sinistro avviso della fine.
Avrebbe potuto dire “io di questa non so niente vado a Bari a prendere un traghetto.”
Ma Dasho ha il cuore di burro e con un piede già sul vagone, osservato da un capotreno pronto a fischiare la partenza ha fatto un balzo indietro alla vista di Monica che si attardava.
Sul viso bianco di morte e paura ha indovinato il destino della donna minacciata dalla canna della calibro di un protettore. Rapidamente ha recuperato il coltello celato tra la giacca e il petto, abitudine di sempre mantenuta da quando la guerra esponeva i ragazzi appena sedicenni al dover essere armati in ogni minuto anche del sonno.
Al dovere di scattare in difesa di dimore, madri e sorelle.
Schiacciati dal peso di Kalashnikov più grossi e pesanti di loro.
La lama era poi stata dura a estrarsi dalla nuca del magnaccia, dura come il pane che tagliava mamma Neta la notte in cui seppe in realtà quella era una zia. Ma lui l'aveva estratta e riaffondata nel cuore del randagio, pareggiando i conti per la sua puttana. Consegnandole la libertà zampillante dall'arteria recisa, a fondo, ventricoli e mitocondri penetrati in un solo colpo.
Estratta la lama di nuovo le labbra di lei erano state investite e rese scarlatte da quel rossetto al sapore di sangue.
Ultimo dono dell'uomo che ha comprato il suo amore, alla fiera dell'est, per una banconota.
***

Dicembre.

Un magistrato che considera albanesi e romeni broda della stessa pentola non ha fatto differenze tra il bandito e il suo omicida.
Rinvio a giudizio.
Stavano sbagliando, lui gettato dietro sbarre nere che ridavano l'immagine a scacchi di un cielo troppo bianco e fuori, lontano dalla scacchiera quelli che davvero rappresentano un pericolo giocano la partita.
Maledetti il bianco e il nero.

Gennaio.
Monica l'hanno ritrovata, sgozzata per aver cercato di scappare, ai piedi del lampione sotto il quale lei batteva.
Lo ha letto sul foglio bianco del giornale, righe nere che si sfocano alle lacrime di un uomo che scioglie in lacrime perché è fatto di burro.

Luglio.
Lo visitano papà e fratello a consolarlo che hanno affidato tutto a un ottimo avvocato che guarda caso era lo stesso alto e grigio che volte indietro ha difeso il protettore romeno ed i suoi traffici ma che è il migliore in piazza.
L'unico talmente ben ammanigliato tra i giudici e i politici e che può evitargli una vita in quel posto dove gli unici colori sono il bianco e il nero.

Agosto.

Permesso accordato per andare a sposarsi al suo paese.
L'avvocato grigio gli batte le mani sulle spalle promettendo che al ritorno non lo aspetterà una pena superiore all'anno e otto mesi , il nuovo magistrato gli riconosce le attenuanti e la legittima difesa.
Quale sarà il prezzo? Tutto il benessere che hanno rimesso insieme giù a Ballsh a forza di sgobbare e senza sosta.
No, assicura l'avvocato aggiustandosi la giacca e i capelli grigi con l'arrogante espressione aristocratica.
Non c'è niente, caro Dasho, meglio del circondarsi di gente a cui abbiamo fatto dei favori.

Ora va bene così. In futuro dovrà rendere il favore.

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