Erotici Racconti

Ritorno a Catania

Scritto da , il 2018-06-11, genere gay

Qualche tempo fà come al solito sono andato in Sicilia (mia terra natale) a trovare la mia famiglia, questa volta mi accompagna un mio caro amico: Stefano, trentanni, alto, carino, ma etero convinto; ovviamente non sa di me, anche perché sapendomi sposato non può immagginare che mi piacciono anche i maschi. ma torniamo a quel viaggio. Stefano è felice di accompagnarmi, finalmente ha la possibilità di visitare parte della Sicilia. Arriviamo a Catania, ci accoglie mio fratello, presentazioni e poi a casa dei miei, ovviamente com’è nell’indole siciliana, sono tutti gentili con Stefano, mega cena, poi prendo la macchina di mio padre e comincio a fargli vedere Catania di notte ( che è uno spettacolo) mi fermo vicino al teatro Massimo, dove ci sono centinaia di pub, locali, musica dal vivo, Stefano è sbalordito di tutto, passiamo una bella serata, rivedo dei miei amici, sono felice, beviamo tanto, verso le due torniamo a casa, facciamo attenzione a non fare rumore, entriamo in quella che una volta era la mia camera. era uguale a come l’avevo lasciata, mi sdraio nel mio letto, cazzo ha lo stesso profumo, Stefano si sdraia nel letto vicino, ci addormentiamo, durante la notte, mi sveglio, devo pisciare, mi alzo, la stanza è in penombra per via della finestra aperta e la luna piena, vado verso il bagno, passo in parte al letto di Stefano: cazzo, è scoperto! dorme in mutande ed è visibilmente eccitato, il suo cazzo è grosso, lo ammiro, Stefano dorme profondamente, mi avvicino, lo desidero da sempre, voglio almeno vederlo, lentamente scosto gli slip, svetta maestoso, è perfetto e dalla cappella spunta la gocciolina, lo accarezzo facendo attenzione a non svegliarlo, poi non voglio rischiare un amicizia, lo ricopro e vado in bagno, piscio a fatica, ho il cazzo di marmo, dopo, rientro in camera, mi addormento. L’indomani sveglia colazione con granita e brioches, poi cominciamo la nostra visita a Taormina, le gole dell’Alcantara, l’Etna, Acireale, torniamo a casa stanchi, pranziamo, poi classica pennichella siciliana. la sera propongo un locale alternativo a Taormina, lui accetta e andiamo al Perochè, il più famoso locale gay. entriamo, Stefano è imbarazzato, osserva, poi spettacolo di dark queen, Stefano si sciogle, balla. in nottata torniamo a Catania, nel tragitto, mi dice che si era divertito, poi cominciò a fare tante domande sui gay: chi lo dà, chi lo prende, solite domande, io fingo la mia eterosessualità, rispondo che non ne avevo idea, poi mi dice a bruciapelo se l’avessi fatto con un uomo; risposi che una volta prima di sposarmi l’avevo fatto, si ammutolì, non disse più niente, tornammo a casa, ci spogliammo e andammo a letto. L’indomani visita a Siracusa, Noto, Modica e Ragusa, eravamo stanchissimi, tornammo a casa la sera, subito in camera e andai in bagno per la doccia, mia madre mi avvisò che tra mezz’ora avrebbero tolto l’acqua, quindi mi esorta a sbrigarmi. chiamai Stefano, lo avvisai, proposi di lavarci insieme per non rischiare di non avere acqua, entrò in bagno si spogliò, entrò nel box doccia con me, ci insaponammo ci davamo ognuno il culo all’altro, ovviamente mi eccitai, poi gli chiesi di lavarma la schiena, Stefano si girò, cominciò a insaponarla e in quel momento mi accorsi dal riflesso del box che era eccitato; mi girai, lo guardai negli occhi, senza dire niente mi abbassai e glielo presi in bocca, rimase fermo, leccai la grande cappella, mentre il getto dell’acqua mi bagnava la testa, si appoggiò alle mattonelle, io me lo misi tutto in bocca sino alla radice. Stefano gemeva, poi mi alzai, lo baciai, con le mani lo feci inginocchiare e senza esitare prese il mio cazzo in bocca, leccò, se lo mise tutto in bocca, sentivo le sue mani intrufolarsi nel mi buchetto, mi mise un dito nel culo, tutto, sino in fondo, si alzò mi fece girare e lentamente mi inculò, era bello, mi sentivo pieno. cominciò a scoparmi con forza, dopo poco sentì l’ingrossarsi la cappella stava per venire, lo tirò fuori, glielo presi in bocca e sborrò tantissimo, bevvi tutto quello che riusci, poi mi alzai lo feci girare e piano piano lo inculai, gridò, gli tappai con la mano la bocca, lo scopai fino a quando gli riempì il culo con la mia sborra, ci lavammo. la sera, visto che era l’ultima, la passammo con i miei, in casa, poi siamo andati a letto presto dicendo che eravamo stanchissimi. appena in camera Stefano si avvicinò a me e mi baciò appassionatamente, senza far rumore unemmo i letti e abbiamo scopato tutta la notte (è stato bellissimo). L’indomani, siamo tornati a Bergamo, mia moglie ci venne a prendere, Stefano era euforico, parlava tanto, delle cose belle che aveva visto, le cose buone che aveva mangiato e le belle sensazioni che aveva provato… Aspetto commenti,se volete…

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