Erotici Racconti

Questo Bella non lo sa

Scritto da , il 2018-09-13, genere pulp

1. Sibilla

I piccioni le toccano i piedi, quei colombi cittadini con lo stomaco eternamente vuoto beccano tra i sampietrini, è pentita di non essersi portata niente da sbriciolare.
Dasho le sta accanto e non la vede, da quando i genitori le hanno imposto di pigliarlo per marito è sempre stata lei a cercare il suo contatto.
In fondo si era detta, le piaceva.
Aveva occhi grigi quieti uguali a quelli dei gatti che si stendono al tuo fianco e attendono carezze senza imporsi mai.
La aveva aspettata in piedi, di fronte all'autorità che aveva a unirli e a quella di suo padre e del fratello Flori, nel tessuto di un abito tradizionale fatto per costruire ombre e luci dalle spalle larghe ai capelli che teneva lisci e neri.
Ma tanto lisci e neri da rimpiccolirgli gli occhi più simili a quelli di un abitante degli orientali imperi avvolti in certe regioni da una ricchezza favolosa che alle pupille di un figlio della polveriera balcanica.
Ed era calmo, non alzava mai la voce e a quanto pareva neanche lo sguardo.
Almeno nella nebbia grigia dello smog di quel mattino.
Regina Coeli si era dileguata alle loro spalle mentre si allontanavo, simile al ricordo di un sogno. A volte Bella ha l'impressione che si fondano il sogno ed il ricordo.
Hanno fatto un viaggio su quel treno di sei ore e quarantadue minuti più diciotto di ritardo e lui non ha mai smesso di fissare il vuoto intanto che lei conta goccia a goccia da un'infiltrazione del soffitto di quel treno, il numero di gocce.
Acqua che colava lungo tutto il corpo di uno di quei pali che nei treni uniscono soffitto e pavimento e scandiva il numero di ore, minuti e secondi del tempo che passa.

"Porta pazienza con lui.- dice Neta- Torna da un carcere mica dalle Maldive."
Bella fa di si col capo. È così che la chiamano da sempre, il nome di Blerina fatto a pezzi in quel diminutivo che nella nuova lingua oltre che vezzeggiativo è complimento.

Dasho quando sta bene non ha mai trattenuto complimenti e nemmeno voglie, si è innamorato presto del sorriso pure lui, sorriso che lei ha appena accennato e mai radioso proprio in virtù del suo essere nata sulle rive del fiume di laggiù.
Dove i genitori le hanno insegnato bene e con forza che una donna ha il suo posto nel quale deve stare e codici atavici che fino alla morte deve sempre rispettare.
La nostalgia di Ballsh a volte è stata enorme nel totale dei venti mesi in cui lui non ha potuto scaldarle il cuscino come è solito fare, quando lei dorme e lui gioca arricciandole i capelli biondissimi. E avrebbe voluto passare quel tempo almeno insieme alle sorelle ma Neta non poteva esser lasciata sola. Inizia ad avere un numero di anni che per una donna di qui è ancora il migliore ma per una di laggiù pesano e tanto.
Sulle mani consunte di un lavoro che è stato casa, terra e fabbriche dell'eredità comunista.
E dolore della guerra civile e di Sibilla. La nave che di notte trasportava la sorella della suocera di Bella ed il marito di qua perché trovassero lavoro e contribuissero al bilancio della sua economia.
Neta aveva Flori in braccio molto piccolo, magra da sembrare uno scheletro senza più ventre e seno quando un parente venne a battere sul miserabile uscio della loro casa.
La notte passata era stata cattivissima.
Il marito s'era agitato nel sonno in continuazione svegliando anche il bambino, con la gola in fiamme a causa dell'incessante tracannare raki, la grappa locale, non sapendo in che altro modo affrontare i molti lutti che si aggiungevano alla loro fame.
Si era levata dal loro talamo indossando cenci e - era sveglia ancora oggi poteva giurarlo- raggiungendo la cucina uno svenimento l'aveva fatta stramazzare con la tempia contro lo spigolo del tavolo.
La sorella partita un giorno addietro le era di fronte, davanti ai tizzoni sfrigolanti del camino.
Solo era diversa da quando era partita. La sua pelle che conosceva come la più bianca e serica tra quelle di tutte le donne di Ballsh era squamosa, gonfia e rossa al modo della pelle che hanno i morti d'annegamento.
“Ti ho disturbata? Mi spiace Neta, dolce sorella. Senti, un minuto e poi devo scappare, non ci vedremo mai più. Domattina verranno a portarti il mio Dasho che ancora io allatto ma tu non preoccuparti di questo. Giurami soltanto che lo terrai al pari del figlio tuo e che saranno fratelli. A nessun altro lo dovrai affidare.”
Aveva giurato, lo ricordava, le fiamme si erano riprese sbranando l'immagine della sorella.
All'apertura dell'uscio trovò uno dei cugini del marito, reggeva su un solo forte braccio, tozzo e corto, stanco del lavoro di chi ci si da dà fare e senza sosta con le braccia; il piccolo Dasho che si ciucciava il dito.
"Ecco, di questa creatura sei la zia. Tua sorella e Laurent sono annegati."
"Stanotte?"
"Si, stanotte. Pare non ci vogliono sull'altro lato della costa, si sono scordati quelli là di quando erano loro che andavano in America ad elemosinare pane e hanno affondato la nave Sibilla."
L’uomo l'aveva lasciata, sputando a terra, con il nuovo lattante stretto al petto.
Dasho e Flori crescevano assieme più o meno serenamente ma la notte dall'asse che era branda per lui e per il fratello udivano i litigi della madre e di quello che reputavano il padre di entrambi.

"Se tua sorella ci doveva mandare un altro in casa almeno ce lo avesse spedito abbastanza grande da lavorare. Non ci serve un'altra bocca a cui dare da mangiare."
Dasho si era alzato piano piano per non spezzare il sonno del fratello, dalla chiocciola della piccola scala di legno vide la scheletrica Neta nel gesto ardito di mostrare la lama del coltello estratta dal pane duro, faticoso a tagliarsi, a suo marito.
"È l'ultima volta che fai certi discorsi. Se vuoi il divorzio raccolgo la mia roba e torno a casa di mio padre immediatamente ma tieni a mente che da te io mi separo. Da mio figlio e mio nipote.... Mai.”

Questo Bella non lo sa.

Questo racconto di è stato letto 6 8 4 volte

Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.