Erotici Racconti

L'erasmus p. 3

Scritto da , il 2018-05-14, genere orge

Una volta decisami a voler provare come sarebbe stato esser presa da due uomini, mi adoperai subito perché la situazione si realizzasse davvero. Tom tornando dal bagno sarebbe dovuto passare ai piedi del letto dove stavo cavalcando Harry, così decisi di cambiare posizione: mi liberai delle mani di Harry che mi stringeva ai fianchi e gli diedi le spalle riprendendo comunque a cavalcarlo.
Quando Tom uscì dal bagno, nudo e visibilmente stanco ma col pene ancora un po' gonfio, passò come previsto ai piedi del nostro letto (era inevitabile, date le dimensioni della stanza) e ci guardò. Senza staccarmi da Harry, mi spinsi un po' verso di lui allungando il mio braccio destro verso il suo volto, lui si fermò e raccolse il mio braccio. Ci perdemmo in un bacio appassionato proprio mentre continuavo a cavalcare Harry che mi stringeva forte nella parte alta delle natiche quasi come fosse geloso.
Tom si fece spazio fra i piedi e le gambe di Harry che era disteso sotto di me e si mise sul letto poggiandosi come me sulle ginocchia. Mi baciò ancora sulle labbra per poi spostarsi presto sui miei seni. Mentre con le mani li stringeva, con la lingua si dedicava ai miei capezzoli aumentando vertiginosamente il mio piacere. Con la mia mano strinsi il pene di Tom, ancora un po' gonfio, ma stanco visto che faceva fatica a riconquistare tutto il suo vigore. Decisi allora di toccarlo con un ritmo lento, quasi a volerlo massaggiare, insistendo di più sulle sue grosse e penzolanti palle.
In quella situazione così eccitante rischiavo di venire, ma decisi di fermarmi togliendo il pene di Harry dalla mia vagina. Volevo una sola cosa in quel momento: sentire i sessi di Harry e Tom dentro di me.
Sapevo però che non sarebbe stato facile, visto che non ho mai avuto particolare predilizione per il sesso anale. Avevo provato alcune volte concedendo il mio culo a qualche ex a cui la cosa eccitava, io però non avevo mai veramente goduto e avevo sempre preferito il rapporto tradizionale.
Harry si stava per alzare, probablimente perché voleva cambiare posizione, ma lo fermai con un gesto e immediatamente, facendo attenzione a non sbattere la testa con il letto di sopra, sbattei la mia vagina zuppa sulla sua faccia. Harry non si lamentò, anzi iniziò a leccare con passione, era parecchio bravo in quello. Tuttavia, facendo scivolare la sua faccia un po' più indietro, gli feci presto capire che il buco su cui avrebbe dovuto concentrarsi in quel momento era un altro. Volevo che me lo lubrificasse, in modo da prepararmi per il dopo.
Tom era rimasto dall'altra parte del letto, scese e si avvicinò. Ero però in una posizione in cui mi era impossibile dargli piacere, ero infatti accovacciata con il culo sulla faccia di Harry rimasto disteso sotto di me, le gambe poco distese in avanti e le mani per forza un po' indietro per poter stare in equilibrio. Lui si mise alzato accanto a me e continuò ancora a toccarmi e baciarmi. Nel frattempo Julie si era ripresa e si avvicinò a Tom: mentre lui leccava i miei capezzoli, lei sfiorava i suoi, lo baciò su tutto il corpo fino a prendergli il pene in bocca, prodigandosi in un'altra pompa. Julie si era messa fra Tom e il letto, così ci volle poco prima che con la mano destra iniziò anche a toccare di tanto in tanto il pene di Harry teso, ma rimasto solo.
Harry era parecchio bravo con la lingua sul buco del di dietro, mi provocava un solletico eccitante, anche perchè con le sue grosse dita giocava con il mio clitoride. Almeno fino a quando presi il suo dito e lo portai all'ingresso dell'ano. Lui fece il resto. Ero già lubrificata, il suo dito non fece fatica ad entrare. All'inizio gridai un po', poi pian piano mi abituai. Julie capì la situazione e mi guardò stranita. Io la tranquillizzai e in spagnolo - in modo che loro non capissero - le rivelai le mie intenzioni. In quel momento lei tornò sul cazzo di Tom e lo pompò sempre più forte, finché non si alzò di nuovo del tutto.
A quel punto il mio ano sembrava essersi abituato a quella entità estranea, mi alzai, anche perchè non potevo più resistere in quella posizione, scesi dal letto e mi buttai fra le braccia di Tom. Julie si ritrasse e prese un altro condom per Tom. Lui non sapeva dove andare, la mia amica le indicò me.
Mi sdraiai sul letto (Harry si era alzato dopo almeno mezz'ora passata sotto il mio corpo) e Tom, rimasto in piedi davanti al letto iniziò a scoparmi. Che goduria! Ci sapeva fare davvero. Ma io volevo altro, così dopo alcuni minuti feci sedere lui, lo feci sdraiare ma facendolo rimanere con le gambe fuori dal letto. Lo cavalcai e dopo un po' mi girai verso Harry, che nel frattempo si era fatto attrarre dai grossi seni di Julie. Senza smettere di scopare Tom, appena Harry mi guardò gli indicai con una mano il mio di dietro dicendogli che avrebbe dovuto finire il lavore iniziato prima. Lui un po' titubante mi chiese "adesso?". Io mi distesi su Tom, sempre tenendo il suo pene nella mia vagina, guardai Harry e con una mano allargai una mia natica. Julie, ormai mia complice, quasi lo spinse. Mi girai verso Tom e dopo un po' sentii il suo membro provare ad entrare. Con un po' di fatica ce la fece, dandomi una sensazione mai avvertita prima. I loro peni sentivo sfregarli fra le pareti più intime del mio corpo, quasi toccarsi fra di loro. Fuori i loro testicoli mi strusciavano e a volte sentivo che si strusciavano fra di loro vista la dimensione di quelli di Tom. Ero in totale estasi. Provavo a trattenere le mie urla, ma con scarso successo. Durarono poco perché dopo non più di dieci minuti raggiunsi un orgasmo intenso come in poche occasioni.
Mi sentivo sfinita, ma anche immensamente maiala. E francamente non avevo voglia di finirla lì. Mi sdraiai accanto a Tom sul letto per qualche attimo. Mi guardarono un po' tutti e poco dopo mi sedetti sul letto per dare ai ragazzi il piacere che non avevano ancora raggiunto.
Gli sfilai i preservativi e gli dissi di andarsi a lavare velocemente, finché mi sentivo un po' puttana. Julie rimase interdetta, loro eseguirono.
Tornarono uno dopo l'altro velocemente con i peni sempre ben dritti.
Li presi con entrambe le mani, non lasciando spazio a Julie. Iniziai a segarli con una certa forza e li portai alla mia bocca, anche insieme. Feci toccare le loro cappelle fuori e dentro la mia bocca. Volevo vedere che reazione avrebbero avuto, se schifati o magari eccitati.
In realtà il loro viso non trapelava alcuna reazione, sembravano solo godere. A me quella cosa, avere due cappelle contemporaneamente in bocca, faceva impazzire. Harry venne in pochi minuti, un po' a terra e un po' sulla mia spalla.
Tom invece andava avanti, tanto dopo un po' mi spostò, mise l'ultimo condom, e mi scopò di nuovo. Feci fare tutto a lui e fu anche anche meglio della sera prima. Durò parecchio visto che aveva già avuto un orgasmo con Julie e mi fece venire altre due volte. Non so come, ma probabilmente la dilatazione anale aumentò la mia sensibilità.
Harry e Julie invece si erano spostati in bagno a fare chissà cosa.
Dissi a Tom di avvertirmi prima di venire. Così fece e in quel momento lo spinsi fuori dalla mia vagina, tolsi il condom e mi avventai sul suo pene portandolo in bocca. Appena con l'altra mano strinsi le sue palle, esplose il suo sperma all'interno della mia bocca. Ingoiai tutto e con la lingua puliì anche qualche goccia che dopo un po' continuava ad uscire.

Finì così l'esperienza che mai avrei immaginato di vivere. Dopo un po' di riposo ci lavammo e ci preparammo per uscire quando già erano le 23. A mezzanotte, dopo una breve cena, eravamo di nuovo in ostello. Ma stavolta, sfiniti, per dormire. Giusto il tempo necessario perché Julie mi raccontasse di come era stato bello farsi inculare sotto la doccia da Harry.
Il giorno dopo Tom e Harry uscirono presto, li incontrammo a pranzo, poco prima di partire. Giusto il tempo di scambiare i nostri contatti. Chissà dovessi mai organizzare un viaggio in Australia potrebbero servire.

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