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Mio figlio: Voglio anche lui

Scritto da , il 2018-01-13, genere incesti

Che mio padre fosse un cornuto e mia madre una "troglia" come usava dire al mio paese,era cosa nota a tutti ed anche nella mia famiglia non se ne faceva mistero.

Per me la cosa era del tutto naturale giacché sin da bambino vedevo un andirivieni di maschi nella mia casa.

Spesso erano gli stessi che talvolta passavano anche la notte nella camera di mia madre mentre mio padre veniva a dormire nel letto a castello della cameretta che condividevo con mia sorella.

A volte invece,erano perfetti sconosciuti che si chiudevano con lei nella camera da letto dei miei genitori e che avrei visto solo per quell'unica volta.

Non era raro che mia madre passasse una notte o anche più fuori casa affidando me e mia sorella alle cure di mio padre che,in verità,nei nostri confronti era più attento e premuroso di lei.

Talvolta venivano a trovarla anche mio nonno(anzi,i miei nonni) o i miei zii ed io,non vi trovavo nulla di strano che si chiudessero in camera da letto a discutere di affari di famiglia.

Avevo oramai venti anni e frequentavo l'università fuori dal paese quando un giorno mentre ero in camera a studiare per preparare un esame,era entrata mia madre che,con fare deciso mi aveva chiesto:

-Cosimo......ma tu cosa pensi del rapporto tra me e tuo padre?-

Francamente non mi sarei mai aspettato da lei una simile domanda e dunque,impacciato esitai a darle una risposta.

-Allora giovanotto...hai sentito cosa ti ho chiesto?-

Aveva insistito lei.

-Certo mamma ho sentito.

Cosa vuoi che ti risponda...mi sembra un rapporto strano,molto diverso da quello delle famiglie dei miei amici....mi sembra un rapporto moderno.

Tu mi sembri una donna molto emancipata e libera e papà un marito moderno che non ti tratta come se fossi un oggetto di sua proprietà.-

Le avevo risposto convinto.

-Ommadonna.....ma che risposta è questa?

E' vero che studi filosofia ma qui stiamo parlando di moglie e marito e non di Socrate...quello riservatelo per quando parli coi tuoi docenti.

Cosimo...tu oramai sei un giovanotto bello e intelligente e avresti dovuto capire il senso della mia domanda.

Te la ripeto "Cosa pensi della troglia di tua madre,come mi chiamano tutti e del cornuto di tuo padre?" -

Aveva ripreso con un tono spazientito.

-Ti ripeto mamma....mi sembra un bel rapporto fondato sulla reciproca fiducia nel rispetto delle vostre specifiche personalità e credo che,quello che pensano o dicono gli altri non vi debba interessare.-

-Cosimo!-

Aveva esordito in tono imperioso:

-Cosimo.....io ho fatto l'amore con tuo padre due volte in tutta la nostra vita e siete nati tu e tua sorella!

Il resto della mia vita sessuale l'ho vissuto(e lo vivo ancora)passando da un letto ad un altro tra le braccia di maschi sempre diversi.

I miei unici punti fissi sono mio padre,mio suocero i miei fratelli ed il fratello di tuo padre.

Per tutti loro è come se io fossi la moglie,magari poco fedele visto le mie continue scappatelle ma una moglie sempre pronta ai propri doveri coniugali a letto con ognuno di loro.

Certo non mi sono mai sognata di farmi ingravidare ne da loro e tantomeno dagli altri miei amanti.

Quell'impegno,come prova d'onore,l'ho riservato solo a mio marito ed anche se sono ancora giovane e fertile,non ho intenzione di venirvi meno.-

Effettivamente mia madre era ancora una bellissima donna e davvero molto giovane giacché aveva avuto me a 18 anni e mio sorella quello successivo e dunque,era una splendida trentanovenne magnificamente portati.

-Mamma ma perché mi racconti queste cose così intime e personali e perché chiedi il mio parere?-

Le avevo risposto.

-Cosimo.....io sono la femmina di tutti i componenti maschi della famiglia e non trovo giusto che tu sia l'unico a non godere delle mie attenzioni di moglie.

Per te vorrei essere madre,moglie ed amante!

Considerando poi che sei mio figlio,penso che tu abbia anche più diritto degli altri!-

Mentre mi diceva quelle sconvolgenti parole,con passo lento si stava avvicinando al mio tavolo pieno di libri e ad ogni passo,lasciava cadere a terra un capo del suo abbigliamento.

Oramai era a non più di mezzo metro dalla mia sedia ed era ricoperta solo da un esilissimo perizoma dal bordo del quale,fuoruscivano baffi di riccioli neri.

Era bellissima e col suo corpo nudo intasava l'aria con l'odore della sua pelle ed il profuno "Jador" che indossava abitualmente.

Quel repentino ed inaspettato cambio di scena mi aveva sconvolto e nel volgere di un baleno,accanto a me non vi era più una madre ma una donna simbolo stesso dell'Eros e della passione che quella mitologica figura rievocava.

Mentre il mio cuore pulsava come impazzito ed il mio corpo era preda di un tremore fuori controllo,dalla mia gola inaridita,non ero riscito a profferir parola mente sotto le mutande,sentivo crescere un'imperiosa erezione.

Le sue scultoree forme si stagliavano alla luce della porta spalancata della mia camera come un'apparizione voluttuosa e carnale.

I suoi seni gonfi,nonostante l'età,mi apparivano come quelle delle mie coetanee però più grossi più sodi e bianchi come marmo mentre dai suoi generosi fianchi partivano le sue gambe dritte ed affusolate che si allungavano armoniose verso i piedi nudi.

Nella mia mente improvvisamente si sono affastellati mille pensieri,mille ricordi e mi sono sorpreso nel constare che quella era la prima volta che vedevo mia madre in tutto il suo splendore di donna.

Nel turbinio della mia mente e dei mie caotici pensieri,sentivo come in un sogno le parole di mia madre che mentre si inginocchiava davanti alla mia sedia mi diceva:

-Mimino...bambino mio....non avere paura se la tue mamma vuole regalarti il suo corpo e prendere da te il piacere che anche tu potrai regalarle.-

Le sue mani con sapienti movimenti avevano fatto scorrere la cerniere dei miei jeans mentre con una leggera pressione sotto le mie cosce mi aveva fatto sollevare le natiche per potermi sfilare i pantaloni e le mutande.

-Mmmmmmm....com'è bello amore....non sai da quanto tempo sognavo questo momento!-

Mi aveva sussurrato mentre con le mani poste a coppa sotto i testicoli si abbassava ad imboccare la cappella livida già imperlata di desiderio.

segue








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