Il provvidenziale temporale estivo

Scritto da , il 2018-08-03, genere etero

E' una calda e afosa serata estiva. Sono ancora nel mio ufficio perché devo finire di esaminare l'ultima pratica burocratica della giornata.
All' improvviso sento squillare il mio cellulare. E' mio marito.
"Ciao, Esmeralda. Questa sera tornerò a casa molto tardi perché un mio dipendente, senza preavvisarmi, si è dato malato e adesso tocca a me sostituirlo.
Tra qualche ora, nel parco cittadino, avrà inizio il festival dell'estate.
Il festival inizierà con un concorso di bellezza e poi proseguirà fino a tarda notte con un concerto rock. Io sarò addetto al servizio d'ordine e controllo ingressi". "Caro Gianfranco. Invece di passare la serata da sola a casa,
ho deciso di raggiungerti al festival. Ovviamente tu lavorerai, mentre io guarderò il concorso di bellezza e ascolterò, da vicino, il concerto" gli rispondo, non riuscendo a trattenere una risata. Finalmente, termino anche il mio ultimo lavoro. Chiudo l'ufficio e me ne vado a casa. Prima di andare al festival, ho intenzione di cambiarmi e mettermi qualcosa di carino.
Mi metto un tocco di rossetto sulle labbra. Indosso un mini abito corto, casual, estivo, senza maniche e sandali con tacco alto. Esco di casa, accendo il motore della mia auto e mi dirigo velocemente verso il festival. Dopo aver parcheggiato l'auto, davanti all' ingresso trovo mio marito che sta controllando i biglietti.
"Posso entrare ?" gli domando con un sorriso. "Biglietto, prego.." mi risponde e
ricambia il sorriso. Io mi avvicino a Gianfranco e lo bacio sulla bocca. "Questo è il mio biglietto" gli dico. "Può entrare ma non si allontani. Può darsi che sia necessario un ulteriore controllo" mi risponde. Dopo avermi accarezzato il sedere, Gianfranco mi indica una sedia vuota, in prima fila, davanti al palco dove si esibiranno le varie miss. Io corro per sedermi su quella sedia, ma non riesco ad arrivare in tempo. Su quella sedia è già seduto un uomo. Lui ha una corporatura robusta e corti capelli rossi. Rifletto un attimo perchè mi sembra di conoscere quell' uomo. Alla fine riesco a identificarlo. E' Andrè. Devo allontanarmi subito. Sto per tornare indietro, quando una mano afferra il mio braccio. Mi volto indietro e vedo la faccia sorridente di Andrè."Questa sera ho avuto un colpo di fortuna. Ho incontrato la bellissima Esmeralda. Ho visto che
tuo marito ti ha fatto passare senza biglietto. Se non vuoi che segnali la cosa alla direzione del festival, se non vuoi che lo faccia licenziare, vorrei che questa sera mi facessi compagnia" Dopo aver concluso il suo discorso, appoggia la sua mano sulla mia coscia. Alzo la mano con l'intenzione di dargli uno schiaffo, ma lui è più rapido di me. Riesce a togliere, subito, la sua mano dalla mia coscia e riesce ad abbassare la testa di quel tanto da fargli evitare il mio schiaffo. Io rimango in silenzio e guardo in giro alla ricerca di mio marito. Ma Gianfranco non c'è. Nel frattempo, Andrè si è avvicinato a me ed ha iniziato ad accarezzarmi le spalle nude. Un brivido di eccitazione mi percorre la schiena. Ma devo far finta di nulla. Continuo a guardare intorno alla ricerca di mio marito, ma permetto ad Andrè di accarezzarmi la schiena. Subito dopo Andrè preme le sue labbra sulla mia guancia. Andrè cerca di baciarmi sulle labbra ma io gli metto subito la mia mano sulla sua faccia e lui non riesce a baciarmi sulla bocca. Andrè, allora, si accontenta di baciarmi due volte sulla guancia. La mia eccitazione aumenta ma riesco ancora a controllarmi. Un istante dopo, la lingua di Andrè lecca il mio orecchio, mentre le sue mani scorrono sulle mie cosce. La mia intenzione è quella di tirargli un pugno sul naso, ma stranamente il mio corpo sembra gradire le coccole di Andrè. "Esmeralda è da tanto tempo che desideravo accarezzarti, baciarti..." ma non riesce a terminare il suo discorso perché io gli chiudo subito la bocca mettendo la mia mano sopra la sua bocca. Nello stesso istante una folata di vento fa cadere alcune sedie e alza la mia minigonna. Io cerco di abbassarla, ma il vento diventa sempre più forte e il mio tentativo fallisce. Andrè afferra un lembo della mia mini e io prendo l'altro lembo ed entrambi cerchiamo di far scendere il vestitino sulle mie gambe ma inutilmente. Il vento è talmente forte che i tavolini e le sedie volano via. Io e Andrè facciamo fatica a rimanere in piedi. Andrè si toglie la sua giacca e la appoggia sulle mie spalle. Io gli sorrido. Passano solo pochi secondi ed inizia anche a piovere. La temperatura è calata molto e inizia a fare freddo. Andrè mi stringe tra le sue braccia. "Adesso ti riscaldo io con il calore del mio corpo" mi sussurra ad un orecchio. Io gli accarezzo la nuca, mentre il rigonfiamento dei suoi pantaloni preme sulla mia coscia. Lui allarga la mia scollatura e mi bacia il petto. Dopo alcuni tentativi, la sua lingua avida e umida raggiunge i miei seni. Sento la sua saliva scorrere sui miei capezzoli. Decido di lasciarmi andare. Chiudo gli occhi e allargo le mie gambe.
Andrè grida per la gioia e cerca frettolosamente di aprire la cerniera dei suoi pantaloni. Le sue dita si incastrano dentro la cerniera e, stavolta, grida per il dolore. Un fragore, un lampo accecante e qualche secondo dopo inizia anche a grandinare. I primi chicchi di grandine che mi colpiscono alla testa, mi fanno rinsavire. Io amo Gianfranco, non posso tradirlo. Andrè è ancora impegnato ad aprire la cerniera dei suoi pantaloni e la grandine lo ferisce agli occhi.
Io ne approfitto per allontanarmi da lui. Completamente fradicia raggiungo la mia macchina. Sento in lontananza la voce di Andrè. "Dannazione. Non riesco ad aprire i miei pantaloni. Con questa grandine non vedo niente. Non riesco a tirare fuori il pene dai miei pantaloni. E la bellissima Esmeralda se ne è andata..." Mi faccio una bella risata, accendo il motore della mia auto e mi dirigo velocemente verso casa. Quando arrivo a casa, trovo Gianfranco seduto sul divano a guardare la tv. "Ma non dovevi lavorare?" gli domando. "Il maltempo ha
comportato l'annullamento di tutte le manifestazioni in programma per la sera.
Ho provato a contattarti ma il tuo cellulare era sempre spento. Apro la mia borsa ed effettivamente il cellulare era spento. Per non turbare mio marito,
non faccio alcun cenno al mio incontro con Andrè. Andrè non è riuscito a penetrarmi grazie all' intervento provvidenziale del temporale. Tuttavia,
dentro di me è rimasta la voglia di fare sesso. Mi avvicino allora a Gianfranco e lo bacio sulle labbra. Gianfranco infila la sua lingua nella mia bocca.
La mia lingua si intreccia con la sua. Le nostre lingue rimangono unite per alcuni secondi. Poi mi sdraio supina sul divano. Mio marito mi solleva la mini e mi bacia le piccole labbra. In seguito, Gianfranco strofina le sue dita sul mio clitoride. Io inarco la schiena per l'eccitazione. Subito dopo, due dita di mio marito mi penetrano la fica. Io lo abbraccio e divarico le gambe per facilitare l'entrata del suo membro. Gianfranco mi afferra per i fianchi e affonda due volte dentro di me. Io ho l'orgasmo e lo bacio ripetutamente sulle labbra.
Alcuni secondi dopo, ha anche lui l'orgasmo e riempie la mia fica con il suo sperma. Lo bacio ancora sulle labbra e poi, soddisfatta, vado a farmi una doccia.

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