Erotici Racconti

Il mio sverginamento parte seconda

Scritto da , il 2017-10-11, genere gay

Qualche settimana dopo fui invitato a trascorrere dei giorni in campagna degli zii di Gino. Fu la signora Mara, madre di Gino e nostra dirimpettaia ad invitarmi e chiedere a mia madre se mi avesse lasciato andare.
Gino doveva preparare degli esami universitari e preferiva la tranquillità della campagna, io avrei potuto essere di compagnia nelle ore di svago, e l’aria di campagna, comunque non poteva che farmi bene.
Mia madre acconsenti’ e la sera dopo si parti’ per la campagna: niente di che’, una decina di chilometri da casa,ma era pur sempre una gita.
Si passo’ una bella serata, merenda ,cena e poi la signora Mara con l’altro figlio ed il marito,dopo aver organizzato i posti letto nella camera degli zii di Gino, ci salutarono e se ne tornarono a casa, lasciandoci con la vecchia zia della signora e coi due zii scapoloni di Gino.
La zia vecchia dormiva nella sua camera da letto nuziale.
Per me e Gino si era trovato un letto ne singolo ne matrimoniale,una via di mezzo che era stato collocato tra i letti dei due zii,uno a destra e l’altro a sinistra,lo spazio quello era.
In campagna si andava a letto presto poiche’ presto ci si doveva alzare per lavorare,quindi alle 21,30 pipi e a nanna.
Io e Gino ci infilammo nel lettone solo con gli slip, faceva caldo e data la buonanotte a tutti ci posizionammo ognuno in una parte del letto,io scelsi la mia sinistra e di conseguenza Gino alla destra.
Ci fu subito un silenzio di tomba,sembrava che tutti dormissero di già, ma io ero sveglio con gli occhi apertissimi anche col buio pesto della stanza, speravo che Gino si avvicinasse un po’ a me,per farmi un po’ di compagnia in una circostanza per me nuova,in una camera dove ero quasi un estraneo ma niente.
Passavano i minuti e non riuscivo a chiudere gli occhi,guardavo sotto le lenzuola il corpo quasi nudo di Gino, che mi dava le spalle; decisi allora di avvicinarmi io a lui e vedere se dormiva ,studiare le sue reazioni. Non so perché ma avevo una voglia matta di cazzo, quasi me ne vergognavo, ma era cosi. Volevo che mi possedesse ,che froscio stavo diventando!
Niente,non si mosse di un centimetro,dormiva di già e allora decisi di approfittarne e misi la mano tra le sue mutande cercando quell’oggetto del desiderio che da quella volta famosa non avevo piu’ avuto modo di vedere e toccare: era caldo, non duro ma nemmeno piccolissimo e cominciai a carezzarlo con la mano, lo sentivo crescere e ad un tratto Gino mi tolse la mano allontanandola da li. Era adirato? non mi voleva più ?
Provai a carezzargli le spalle e lui con il capo faceva cenno di no, ma io morivo dalla voglia di essere scopato.
Decisi di girarmi dalla mia parte per cercare di dormire,ero un po’ seccato e triste per il suo comportamento.
Lui quasi immaginando la mia delusione, si giro’ verso di me e mi sussurro’ all’orecchio: è meglio se dimentichiamo quella storia,tu sei troppo preso e non voglio che ti sputtani poi scopando anche con altri e poi qua gli zii si accorgerebbero di tutto.
Io per tutta risposta misi la mia mano dentro il suo slip ed afferrai il pisellone cercando di portarmelo vicino al buco del culo: lui fece ancora resistenza ma il suo pisellone diceva il contrario, si era fatto durissimo e percio’ io continuai a provocarlo non mollando la presa.
Finalmente Gino si mosse, capii dai movimenti che si stava sfilando gli slip e poi abbasso’ i miei sino ai piedi,sfilandoli a loro volta.
Mi bisbiglio’ all’orecchio di non fare chiasso e comincio’ a inumidirmi il buchetto con la saliva, mi palpava le chiappe e poi sentii che stava mirando l’obbiettivo: punto’ la testolona del suo pisellone bollente in direzione del mio sfintere ben lubrificato e cerco’ di spingere invitandomi ad andargli anch’io incontro col culetto.
La situazione era per me eccitantissima, quel caldo tanto agognato nei giorni seguenti alla prima dolorosa esperienza mi piaceva da morire e cosi’ spinsi forte verso di lui facendo entrare tutta la testolona nel buco: cacciai involontariamente un leggero urlo,al quale replico’ uno degli zii: ebbe? Dormite da bravi.
Gino si fermo’ solo un secondo,poi prese a spingere ed indietreggiare ritmicamente per fare in modo che il suo cazzo entrasse senza farmi troppo male e cosi’ avenne. Finalmente avevo il suo cazzo nel culo ,quella era per me la vera prima volta,ero cosciente di cio’ che volevo e non mi fregava niente di cio’ che potevo diventare.Amavo il cazzo ormai ne ero certo e ne avevo uno nel culo.
Sentivo un piacere pazzesco finalmente.Mi sentivo la sua donna, amata e posseduta con dolcezza ma in profondità .Era soave stare cosi’ con le sue braccia intorno al mio corpo e il suo gran cazzo caldo dentro di me ,tutto che entrava e usciva dolcemente, nell’atto di monta. Mmmmmm che bello.Gli andavo incontro per sentirlo il piu’ dentro possibile e lui mi baciava il collo con passione.
Finalmente stavo facendo l’amore come avevo sognato nei giorni precedenti, mi sentivo desiderato e mi piaceva da morire essere trattato da donna, da troia.
Gino continuo’ a montarmi per una trentina di minuti,poi mi disse all’orecchio: ora ti riempio di sperma e ti incinto. Nemmeno finito di dirlo mi sentii inondare da quella dolcissima materia caldissima sperma,sborra.Era bellissimo sentirsi spruzzare dentro tanta roba calda, che goduria,restammo cosi’ immobili e ci addormentammo insieme, abbracciati.
Capii che non avrei piu’ potuto fare a meno di essere posseduto dal cazzo e sinceramente non mi importava, avevo li il mio uomo che mi avrebbe scopato sempre e senza sputtanarmi con altri. Ero felice.

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