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Mio mi cambia ilo rubinetto e mi sistema la tubatura

Scritto da , il 2018-04-14, genere incesti

Ero appena rientrata a casa dopo aver fatto la spesa: ero stanca e accaldata in quella afosa giornata di Luglio. Suonarono alla porta : Non aspettavo nessuno e perciò pensai che fosse qualche scocciatore-venditore porta a porta. No aprii.
Il suono del campanello alla porta si fece insistente:guardai nello spioncino e vidi che era mio suocero.
Non capivo che cosa volesse a quell’ora., alle 11 del mattino. Non mi era mai stato particolarmente simpatico. Aveva la fama di essere un vero sporcaccione, e quando non c’era mio marito mi lanciava occhiate e mi faceva complimenti che definire inopportuni è poco. E io per non creare problemi in famiglia non avevo mai detto niente.
In quel momento squillò il telefono.
"Tesoro, dove sei?"
Era Giorgio mio marito.
"Come dove sono? A casa!"
"Mio padre mi ha detto che sta bussando da cinque minuti ma non apre nessuno...."
"Scusa ma... non mi avevi detto che doveva venire tuo padre."
"Hai ragione , scusa, ma l’ho pregato di venire a cambiare il rubinetto della cucina che perde. “ Mio suocero aveva l’hobby del fai da te e questo tipo di lavoretti erano la sua passione.”
“ Dai vai ad aprire, che se se ne va tocca chiamare un idraulico…con quello che costano…"
Lo salutai e attaccai.
Aprii la porta e mi trovai davanti Marcello che mi sorrideva. Si avvicinò e ci baciammo sulla guancia.
Convenevoli di rito e lo accompagnai in cucina “ Ecco quello è il rubinetto, c’è sempre una piccola perdita”
"Mi dispiace che ti sei spaventata." disse lui, "Avrei dovuto telefonarti prima di venire."
"Non preoccuparti. Vuoi una tazzina di caffé ? "Volentieri!" mi rispose lui, e mi squadrò da capo a piedi, soffermandosi sulla scollatura a V della mia maglietta che faceva intravvedere buona parte delle mie tette.
"Ma non farmelo adesso, magari dopo che ho finito. Prima il dovere e poi il piacere!"
Aprì il suo borsone è iniziò a lavorare di gran lena, mentre io pensai bene di andare a farmi una doccia, visto che ero sudatissima. Quella doccia mi ci voleva proprio. Ripensai allo sguardo non proprio casto, pieno di mio suocero di prima, e avvertii un certo disagio. Il porco era capace ogni volta che ci incontravamo di farmi capire ,senza vergognarsi, che gli piacevo. Mentre mi asciugavo le tette mi resi conto che erano diventate dure e dritte.
"Marta io ho finito!" sentii urlare non appena uscii dalla doccia.
Mi infilai l'accappatoio e andai a vedere: in appena mezzora, aveva finito. Efficiente e rapido. “ Tutto a posto. Mentre eri in bagno sono andato a comprare il rubinetto nuovo. Non si poteva riparare” E appoggiò lo scontrino del nuovo rubinetto sul tavolo della cucina. “Grazie Marcello per questi lavori non ti batte nessuno. Adesso ti preparo il caffè!"
“Sono bravo anche in altri lavoretti…” Sorvolai sul doppio senso
"Se non ti chiedo troppo, prima potresti darmi anche del bicarbonato? Da stamattina ho un po’ di acidità d stomaco". “ Ma certo e mi girai verso il pensile della cucina dove era riposto il bicarbonato: solo che era nel ripiano più in alto e io che non sono una stangona e per di più in pantofole faticavo ad arrivarci. Allora lui approfittò dell’occasione e con la scusa di prendere il barattolo, si posizionò dietro di me appoggiandosi senza ritegno al mio culo e facendomi sentire il suo pacco che incredibilmente era già bello gonfio. Non potei negare a me stessa che le dicerie che si sentivano sulle dimensioni del cazzo di Marcello erano vere. Praticamente occupava tutto il mio spacco delle natiche. Mi arrivò una scarica di adrenalina per tutto il corpo, e sentìì i mie capezzoli indurirsi di nuovo e premere contro l’accappatoio. Mio marito era fuori per lavoro da 15 giorni e l’astinenza era pesante. Sperai che Marcello non se ne accorgesse. Mi sfilai dall’equivoca posizione , presi il barattolo e gli preparai il bicarbonato. Poi bevemmo il caffé in silenzio e io andai a prendere i soldi.
"Marcello scusami io... ho solo... mi sono accorta che non ho tutto i soldi che hai speso ho appena fatto la spesa... ho solo 20 euro... però non ti preoccupare, vado subito al bancomat qui vicino e faccio un prelievo!"
"Mi dai non ti preoccupare ,dammi i 20 euro intanto..."
"Certo, certo!" gli porsi subito le banconote.
"Il resto non importa... se fai una piccola cosa per me..."
"Cosa?"
"Non prendermi per un maniaco... vorrei vederti e toccarti il seno! Lo sai che ti ho sempre ammirato. Ho sempre desiderato guardare le tue splendide tette "
"Ma dico, sei impazzito??! Cosa stai dicendo?!"
Arrossii all'istante, non so se più per l'imbarazzo o per l'eccitazione.
Il modo in cui me l'aveva detto... quel tono così basso e sensuale... e le sue mani che sfacciatamente stringevano il suo pacco, evidenziandone le dimensioni... me le immaginavo addosso, su tutto il mio corpo.
"Lo so che mi vorresti... ho visto i suoi capezzoli indurirsi non appena mi sono appoggiato a te . Giorgio manca da 15 giorni. E tu sei una donna calda, molto calda. Perché devi fingere che non è così?"
"Ma io sono la moglie di tuo figlio, come ti permetti! Non sono una troia!"
"Non mi permetterei mai di definirti tale....una donna aperta, sensibile al richiamo della carne, e senza inibizioni, non è mai troia!"
La sapeva lunga il maiale…
"E chi lo dice che io sia quel tipo di donna, scusa?"
"Mi stai fissando il cazzo da quando l’hai sentito sul tuo culo. Se vuoi fare la santarellina cerca almeno di essere più discreta. E quanto a Giorgio tranquilla, non glielo andrò certo a raccontare"
Prima che potessi urlare e cacciarlo di casa, mi abbracciò da dietro e cominciò a baciarmi sul collo, facendomi di nuovo sentire il suo cazzone.
Cercai di resistere ma il porco ci sapeva fare e persi il controllo.
Mi slacciai l'accappatoio e lo lasciai cadere ai piedi.
Le sue mani percorsero le mie spalle e trovarono subito i miei capezzoli durissimi, in fiamme...li strinse con le dita, li pizzicò...
"Cosa stiamo facendo...."
"Si lasciati andare.... fidati di me e capirai che fino ad oggi non hai mai goduto veramente"
Marcello mi fece girare verso di lui e dopo avermi baciato, affondò la bocca tra le mie tette e le leccò avidamente.
Sembrava adorare il sapore della mia pelle.
Il suo cazzo intanto, premeva per uscire contro i suoi pantaloni... non potevo non accontentarlo! Ma soprattutto non vedevo l’ora di poterlo vedere e prendere in mano.
Senza troppi preamboli, gli slacciai i pantaloni e gli abbassai le mutande.
Il cazzone dritto uscì fuori... così invitante, con la cappella lucida già scoperta...almeno 22 cm di carne viva e pulsante!
Marcello mi spinse la testa verso di lui.
“ Dai…bella. Fammi vedere quanto sei brava a fare i bocchini… te o volgio far arrivare in gola “
Sospirò quando mi abbassai e la mia lingua iniziò a leccare la sua cappella.
Cominciavo a bagnarmi, mentre ero inginocchiata di fronte a quel cazzo magnifico.
Nei miei sogni erotici avevo sempre desiderato provare un cazzo come quello. Giorgio era bravo a letto ma era normodotato, purtroppo non aveva ripreso dal padre. La mascella quasi mi si slogava mentre lo prendevo in bocca per succhiarglielo tutto.
"Andiamo in salotto... qui possono vederci..." gli dissi
Una volta seduti sul divano, ripresi a ciucciare quel bellissimo cazzo.
Lui mi aiutò, spingendo il bacino verso la mia bocca, al ritmo con le mie succhiate... mmmh... sentivo la pelle che scendeva e gli scopriva ancora di più la cappella.
"Adesso vorrei assaggiarla io....stenditi e allarga bene le gambe, che ti voglio leccare la fregna".
Feci come mi diceva, fremendo, e subito mi trovai la sua lingua che saettava nella mia fica bagnata.
Lui leccava la fica tutt'attorno e titillava il clitoride con la punta della lingua, lo succhiava... regalandomi sensazioni magnifiche.
Venni dopo poco, e lui se ne accorse perché aumentò le leccate e afferrò forte il mio culo.
"E' davvero buono il tuo sapore... nuorina mia mmmmh..hai una fica deliziosa tesoro!"
“ E tu un cazzo fantastico”
"Ho una voglia matta di scoparti, di riempirti la fica con il mio cazzo."
“ E io una voglia matta di farmi riempire”
Detto questo, lui si alzò e appoggiò la sua cappella umida sulla mia fregna.
Lo strofinò per un po' e poi lentamente lo fece entrare , mentre io sospiravo...e allargavo ancora di più le cosce per farlo penetrare tutto.
Quel cazzone enorme mi stava spalancando la fica come non era mai successo.
All'inizio mi faceva male, mi stava aprendo in due... poi quel dolore si trasformò in una bellissima sensazione di piacere e pienezza.
"Ti fa male piccola??"
"No... non più... spingi dai... chiavami... voglio sentirti dentro fino in fondo..."
Strinsi forte le cosce attorno al suo corpo per sentirlo tutto.
Lui cominciò a chiavarmi con vigore, a sbattermi il suo cazzone dentro e fuori... dentro e fuori... una scopata da animali.
Stavo scopando il padre di mio marito: mi sentivo una porca, doppiamente infedele. Ma la trasgressione mi eccitava ancora di più.
Mi guardava mentre io sospiravo e gemevo e gli imploravo di non smettere.
"Ti piace eh?... Lo sapevo che eri una porcellina... come guardi, come ti muovi, come parli. Ero sicuro che sotto l’aspetto di casalinga tutta casa e chiesa c’era una troia "
Mi strizzò i capezzoli e li titillò con la punta delle dita.
"Quanto sei bagnata... sei un'amante dei cazzi grossi che ti sfondano la fica, vero?... Ora te lo faccio sentire bene quanto è duro...tutto per te!"
Lo tirò fuori lentamente e poi lo fece entrare ancora più piano... facendomelo sentire tutto... le sue vene che pulsavano, la sua cappella grossa che stava per esplodere.
Era una tortura per me, presa da un piacere unico ma senza poter venire.
"Dai... dai... scopami come prima... chiavami come una cagna in calore... sto scoppiando... daiiii!!"
"Prima voglio che mi dai il culo..."
"Cosa?"
"Si, il tuo bel culetto! Non appena l'ho visto ho desiderato infilartelo tutto dentro... "
"Ma io... ..."
Lui tolse il cazzo dalla mia fica assetata di piacere e lo mise tra le mie chiappe.
Strofinò bene la cappella sull'ano... avevo paura che volesse penetrarmi.
"No... ti prego, non ancora...ce l'hai enorme!"
"Non ti preoccupare piccola, non voglio farti male"
Mi spalancò le natiche con le dita e sputò sul mio ano... poi lo leccò e ci mise un dito dentro.
"Hai un po' di vasellina?"
"Si, nel bagno, nel secondo cassetto!"
Diavolo, sì . dovevo fare di tutto... dovevo farmi inculare, dargli il culo. Fare la schizzinosa non aveva senso. Volevo provare anche il cazzone nel culo.
Se non l'avessi fatto me ne sarei pentita.
Il porcone tornò con la vasellina e me la spalmò accuratamente sul buco del culo e anche dentro.
"Adesso proviamo con tre dita e poi... se tu lo vorrai..." e mi strizzò l'occhio.
Mi lavorò bene il culetto quindi e poi posizionò la cappella sull'ano.
Spinse delicatamente e la cappella mi penetrò.
"Vado fino in fondo se vuoi...."
"Si... fino in fondo ti prego... inculami... mettimelo tutto nel culo!"
Quasi urlai quando quel cazzo enorme entrò tutto nel culo... era un dolore forte....quasi insopportabile, nonostante la vasellina.
"Ahi... mi fa male non spingere!"
Lui lo tirò fuori a metà e lo lasciò fermo nel culo, così lentamente il dolore svanì...anche se il cazzo era sempre rigidissimo. Ci voleva un po' di pratica per abituarmi.
“ Ma possibile che Giorgio non te l’abbia mai messo nel culo, un culo da favola come il tuo “
“ Sì sì mi ha inculato spesso ma lui ha un cazzo normale..non una bestia come il tuo”
“ Vedrai che dopo questo trattamento non avrai più problemi col sesso anale “ e si fece una risatina soddisfatta.
"Sei pronta ora? Faccio piano non ti preoccupare."
Ricominciò a spingermelo dentro, mentre io gemevo... ma stavolta di piacere....
"Si dai.. mi piace nel culo... sfondami... inculami... più forte dai..."
"Sicura? Lo vuoi tutto dentro?"
"Si lo voglio tutto dentro fino alle palle, inculami... dai maiale fottimi il culo!!"
Lui iniziò a sfondarmi senza tregua, mentre con l'altra mano mi cercò il clitoride e iniziò a masturbarmi, a titillarlo...
Un duplice piacere infiammante....il mio culo aperto senza ritegno alle spinte di quel cazzone e la mia fica stimolata...l'orgasmo arrivò inesorabile e annullò ogni mio pensiero... il mio corpo era esploso in un grumo di piacere.
"Mmmh...stai venendo lo sentoooo...ora godo anch'io... ti sborro in culo!"
"Dai si.. riempimi il culo di sborra!"
Marcello spinse il suo cazzo fino in fondo e mi scaricò fiotti caldi di sborra nel mio intestino.
Quando si fu scaricato bene le palle lo tirò fuori.
"Posso pulirmelo sulla tua fica?"
"Ma certo Accomodati !"
Mi misi a pecora, allargando la fichetta bagnatissima e grondante con due dita, e lui ci si pulì il cazzo ancora duro, sporcandomi tutta con la sua sborra.
Non mi sono mai sentita così troia come in quel momento.
“ Marcello, ci sarebbe anche lo scarico del bagno da riparare…!

















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