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Il mio sverginamento parte terza

Scritto da , il 2017-10-11, genere gay

La mattina mi svegliai che erano le 08,00 circa e mi ritrovai solo nel letto e nella stanza.Mi stiracchiai un po’ e poi ancora in estasi per la notte trascorsa,mi carezzai il culo: il buco era ancora bagnatissimo di Gino, bello dilatato,da froscio sfondato. Ci giocai un po’ con le dita sditalinandomi , non lo avevo mai fatto ma daltronde non l’avevo nemmeno mai presa in culo,stavo cambiando. Di colpo entrò Gino nella stanza e vedendomi sorrise dicendomi che ero proprio una gran troietta sempre in calore; mi disse di alzarmi: la colazione era pronta,gli zii erano gia’ al lavoro e lui si sarebbe sistemato qui,per studiare.
Mi alzai,mangiai un tazzone di latte coi biscotti e poi in bagno : pipì,caca, pulizia completa , misi lo slip da bagno ed una maglietta e balzai fuori per trascorrere la mattinata al sole all’aria aperta. Non c’era un granchè da fare come passa tempo, un’altalena ed una vecchia bici, cosi’ optai per fare un po’ di cruciverba che mi ero portato da casa.
Un paio d’ore piu’ tardi ecco arrivare Gino: aveva terminato di studiare e mi invitò a salire sull’altalena, giusto 5 minuti poi mi disse: dai vieni con me che ti faccio vedere la parte della campagna piu’ su che non hai ancora visto.
Ci incamminammo con Gino che teneva sulle spalle un telo da mare e non ci fermammo finche’ non arrivammo ad una casetta che Gino mi spiego’ essere la casa che gli zii usavano soltanto alla vendemmia per macinare l’uva e conservarci poi il mosto, praticamente la casa del vino,una casa dove era vietato entrare senza di loro e chiusa col catenaccio.
Dietro la casa pero’ c’era un pezzo di prato pianeggiante e con l’erba e li Gino stese l’asciugamano da mare, invitandomi a sdraiarmi e sdraiandosi a sua volta per prendere il sole ,che li batteva bello caldo.
Si stava bene,da lontano si vedevano gli zii al lavoro tra i vari settori della campagna, nient’altro, e cosi’ Gino si spoglio’ nudo e mi invito’ a fare la stessa cosa per prendere il sole integralmente.
Era una sensazione piacevolissima e mai provata quella di stare nudi all’aria aperta, si , veramente gradevole e sbirciando il corpo nudo di Gino che teneva la mano sul suo pisello, anche eccitante.
D’un tratto ,senza guardarmi, mi chiese se mi fosse piaciuto cio’ che era accaduto durante la notte nel letto; risposi tranquillamente di si, che era stato molto piacevole perché non mi aveva fatto male come la volta famosa ne boschetto.
Senza dire nient’altro comincio’ a palparmi il culo cercando di farmi piegare la testa verso di lui,portandomi quasi a sfiorare con le labbra il suo pisello gia’ bello grosso: prova a baciarlo, mi disse! ed io lo baciai con le labbra indietreggiando subito; dai riprova,disse lui ,prova a metterlo in bocca.
Io lo presi in mano, mi piaceva avere quel pisellone caldo e grosso in mano e riavvicinai le labbra sul testolone del pisello, gli diedi un bacio a stampo e mentre stavo per indietreggiare,lui mi blocco con la mano dietro la testa e cerco’ di farlo entrare nella mia bocca: ci riusci’, la testa del suo cazzo mi entrò a fatica in bocca e la lingua venne a contatto con cazzo, speravo mi piacesse ma stavo per vomitare e per fortuna Gino mollo’ la presa. Non avevo mai succhiato un cazzo e nemmeno nella fantasia il pompino mi eccitava, avrei voluto imparare ma non sembrava possibile.
Provammo un altro paio di volte, ma l’esito era sempre lo stesso.
Gino era abbastanza deluso e forse anche seccato, non so perche’ ma sembrava tenerci molto al fatto che io gli succhiassi il pisello, ma a me proprio non piaceva, che potevo farci.
Mi disse di toccarglielo ancora con la mano e dopo poco mi disse: mettiti in posizione come un cagnolino dai, mi aiuto’ anche , mi fece poggiare la testa sull’asciugamano facendomi tenere il culo sollevato: mi disse con aria dura: ora ti inculo come si deve alla pecorina e ti sfondo per bene il culo.
Pensava di farmi paura,ma io ero già eccitatissimo da quella minaccia, non aspettavo altro, non potendo immaginare le intenzioni di Gino, ma le scoprii di li a poco.
Gino mi palpava ancora le chiappe posizionandosi dietro di me, e avvicinando la testa del pisello al mio buco asciutto e perciò stretto; comincio’ a spingere per penetrarmi, ma non entrava e percio’ spingeva sempre piu’ forte facendomi un gran male e glielo dissi.
Calmati,fu la risposta,lascia fare a me.Riprese a spingere e sentii il mio povero sfintere aprirsi e ricevere il suo poderoso glande caldo e durissimo, faceva un male boia e non mi stava piacendo per niente. Perchè scoparmi con tanta violenza? Mi cinse i fianchi con entrambe le mani perché io non potessi divincolarmi e cominciò a togliere e rimettere dentro soltanto la testa, su e giu’, su e giu’ per un po’ ma cominciando poi a spingere sempre piu’ dentro tirandomi verso di lui.
Mi sembrava di essere ritornato a quella terribile prima volta, avevo paura e lo dicevo a voce alta, ma lui imperterrito continuava ad entrare ed uscire sempre con piu’ foga sino a che’ con un colpo secco me lo sentii tutto dentro. Stavo quasi per svenire, ero stato sverginato si, ma col culo lubrificato, non ero ancora cosi’ rotto da prendere cazzo cosi’ a secco e non capivo ancora perché mi stesse facendo questa violenza . Riprese ad accarezzarmi le chiappe e ad aprirle , togliendo lentamente fuori un po’ del suo cazzo per poi reinfilarlo prontamente,e cosi’ per qualche minuto sin che non vide che mi ero calmato e che non mi dimenavo piu’ come all’inizio e allora spinse dentro con decisione tutto il suo cazzo.
In effetti con quei movimenti era riuscito a farsi strada nel mio buco ed ora il dolore era veramente sopportabile; lui lo aveva capito e cosi’ comincio’ a montarmi andando avanti e indietro con tutto il suo cazzo sempre piu’ velocemente e sempre con piu’ forza. Io cominciavo a gradire questa nuova esperienza, e percio’ presi a muovermi col suo stesso ritmo andando col mio culo incontro al suo cazzo tutto dentro di me,era bellissimo,mi piaceva da morire . Gino non aveva schizzato eppure io sentivo il mio buchetto bagnato e il suo cazzone scivolarci dentro in modo piacevolissimo.
Mi chiese se mi stesse piacendo ed io risposi : si dai continua,mi piaceee mi piaceee,lo voglio tutto dentro, dai. Queste risposte glielo fecero diventare ancora piu’ grosso ed accelero’ il movimento. Mi stava montando alla pecorina, come una pecora ed io ero in estasi ora sotto quei colpi,non avrei mai voluto che smetesse, mi piaceva da morire e mi eccitava l’idea di averlo preso nel culo senza saliva o cremine,che gran troia mi stava facendo diventare,non avrei mai voluto che smettesse ora, ma dopo un po’ lo sentii venirmi dentro, incintarmi, (come amava dire lui per farmi sentire donna e troia) sentii dentro di me non so quanta sborra schizzare bollente mentre il suo cazzo si ingrossava ad ogni schizzo. Bellissimo.
Lo tolse e mi disse di toccarmi il culo.Era larghissimo e bagnato come non mai, ero eccitatissimo e lo avrei voluto ancora dentro di me ma non si poteva,disse Gino, era ora di scendere per andare a pranzo.
Vedrai che ti scopo ancora,vedrai,ti voglio sbarrare per bene, e se non impari a succhiarmi il cazzo ti faccio diventare piu’ troia di Sofia.
Ora era chiaro il perche’ di quella violenza iniziale: se io non facevo il gentile con lui, lui non lo avrebbe fatto con me.Dovevo imparare a fare i pompini...

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